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Nozze di sangue (film)

film del 1941 diretto da Goffredo Alessandrini
Nozze di sangue
Paese di produzioneItalia
Anno1941
Durata87 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, storico
RegiaGoffredo Alessandrini
SceneggiaturaGoffredo Alessandrini, Vittorio Cottafavi, Giuseppe Zucca, Gherardo Gherardi
Casa di produzioneSovrana Film
Distribuzione in italianoTitanus
FotografiaAldo Tonti
MusicheEnzo Masetti
ScenografiaSalvo D'Angelo
CostumiGino Carlo Sensani
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Nozze di sangue è un film del 1941 diretto da Goffredo Alessandrini, tratto dal racconto Immacolata di Lina Pietravalle.

Indice

TramaModifica

L'azione si svolge in un imprecisato paese dell'America del sud, nel XIX secolo. Immacolata (Beatrice Mancini), sposatasi per procura, raggiunge lo sposo, boscaiolo emigrato; all'arrivo, al porto, trova un uomo, recante i segni accordati, e passa con lui la prima notte senza sapere che stava concedendo la sua verginità non a Gidda (Fosco Giachetti) ma a Pietro (Nino Pavese), un rivale del vero marito che voleva vendicarsi di lui. L'incontro di Immacolata con Gidda non è dei più felici: la sposina viene accolta in casa solo per pietà, trascurata, maltrattata e infine abbandonata dal marito per ricongiungersi con una amante, donna di malaffare di nome Nazaria (Luisa Ferida). Il rivale torna a intromettersi e, in uno scontro a fuoco, finisce col ferire mortalmente Immacolata che stava cercando di proteggere il marito. Quando ormai è troppo tardi, Gidda capisce il proprio drammatico errore.

NoteModifica

  • Girato a Roma negli Studi TITANUS, fu distribuito nelle sale il 17 settembre del 1941.
  • Fu presentato anche alla Mostra di Venezia con scarso successo.

La criticaModifica

  • "Un tipico dramma di odio e di amore rusticano. Di solito i drammi di questa specie guadagnano molto ad essere chiusi in una cornice folcloristica definitiva. In Nozze di sangue non è stata operata questa precisazione. Si capisce che dobbiamo essere in un vago paese del Sud America, nel mille ottocento e tanto, perché Immacolata passa il mare in un bastimento a vela. Ma l'ambientazione sfugge, e sfugge come sia organizzato e da chi dipenda il lavoro e la vita di questa piccola comunità. I personaggi restano così ondeggianti in un indeterminato clima geografico e sociale". (Anonimo, dalla Mostra di Venezia "Corriere della sera" 1º settembre 1941)

BibliografiaModifica

Manifesti e locandineModifica

I manifesti del film furono realizzati per l'Italia dal pittore cartellonista Anselmo Ballester.

  • Il bozzetto: [1]

Collegamenti esterniModifica

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