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BiografiaModifica

Atleta dal fisico minuto, conosciuto anche con il soprannome di "grillo", ha avuto una carriera caratterizzata da una crescita costante delle prestazioni, nonostante un'iniziale difficoltà ad adattarsi alla nuova tecnica detta del passo pattinato, ma di cui presto diventa insieme ai compagni di squadra italiani uno dei migliori interpreti[1].

Stagioni 1978-1984Modifica

Entrò in nazionale già ventisettenne, nel 1977, grazie alla vittoria nella 50 km dei Campionati italiani di quell'anno. In seguitò partecipò a due edizioni dei Giochi olimpici invernali (Lake Placid 1980 e Sarajevo 1984) e a due dei Campionati mondiali (Lahti 1978 e Oslo 1982) senza conseguire risultati di rilievo, ma in costante miglioramento[1].

A Lake Placid fu 31° nella 15 km, 20° nella 30 km, non concluse la 50 km, 6° in staffetta; a Sarajevo fu 9° nella 15 km, 9° nella 30 km, 22° nella 50 km, 7° in staffetta. In Coppa del Mondo ottenne il primo risultato di rilievo il 24 gennaio 1982 nella 30 km di Brusson (17°) e il 7 marzo seguente conquistò il primo podio, nella 50 km di Lahti (3°).

Stagioni 1985-1990Modifica

Ai Campionati mondiali di sci nordico 1985 di Seefeld in Tirol ottenne le prime medaglie iridate in carriera, bronzo nella 15 km e argento nella 50 km e nella staffetta, proprio nell'edizione nella quale si affermava il passo pattinato[1]. Nella seguente edizione, disputatasi a Oberstdorf nel 1987, conquistò la prima medaglia d'oro e l'ottenne nella 50 km, la gara più lunga, che condusse in testa dall'inizio alla fine[1].

L'anno successivo ai XV Giochi olimpici invernali di Calgary 1988 conquistò la sua prima medaglia olimpica, giungendo secondo nella 50 km dietro allo svedese Gunde Svan. Non vinse invece alcuna medaglia ai Mondiali di Lahti nel 1989.

Stagioni 1991-1994Modifica

Dopo aver ottenuto l'unica vittoria in Coppa il 1º marzo 1991 nella staffetta di Lahti[2], un bronzo nei Mondiali svolti in Val di Fiemme nel 1991 e altre due medaglie d'argento ai XVI Giochi olimpici invernali di Albertville 1992 e ai Mondiali del 1993, ai XVII Giochi olimpici invernali di Lillehammer 1994 conquistò il risultato più prestigioso della carriera con la vittoria conquistata nella staffetta 4x10 km insieme a Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner, davanti ai favoriti norvegesi.

Si ritirò al termine della stagione 1994; in carriera riportò anche quattro successi nella Marcialonga, la più importante granfondo che si svolge in Italia[1].

Altre attivitàModifica

Nella Cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006 è stato uno dei protagonisti dell'ultima parte della staffetta della fiamma olimpica assieme ai compagni del quartetto vincente nella 4x10 km di Lillehammer[3]: insieme ricevettero la torcia da Alberto Tomba; a De Zolt, il più anziano del gruppo, il compito di reggere la fiaccola durante il breve tragitto per consegnarla poi a Piero Gros.

PalmarèsModifica

OlimpiadiModifica

MondialiModifica

Coppa del MondoModifica

  • Miglior piazzamento in classifica generale: 9º nel 1991
  • 4 podi (3 individuali, 1 a squadre[5]), oltre a quelli conquistati in sede olimpica o iridata e validi ai fini della Coppa del Mondo:
    • 1 vittoria (a squadre)
    • 3 terzi posti (individuali)

Coppa del Mondo - vittorieModifica

Data Luogo Paese Disciplina
1º marzo 1991 Lahti   Finlandia 4x10 km
(con Silvio Fauner, Giorgio Vanzetta e Alfred Runggaldier)

Campionati italianiModifica

  • 19 ori (10 nella 50 km, 5 nella 20 km, 4 nella 5 km)[1]

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Giorgio Brusadelli, Maurilio De Zolt, in Skiroll.it. URL consultato il 13 ottobre 2011.
  2. ^ Profilo di Alfred Runggaldier su Fondoitalia.it, su fondoitalia.it. URL consultato il 17 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  3. ^ "L'emozione olimpica della Cerimonia d’Apertura" sul sito ufficiale Torino 2006, su torino2006.it. URL consultato il 13 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2012).
  4. ^ a b c d e f g h i Gara valida anche ai fini della Coppa del Mondo.
  5. ^ Fino al 2000 dati parziali per le prove a squadre.
  6. ^ Collari d'oro 2015, su coni.it. URL consultato il 28 dicembre 2018.

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