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Maria Maddalena Bergamas

Maria Maddalena Bergamas (Gradisca d'Isonzo, 23 gennaio 1867Trieste, 22 dicembre 1953[1]) è stata la donna italiana che fu scelta in rappresentanza di tutte le madri italiane che avevano perso un figlio durante la Prima guerra mondiale, del quale non erano state restituite le spoglie.

BiografiaModifica

Maria Bergamas visse a Trieste, dove si era trasferita in gioventù, e dove risiedeva allo scoppio della Grande guerra.

Al tempo, sia Gradisca d'Isonzo sia Trieste erano parte integrante dell'impero austro-ungarico, perciò suo figlio Antonio fu arruolato nell'esercito austriaco. Nel 1916 Antonio disertò, fuggì in Italia e si arruolò volontario nel 137º reggimento di fanteria della Brigata Barletta con il nome di Antonio Bontempelli, una falsa identità imposta dal Regio Esercito per accogliere tra le sue file gli irredentisti. Mentre guidava l'attacco del suo plotone, durante un combattimento alle falde del monte Cimone di Tonezza, il 16 giugno 1916, Antonio fu raggiunto e ucciso da una raffica di mitraglia. Al termine della battaglia, nelle sue tasche fu trovato un biglietto nel quale si pregava di avvisare dell'avvenuta morte il sindaco di San Giovanni di Manzano, l'unica persona al corrente della sua reale identità. La salma di Antonio Bergamas fu dunque riconosciuta e sepolta assieme agli altri caduti nel cimitero di guerra di Marcesina sull'Altipiano dei Sette Comuni. Tuttavia, a seguito di un violento bombardamento che distrusse il cimitero, Bergamas e i compagni periti con lui risultarono ufficialmente dispersi.[2]

Dopo la guerra, Maria ebbe l'incarico di scegliere il corpo di un soldato tra undici salme di caduti non identificabili, raccolti in diverse aree del fronte. Il 28 ottobre 1921[3], nella Basilica di Aquileia, la donna fu posta di fronte alle undici bare allineate: appoggiò lo scialle sulla seconda bara e, dopo essere passata davanti alle prime, non riuscì a proseguire nella ricognizione e si accasciò al suolo davanti alla decima bara urlando il nome del figlio su cui, per questo motivo, cadde la scelta[4].

La salma prescelta fu posta all'interno del Monumento al Milite Ignoto, presso il Vittoriano, a ricordo dei caduti della guerra. La cerimonia solenne avvenne il giorno 4 novembre 1921.

Secondo la testimonianza della figlia Anna, la madre era decisa a scegliere l'ottava o la nona bara, poiché quelli erano i numeri che ricordavano la nascita e la morte di Antonio; ma giunta dinanzi alle bare provò un senso di vergogna, e poiché nulla dovesse ricordare suo figlio, scelse la decima affinché il simbolo che sarebbe andato a Roma fosse davvero un soldato ignoto.[5]

Maria Bergamas morì a Trieste il 22 dicembre 1953 e l'anno successivo, il 3 novembre 1954, la salma fu riesumata e sepolta nel cimitero di guerra di Aquileia retrostante la basilica, vicino ai corpi degli altri 10 militi ignoti.

CuriositàModifica

A Gradisca d'Isonzo (GO), in Via Bergamas 39, esiste ancora la casa dove Maria ed Antonio abitarono. Una targa ricorda: "In questa casa nacque Antonio Bergamas che irradiata la giovinezza dell'ideale di Mazzini il XVIII giugno MCMXVI nel nome santo d'Italia suggellava sul Cimone la sua fede col sangue".[6]

NoteModifica

  1. ^ È morta la donna che scelse la salma del Milite Ignoto, La Stampa, 23 dicembre 1953
  2. ^ La storia del Milite Ignoto
  3. ^ Storia del Milite Ignoto, su cinquantamila.corriere.it. URL consultato il 14 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2016).
  4. ^ In ricordo del Milite Ignoto e di Maria Bergamas a Gradisca di Isonzo, su parrocchiagradisca.it. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  5. ^ Le salme senza nome di Aquileia simbolo emozionante della guerra, Francesco Rosso, La Stampa, 3 aprile 1968
  6. ^ Casa Bergamas a Gradisca d’Isonzo, su Turismo FVG. URL consultato il 20 ottobre 2019.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica