Nucleo operativo radiomobile

reparto specializzato in capo all'Arma dei Carabinieri
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1leftarrow blue.svgVoce principale: Arma dei Carabinieri.

Nucleo operativo e radiomobile
Distintivo Nucleo radiomobile.jpg
Stemma del reparto raffigurante la gazzella, simbolo di velocità
Descrizione generale
NazioneItalia Italia
ServizioCoat of arms of the Carabinieri.svg Carabinieri
RuoloControllo del territorio
Pronto intervento
Pubblica sicurezza
Polizia stradale
Polizia giudiziaria
DimensioneVario
Guarnigione/QGTutte le 540 caserme italiane che ospitano un Comando Compagnia.
Mezzi in dotazioneAuto:
Alfa Romeo 159
Fiat Bravo
SEAT León
Alfa Romeo Giulietta
Alfa Romeo Giulia
Moto:
BMW R850 RT
BMW F650 GS
BMW R1200 RT
Aprilia Caponord 1200
Ducati Multistrada 1200
Soprannome"Gazzelle"
"Autoradio"
"Beccacce"[1]
Reparti dipendenti
Nucleo radiomobile (pronto intervento)
Nucleo operativo (in borghese)
Nascita del reparto nel dicembre 1948
carabinieri.it
Voci su gendarmerie presenti su Wikipedia

Il Nucleo Operativo e Radiomobile, noto anche con la sigla NORM, è un organo del Comando di reparto territoriale (o compagnia) dell'Arma dei Carabinieri che assicura il pronto intervento 24 ore su 24 e l'attività info-investigativa.

FunzionamentoModifica

Il NORM è suddiviso in un'aliquota Radiomobile, la quale opera con abiti e mezzi in colori d'istituto ed espleta il pronto intervento e il controllo del territorio, e un'aliquota operativa, la quale invece si occupa dell'attività info-investigativa in tutto il territorio della compagnia, quindi anche a supporto delle tenenze e/o stazioni presenti. Entrambi i reparti, nelle compagnie a maggiore impegno operativo, sono dette Sezioni e, per questo, dispongono di un organico superiore alle aliquote: in tal caso i comandanti delle Sezioni avranno un grado più elevato rispetto ai comandanti delle aliquote, visto che anche la compagnia sarà comandata da ufficiali di grado più elevato - di norma un maggiore o un tenente colonnello[2].

Nei Comandi provinciali delle città più grandi, quali Roma e Napoli, esiste il Nucleo Radiomobile (il cui acronimo è NRM), il quale è inquadrato nel Reparto Operativo del suddetto Comando[3]. Come indicato anche dalla sua denominazione, l'NRM è composto esclusivamente dalle pattuglie in divisa, poiché l'attività investigativa è espletata dal Nucleo Investigativo. Operando in un territorio più grande e a più rischio criminalità, l'NRM è comandato solamente da ufficiali, il cui grado varia da tenente a tenente colonnello. Inoltre, l'NRM è suddiviso in varie Sezioni, essendo organicamente più grande.

A seguito di una recente riforma ordinativa, è stato disposto[2]:

  • il transito delle Centrali Operative e dei Nuclei Radiomobili dei Comandi provinciali di Roma, Milano, Napoli e Palermo alle dipendenze dei relativi Gruppi capoluogo;
  • il transito delle Centrali Operative dei Comandi Provinciali rimanenti e del Gruppo di Aosta, nonché dei Gruppi distaccati (Ostia, Frascati, Castello di Cisterna, Torre Annunziata, Aversa, Monreale, Gioia Tauro, Lamezia Terme, Locri) alle dipendenze dei N.O.R. delle rispettive Compagnie capoluogo;
  • il mantenimento dell’attuale assetto per i Comandi Provinciali di Torino, Bologna, Venezia, Firenze, Genova, Bari, Catania e Messina.

Infine, le aliquote, le sezioni e i nuclei Radiomobili si dividono il territorio in settori assieme alla squadra volante della Polizia di Stato, ove è presente una questura o un commissariato. L'organizzazione delle attività di pronto intervento è affidata alla centrale operativa che, in forma coordinata con le sale operative delle questure, gestisce le esigenze più disparate, confluite al Numero unico europeo per le emergenze 112.[4]

Mezzi in dotazioneModifica

Le autovetture in dotazione all'aliquota radiomobile del NORM sono dette ufficialmente autoradio e, chiamate in gergo, gazzelle, per via del tradizionale distintivo sulle fiancate. Attualmente, a svolgere questo compito sono le Alfa Romeo 159 2.4 JTDm da 210 Cv, le Fiat Bravo 2.0 M-JET da 165 Cv, le SEAT León 2.0 da 150 Cv, le Alfa Romeo Giulietta turbodiesel 2.0 da 150 Cv e le Alfa Romeo Giulia turbo benzina 2.0 da 200 Cv.

Alfa Romeo 159Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alfa Romeo 159.

Il motore utilizzato per le 159 dei carabinieri è il 2.4 JTDm da 5 cilindri e 20 valvole, erogante una potenza di 210 CV, abbinato ad un cambio meccanico a sei marce M32; esso è capace di raggiungere una velocità massima di 228 km/h e di passare da 0 a 100 km/h in soli 8,4 secondi.

L'allestimento, realizzato direttamente nella fabbrica di Pomigliano d'Arco, comprende gli accessori previsti anche nelle autovetture di serie (ABS ed EBD, climatizzatore bi-zona, airbag anteriori, laterali e per le ginocchia, VDC) ed altri specifici appositamente richiesti. Tra questi la parziale blindatura, i vetri antisfondamento, la paratia in policarbonato ed acciaio che separa i posti posteriori da quelli anteriori, ed all'esterno, sul tetto, i dispositivi elettroacustici quali i lampeggianti (a LED nelle ultime versioni), un faro brandeggiante orientabile ed un pannello a messaggio variabile LED integrato aerodinamicamente con la carrozzeria. Quest'ultimo dispositivo permette di segnalare con scritte luminose diversi tipi di situazioni che si possono verificare durante gli interventi, quali, ad esempio: incidente, nebbia, posto di blocco, deviazione, coda.

A tutto ciò si aggiungono scompartimenti per riporre le dotazioni individuali di difesa, la predisposizione per gli apparati di comunicazione, navigazione, trasmissione e acquisizione di informazioni come l'ANPR (presente al di sotto del faro brandeggiante solo in alcune 159), nonché un serbatoio antiscoppio ed antideflagrazione.

Il bagagliaio è attrezzato per riporvi: una borsa da primo soccorso, un estintore, vari cartelli e coni stradali, armamenti e munizioni ausiliarie nonché tutte le centraline di controllo dei vari dispositivi installati.

Diversamente dalla Polizia, i Carabinieri usano due versioni diverse della 159: la prima fornitura, introdotta nel 2005, prevede lampeggianti flash, mentre la seconda, introdotta nel 2009, prevede lampeggianti squadrati a LED Trident della Federal Signal Vama.

Fiat BravoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Fiat Bravo (2007).

Le Fiat Bravo sono equipaggiate con il motore 1.9 e 2.0 M-Jet da 150 e 165 CV. Nonostante una potenza nettamente inferiore alla 159, grazie al peso contenuto, questa vettura è in grado comunque di erogare prestazioni equiparabili a quella della sorella maggiore.

Seat LeónModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: SEAT León.

Le SEAT León sono dotate di un motore 2.0 litri TDI turbodiesel da 150 CV.

L'abitacolo è diviso in due da un pannello di policarbonato trasparente.

Sul cruscotto è allestito un sistema informatico che permette il collegamento in tempo reale con le Banche dati delle Forze di Polizia, della Motorizzazione e dell'ANIA. Oltre alle interrogazioni in mobilità, l'apparato opera in rete (networking) con il software delle sale operative, a cui può inviare foto e video (observation).

L'auto è parzialmente blindata e presenta vetri antisfondamento. Portiere e vetri posteriori, a comando elettrico, possono essere sbloccati solo dall'equipaggio per consentire il trasporto in massima sicurezza di eventuali persone in stato di arresto. Ma la novità estetica per l'Arma è stata l'abbandono, sul tetto, dei tradizionali lampeggianti singoli; questi ultimi sono infatti stati integrati in una barra multifunzione che comprende anche il pannello luminoso a messaggio variabile, il quale prima era separato dalla coppia di lampeggianti[5]

Alfa Romeo GiuliettaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alfa Romeo Giulietta (2010).

La Giulietta adotta la classica colorazione Blu Lord 438 per la carrozzeria e bianco per il tetto, con specifica livrea adesiva rifrangente 3M e, per la prima volta, introduce il tricolore per la realizzazione del numero 112. La motorizzazione è il classico 1956 CC. JTDm euro 6 da 150 CV con cambio a 6 marce, e i cerchi sono in acciaio con borchie di plastica.

Un pannello in policarbonato ed acciaio divide in due l'abitacolo, nella cui parte anteriore trovano posto due torce portatili e i manganelli; sulla plancia sono invece collocati il tablet del sistema di comunicazione Odino e la radio veicolare in dotazione, inclusa la classica cornetta tipica degli allestimenti per l’Arma. Sulla consolle centrale davanti al cambio trova posto una specifica pulsantiera per l'azionamento dei lampeggiatori e della sirena, che funzionano sia in modo combinato che separato e con la possibilità di trasferire il comando sirena al posto del clacson nel volante. per un pronto impiego del dispositivo in prossimità dei crocevia. Le portiere presentano una tasca contenente il giubbotto antiproiettile e i sedili presentano i supporti in acciaio per l’alloggiamento dell’arma lunga Beretta PM12, in attuale dotazione.

La parte posteriore dell'abitacolo, diversamente, è allestita interamente in policarbonato ed è destinata al trasporto di eventuali soggetti in stato di fermo. Sul fondo dell’auto sono previsti dei robusti tappetini in gomma a protezione della moquette. Nel vano di carico, infine, è presente ulteriore componentistica che serve a far funzionare l’apparato radio che si divide in una unità primaria e in un frontalino definito telecomando a disposizione dei militari sulla plancia, oltre all'estintore ed altre dotazioni di sicurezza[6].

Si distinguono due forniture diverse; nella prima, sul tettuccio è presente una barra lampeggiante multifunzione che comprende luci di emergenza a LED e pannello informativo luminoso integrato, assieme al classico faro brandeggiabile. Nella seconda, invece, sul tetto i due lampeggianti singoli blu a LED sono separati dal pannello luminoso, che è integrato aerodinamicamente con la carrozzeria, similmente a quanto visto già con la FIAT Bravo e l'Alfa Romeo 159; inoltre, per la prima volta su un automezzo del Nucleo radiomobile, vengono inseriti due lampeggiatori supplementari nella calandra anteriore sui lati del badge Alfa Romeo[7].

Alfa Romeo GiuliaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alfa Romeo Giulia (2016).

Il 17 maggio 2021 viene presentata al pubblico la Giulia allestita per le esigenze del nucleo radiomobile e rappresenta, per esso, il ritorno alle berline a tre volumi dopo la 159. Presenta lo stesso allestimento delle Giulietta seconda fornitura, ovvero lampeggianti singoli blu a LED, pannello informativo integrato aerodinamicamente, faro brandendeggiante e i lampeggianti blu supplementari. Quest'ultimi, tuttavia, invece di essere posizionati nella calandra della vettura, come sulla Giulia Quadrifoglio, o sul montante dello scudo dell'Alfa Romeo, come sulla Giulietta della seconda fornitura, si trovano nel guscio degli specchietti laterali retrovisori. Altra somiglianza alla Giulietta sopracitata è la cellula detentiva unipersonale: in questo modo può trovare spazio all'interno un terzo carabiniere. La vettura presenta una blindatura livello B4 nelle porte anteriori, nel parabrezza, nei vetri laterali e nel lunotto posteriore, persino il serbatoio del carburante adotta accorgimenti simili; i vetri, peraltro, sono anche antisfondamento. È presente altresì una protezione antiproiettile estendibile, situata sulle portiere anteriori, atta a coprire la parte inferiore dei militari quando si trovano dietro le portiere aperte[8].

L'Arma ha affermato che questo primo lotto prevede, in totale, 1.770 vetture.[9]

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica