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1leftarrow blue.svgVoce principale: Bari#Geografia antropica.

I quartieri e municipi di Bari

La voce descrive le principali caratteristiche storiche e socio-urbanistiche delle suddivisioni territoriali del Comune di Bari.

Indice

StoriaModifica

La formazione urbanistica del Comune di Bari è piuttosto disomogenea ed in gran parte risalente al '900.

Dall'antichità al XX secoloModifica

Nell'antichità i confini di Bari erano limitati all'odierna città vecchia, sita su un'appendice di terra protesa sul mare e circondata dalle sue mura. Solo nel 1813, a causa dell'ampliamento del porto, la città cominciò a ingrandirsi e Gioacchino Murat firmò il decreto di costruzione del "borgo nuovo" (o "murattiano") in una zona pianeggiante a sud del vecchio centro, mentre le mura che cingevano il borgo antico verso l'interno vennero smantellate e sostituite dall'attuale corso Vittorio Emanuele II. Ancora oggi è evidente il doppio aspetto urbanistico e stilistico del centro, diviso tra il borgo vecchio (di impianto medievale) - formato da vie strette ed intricate, che si sviluppano a corti e formano una specie di raggiera convergente verso le due chiese maggiori (San Nicola e San Sabino) - e l'ottocentesco quartiere murattiano, a maglia ortogonale.

XX e XXI secoloModifica

Al primo trentennio del '900 risale la costruzione dei rioni Libertà e Marconi, a Nord-Ovest del centro e Madonnella a Sud-Est. Proprio con la costruzione del quartiere Madonnella e del lungomare monumentale (con palazzi pubblici imponenti, in stile rigido ed autoritario) il regime fascista si proponeva di cambiare l'aspetto della città capoluogo secondo i propri dettami e tuttora, gran parte del lungomare e del rione Madonnella costituiscono una storica, concreta testimonianza dell'architettura ed urbanistica fascista.

Nel 1928 il Ministro dei lavori pubblici Araldo di Crollalanza, nell'intento di dar forma alla grande Bari, ordinò con un decreto l'inclusione nella giurisdizione barese di comuni e frazioni (con storie e tradizioni generalmente poco legate al capoluogo) siti nel raggio di alcuni chilometri dal centro. Divennero quindi frazioni Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto (cittadine a Sud-Est di Bari, prima comuni autonomi); San Giorgio, Torre a Mare, Palese (unita alla barese Macchie) e Santo Spirito vennero invece, sottratte rispettivamente ai comuni di Triggiano, Noicattaro, Modugno e Bitonto: la pianta urbana diventava un'"aquila" con le ali spiegate (forma di ovvio riferimento fascista).

Nel secondo dopoguerra si espansero i quartieri di Picone, Carrassi e San Pasquale, separati dal centro dalla ferrovia Adriatica (e già discretamente urbanizzati prima del secondo conflitto mondiale). Negli anni '50 veniva avviata l'urbanizzazione delle zone Fesca e San Girolamo (allora abitate da pescatori), poste sul litorale a Nord, fra il quartiere Marconi e Palese mentre a Ovest, nell'interno e nei pressi di Palese e Modugno veniva avviata la costruzione della zona industriale e del quartiere popolare San Paolo. A sud di Santo Spirito venivano edificati i quartieri popolari Enziteto (attuale San Pio) e Catino. Negli anni '60 aveva inizio, a sud-est di Madonnella, l'edificazione dell'ora grandissimo quartiere dormitorio e periferico di Japigia. A sud, accanto a Picone e Carrassi veniva edificato Poggiofranco (il rione più moderno e ricco della città).

Negli anni '70 il collegamento della città (e di essa con i comuni contigui) viene notevolmente facilitato, grazie al passaggio della nuova Statale 16, che nel territorio di Bari funge da Tangenziale. Nel frattempo, a seguito dello sviluppo economico, una volta saturata la zona del centro, l'edificazione prosegue nelle zone periferiche.

Il 26 gennaio del 1970, il Consiglio Comunale di Bari con la delibera 489/70, abolisce tutte le frazioni amministrative che divengono quartieri della città. Il motivo di tale provvedimento è da ricercarsi nell'allora forte espansione di Bari verso le periferie.

Più recente è la costruzione delle nuove zone residenziali, del quartiere Santa Rita, nel territorio della IV Circoscrizione e della Zona Sant'Anna di Japigia nella V Circoscrizione.

Il referendum sullo scorporoModifica

Il 19 aprile 2009, i cittadini della I e IV Circoscrizione hanno votato un referendum consultivo inerente al passaggio dei rispettivi territori da quartieri a comuni autonomi[1]. Le votazioni si sono svolte dietro decreto del Presidente della Giunta Regionale (emanato il 21/11/2008)[2], dopo anni di richieste dei comitati per le autonomie (i quali sostengono che la gestione del capoluogo non rimunera a sufficienza zone con realtà storico-culturali e sociali ben definite -vedi le voci dei quartieri-).

Seppure l'esito del voto è stato positivo, si è registrato un fortissimo astensionismo (nella I Circ.ne, ha votato solo il 28% degli aventi diritto, il cui voto ha espresso quasi l'80% di favore all'autonomia, mentre nella IV Circ.ne ha votato solo il 18% degli aventi diritto, ed il "SI" ha prevalso per soli 28 voti.)[3] , il Consiglio Regionale ha votato contro l'autorizzazione a procedere. I comitati, però, appellandosi al carattere consultivo del voto continuano la battaglia politica per il riconoscimento del referendum, sicché il tema è ancora dibattuto dalle varie istituzioni regionali[4].

Evoluzioni storicheModifica

Le circoscrizioniModifica

 
Le circoscrizioni di Bari dal 1979 al 2014

Dal 1979 al 2014 Bari è stata suddivisa in nove circoscrizioni territoriali dotate di un consiglio (con un numero di rappresentanti compreso fra 14 e 18) e di un presidente democraticamente eletti.

Tranne la circoscrizione Madonnella, tutte le altre sono nate dalla fusione di due o più quartieri e zone.[5]

Circoscrizione Superficie
(km²)
Abitanti
(2001)
Densità
(ab/km²)
Suddivisioni (quartiere)
I Palese - Santo Spirito 18,62 28.757 1.544 Palese-Macchie, Santo Spirito-Catino-San Pio
II San Paolo - Stanic - Villaggio del Lavoratore 20,14 35.516 1.764 San Paolo, Stanic-Villaggio del Lavoratore
III Picone - Poggiofranco 7,47 43.724 5.853 Picone, Poggiofranco
IV Carbonara - Ceglie - Loseto 35,03 39.910 1.139 Carbonara, Santa Rita, Ceglie del Campo, Loseto
V Japigia - Torre a Mare 18,77 35.891 1.912 Japigia, Torre a Mare, San Giorgio
VI Carrassi - San Pasquale 7,70 60.775 7.893 Carrassi, San Pasquale, Mungivacca
VII Madonnella 0,95 17.601 18.527 Madonnella
VIII Libertà - Marconi - San Girolamo - Fesca 6,30 65.317 10.368 Libertà, Marconi-San Girolamo-Fesca
IX Murat - San Nicola 1,05 16.978 16.170 Murat ("borgo Murattiano"), San Nicola (Città vecchia)
Totale Comune 116,03 344.469 2.969

I municipiModifica

Nel marzo 2014, con l'intento di favorire il decentramento amministrativo e dar vita alla città metropolitana, è stata approvata la riorganizzazione del Comune passando dalle nove Circoscrizioni amministrative agli attuali cinque Municipi.

I Presidenti e i consigli di tali municipi sono stati quindi eletti per la prima volta il 25 maggio 2014, con i successivi ballottaggi dell'8 giugno.[6].

Municipio Superficie
(km²)
Abitanti
(2011)[7]
Densità
(ab/km²) (2011)
Suddivisioni
I San Nicola - Libertà - Madonnella - Japigia - Torre a Mare 99.567 Murat ("borgo Murattiano"), San Nicola (Città vecchia), Libertà, Madonnella, Japigia, Torre a Mare, San Giorgio, Sant'Anna
II Picone - Poggiofranco - San Pasquale - Carrassi - Mungivacca 15,17 91.943 6.061 Picone, Poggiofranco, Carrassi, San Pasquale, Mungivacca
III San Paolo - Stanic - Villaggio del Lavoratore - San Girolamo - Fesca 58.127 San Paolo, Stanic-Villaggio del Lavoratore, Marconi-San Girolamo-Fesca
IV Carbonara - Ceglie - Loseto 35,03 37.700 1.076 Carbonara-Santa Rita, Ceglie del Campo, Loseto
V Palese - Santo Spirito 18,62 28.596 1.536 Palese-Macchie, Santo Spirito-Catino-San Pio
Totale Comune 116,03 315.933 2.723

Presidenti dei municipiModifica

Municipi 2014
      cen-sin. (Decaro)
Municipio 1 Micaela Paparella
Municipio 2 Andrea Dammacco
Municipio 3 Massimiliano Spizzico
Municipio 4 Nicola Acquaviva
Municipio 5 Giovanni Moretti

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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