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Mappa tridimensionale della materia oscura elaborata da NASA, ESA e R. Massey (CALTECH)

In cosmologia con materia oscura si definisce un'ipotetica componente di materia che non è direttamente osservabile, in quanto, diversamente dalla materia conosciuta, non emette radiazione elettromagnetica e si manifesta unicamente attraverso gli effetti gravitazionali[1].

In base a diverse osservazioni sperimentali si ipotizza che la materia oscura costituisca la grandissima parte, quasi il 90%, della massa presente nell'universo.

Indice

GeneralitàModifica

 
Stima della distribuzione della massa-energia nell'universo (rilevazioni del 2013): Energia oscura, Materia oscura, Materia conosciuta

Nonostante dettagliate mappe dell'Universo vicino, che coprono lo spettro elettromagnetico dalle onde radio ai raggi gamma, si è riusciti ad individuare solo il 10% della sua massa, come dichiarato nel 2001 al New York Times da Bruce H. Margon, astronomo all'Università di Washington:

« È una situazione alquanto imbarazzante dover ammettere che non riusciamo a trovare il 90% [della materia] dell'Universo. »

Le più recenti misure indicano che la materia oscura costituirebbe circa l'86% della massa dell'universo e circa il 27% della sua energia.

Inizialmente veniva indicata come "massa mancante", nonostante effettivamente esista materia, in quanto sono osservabili gli effetti gravitazionali della sua massa. Tuttavia questa materia non emette alcuna radiazione elettromagnetica e non risulta pertanto individuabile dagli strumenti di analisi spettroscopica, da cui l'aggettivo "oscura". Il termine massa mancante può essere fuorviante, dato che non è la massa a mancare, ma solo la sua "luce".

Va precisato che il concetto di materia oscura ha senso all'interno dell'attuale modello standard della cosmologia basato sul Big Bang, per due ragioni fondamentali:

  • non si potrebbe altrimenti spiegare la formazione di galassie e ammassi di galassie nel tempo calcolato dall'evento iniziale del Big Bang stesso
  • in uno scenario cosmologico come l'attuale, che prevede come unica forza cosmologica la gravità, non si spiegherebbe come le galassie si possano mantenere integre, dato che la materia visibile, composta da barioni, non è in grado di sviluppare una sufficiente attrazione gravitazionale

Se l'attuale modello standard della cosmologia dovesse risultare errato, si potrebbe non avere necessità del concetto di materia oscura, giacché l'ipotesi della sua esistenza deriva solo dalla violazione di un modello matematico e non da alcuna dimostrazione sperimentale certa.

La materia oscura non va confusa con la diversa ipotesi che va sotto il nome di energia oscura.

Cenni storiciModifica

 
Variazione della materia oscura con la distanza (dati HST)

Nel 1933 l'astronomo Fritz Zwicky stava studiando il moto di ammassi di galassie lontani e di grande massa, nella fattispecie l'ammasso della Chioma e quello della Vergine. Zwicky stimò la massa di ogni galassia dell'ammasso basandosi sulla sua luminosità e sommò tutte le masse galattiche per ottenere la massa totale dell'ammasso. Ottenne poi una seconda stima indipendente della massa totale, basata sulla misura della dispersione delle velocità individuali delle galassie nell'ammasso; questa seconda stima di massa dinamica era 400 volte più grande della stima basata sulla luce delle galassie.

Sebbene prove sperimentali ci fossero già ai tempi di Zwicky, fu solo negli anni settanta che gli scienziati iniziarono ad esplorare questa discrepanza in modo sistematico e che l'esistenza della materia oscura iniziò ad essere considerata. La sua scoperta non avrebbe solo risolto la mancanza di massa negli ammassi di galassie, ma avrebbe avuto conseguenze di ben più larga portata sulla capacità dell'uomo di predire l'evoluzione e il destino dell'Universo.

Potenziali prove della materia oscuraModifica

La rotazione delle GalassieModifica

 
Curva di rotazione della galassia: (A): predetta; (B): osservata.

Un'importante prova osservativa della necessità della materia oscura fu fornita dalle curve di rotazione delle galassie spirali. Queste galassie contengono una vasta popolazione di stelle poste su orbite quasi circolari attorno al centro galattico. Come accade per le orbite planetarie, secondo la terza legge di Keplero le stelle con orbite galattiche più grandi dovrebbero avere velocità orbitali minori; ma la terza legge di Keplero è applicabile soltanto a stelle vicine alla periferia di una galassia spirale, poiché presuppone che la massa racchiusa dall'orbita sia costante.

Tuttavia gli astronomi hanno condotto osservazioni delle velocità orbitali delle stelle nelle regioni periferiche di un gran numero di galassie spirali, e in nessun caso esse seguono la terza legge di Keplero. Invece di diminuire a grandi raggi, le velocità orbitali rimangono con ottima approssimazione costanti. L'implicazione è che la massa racchiusa da orbite di raggio via via maggiore aumenti, anche per stelle che sono apparentemente vicine al limite della galassia. Sebbene si trovino presso i confini della parte luminosa della galassia, questa ha un profilo di massa che apparentemente continua ben al di là delle regioni occupate dalle stelle.

Considerando le stelle presso la periferia di una galassia spirale, con velocità orbitali osservate normalmente di 200 chilometri al secondo, se la galassia fosse composta solo dalla materia visibile queste stelle l'abbandonerebbero in breve tempo, dato che le loro velocità orbitali sono quattro volte più grandi della velocità di fuga dalla galassia. Dato che non si osservano galassie che si stiano disperdendo in questo modo, al loro interno deve trovarsi della massa di cui non si tiene conto quando si somma la massa di tutte le parti visibili.

Le lenti gravitazionaliModifica

 
Lente gravitazionale in un gruppo di galassie

Un'altra possibile prova dell'esistenza della materia oscura è data dalle lenti gravitazionali. La massa visibile risulta insufficiente per creare una lente gravitazionale, per cui si prefigura la presenza di massicce quantità di materia oscura, ottenendo una massa totale in grado di deviare il percorso della luce.

La deviazione della luceModifica

Nel 2008, grazie allo studio di diversi ricercatori, tra cui francesi e canadesi coordinati dall'Istituto di Astrofisica di Parigi, si ebbe un ulteriore importante indizio della presenza di materia oscura. Utilizzando il telescopio Canada-France-Hawaii Telescope (Cfht), posto sul monte Mauna Kea nelle Hawaii, gli studiosi osservarono migliaia di immagini per verificare la deviazione che la luce subiva nel suo viaggio cosmico, constatando che essa veniva deviata anche in punti dove non erano visibili masse. Le osservazioni di questi effetti gravitazionali costituiscono una delle maggiori prove dell'esistenza di materia oscura.

Altri aspetti sperimentaliModifica

Il 21 agosto 2006, la NASA ha rilasciato un comunicato stampa secondo cui il telescopio Chandra avrebbe trovato prove dirette dell'esistenza della materia oscura nello scontro tra due ammassi di galassie.[2] All'inizio del 2007, gli astronomi del Cosmic Evolution Survey e Hubble Space Telescope, utilizzando le informazioni ottenute dal telescopio Hubble e da strumenti a terra, hanno tracciato una mappa della materia oscura rilevando che questa permea l'universo; ove si trova materia visibile deve essere presente anche grande quantità di materia oscura, ma questa è presente anche in zone dove non si trova materia visibile.[3]

Il 3 aprile 2013, gli scienziati della NASA hanno riferito che una traccia di materia oscura potrebbe essere stata rilevata dalla Alpha Magnetic Spectrometer sulla Stazione Spaziale Internazionale[4][5][6][7][8][9]. I primi risultati della "Space-borne Alpha Magnetic Spectrometer" evidenziano un eccesso di positroni ad alta energia nei raggi cosmici, per il quale una delle spiegazioni possibili è la presenza di materia oscura.

Ipotesi sulla materia oscuraModifica

Ipotesi prevalentiModifica

In letteratura sono comparse numerose teorie per spiegare la natura della cosiddetta "massa mancante", legate a diversi fenomeni. La materia oscura sarebbe localizzata nel "nero" che circonda le stelle e viene distinta fondamentalmente in barionica e non barionica:

  • La materia oscura barionica è quella composta da materia del tutto simile a quella che costituisce le stelle, i pianeti, la polvere interstellare, ecc., che però non emette radiazioni. Altri possibili costituenti della materia oscura barionica sono stati indicati nei MACHO (Massive Compact Halo Objects), oggetti compatti di grande massa dell'alone galattico.
  • La materia oscura non barionica è rappresentata principalmente dalle ipotetiche particelle WIMP (Weakly Interacting Massive Particles), dotate di grande massa unitaria, composte da materia intrinsecamente diversa dalla abituale barionica e debolmente interagente con essa, e quindi difficilmente rilevabili. Si ipotizza possa trattarsi di particelle supersimmetriche quali neutralini, o neutrini massicci, o assioni, o altre particelle mai osservate e soggette solo alla forza gravitazionale e all'interazione nucleare debole. Tre tipi di esperimenti cercano di rivelare queste particelle: I) producendole in acceleratori di particelle, II) vedendo l'energia che dovrebbero rilasciare quando urtano con la materia ordinaria, III) annichilazioni fra particelle di materia oscura presenti attorno al centro della galassia o del sole potrebbero dare particelle normali, quali neutrini, positroni, anti-protoni. Inoltre, la scoperta che il neutrino ha massa, seppur estremamente bassa, lo rende candidato a rappresentare almeno una quota della materia oscura e potrebbe in parte spiegare l'eccesso di massa degli ammassi e superammassi di galassie, ma non quello delle singole galassie, perché esso si muove a velocità prossima a quella della luce, sfuggendo prima o poi all'attrazione gravitazionale ed uscendo da esse.

Ulteriori ipotesi riguardano i buchi neri primordiali, le stelle brune, le stelle solitoniche, le stelle di bosoni e le pepite di quark.

Si pensa che almeno il 90% della materia oscura sia non barionica. Infatti, essendo l'abbondanza cosmica del deuterio (un atomo di deuterio per ogni 100 000 di idrogeno) estremamente sensibile alla densità della materia sotto forma di barioni, una densità barionica maggiore avrebbe per conseguenza una presenza di deuterio molto più bassa. Al contrario, l'abbondanza di deuterio osservata è compatibile con la densità della materia rilevabile.

Viene fatta una distinzione anche in Materia oscura fredda, rappresentata essenzialmente dalle ipotetiche particelle "lente" WIMP, e Materia oscura calda, rappresentata dai neutrini, che, come detto, sono particelle superveloci.

Nella teoria delle stringhe, in particolare nelle varianti del mondo-brana e dell'universo ecpirotico, la materia oscura non è altro che la forza di gravità della materia ordinaria di un'altra brana, vicina ma invisibile, costituita da stringhe.[10]

Teorie alternativeModifica

Una minoranza di ricercatori non considera soddisfacente l'ipotesi della materia oscura come spiegazione degli effetti osservati. Tra questi:

  • Arrigo Finzi, gravitazione modificata, 1963. [senza fonte]
  • Robert Sanders, gravitazione modificata, 1984. [senza fonte]
  • John W. Moffatt, gravitazione non simmetrica (NGT, Nonsymmetric Gravitational Theory), 1994[11]
  • Alexander Mayer, 2005. [senza fonte]
  • Mordehai Milgrom, teoria MOND, 1981, acronimo di Modified Newtonian Dynamics (dinamica newtoniana modificata).[12] Essa prevede che sulle scale di accelerazione tipiche delle zone esterne delle galassie la legge di gravitazione universale di Newton debba essere leggermente modificata, in modo da tener conto delle curve di rotazione piatte senza fare ricorso alla materia oscura. La teoria MOND è stata anche sostenuta e rielaborata dal pioniere della termodinamica dei buchi neri, Jacob David Bekenstein.
  • Jacob Bekenstein, tensor-vector-scalar gravitation (TeVeS), 2004.[13]
  • Dragan Slavkov Hajdukovic fisico del CERN ha proposto una nuova teoria[14] che ipotizza la materia oscura come un'illusione creata dalla polarizzazione gravitazionale.
  • Alexander Kashlinsky, ricercatore presso il Goddard Space Center della NASA ha ipotizzato che la materia oscura sia costituita da buchi neri primordiali. Tale ipotesi è stata proposta studiando i dati sulle radiazioni infrarosso di fondo osservate dal telescopio Spitzer e i dati di Chandra delle emissioni a raggi X nelle stesse regioni di cielo.[15][16]

Le teorie che prevedono una modifica della dipendenza del campo gravitazionale dalla distanza si sono rivelate inadatte a rendere ragione delle curve di rotazione delle galassie a spirale, perché le loro previsioni risulterebbero in conflitto con altre dimostrazioni osservative universalmente accettate.[senza fonte] La teoria MOND è difficilmente compatibile con la relatività generale, ma rappresenta l'ambito di ricerca meglio conosciuto realisticamente competitivo con il paradigma della materia oscura nella spiegazione dei moti galattici.[senza fonte]

Nessuna singola teoria è stata finora del tutto accettata dalla comunità astronomica poiché attualmente impossibile da verificare in modo risolutivo.

Riferimenti nell'immaginario modernoModifica

  • Nella saga letteraria dello scrittore di fantascienza Valerio Evangelisti dedicata a Nicolas Eymerich, è descritta la presenza di una forma di particelle sconosciuta, dette positroni. Tali entità sarebbero in grado di interagire con la mente umana e viceversa, rendendo difficile la misurazione del mondo subatomico, fornendo così una spiegazione fantasiosa al principio di indeterminazione di Heisenberg.
  • Nella trilogia fantasy Queste oscure materie di Philip Pullman e nel film La bussola d'oro tratto dal primo volume, la materia oscura ha un ruolo centrale sotto il nome di "polvere"; la connessione tra i due concetti è resa esplicita a partire dal secondo romanzo, La lama sottile, la cui co-protagonista è una ricercatrice contemporanea del nostro mondo che si interessa appunto di materia oscura, rappresentata come una sostanza impalpabile che filtra tra gli universi, misteriosamente legata al libero arbitrio umano.
  • Nel videogioco di fantascienza Ogame, a partire dalla versione 0.76c la materia oscura è utilizzata come credito per i servizi a pagamento, acquistandola od ottenendone piccolissime quantità in gioco attraverso particolari missioni.
  • In alcuni episodi di Final Fantasy la materia oscura è un oggetto molto raro, in genere usato per infliggere grandi danni ai nemici o per la composizione di mix alchemici di vario effetto.
  • Nel mondo di Futurama, la materia oscura viene usata come combustibile per astronavi e macchine.
  • Nel libro di Glenn Cooper Il calice della vita, l'autore indica la materia oscura come la responsabile della resurrezione di Cristo: il Graal, composto per metà di materia ordinaria e per metà di materia oscura, permette la resurrezione di coloro che vi hanno bevuto.

NoteModifica

  1. ^ Recenti studi (A. Boyarsky, O. Ruchayskiy, D. Iakubovskyi, and J. Franse, Phys. Rev. Lett. 113, 251301 – Published 15 December 2014) hanno evidenziato che l'emissione di raggi X da sorgente ignota da alcune galassie vicine potrebbe essere correlato all'emissione di radiazione da parte di materia oscura.Vedere: Unidentified Line in X-Ray Spectra of the Andromeda Galaxy and Perseus Galaxy Cluster Phys. Rev. Lett. 113, 251301 – Published 15 December 2014 A. Boyarsky, O. Ruchayskiy, D. Iakubovskyi, and J. Franse, journals.aps.org. URL consultato il 25 febbraio 2015.
  2. ^ (EN) Comunicato stampa della NASA
  3. ^ Mappa della materia oscura
  4. ^ Aguilar, M. et al. (AMS Collaboration), First Result from the Alpha Magnetic Spectrometer on the International Space Station: Precision Measurement of the Positron Fraction in Primary Cosmic Rays of 0.5–350 GeV, in Physical Review Letters, 3 aprile 2013. URL consultato il 3 aprile 2013.
  5. ^ Staff, First Result from the Alpha Magnetic Spectrometer Experiment, su AMS Collaboration, 3 aprile 2013. URL consultato il 3 aprile 2013.
  6. ^ John Heilprin e Seth Borenstein, Scientists find hint of dark matter from cosmos, in AP News, 3 aprile 2013. URL consultato il 3 aprile 2013.
  7. ^ Jonathan Amos, Alpha Magnetic Spectrometer zeroes in on dark matter, in BBC, 3 aprile 2013. URL consultato il 3 aprile 2013.
  8. ^ Trent J. Perrotto e Josh Byerly, NASA TV Briefing Discusses Alpha Magnetic Spectrometer Results, su NASA, 2 aprile 2013. URL consultato il 3 aprile 2013.
  9. ^ Dennis Overbye, New Clues to the Mystery of Dark Matter, in New York Times, 3 aprile 2013. URL consultato il 3 aprile 2013.
  10. ^ Michio Kaku, Mondi paralleli. Un viaggio attraverso la creazione, le dimensioni superiori e il futuro del cosmo, Torino, Ed.Codice, 2006, ISBN 88-7578-054-4
  11. ^ J. W. Moffat, "Nonsymmetric Gravitational Theory", Nov 1994
  12. ^ Mordehai Milgrom; Do Modified Newtonian Dynamics Follow from the Cold Dark Matter Paradigm?, Astrophysical Journal, May 2002
  13. ^ J.D. Bekenstein, Phys. Rev. D70, 083509 (2004), Erratum-ibid. D71, 069901 (2005) arXiv:astro-ph/0403694
  14. ^ Is dark matter an illusion created by the gravitational polarization of the quantum vacuum?, arxiv, 4 giugno 2011
  15. ^ (EN) A. Kashlinsky, LIGO GRAVITATIONAL WAVE DETECTION, PRIMORDIAL BLACK HOLES, AND THE NEAR-IR COSMIC INFRARED BACKGROUND ANISOTROPIES, in The Astrophysical Journal Letters, vol. 823, nº 2, 24 maggio2016.
  16. ^ E se la materia oscura fosse fatta di buchi neri?, media.inaf.it.

BibliografiaModifica

  • Lawrence Krauss, Il mistero della massa mancante nell'Universo, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2000, ISBN 978-88-7078-652-1.
  • Jonathan Feng, Mark Trodden, Le Scienze/1346030 Il lato oscuro dell'universo , in Le Scienze, nº 509, gennaio 2011, pp. 34-41, ISSN 0036-8083.
  • Richard Panek, Il 4% dell'universo. La storia della scoperta della materia oscura e dell'energia oscura, 2012, Codice Edizioni, ISBN 978-887578309-9
  • Lisa Randall, L'Universo invisibile, Dalla scomparsa dei dinosauri alla materia oscura. Le imprevedibili connessioni del nostro mondo, 2015, Il Saggiatore, ISBN 9788842822837.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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