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Vanina Vanini
Stendhal par Ducis en 1835.png
Ritratto di Stendhal (Louis Ducis, 1835)
AutoreStendhal
1ª ed. originale1829
1ª ed. italiana1923
Genereracconto
Sottogenerestorico
Lingua originalefrancese
AmbientazioneRoma e Romagna, anni venti dell'Ottocento
Personaggi
  • Vanina Vanini
  • Pietro Missirilli
  • Livio Savelli
  • Monsignor Savelli-Catanzara
SerieCronache italiane

Vanina Vanini è un racconto di Stendhal, pubblicato per la prima volta nel 1829. Ambientato nel secondo decennio dell'800, narra una storia d'amore fra una giovane aristocratica romana e un affiliato alla Carboneria.

Indice

Genesi dell'operaModifica

Vanina Vanini fu scritto nell'autunno del 1829, inviato alla rivista Revue de Paris il successivo 3 dicembre[1] e pubblicato sul numero del 13 dicembre 1829[2]. Pur non dovendo far parte in senso stretto delle Cronache italiane, dovendo essere riservata secondo alcuni tale qualifica ai racconti che Stendhal compose fra il 1837 e il 1839 tratti da un vecchio manoscritto in lingua italiana[3], Vanina Vanini entrò a far parte delle a raccolta di racconti pubblicata postuma in volume nel 1855 a cura di Romain Colomb, cugino ed esecutore testamentario di Stendhal intitolata Cronache italiane, l[4]. Fa parte, inoltre dell'edizione definitiva delle Cronache italiane, curata da Henri Martineau per la Bibliothèque de la Pléiade, nel 1947[5].

TramaModifica

Il racconto è ambientato in Italia agli albori del Risorgimento. Vanina Vanini è una ricca e brillante principessa romana, che trova alquanto mediocri i giovani che la corteggiano. Tornata a casa da un ballo, scopre che suo padre nasconde in una stanza del palazzo una giovane donna che presenta gravi ferite di arma bianca. Vanina fa la conoscenza della sconosciuta, che dapprima le dice di chiamarsi Clementina e successivamente le rivela di essere in realtà un uomo: Pietro Missirilli, un carbonaro di diciannove anni, figlio di un povero chirurgo di Sant'Angelo in Vado. Missirilli era stato catturato, assieme ad altri membri della sua vendita, ed era stato imprigionato a Castel Sant'Angelo. Dopo tredici mesi di carcere, con l'aiuto di amici era evaso dal carcere, travestito da donna; ferito da un gendarme con un colpo di baionetta, si era rifugiato nel giardino della contessa Vitteleschi, amante del padre di Vanina, Don Asdrubale Vanini, e quest'ultimo lo aveva nascosto nel proprio palazzo. Vanina aiuta Missirilli e quando il carbonaro, dopo quattro mesi di convalescenza, è guarito, la ragazza gli chiede di rimanere con lei. Missirilli rifiuta sia per le differenti condizioni sociali esistenti fra loro due, sia per il suo desiderio di dedicarsi completamente alla lotta politica; la nobiltà d'animo di Missirilli rafforza l'amore di Vanina.

Missirilli lascia Roma per la Romagna dove gli viene affidato il comando di una vendita carbonara. Vanina lo raggiunge; finanzia con armi e danaro il gruppo di patrioti; ma Missirilli, occupato completamente dalla lotta politica, si disinteressa a lei. Per distoglierlo dall'attività cospirativa, Vanina fa conoscere alle autorità i nomi di tutti i carbonari eccetto Missirilli. Missirilli, però, timoroso di essere giudicato un traditore dai suoi compagni, si costituisce e viene condannato a morte. Vanina, e non senza rischi, riesce a far ottenere la grazia papale a Missirilli. Ottiene infine un colloquio in carcere con Missirilli, il quale le esprime il proprio rammarico per essersi distratto dall'unica passione che deve perseguire, l'indipendenza italiana, e consiglia a Vanina di sposare il giovane principe Savelli, un corteggiatore della ragazza. Vanina regala a Missirilli tutti i suoi gioielli, ma il carbonaro le chiede di dimenticarlo. Indignata, Vanina racconta a Missirilli tutto quello che ha fatto per salvargli la vita; gli rivela poi che era stata lei a far arrestare i compagni. Missirilli tenta allora di uccidere Vanina, ma viene fermato da un carceriere; restituisce allora a Vanina con disprezzo i gioielli che la ragazza le aveva regalato poco prima. Vanina torna a Roma e sposa il principe Savelli.

CriticaModifica

Sebbene Vanina Vanini sia stato scritto alla fine del decennio che videro in Italia i principali moti carbonari e sebbene la vicenda abbia ispirato probabilmente alcune popolari opere di argomento risorgimentale (sono state notate, per esempio, somiglianze col libretto di Tosca[6]) è stato notata anche l'assenza di simpatia di Stendhal in generale nei confronti della Carboneria e in particolare nei confronti del protagonista maschile Pietro Missirilli, i cui ideali appaiono retorici e anacronistici[7]. Il personaggio di Vanina, a cui vanno le simpatie dell'autore, appare invece simile a quello di Mathilde de La Moles de Il rosso e il nero del 1830: l'avversione per la mediocrità dei propri tempi, la passione per un individuo socialmente inadeguato e comunque ribelle; perfino il nome proprio del padre di Vanina (Asdrubale) corrisponde a quello di Carcassone, l'eroe rinascimentale di Mathilde, decapitato assieme a Boniface de La Moles[8].

EdizioniModifica

  • Stendhal, Chroniques italiennes, Œuvres complètes de Stendhal, Paris: Michel Lévy frères, 1855. Contiene: «L'Abbesse de Castro», «Vittoria Accoramboni, duchesse de Bracciano», «Les Cenci», «La Duchesse de Palliano», «Vanina Vanini», «Les Tombeaux de Corneto», «La comédie est impossible en 1836» (Google libri)
  • Stendhal, Chroniques et nouvelles de Stendhal (Henri Beyle), Paris: Librairie Nouvelle, 1855. Contiene: «L'abbesse de Castro»; «Les Cenci»; «La duchesse de Palliano»; «San Francesco à Ripa»; «Vanina Vanini»; «Vittoria Accoramboni»; «Le philtre».
  • Stendhal, Romans et nouvelles; texte établi et annoté par Henri Martineau, Coll. Bibliothèque de la Pléiade n. 4, Paris: Gallimard, 1947. Contiene: «L'Abbesse de Castro», «Vittoria Accoramboni, duchesse de Bracciano», «Les Cenci», «La duchesse de Palliano», «Vanina Vanini», «San Francesco à Ripa», «Trop de faveur tue», «Suora Scolastica»
  • Vanina Vanini: particolari sull'ultima società dei Carbonari scoperta negli Stati del Papa; traduzione di R. Bianchi, Milano: Ed. Imperia Milano, 1923
  • Stendhal, Cronache italiane; tradotto dal francese da Clemente Fusero, Coll. I corvi n. 22, Milano: Dall'Oglio, 1949
  • Stendhal, Cronache italiane; traduzione di Pietro Paolo Trompeo e di Mario Bonfantini; introduzione di Mario Bonfantini, Collezione Narratori stranieri tradotti n. 54, Torino: G. Einaudi, 1959
  • Stendhal, Cronache italiane e altri racconti d'Italia; traduzione di Cesare Giardini, Collezione BUR n. 1414-1418, Milano: Rizzoli, 1959. Contiene: Chroniques italiennesL'abbesse de Castro»; «Vittoria Accoramboni»; «Les Cenci»; «La duchesse de Palliano»; «San Francesco à Ripa»; «Vanina Vanini»; «Trop de faveur tue»; «Suora Scolastica»; «Le juif»; «Souvenirs d'un gentilhomme italien».
  • Stendhal, Vanina Vanini e altre cronache italiane; traduzione e prefazione di Maria Bellonci, Collezione Biblioteca moderna Mondadori n. 663, Milano: A. Mondadori, 1961. Contiene: «La duchessa di Paliano»; «Vittoria Accoramboni»; «I Cenci»; «San Francesco a Ripa»; «Vanina Vanini».
  • Stendhal, Vanina Vanini; traduzione di Rino Dal Sasso, Collana I narratori del realismo n. 33, Roma: Editori riuniti, 1961
  • Stendhal, Vanina Vanini; traduzione di G.C. Conti; Prefazione B. Pincherle; con 20 disegni di Carlo Mattioli, Parma: U. Guanda, 1961
  • Stendhal, Vanina Vanini; a cura di Enrico Badellino, Latina: L'argonauta, 1990
  • Stendhal, Vanina Vanini; traduzione di Maria Teresa Sposato; introduzione di Giuseppe Scaraffia, Palermo: Sellerio, 1996, ISBN 88-389-1152-5

AdattamentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Giancarlo Vigorelli, «Stendhal, e una nuova lettura della "Vanina"», Otto/Novecento, anno I (nov.-dic. 1977), pp. 171-187 (Google libri)
  2. ^ «Vanina Vanini, ou Particularités sur la dernière vente de Carbonari, Découverte dans les Etats du Pape», Revue de Paris, 9 (1829), pp. 101- 125
  3. ^ Carlo Testa, Masters of two arts: re-creation of European literatures in Italian cinema, Toronto etc.: University of Toronto press, 2002, p. 161, ISBN 0802084753 (Google libri)
  4. ^ Chroniques italiennes, Paris: Michel Lévy frères, 1855
  5. ^ Romans et nouvelles; texte établi et annoté par Henri Martineau, Coll. Bibliothèque de la Pléiade n. 4, Paris: Gallimard, 1947
  6. ^ Kurt Ringger, Vom Mittelalter zur Moderne: Beiträge zur französischen und italienischen Literatur: Gedenkband, Turbinga: Gunter Narr Verlag, 1991, p. 187 nota 40, ISBN 3823341081, ISBN 9783823341086 (Google libri)
  7. ^ W. Theodor Elwert, «Aspects du "Risorgimento" dans Vanina Vanini». In: V. Del Litto e Kurt Ringger (a cura di), Stendhal et le romantisme: actes du XV congres international stendhalien (Mayence, 1982), Aran: ed. du Grand-Chene, 1984, pp. 149-154, ISBN 2881070019 (Google libri)
  8. ^ «Reaction and Revolt». In: Francesco Manzini, Stendhal's Parallel Lives, New York: Peter Lang, 2004, pp. 286-292, ISBN 303910148X, ISBN 9783039101481 (Google libri)
  9. ^ Database IMDb
  10. ^ Database IMDb

BibliografiaModifica

  • Carlo Cordié, «Badessa di Castro (La)». In Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, Milano: Bompiani, 2005, vol. I, pp. 788–789, ISSN 1825-7887 (WC · ACNP).
  • Maria Bellonci, «Prefazione». In: Vanina Vanini e altre cronache italiane, Milano: A. Mondadori, 1961
  • Gabriella Leto, «Introduzione a Stendhal». In: Cronache italiane di Stendhal; traduzione di Maria Bellonci e Gabriella Leto; introduzione di Gabriella Leto, Collana Oscar classici n. 195, Milano: A. Mondadori, 1990, ISBN 88-04-34056-8

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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La contessa si chiamava Vitelleschi e non Vitteleschi; fu Stendhal che trascrisse male il nome della contessa nel suo racconto, tra l'altro ispirata a una storia vera.