Montù Beccaria

comune italiano
Montù Beccaria
comune
Montù Beccaria – Stemma
Montù Beccaria – Veduta
Le scuole
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
SindacoAmedeo Pietro Quaroni (lista civica) dal 30-5-2006
Territorio
Coordinate45°02′N 9°19′E / 45.033333°N 9.316667°E45.033333; 9.316667 (Montù Beccaria)Coordinate: 45°02′N 9°19′E / 45.033333°N 9.316667°E45.033333; 9.316667 (Montù Beccaria)
Altitudine277 m s.l.m.
Superficie15,49 km²
Abitanti1 659[1] (31-8-2019)
Densità107,1 ab./km²
FrazioniBergamasco, Bosco Negredo, Casa Barbieri, Casa Bianca, Costa Montefedele, Figale, Loglio di Sopra, Loglio di Sotto, Maccarone dei Frati, Moriano, Poggiolo, Roncole
Comuni confinantiBosnasco, Canneto Pavese, Castana, Montescano, Rovescala, San Damiano al Colle, Santa Maria della Versa, Stradella, Zenevredo
Altre informazioni
Cod. postale27040
Prefisso0385
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT018100
Cod. catastaleF701
TargaPV
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 947 GG[3]
Nome abitantimontuesi
PatronoMadonna del Rosario
Giorno festivo7 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montù Beccaria
Montù Beccaria
Montù Beccaria – Mappa
Posizione del comune di Montù Beccaria nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Montù Beccaria (Muntü in dialetto oltrepadano) è un comune italiano di 1 659 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nelle colline dell'Oltrepò Pavese, in valle Versa.

StoriaModifica

Fin dall'epoca longobarda il territorio fu una pertinenza monastica dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata nel 614 dall'abate San Colombano, il cui possedimento della corte di Auliano di Monte Acuto (Aulianum) che si estendeva in Val Versa fra la Valle Scuropasso e la Val Tidone nel piacentino, nel territorio dell'odierno Montù Beccaria e dei confinanti comuni odierni di Pietra de' Giorgi, Broni, San Cipriano Po, Portalbera, Arena Po, Spessa, Cigognola, Castana, Canneto Pavese, Montescano, Rovescala, San Damiano al Colle, Zenevredo, Bosnasco ed adiacenze fra le corti di Memoriola (Borgoratto Mormorolo) e la Valle del Coppa a ovest, Soriasco (Santa Maria della Versa) appena a sud e le corti della Val Tidone di Pecorara, Nibbiano, Mascandola e Vicobarone (Ziano Piacentino) a sud-est[4][5][6] inseriti nel grande feudo reale ed imperiale monastico bobbiese. La corte monastica di Auliano era localizzata nella zona di Monte Acuto, posta appena fuori Begoglio (ultra plebem Bogolium) a nord di quella di Soriasco, essa era una grande domusculta gestita da 20 livellari del monastero ed altrettanti massari, le terre erano dedicate a grano, a vigna con produzione di vino pregiato (ben 3 150 litri di vino all'anno)[7][8], a pascolo e a selva, la domus coltilis del borgo e lo xenodochio di San Benedetto, e la domus coltilis di Vinzasco una sorte con un reddito annuo di 12 denari; citate nella corte anche le celle monastiche di Montù (Monte Acuto), Pietra de' Giorgi (Petra), Pecorara (Peccoraria), Castagnara, Broni (Brioni o Brouna), Colombarone, San Cipriano Po (Sancti Cipriani de Ruyno), corte di Portalbera, porto Peducoloso (Portum Peducolosum), Spessa (Spixiam), Rovescala (Rovecla o Roveclam) e la corte di Sparano (Spariani) di Bosnasco. Il fondo agricolo rendeva al monastero di Bobbio annualmente 162 moggia di grano, 40 anfore di vino, 7 soldi e 10 denari, 46 polli ed uova. Sul vino un grazie anche all'apporto di Colombano e dei suoi monaci che hanno importato il "nuovo vino" ottenuto per fermentazione dei mosti nelle botti di legno, in sostituzione del "vino romano" ottenuto mediante mosto cotto fermentato ed allungato con acqua, miele ed aromi che si aggiungevano per coprire il dolciastro o l'acido.

Montù Beccaria appare ancora, come Monte Acuto, nel diploma del 1164 con cui l'imperatore Federico Barbarossa concesse la maggior parte dell'Oltrepò alla città di Pavia. Lo stesso documento nomina anche Figaria, probabilmente l'attuale frazione Figale. Montù era dotato di un castello, che fu distrutto nel 1216 dai Piacentini in lotta con i Pavesi, ma fu poi ricostruito. Verso la fine dello stesso secolo divenne dominio dei Beccaria, anzi una delle loro principali piazze strategiche. Nel 1412 il ramo di Pieve del Cairo dei Beccaria ne ricevette regolare infeudazione.

Nel 1591 questo ramo della casata si estinse con il conte Aureliano; egli lasciò in eredità il castello ai padri Barnabiti, che per lungo tempo furono i maggiori proprietari terrieri del comune. Il feudo invece fu incamerato, e venduto nel 1609 ai Salimbene, da cui passò ai Bellone (1665) e nel secolo successivo (1786) ai Martin[9], che lo tennero fino all'abolizione del feudalesimo nel 1797.

Ancora nel XVIII secolo esisteva un piccolo comune a est di Montù, cioè Sarizzola, che si trova vicino alla frazione Costa Montefedele. Esso (che probabilmente non apparteneva al feudo di Montù) fu aggregato all'attuale capoluogo prima della fine di quel secolo.

Il 9 aprile 1972,[10] durante la campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 1972, Giuseppina Modena interruppe un comizio del deputato missino Franco Servello,[11] colpendolo col bastone da passeggio: per questo la donna venne tratta in arresto insieme ad altre otto persone (tra cui Rinaldo Nalli e Luigi Pastorelli, rispettivamente consiglieri comunali del PSI e del PCI) e processata, ma alla fine venne assolta nel 1976.[12] Dario Fo e Franca Rame dedicarono un monologo teatrale, Mamma Togni, a questo episodio.

Monumenti e luoghi di interesseModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[13]

AmministrazioneModifica

Comunità montaneModifica

Fino al 2009 faceva parte della Comunità montana Oltrepò Pavese.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 171, 180, 188, 211, 212, 234, 245, 246, 275, 278, 329, 333, 359, 374, 376.
  5. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 58, 86.
  6. ^ Destefanis, pp. 67-70.
  7. ^ La Cantina Storica di Montù Beccaria, la pieve romanica di Auliano ed il monastero di Bobbio
  8. ^ Da Il Trasferimento del corpo di San Colombano da Bobbio a Pavia: 17 – 30 Luglio 929, Le corti e celle della Val Versa e la corte di Auliano
  9. ^ I Martin di Torino, originari della Tarantasia furono nominati Conti di Montù Beccaria. Diedero diversi alti ufficiali all'esercito piemontese, e sono noti alla storia come Martin di Montù Beccaria o anche semplicemente Martin Montù (vedi stemma)
  10. ^ Cronologia 9 aprile 1972, su Fondazione Cipriani.
  11. ^ Servello e Mamma Togni, su ANPI Lombardia, 20 ottobre 2015.
  12. ^ Senza titolo, in La Provincia Pavese, 3 novembre 2015.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, I.
  • Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, III.
  • Eleonora Destefanis, Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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