Nizza di Sicilia

comune italiano
Nizza di Sicilia
comune
Nizza di Sicilia – Stemma Nizza di Sicilia – Bandiera
Nizza di Sicilia – Veduta
Localizzazione
Stato  Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Messina-Stemma.svg Messina
Amministrazione
SindacoPietro Briguglio (lista civica) dall'11-6-2017
Data di istituzione3 dicembre 1948
Territorio
Coordinate37°59′41″N 15°24′46″E / 37.994722°N 15.412778°E37.994722; 15.412778
Altitudinem s.l.m.
Superficie13,42[1] km²
Abitanti3 549[2] (31-8-2021)
Densità264,46 ab./km²
Comuni confinantiAlì Terme, Fiumedinisi, Mandanici, Roccalumera
Altre informazioni
Linguesiciliano e italiano
Cod. postale98026
Prefisso0942
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT083061
Cod. catastaleF901
TargaME
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[3]
Nome abitantinizzardi
PatronoSanta Maria Assunta e San Giuseppe
Giorno festivo15 agosto e 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nizza di Sicilia
Nizza di Sicilia
Nizza di Sicilia – Mappa
Posizione del comune di Nizza di Sicilia all'interno della città metropolitana di Messina
Sito istituzionale

Nizza di Sicilia (Nizza in siciliano) è un comune italiano di 3 549 abitanti[2] della città metropolitana di Messina in Sicilia.

Il territorio comprende un'exclave collinare disabitata denominata Bosco San Ferdinando, che è più estesa della parte principale costiera.

StoriaModifica

Periodo anticoModifica

Tamaricium Palmarum – La sede di questo sito è abbastanza controversa così come incerto è il toponimo. Tamaritio Palmarum o Palma Tamerici o Tamaricium Palmarum, identificata da diversi autori con Phoinix, località in cui secondo Appiano Alessandrino pernottò l'esercito di Pompeo prima della battaglia navale contro Ottaviano nel 36 a.C., viene situata da diversi autori lungo una fascia piuttosto estesa della riviera jonica messinese compresa tra Sant'Alessio Siculo ed Alì Terme, denominata un po' da tutti gli studiosi "costa tamariciana".

Secondo Cluverio, però il sito potrebbe localizzarsi "ad Nisi ostium" quindi alla foce del torrente Fiumedinisi, in base a quanto è riportato negli "Itineraria" di Antonino Pio (III secolo d.C.), che lo posizionano a 20 000 passi da Messina e 15 000 passi da "Per Tauromenion Naxo".

Questo territorio fu attraversato dalla strada Consolare Valeria e quindi percorso da viaggiatori almeno fin dai tempi dei romani come tra l'altro testimonia il ritrovamento sulla spiaggia di monete risalenti a quel periodo.

È doveroso puntualizzare che, sulla localizzazione di Phoinix, non appare condivisibile la teoria di Filippo Cluverio. Infatti, tutti gli studiosi sono concordi nell'affermare che Phoinix era sita un po' più a sud dell'attuale territorio di Nizza di Sicilia, e cioè nei pressi degli attuali comuni di Santa Teresa di Riva e Furci Siculo.

Al Igiasah o Al Iggasah ('il susino' secondo Michele Amari o 'la pera', dall'arabo I-gasa) dovrebbe essere il nome della odierna Nizza di Sicilia. Michele Amari, nel tradurre il lavoro del geografo arabo Idrisi, identifica questa località con Marina di Fiumedinisi.

Cognomi come Elemicch, denominazioni come quartiere dei Saraceni, che deriva il suo nome dalla via Saraceni, oggi via Medici e quartiere dei Beduini, situato a ridosso del torrente Fiumedinisi, lasciano supporre che in questa località vivesse un gruppo di Arabi.[4]

Periodo recenteModifica

Il 15 maggio 1392, il Re e la Regina di Sicilia Martino I e Maria, concedono il casale e il castello di Fiumedinisi a Tommaso Romano Colonna per aver ridotto alla loro ubbidienza la città di Messina. Questi, per i servigi resi alla Corona, possiederà anche il territorio che va dal torrente Fiumedinisi a S.Alessio. Egli cedette fin dal 1408 al figlio Filippo la baronia di Fiumedinisi che comprende il territorio tra il torrente omonimo e l'odierno torrente Allume. Il tratto di riviera compreso tra questi due torrenti è la cosiddetta marina di Fiumedinisi. Questa manterrà il nome fino al 1613, anno in cui la vedova di Antonino Romano Colonna, duca di Fiumedinisi sposa Giovanni La Rocca, proprietario di Lumera o Allumera. Con tale matrimonio quella parte della marina di Fiumedinisi che si estende all'odierno castello d'Alcontres al torrente Allume diventa Marina di Roccalumera. La parte invece che va dal castello al torrente Fiumedinisi manterrà ancora per oltre 200 anni la denominazione di Marina di Fiumedinisi.

In seguito alla petizione di un centinaio di cittadini delle due Marine, capeggiati da don Emmanuele (sic) Iterdonato, Ferdinando II delle Due Sicilie emana il Real Decreto n. 1405 del 18 dicembre 1849 col quale riunisce le due Marine sotto il nome di San Ferdinando. Il nuovo comune riceverà da Fiumedinisi 241 ettari del terreno boschivo, che assumerà e manterrà il nome di bosco di San Ferdinando.

Con R.D. 1218 dell'11 maggio 1863, emanato dal re d'Italia Vittorio Emanuele II, San Ferdinando cambia nome e diventa Nizza di Sicilia in onore dell'Eroe dei due Mondi Giuseppe Garibaldi, il quale già l'aveva così chiamata nel 1860 in una sua ricevuta rilasciata a una delegazione di sanferdinandesi, che gli aveva consegnato un contributo in denaro per la causa nazionale. Nel 1929, in seguito al R.D. 655 del 28 marzo, Nizza diventa frazione di Roccalumera e lo sarà fino al 25 dicembre 1948, data di entrata in vigore della Legge regionale n. 42 del 3/12/1948.

Sul territorio comunale opera la Parrocchia Santa Maria Assunta e San Giuseppe, istituzione nata nel 1984 dall'unificazione delle due parrocchie preesistenti. Dallo stesso anno la Madonna Assunta e San Giuseppe sono i santi patroni aeque principales della cittadina nizzarda. Oltre alle loro chiese, sul suolo nizzardo sorgono anche le chiese filiali di San Giovanni Battista e San Francesco di Paola.

Sotto il profilo spirituale, fortemente radicato nel popolo di Nizza è il culto mariano dell'Immacolata concezione e dell'Assunzione al cielo, le cui ricorrenze sono solennemente celebrate nelle chiese di San Giovanni e dell'Assunta.

SimboliModifica

Lo stemma del comune di Nizza di Sicilia è stato concesso con decreto n. 12002 del presidente della Repubblica Italiana del 17 novembre 1992.[5]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa di Santa Maria Assunta è dedicata alla patrona del paese si trova nel quartiere Landro-Casapinta. Nel 1892 fu eretta la prima chiesa, essendo poco capiente fu abbandonata e sostituita nel 1957 con una seconda chiesa, più grande della precedente, costruita sul terreno antistante. La seconda chiesa manifesta importanti difetti di stabilità e falliti due tentativi di ristrutturazione, la vecchia struttura fu abbattuta per costruirne una nuova inaugurata nel 1983. La chiesa è sede della festa liturgica ed esterna in onore della Patrona, che culmina con la processione del 15 agosto.

Chiesa di San Giuseppe

La Chiesa di San Giuseppe si trova nel cuore del quartiere Fiumarello ed è dedicata all'altro patrono del paese. Sorta come cappella privata dei Principi d'Alcontres, fu danneggiata gravemente dal terremoto del 1908 e riedificata dall'arcivescovo Pajno. Fu eretta a parrocchia il 26 luglio 1921, mentre ancora era inagibile (in quanto la ricostruzione iniziò il 12 marzo 1925). Insieme alla Madonna Assunta, san Giuseppe è patrono aeque principalis di Nizza. La chiesa è sede della festa liturgica in suo onore. [6][7]

Chiesa di San Giovanni Battista

Eretta nel XVII secolo, per l'uso degli abitanti della Marina di Fiumedinisi, è chiesa filiale della parrocchia di Santa Maria Assunta e San Giuseppe. In essa sono custoditi diversi dipinti e statue di pregio, tra cui quelle di san Giovanni e dell'Immacolata e una tavola raffigurante la Madonna con i santi Pietro e Paolo datata 1587. La chiesa è sede della festa liturgica ed esterna in onore dell'Immacolata, che culmina con la processione dell'8 dicembre e, con cadenza quinquennale, la processione a mare.

Chiesa di San Francesco di Paola

Risalente al 1733, è chiesa filiale della parrocchia Santa Maria Assunta e San Giuseppe. Sorse come cappella del convento dei frati Paolotti e grazie alla munificenza del Principe D'Alcontres, il cui stemma si poteva osservare fino al terremoto del 1908 sulla porta della chiesa. Il tempietto oggi ospita un San Francesco dipinto dal pittore Parmigiani e, nella nicchia sopra l'architrave del portale, un San Francesco di argilla che sostituisce il precedente trafugato nel 1986. [4]

Architetture civiliModifica

 
Resti del Castello D'Alcontres.
Il Castello D'Alcontres

Costruito nei primi anni del XVI secolo, il Castello appartenne ai Signori di Fiumedinisi prima di diventare proprietà dei La Rocca, principi D'Alcontres. La struttura dell'edificio presentava due corpi merlati più sporgenti verso il mare, rispetto al resto della costruzione. Uno di questi corpi merlati presentava anche una garitta. Oggi si possono ammirare solo le parti del Castello che comprendono la gradinata, la cappella di famiglia, rappresentata dalla chiesa di San Giuseppe, la porta principale e uno dei due corpi merlati. Il 6 agosto 2016 il comune di Nizza ha celebrato il 350º anniversario della costruzione del castello con un corteo storico con picchetto armato, giocolieri, mangiafuoco ed esibizione degli sbandieratori e musici del rione Panzera di Motta S. Anastasia.

Palazzo del museo del Risorgimento

La storia di Nizza di Sicilia, piccolo comune della riviera jonica messinese quasi equidistante dalle più conosciute città di Messina e di Taormina, tramanda le epiche gesta del col. Giovanni Interdonato, patriota e garibaldino, sindaco, possidente e produttore dell'omonimo “limone speciale”, molto apprezzato dagli inglesi. Lo inquadra come figura di riferimento per i rivoltosi che parteciparono ai moti antiborbonici del 1848-49 e per i siciliani che combatterono al fianco di Giuseppe Garibaldi nel 1860.

L'Amministrazione nizzarda, per ricordare questo suo intervento a favore dell'Unità d'Italia, e quello di diversi suoi parenti e amici, tra cui il fratello Stefano, il farmacista Nicolò Balsamà, il cugino avv. Giovanni Interdonato, il marchesino Pietro Mauro, e tanti altri, ha allestito e inaugurato il primo agosto 2010 un museo nell'ottocentesco palazzo Parisi-De Luca, acquistato e restaurato con fondi europei. In esso custodisce ed espone armi e cimeli, documenti, bandi, proclami, monete medaglie, lettere, testimonianza di una scuola primaria pubblica gratuita inaugurata sotto il regno borbonico, dipinti, stampe, che ripropongono momenti e personaggi del Risorgimento. L'edificio che ha il suo ingresso principale al n. 192 di via Umberto I, risale alla fine dell'Ottocento ed è un esempio di quell'architettura tardo-neoclassica che in Sicilia si ispira agli insegnamenti dell'architetto palermitano Giuseppe Venanzio Marvuglia (Palermo 1729-1814). Il suo prospetto principale, rivolto a nord-ovest, rivela una composta successione su due livelli di porte finestre e balconi che con la loro uniformità valorizzano le due aperture centrali, la cui importanza viene svelata dalla cornice del portone principale formata da paraste in marmo scanalato che sorreggono i capitelli e quindi l'arco a tutto sesto e del balcone sovrastante sormontato da un timpano incorniciato da un frontone a sime continue. L'importanza degli elementi centrali è ancor più evidenziata da un bugnato liscio, che si ripete ai lati della facciata. Le mensole dei balconi e degli architravi sono abbellite da foglie di acanto. Il Museo del risorgimento è ospitato al primo piano, in due ali suddivise complessivamente in nove salette espositive impreziosite da affreschi e decorazioni sulle volte. L'ala sinistra è composta dalle salette Garibaldi, Interdonato, della Bandiera, delle armi (che espone anche monete e medaglie); l'ala desta comprende invece documenti e una libreria con testi a tematiche risorgimentali. I reperti sono di proprietà del Comune di Nizza di Sicilia e in parte sono il frutto di acquisti e donazioni di privati. Alcuni dipinti e armi sono concessi in esposizione dai proprietari per un tempo limitato.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[8]

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º luglio 1988 8 giugno 1993 Giuseppe Di Tommaso Democrazia Cristiana Sindaco [9]
8 giugno 1993 1º dicembre 1997 Giuseppe Di Tommaso - Sindaco [9]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Giuseppe Di Tommaso - Sindaco [9]
28 maggio 2002 15 maggio 2007 Carmelo Rasconà lista civica Sindaco [9]
16 maggio 2007 8 maggio 2012 Giuseppe Di Tommaso lista civica Sindaco [9]
8 maggio 2012 11 giugno 2017 Giuseppe Di Tommaso lista civica Sindaco [9]
11 giugno 2017 in carica Piero Briguglio lista civica Sindaco [9]

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune di Nizza di Sicilia fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n. 6 (Montagna litoranea dei Peloritani)[10].

SportModifica

Ha sede nel comune la società di calcio Valdinisi che ha disputato campionati dilettantistici regionali.

NoteModifica

  1. ^ Dati Istat 2011, su istat.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT, 29 ottobre 2021. URL consultato il 17 novembre 2021.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ a b La storia, su www.comune.nizzadisicilia.me.it. URL consultato il 31 luglio 2020.
  5. ^ Nizza di Sicilia, decreto 1992-11-17 DPR - Concessione di stemma e gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it. URL consultato il 17 novembre 2021.
  6. ^ Diana, Gigante, p. 5.
  7. ^ I monumenti, su Comune di Nizza di Sicilia.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  10. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 21 maggio 2014.

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Collegamenti esterniModifica

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