No More Tears

album di Ozzy Osbourne del 1991
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il noto brano di Barbra Streisand e Donna Summer, vedi No More Tears (Enough Is Enough).
No More Tears
ArtistaOzzy Osbourne
Tipo albumStudio
Pubblicazione17 settembre 1991
Durata56:55
Dischi1
Tracce11
GenereHeavy metal
EtichettaEpic Records
Registrazione1990
Certificazioni
Dischi d'oroAustralia Australia[1]
(vendite: 35 000+)
Giappone Giappone[2]
(vendite: 100 000+)
Dischi di platinoCanada Canada (2)[3]
(vendite: 200 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (4)[4]
(vendite: 4 000 000+)
Ozzy Osbourne - cronologia
Album precedente
(1990)
Album successivo
(1993)
Singoli
  1. No More Tears
    Pubblicato: settembre 1991
  2. Mama, I'm Coming Home
    Pubblicato: 18 novembre 1991

No More Tears è il sesto album da solista del cantante britannico Ozzy Osbourne pubblicato nel 1991 dall'etichetta discografica Epic Records. Ritenuto la terza grande opera del "padrino dell'heavy metal" dopo Blizzard of Ozz e Diary of a Madman, si stima che abbia venduto circa dieci milioni di copie in tutto il mondo.[senza fonte]

Il discoModifica

No More Tears è stato indicato da molti critici come l'apice artistico di Ozzy Osbourne.[senza fonte] Dopo la morte di Randy Rhoads, avvenuta nel 1982, Ozzy ha assoldato diversi chitarristi: Brad Gillis e Jake E. Lee si sono rivelati infatti ottimi collaboratori[senza fonte], ma per il cantante i loro stili erano troppo lontani dal suo modo di vedere la musica.

Con No Rest for the Wicked arriva un giovanissimo Zakk Wylde, oggi uno dei più grandi chitarristi metal di tutti i tempi[senza fonte], che riesce a convincere Osbourne e otterrà la riconferma per il seguente album del 1991, appunto No More Tears. Il lavoro fu un grande successo commerciale, con la certificazione di cinque dischi di platino e la vendita di quasi cinque milioni di copie negli Stati Uniti.[senza fonte]

L'album presenta nei crediti anche il nuovo bassista Mike Inez, in futuro negli Alice in Chains. La formazione ha prodotto canzoni che hanno riscontrato un ottimo successo: Mr. Tinkertrain, I don't wanna change the world (vincitore di un Grammy come "Best Metal Performance"), Desire, Hellraiser, Don't blame me (brano contenuto nella versione ri-masterizzata), l'oscura title-track No more tears e le ballate Mama I'm coming home e Road to nowhere.

No more tears verrà seguito da un tour molto impegnativo in America, che avrà a Los Angeles la tappa più importante, ma varrà per Ozzy grandi meriti e riconoscimenti[senza fonte]. Da menzionare inoltre il contributo alla stesura dei brani da parte di Lemmy Kilmister, leader dei Motörhead e grande amico di Ozzy.

Dopo No More Tears, per molti, Osbourne va incontro ad un periodo di irreversibile declino, non solo per la creatività ma anche per il suo uso smodato di alcol, che lo costringerà a recarsi spesso in clinica per disintossicarsi.[5]

I braniModifica

La canzone Mr. Tinkertrain prende il nome dall'omonimo bar a Bearsville, nello Stato di New York. L'acronimo S.I.N. sta per shadows in the night (ombre nella notte), ma sin, in inglese, significa peccato. L'acronimo A.V.H. sta per Aston Villa Highway (autostrada Aston Villa) e il titolo è stato scelto perché Geezer Butler era tifoso dell'Aston Villa Football Club. Ozzy ha successivamente affermato che il significato in realtà sarebbe "alcohol, valium, hash" (alcoolici, tranquillanti e hashish). Mama, I'm Coming Home è dedicata alla moglie di Ozzy Sharon Osbourne.

Il brano Hellraiser (in italiano "colui che scatena l'inferno") è stato scritto da Ozzy Osbourne, Zakk Wylde e dal frontman dei Motörhead Lemmy Kilmister ed è stato inserito nella colonna sonora di Grand Theft Auto: San Andreas. L'anno successivo il brano è stato registrata dai Motörhead stessi per il loro album March ör Die e pubblicato nel singolo omonimo, parte della colonna sonora del film Hellraiser III del 1992.

TracceModifica

(Tutte le canzoni sono state scritte da Ozzy Osbourne, Zakk Wylde, e Randy Castillo eccetto dove indicato)

  1. Mr. Tinkertrain - 5:55
  2. I Don't Want to Change the World (Osbourne, Wylde, Castillo, Lemmy) - 4:04
  3. Mama, I'm Coming Home (Osbourne, Wylde, Lemmy) - 4:11
  4. Desire (Osbourne, Wylde, Castillo, Lemmy) - 5:45
  5. No More Tears (Osbourne, Wylde, Mike Inez, Castillo, John Purdell) - 7:22
  6. S.I.N. - 4:46
  7. Hellraiser (Osbourne, Wylde, Lemmy) - 4:51
  8. Time After Time (Osbourne, Wylde) - 4:20
  9. Zombie Stomp - 6:13
  10. A.V.H. - 4:12
  11. Road to Nowhere - 5:09
Tracce bonus nella ristampa del 2002
  1. Don't Blame Me - 2:26
  2. Party with the Animals - 4:32

FormazioneModifica

Altri musicistiModifica

ClassificheModifica

Classifica (1991) Posizione
massima
Australia[6] 49
Canada[7] 17
Finlandia[8] 8
Germania[6] 24
Giappone[9] 12
Norvegia[6] 12
Nuova Zelanda[6] 12
Paesi Bassi[6] 67
Regno Unito[10] 17
Stati Uniti[11] 7
Svezia[6] 25
Svizzera[6] 37

NoteModifica

  1. ^ (EN) ARIA Accreditations - February 2021 (XLSX), su dropbox.com, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 27 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2021).
  2. ^ (EN) Oricon Album Chart Book: Complete Edition 1970-2005, Roppongi, Oricon Entertainment, 2006, ISBN 4-87131-077-9.
  3. ^ (EN) No More Tears – Gold/Platinum, su Music Canada. URL consultato il 2 luglio 2015.
  4. ^ (EN) Ozzy Osbourne - No More Tears – Gold & Platinum, su Recording Industry Association of America. URL consultato il 2 luglio 2015.
  5. ^ No More Tears, su Metallized.it.
  6. ^ a b c d e f g (NL) Ozzy Osbourne - No More Tears, su ultratop.be, Ultratop. URL consultato il 23 agosto 2016.
  7. ^ (EN) Top Albums - November 23, 1991, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 23 agosto 2016.
  8. ^ (FI) Timo Pennanen, Sisältää hitin - levyt ja esittäjät Suomen musiikkilistoilla vuodesta 1972, 1ª ed., Helsinki, Kustannusosakeyhtiö Otava, 2006, ISBN 978-951-1-21053-5.
  9. ^ (EN) Oricon Album Chart Book: Complete Edition 1970–2005, Roppongi, Tokyo, Oricon Entertainment, 2006, ISBN 4-87131-077-9.
  10. ^ (EN) Official Albums Chart Top 75: 13 October 1991 - 19 October 1991, su officialcharts.com, Official Charts Company. URL consultato il 23 agosto 2016.
  11. ^ (EN) Ozzy Osbourne – Chart history, su Billboard. URL consultato il 23 agosto 2016. Cliccare sulla freccia all'interno della casella nera per visualizzare le varie classifiche.

Collegamenti esterniModifica

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