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Nera Marmora, nome d'arte di Gina Palmucci (Terni, 3 giugno 1891Roma, 15 aprile 1924), è stata un soprano italiano.

Indice

BiografiaModifica

Nera Marmora venne alla luce il 3 giugno 1891 figlia di Giulia e Augusto Palmucci, capo personale delle acciaierie della sua città natale, Terni.

Dopo aver ottenuto il diploma magistrale a Perugia iniziò a lavorare come insegnante alla scuola elementare di Santa Caterina a Terni, ma la sua passione era il canto lirico. Nonostante i genitori non fossero molto consenzienti a che la figlia prendesse la strada della musica, nel giugno del 1914, Gina si diplomò all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, dove conobbe Beniamino Gigli. I due si esibirono nello stesso saggio e in futuro avrebbero diviso il palco di numerosi teatri.

Sul finire del 1914 si esibì per la prima volta al teatro Dauno di Foggia. Prima del fortunato debutto i giornali di allora apprezzarono moltissimo le sue doti canore, rendendola la cantante lirica più famosa del momento[1]. Arrivò a cantare, in breve tempo, con Enrico Caruso, Beniamino Gigli, Tito Schipa diretta da direttori d’orchestra come Mascagni e Toscanini.

Tournée in Sud AmericaModifica

Nell'aprile 1917 insieme alla compagnia artistica Impresa Da Rosa-Mocchi si imbarco sul piroscafo spagnolo Leone XIII, per recarsi in Sud America per fare una tournée. Attraversarono l'oceano Atlantico per 36 giorni temendo l'attacco dei sommergibili tedeschi. Le prime date ci furono in Argentina assieme ad Enrico Caruso. Loro due e la troupe per arrivare a Buenos Aires impiegarono un mese intero a cavallo di muli[1]. Dopo aver cantato ai teatri Colon e Coliseo di Buones Aires fecero una data al teatro Municipal di Santiago del Cile, sempre arrivandoci con i muli.

Il ritorno in Italia e il concerto alla ScalaModifica

Tornata in Italia Nera fece una tournée nei teatri italiani interpretando opere di Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e Gaetano Donizetti.

Al Teatro Costanzi di Roma il 10 gennaio 1918 è Lisetta ne La rondine diretta da Ettore Panizza con Gilda Dalla Rizza, Beniamino Gigli e Francesco Dominici seguita da Nannetta in Falstaff diretta da Panizza con la Dalla Rizza, Dominici e Benvenuto Franci e Mimì ne La bohème con Franci. Il 21 luglio 1918 tenne un concerto al Teatro Verdi a Terni, sua città, alla quale non smise mai di essere legata.

Nel 1920 a Roma è Nedda in Pagliacci (opera) con Enrico Molinari, Suzel ne L'amico Fritz con Giannina Arangi-Lombardi.

Il 26 dicembre 1921 Nera si esibisce al Teatro alla Scala di Milano per la riapertura, dopo la prima guerra mondiale, nel ruolo di Nannetta, dall'opera di Verdi Falstaff, diretta da Arturo Toscanini con Alessio De Paolis, Mariano Stabile (cantante) ed Ernesto Badini. Nell'aprile 1922 è Violetta ne La traviata diretta da Leopoldo Mugnone al Teatro La Fenice di Venezia.

Il matrimonio e il ritiro dalle sceneModifica

Nel 1923 dopo essersi sposata con Cesare Paparini, ricco proprietario terriero proveniente da Morruzze, frazione di Baschi, a cui era legata dal 1916, Nera decide di ritirarsi dalle scene per dedicarsi alla famiglia.

La morteModifica

Gina e Cesare in attesa della nascita della loro primogenita, Maria Luisa, avevano molti progetti ma sfortunatamente Gina mori a causa di una nefrite il 15 aprile 1924, pochi giorni dopo essere diventata mamma.

Nel 1996 è stata affissata per ricordo di Nera, una lapide in via Barbarasa 9, al centro di Terni nella casa dove lei venne alla luce, mentre a Morruzze è stata dedicata una piazza al marito.

RepertorioModifica

Napoli, San Carlo, 1917; Napoli, San Carlo, 1919; Roma, Costanzi, 1920; Roma, Quirino, 1922

Trieste, Verdi, 1923

Civitavecchia,Guglielmi, 1915; Padova, Garibaldi, 1916; Buenos Aires, Colon, 1917; Roma,Costanzi, 1918; Firenze, alla Pergola, 1918; Roma, Costanzi, 1920; Palermo, Massimo, 1921; Todi, Comunale, 1921.

Roma, Quirino, 1915

Buenos Aires, Colon, 1917

Roma, Quirino, 1915

Firenze, alla Pergola, 1918, Napoli, San Carlo, 1919; Terni, Verdi, 1919

Buenos Aires, Colon, 1917

Roma, Costanzi, 1918; Milano, alla Scala, 1921

Napoli, San Carlo, 1919; Verona, Nuovo, 1919; Bari, Petruzzelli, 1920; Catania, Massimo Bellini, 1920

Padova, Garibaldi, 1916; Lecco, Sociale, 1919; Napoli, Giacosa, 1920; Pesaro, Rossini, 1921;Suzzara, Sociale, 1921

Santiago del Cile, Municipal, 1917

Lucca, del Giglio, 1915; Napoli, San Carlo, 1917; Buenos Aires, Colon, 1917; Buenos Aires, Coliseo, 1917; Catania, Massimo Bellini, 1920; Roma, Costanzi, 1920

Bari, Petruzzelli, 1919

Foggia, Dauno, 1915; Lucera, Garibaldi, 1915; San Severo, Comunale, 1915; Trani, Comunale, 1915; Barletta, Curci, 1915; Padova, Garibaldi 1916; Santiago del Cile, Municipal, 1917

Buenos Aires, Colon, 1917; Roma, Costanzi, 1918

Padova, Garibaldi, 1916; Napoli, San Carlo, 1916; Santiago del Cile, Municipal, 1917; Trieste, Verdi, 1923

Foggia, Dauno, 1914; Terni, Verdi, 1918; Bari, Petruzzelli, 1918; Brescia, Grande, 1921; Firenze, alla Pergola, 1921; Padova, Garibaldi, 1921; Torino, Chiarella, 1921; Roma, Quirino, 1921; Venezia, La fenice, 1922; Roma, Quirino, 1922; Firenze, Politeama, 1922

Trieste, Verdi, 1923

Buenos Aires, Colon, 1917

RecensioniModifica

  • "Nera Marmora.. un canto di bella pura voce, con una facilità e purezza di emissione nel registro acuto, un miracolo di intonazione con una fluida armonia nel registro centrale, e con un equilibrio di leggere calde note basse; un canto che ha il segreto fascino di vibrare attraverso un'anima" Matteo Incagliati, Il Giornale d'Italia, 18 gennaio 1921
  • "Ieri sera prima di "Rigoletto". Pubblico scelto e numeroso della Premières. Buona Gilda la signorina Nera Marmora, la quale ad un bellissimo timbro e freschezza di voce accoppia una squisita arte di canto, rivelatasi nella sua difficile parte", Il Giornale d'Italia, 16 febbraio 1916

NoteModifica

  1. ^ a b Ascolta l'aria del borgo..., su terninrete.it. URL consultato il 31 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

BibliografiaModifica

  • Bruno Cagnoli, Il soprano Nera Marmora, Comune di Terni, Terni, 1989
  • (IT) R. Sabatini, Musica in Umbria, Morlacchi, 2016, ISBN 978-88-6074-799-0.
Controllo di autoritàVIAF (EN45148631252330411294 · LCCN (ENn2017004784 · GND (DE1127053698 · WorldCat Identities (ENn2017-004784