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BiografiaModifica

 
Marte e Rea Silvia

Numitore, designato dal padre per regnare su Alba Longa, viene deposto dal trono, dal fratello minore Amulio[1][2][3] che, non contento, ne uccise tutti i discendenti maschi[4] durante una battuta di caccia[2] e ne costrinse la figlia Rea Silvia a divenire Vestale, in modo da impedirle di avere una discendenza.[1][2]

Fu rimesso sul trono dai nipoti Romolo e Remo,[5] tornati ad Alba Longa per uccidere Amulio, che aveva ordinato di affogarli diversi anni prima.[6]

«Numitore, durante le prime fasi della sommossa, spargendo la voce che i nemici avevano invaso la città e stavano assaltando la reggia, aveva così attirato la gioventù albana a presidiare la rocca e a tenerla con le armi. Quando vide venire verso di sé i giovani esultanti, reduci dalla strage appena compiuta, convocata sùbito l'assemblea, rivelò i delitti commessi dal fratello nei suoi confronti, la nobile origine dei nipoti, la loro nascita, il modo in cui erano stati allevati, il sistema con cui erano stati riconosciuti, e infine l'uccisione del tiranno, della quale dichiarò di assumersi la piena responsabilità. Dopo che i due giovani, entrati con le loro truppe nel mezzo dell'assemblea, ebbero acclamato re il nonno, l'intera folla, con un grido unanime, confermò al re il titolo legittimo e l'autorità.»

(Tito Livio, Ab Urbe Condita, Liber I, 6.)

Albero genealogicoModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Tito Livio, Ab Urbe Condita, Liber I, 3.
  2. ^ a b c d e f g h i j k Strabone, Geografia, V, 3,2.
  3. ^ Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 1.4.
  4. ^ L'adolescente Aegestus secondo Dionigi, Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I 76.2
  5. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I 71.1
  6. ^ Floro,Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 1.5.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica