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Marito e moglie

film del 1952 diretto da Eduardo De Filippo
Marito e moglie
Maritoemoglie defilippo-ed.jpg
Eduardo De Filippo in una drammatica
scena del primo episodio del film
Titolo originaleMarito e moglie
Paese di produzioneItalia
Anno1952
Durata90 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia
RegiaEduardo De Filippo
Casa di produzioneFilm Costellazione
Distribuzione in italianoFilm Costellazione
Episodi
  • Tonio
  • Gennareniello

Marito e moglie è un film del 1952 che si sviluppa in due episodi, entrambi diretti ed interpretati da Eduardo De Filippo.

I due episodiModifica

primo episodio
soggetto: tratto dalla novella Tonio di Maupassant e sceneggiato da Eduardo De Filippo e Turi Vasile.
interpretato da: Eduardo De Filippo (don Matteo), Tina Pica (donna Rosalia), Ellide Lorini (Teresinella).
fotografia: Enzo Serafin; musica: Nino Rota; montaggio: Gisa Radicchi Levi.
regia: Eduardo de Filippo
Trama: Un pover'uomo, reso immobile da una paralisi, viene costretto dalla tirannica moglie a covare le uova.

secondo episodio
soggetto: tratto dall'atto unico Gennareniello di Eduardo De Filippo.
interpretato da: Eduardo De Filippo (Gennarino), Titina De Filippo (Concetta), Tina Pica (zia Fedora), Luciana Vedovelli (Annamaria), Giuseppe Pica (il figlio scemo).
fotografia: Pier Ludovico Pavoni; musica: Nino Rota; montaggio: Gisa Radicchi Levi.
regia: Eduardo de Filippo
Trama : Gennarino, nonostante conduca una grigia esistenza assieme ad una moglie insopportabile, un figlio minorato ed una sorella zitella, vive nella speranza di qualche fatto nuovo che gli possa cambiare la condizione di vita.

 
Eduardo De Filippo studia le inquadrature del primo episodio del film con il direttore della fotografia Enzo Serafin

Realizzazione del film ed esito commercialeModifica

La pellicola fu realizzata nei mesi estivi del 1951, anno in cui De Filippo si dedicò completamente all'attività cinematografica tralasciando momentaneamente il teatro. La sua lavorazione terminò nel mese di dicembre di quell'anno[1]; originariamente il suo titolo era Oggi, domani sposi, che fu poi cambiato in sede di distribuzione.

Il primo episodio era destinato ad essere l'episodio L'avarizia nella pellicola di produzione italo francese I sette peccati capitali, ma poi il contributo di Eduardo a tale film a più mani, prodotto anch'esso dalla Film Costellazione, si orientò su un altro soggetto[2], tratto da un racconto di Hervé Bazin, che egli interpretò con Paolo Stoppa ed Isa Miranda, con il titolo Avarizia ed ira.

L'incasso della pellicola non fu molto significativo: 61.750.000 di lire[3].

Critiche e commentiModifica

Marito e moglie fu considerato dai critici "un'opera minore" nella filmografia di Eduardo De Filippo, valutazione che non incise tuttavia sul giudizio relativo alla recitazione dell'attore napoletano. «La bravura dell'attore – scrisse La Stampa[4]» - riempie la scena e da sola basta a sostenere l'attenzione dello spettatore». Apprezzamento e simpatia anche per le interpreti femminili: la sorella Titina e Tina Pica, «che supera quante megère si sono mai viste sullo schermo e sul palcoscenico».

Analogo il giudizio del Corriere della sera[5] che descrisse il film come «una minore, e minima, pellicola di Eduardo De Filippo [a cui] è venuta la strana e stravagante idea di mettere insieme un racconto di Maupassant con un suo atto unico. Il risultato lascia freddi (...) il film non aggiunge niente ai meriti cinematografici di Eduardo». Ed anche in questo caso vi fu un elogio particolare per l'interpretazione di Tina Pica: «l'immagine stessa dell'arpia, quale diabolica ed eccellente attrice; Santippe al suo raffronto doveva essere un cherubino».

Anche per Tullio Kezich[6] si tratta di «un saggio minore e non disprezzabile di quell'interessantissimo regista che si è rivelato Eduardo de Filippo [che] pur valendosi di un pretesto alquanto labile ha tentato in questo bozzetto l'individuazione di una realtà sociale»

NoteModifica

  1. ^ Notizie sull'attività di De Filippo e la lavorazione del film sono tratte da diversi numeri del quindicinale Cinema, citati nella bibliografia.
  2. ^ Questa notizia è fornita dal critico Tullio Kezich nella sua recensione al film.
  3. ^ ìI dati sull’incasso del film sono tratti dal Dizionario dei film e confermati anche dal Catalogo Bolaffi, entrambi citati nella bibliografia.
  4. ^ La breve recensione del film, a firma Vice, è apparsa sul numero del 17 maggio 1952 del quotidiano.
  5. ^ La recensione, a firma Lan [Arturo Lanocita] fu pubblicata sul quotidiano milanese dell'8 marzo 1952.
  6. ^ Commento pubblicato sul n. 5, giugno-luglio 1952, del periodico La rassegna del film.

BibliografiaModifica

  • Quindicinale Cinema, n. 77 del 31 dicembre 1951 e n.84 del 15 aprile 1952.
  • Ornella Levi (a cura di): Catalogo Bolaffi del cinema italiano. Bolaffi Edit. Torino, 1967. ISBN non esistente
  • Roberto Chiti, Roberto Poppi: Dizionario del Cinema Italiano – volume II (1945-1959). Gremese Edit. Roma, 1991. ISBN 88-7605-548-7

Collegamenti esterniModifica

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