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Oltre l'amore (film 1940)

film del 1940 diretto da Carmine Gallone
Oltre l'amore
Oltrel'amore fotoscena.jpg
Alida Valli ed Amedeo Nazzari in una foto di scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1940
Durata96 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, storico
RegiaCarmine Gallone
SoggettoStendhal
SceneggiaturaGuido Cantini
Casa di produzioneGrandi Film Storici
Distribuzione in italianoI.C.I.
FotografiaAnchise Brizzi
MontaggioOswald Hafenrichter
MusicheGiuseppe Verdi, dirette da Luigi Ricci, Alessandro Cicognini
ScenografiaGuido Fiorini
CostumiTitina Rota
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Oltre l'amore è un film del 1940, diretto dal regista Carmine Gallone.

TramaModifica

 
Alida Valli in una foto di scena del film

Ambientato nello Stato Pontificio nella prima metà dell'800, tratta della figura della nobildonna romana Vanina Vanini e del suo amore segreto corrisposto per il carbonaro Pietro Mirilli. Quest'ultimo, considerati i suoi impegni nella lotta clandestina, decide di abbandonare la giovane innamorata, la quale peraltro è disposta comunque a sposarlo.

Vanina rimasta solo non riesce a uscire dalla sua disperazione e tenta in tutti i modi di ricongiungersi con il suo compagno, sino a denunciare i carbonari al Cardinale di Romagna, facendone i nomi, escluso quello di Pietro, e indicando il nascondiglio in cui si riuniscono. Pietro, conosciuta la delazione di Vanina, la scaccia.

Solo allora Vanina comprende la gravità del suo gesto e decide di unirsi ai carbonari partecipando anche ad azioni di combattimento in una delle quali rimane ferita. Questo riavvicinerà i due giovani per sempre.

ProduzioneModifica

Il film, tratto liberamente dal racconto Vanina Vanini (1829) di Stendhal, fu prodotto dalla Grandi Film Storici. Venne girato nella primavera del 1940 a Cinecittà per gli interni, e nei dintorni di Roma per gli esterni. Le musiche furono eseguite dall'Orchestra del Teatro Reale dell'Opera di Roma. Il film fu presentato il 2 settembre del 1940 a Venezia durante l'8ª Mostra del Cinema, ma fu distribuito nel circuito cinematografico solo diversi mesi dopo, nel marzo del 1941. In precedenza era stato preannunciato più volte che il titolo definitivo del film sarebbe stato quello di «Passione»[1].

La criticaModifica

Michelangelo Antonioni, nelle pagine di Cinema del 25 settembre 1940: « La novella di Stendhal è una pagina alquanto romantica dedicata agli albori del Risorgimento. Ridotta da Cantini molto liberamente è più romantica ancora, avendo assunto un tono avventuroso e plateale. Tra le cose di Gallone, regista che i produttori vedono di buon occhio, per la sua sagacia e il fiuto commerciali, è questa una delle migliori poiché non manca di una certa organicità. Avendo in mente la frammentarietà di Giuseppe Verdi e Scipone l'Africano, il progresso è evidente. E progresso c'è pure in Alida Valli, impegnata in una parte non facile, che però la sua bellezza e la sua nervosa bravura sorreggono efficacemente »

NoteModifica

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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