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Operazione Bodyguard
parte della seconda guerra mondiale
Teheran conference-1943.jpg
Joseph Stalin, Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill alla Conferenza di Teheran, nel 1943, quando venne ideata l'operazione
Data1943 - 1944
LuogoEuropa
EsitoVittoria alleata
Schieramenti
Effettivi
21º Gruppo d'ArmataWehrmacht
Voci di operazioni militari presenti su Wikipedia

L'operazione Bodyguard ("guardia del corpo") fu il nome in codice della più estesa operazione di inganno militare della seconda guerra mondiale, realizzato dagli Alleati durante la preparazione dell'operazione Overlord. Il piano prevedeva di impedire che i tedeschi scoprissero l'esatto luogo e la data dell'invasione, tramite una serie di operazioni subalterne a Bodyguard, compresa l'invasione stessa. Nel periodo subito seguente l'assalto alleato i tedeschi avrebbero dovuto essere convinti che Overlord fosse un'esca per distrarli dalla reale invasione.

All'epoca dell'invasione, le difese costiere tedesche erano scarse poiché i tedeschi avevano preparato l'intera costa nord occidentale d'Europa. Gli Alleati erano riusciti a portare a termine con successo una serie di operazioni d'inganno, soprattutto grazie alla decriptazione dei codici militari tedeschi da parte dei britannici e dalla compromissione di tutte le spie tedesche nel Regno Unito.

La pianificazione di Bodyguard cominciò nel 1943 per mano di un'organizzazione chiamata London Controlling Section (LCS). Il progetto strategico, chiamato Piano Jael, venne presentato all'Alto Comando alleato alla Conferenza di Teheran e approvato il 6 dicembre. L'obiettivo principale del piano era di convincere i tedeschi che l'invasione nell'Europa nord occidentale sarebbe avvenuta più tardi di quando programmato in realtà e che temessero un'eventuale invasione del Passo di Calais, dei Balcani, della Francia meridionale, della Norvegia e di un possibile attacco sovietico in Bulgaria e nella Norvegia settentrionale.

L'operazione Bodyguard fu un successo strategico. Lo sbarco in Normandia colse di sorpresa le difese tedesche e in seguito Hitler fu ingannato dagli Alleati così non inviò i rinforzi nell'area degli sbarchi, tenendo le unità migliori a difesa di Calais per ben sette settimane.

Indice

AntefattiModifica

 
Dispiegamento delle truppe tedesche in Francia nel giugno 1944
 
Mappa con indicati gli obiettivi dei piani subordinati a Bodyguard

Durante il conflitto, prima di Bodyguard, gli Alleati fecero un ampio uso dell'inganno, sviluppando molte nuove tecniche e teorie. I protagonisti all'epoca erano la Forza 'A', organizzata nel 1940 da Dudley Clarke, e il London Controlling Section, istituito nel 1942 sotto il controllo di John Bevan.[1][2]

In questa fase della guerra, le operazioni d'intelligence tedesche e Alleate erano differenti. Grazie al lavoro a Bletchley Park, molte delle linee di comunicazioni tedesche furono compromesse, infatti Ultra diede agli Alleati un'idea di quanto le loro operazioni d'inganno stessero funzionando. A confronto, la maggior parte delle spie tedesche inviate in Gran Bretagna erano state scoperte o trasformate in doppiogiochisti. L'intelligence tedesca era così fiduciosa verso alcuni di questi che nel 1944 smise di inviare agenti in Inghilterra.[3][4]

Nel 1943, Hitler stava difendendo l'intera costa occidentale dell'Europa, senza aver chiaro in mente di dove potesse verificarsi l'invasione alleata. La sua tattica era difendere l'intera linea costiera e organizzare le unità in modo da rispondere rapidamente ad un'invasione. In Francia, i tedeschi dispiegarono due gruppi d'armata; all'Heeresgruppe B fu affidato il Passo di Calais, alla 5ª Armata, e la Normandia, alla 7ª Armata.[5]

Operazione CockadeModifica

Nel 1943, dopo che venne deciso di attuare l'operazione Overlord, l'anno seguente, gli Alleati condussero una serie di operazioni d'inganno con l'intento di convincere i tedeschi di un'imminente invasione in Norvegia e in Francia. L'operazione Cockade (operazione Coccarda) era il nome in codice generico a questa serie di operazioni minori. Oltre a confondere le idee, l'operazione doveva spingere i tedeschi in una battaglia aerea sopra la Manica, attirandoli con una falsa invasione, ma i tedeschi non caddero mai nell'inganno di attaccare i britannici.[6]

Il piano JaelModifica

La pianificazione di Bodyguard iniziò prima che Cockade fosse operativa e tenne conto che l'invasione sarebbe avvenuta in Normandia. Le unità responsabili dell'inganno, la Forza 'A', l'Ops (B) del COSSAC e il London Controlling Section, cominciarono subito ad impostare l'effetto sorpresa che avrebbe avuto Overlord. Produssero un documento, il "First Thoughts" ("Primi Pensieri"), il 14 luglio 1943, sottolineando molti dei concetti che poi caratterizzarono Bodyguard. Tuttavia, quando Cockade si concluse, molti dei comandanti alleati erano scettici che le successive operazioni d'inganno avrebbero avuto successo.[7][8]

In agosto, il colonnello John Bevan, capo del London Controlling Section, presentò la bozza di un piano. Nome in codice Jael (Giaele), in riferimento all'Antico Testamento in cui Giaele uccise un comandante nemico con l'inganno, il piano prevedeva di ingannare i tedeschi facendo loro credere che gli Alleati avessero rinviato l'invasione di un anno concentrando il loro interesse sui Balcani e sui bombardamenti sopra la Germania. L'idea non convinse tutti i comandanti e ad ottobre la decisione venne rinviata fino a dopo la Conferenza di Teheran, un mese dopo.[8]

Tra novembre e dicembre del 1943, i leader alleati si incontrarono due volte, la prima al Cairo e poi a Teheran, per decidere quale strategia avrebbero attuato i loro paesi negli anni di conflitto che ancora attendevano le loro nazioni. Bevan quindi ricevette i suoi ordini il 6 dicembre e, messo al corrente dei dettagli di Overlord, si mise subito al lavoro per completare la sua bozza. La strategia d'inganno, che venne chiamata Bodyguard, venne approvata il giorno di Natale del 1943. Il nuovo nome, Bodyguard, venne scelto dopo un commento di Churchill a Stalin alla Conferenza di Teheran: "In tempo di guerra, la verità è così preziosa che dovrebbe sempre essere assistita da una guardia del corpo di bugie."[9][10]

Obiettivi e pianificazioneModifica

 
Memorandum su Bodyguard preparato per Eisenhower nel febbraio 1944
 
Carro armato gonfiabile usato durante l'operazione Fortitude

L'obiettivo di Bodygard era ingannare il nemico sui tempi, sul numero di forze e sulla direttiva dell'invasione alleata in Francia. Per fare ciò fecero apparire il Passo di Calais come l'obiettivo principale dell'invasione per mascherare la vera data e la vera ora dell'assalto e tenere i rinforzi tedeschi presso Calais e altre parti d'Europa per almeno quattordici giorni dopo gli sbarchi in Normandia.[11]

Durante l'operazione fu organizzato un dettagliato scenario da "inviare" ai tedeschi. Questo includeva anche che gli Alleati credessero che i bombardamenti aerei fossero un modo efficiente di vincere la guerra e che il 1944 sarebbe stato l'anno delle 'grandi flotte di bombardieri'. Specificava inoltre una serie di invasioni su tutta la costa europea, in Norvegia, Francia e nel Mediterraneo. In gennaio del 1944, si cominciò a realizzare i dettagli di Bodyguard con una serie di sotto-operazioni relative ad ognuna delle false invasioni.[12]

Il compito ricadde su due principali dipartimenti. La Forza 'A' di Dudley Clarke si sarebbe occupata ancora una volta del Mediterraneo mentre del resto d'Europa si sarebbe occupato LCS. Prima che Eisenhower venisse designato come Comandante Supremo, tutta la pianificazione di Overlord ricadeva sul Chief of Staff to the Supreme Commander Allied Forces, il COSSAC, ovvero al generale Frederick E. Morgan. Sotto il suo comando, il dipartimento addetto all'inganno, l'Ops (B), aveva ricevuto scarse risorse, lasciando la maggior parte della pianificazione al London Controlling Section. Con Eisenhower, le capacità dell'Ops (B) vennero estese e fu dato il comando a Noel Wild, vice di Dudley nella Force 'A'. Con queste nuove risorse, il dipartimento fu in grado di occuparsi di entrambe le parti più complesse di Bodyguard: le Operazioni Fortitude Nord e Sud.[12]

Operazione FortitudeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Operazione Fortitude.
 
Insegna del 1º Gruppo d'Armata statunitense, formazione militare fittizia dell'operazione Fortitude

L'operazione Fortitude aveva lo scopo di convincere i tedeschi dell'esistenza di un'estesa unità militare che sarebbe stata impiegata per invadere la Norvegia e il passo di Calais. Fortitude operò in modo simile a Cockade, cioè con armate fittizie, false operazioni di preparazione ad un'invasione terrestre e perdite d'informazione riguardo alle unità coinvolte e ai piani di battaglia.

Il lavoro di Fortitude Nord girava attorno alla fittizia 4ª Armata britannica, con base a Edimburgo. Già argomento di Cockade, l'armata avrebbe dovuto invadere, secondo Fortitude Nord, la Norvegia. L'esistenza dell'armata fu passata ai tedeschi tramite le spie doppiogiochiste e con un intero falso traffico radio, l'Operazione Skye.[13][14]

I negoziati politici con la neutrale Svezia, nome in codice Operazione Graffham, per ottenere concessioni utili ad un eventuale invasione della Norvegia, vennero usati per dare credibilità all'inganno. La Svezia manteneva ancora accordi economici con i tedeschi e si sperava quindi che la pressione politica ed economica avrebbe filtrato la rete di spionaggio tedesca.[15]

Fortitude Sud si occupò d'inganni simili nel sud dell'Inghilterra, "minacciando" un'invasione al Passo di Calais da parte del 1º Gruppo d'Armata statunitense. La Francia era il fulcro del piano di Bodyguard; essendo la scelta più logica per un'invasione, l'Alto Comando alleato doveva confondere i tedeschi in un'area molto ristretta. Il Passo di Calais offriva diversi vantaggi infatti era il punto più vicino al Regno Unito e la via più veloce per la Germania. Il comando tedesco, in particolare il generale Erwin Rommel, fece quindi fortificare pesantemente quell'area di costa e così gli Alleati decisero di amplificare questa ipotesi.[16]

Montgomery, comandante delle forze da sbarco alleate, sapeva che l'aspetto cruciale di ogni invasione era l'abilità di trasformare una testa di ponte in un intero fronte di guerra. Egli aveva però poche divisione al suo comando, solo trentasette contro le sessanta tedesche. L'obiettivo principale di Fortitude Sud era quello di dare l'impressione ai tedeschi che le trentasette divisioni fossero invece una forza d'invasione più numerosa, stanziata nel sud-est dell'Inghilterra, e una volta sbarcati in Normandia di far credere ai tedeschi che quello fosse un diversivo per attaccare Calais.[16]

Operazione GraffhamModifica

L'operazione Graffham fu un inganno politico rivolto contro la Svezia, come complemento a Fortitude Nord. L'obiettivo era convincere l'intelligence tedesco che gli Alleati stavano attivamente stabilendo legami politici con la Svezia, in preparazione ad un'imminente invasione della Norvegia. Tutto ciò richiedeva diversi incontri tra ufficiali britannici e svedesi e l'uso di agenti doppiogiochisti. Durante la guerra, la Svezia mantenne la neutralità ma i britannici speravano che se gli svedesi avessero creduto all'imminente invasione della Norvegia, la notizia sarebbe giunta alle orecchie dei tedeschi.[17][18]

La pianificazione cominciò nel febbraio 1944. Bevan era conscio che Fortitude Nord non era sufficiente a minacciare la Norvegia e quindi propose Graffham come misura ulteriore. Contrariamente ad altri aspetti di Bodyguard, l'operazione venne pianificata ed eseguita dai britannici, senza coinvolgimento americano.[17] Graffham era previsto fosse un'estensione alla già presente pressione sugli svedesi per mettere fine alla loro neutralità, per esempio chiedendo la fine dell'esportazione di cuscinetti a sfera, importanti per i componenti hardware militari, ai tedeschi. Incrementando la pressione diplomatica con false richieste, Bevan sperava di convincere i tedeschi che gli svedesi si stessero preparando ad aggiungersi alle nazioni alleate.[18]

L'impatto di Graffham fu minimo. Il governo svedese accettò poche delle richieste fatte durante i meeting e pochi comandanti svedesi si convinsero che gli Alleati avrebbero invaso la Norvegia. Oltretutto, l'influenza di Graffham e Fortitude Nord sulla strategia tedesca in Scandinavia è argomento di discussioni.[19][20]

Operazione IronsideModifica

L'intercettazione delle comunicazioni nel gennaio 1944 indicava che l'Alto Comando tedesco temeva un'eventuale sbarco vicino Bordeaux, in particolare nel golfo di Biscaglia, infatti nei mesi successivi ordinarono delle esercitazioni anti-invasione nella regione. Per accrescere questo timore, gli Alleati diedero il via all'operazione Ironside.[21] Il piano fittizio di Ironside prevedeva che due divisioni salpassero dal Regno Unito per sbarcare presso l'estuario della Garonna dieci giorni dopo il D-Day. Dopo che la testa di ponte fosse stata stabilita altre sei divisioni sarebbero giunte direttamente dagli Stati Uniti. La forza d'invasione avrebbe poi catturato Bordeaux prima di unirsi con le forze dell'operazione Vendetta, un'altra operazione d'inganno, giunte nel sud della Francia.[22][23]

Ironside fu realizzata interamente tramite agenti doppiogiochisti, in modo specifico da Tate, Bronx e Garbo.[21] Il sistema britannico che gestiva i doppiogiochisti prestò molta attenzione alla plausibilità della storia perciò non la divulgò troppo ai suoi agenti. I messaggi quindi contenevano degli elementi di incertezza.[24] Questo, assieme alla scarsa possibilità che Bordeaux fosse un obiettivo plausibile, spinse i tedeschi a prestare poca attenzione a queste voci, credendole un probabile inganno. Nonostante ciò, i tedeschi continuarono a chiedere ai loro agenti informazioni relative agli sbarchi fino ai primi di giugno e il giorno seguente lo sbarco alleato le truppe presso Bordeaux rimasero comunque in allerta.[21]

Operazione ZeppelinModifica

L'operazione Zeppelin (da non confondere con l'omonima operazione tedesca) fu l'equivalente mediterranea di Fortitude con lo scopo di convincere i tedeschi di un possibile sbarco nei Balcani, in particolare nell'Egeo (a Creta e nel Peloponneso) e nell'Adriatico (in Istria o in Dalmazia settentrionale)[25]. La Forza 'A' impiegò tattiche simili a quelle già usate simulando l'esistenza della 9ª, della 10ª e della 12ª Armata in Egitto attraverso il traffico radio e le esercitazioni. Anche se i tedeschi credettero che quelle unità esistessero davvero, in realtà c'erano solo tre semplici divisioni in Egitto all'epoca.[26]

Sbarco in Normandia e operazione TitanicModifica

 
Un paracadutista fantoccio come quelli usati nell'operazione Titanic

Una parte dell'operazione Bodyguard venne svolta proprio il 6 giugno 1944, durante lo sbarco vero e proprio, come supporto all'Operazione Nettuno, lo sbarco anfibio. Nel Canale della Manica furono svolte delle elaborate operazioni d'inganno, Glimmer, Taxable e Big Drum.[27] Piccole navi e aerei simularono una flotta d'invasione di fronte alla Passo di Calais, Capo d'Antifer e sul fronte occidentale della vera area di sbarco.[28] Nel frattempo, l'operazione Titanic coinvolse la RAF che lanciò paracadutisti fantoccio a est e a ovest della Normandia.

Joan Pujol García, l'agente doppiogiochista Garbo, di alta considerazione per i tedeschi, trasmise a questi dei dettagli del piano d'invasione alleato con un'ulteriore informazione, cioè che l'invasione in Normandia era solo un diversivo. L'informazione fu trasmessa dai britannici a Garbo nel tentativo di accrescerne la credibilità e in un periodo in cui i tedeschi non avrebbero fatto in tempo a fortificare la Normandia.

Metodologie d'ingannoModifica

Gli inganni apportati da Bodyguard furono realizzati in svariati modi, inclusi agenti doppiogiochisti, finto traffico radio e inganni visivi. Completata ogni fase di pianificazione, diverse unità operative avevano il compito di realizzare sul campo gli inganni. In alcuni casi, queste unità erano formazioni specializzate, come la "Forza R", ma solitamente erano unità regolari.

Strumenti specialiModifica

 
Joan Pujol Garcia, l'agente Garbo

Una buona parte delle operazioni subalterne a Bodyguard furono svolte dagli agenti segreti doppiogiochisti. Il sistema britannico anti-spionaggio ottenne ottimi risultati per tutto il periodo della guerra,[29] inviando informazioni false agli agenti relative ai piani d'invasione alleati.[30]

Una conferma del processo d'inganno giungeva tramite Ultra, una parte dell'intelligence alleato con il compito di decifrare i messaggi dei tedeschi, che credettero agli imbrogli di Bodyguard; poi con Ultra gli inglesi venivano a conoscenza dell'organizzazione delle truppe tedesche.[31][32]

Inganni visiviModifica

L'uso di carri armati finti e altri mezzi militari fittizi si sviluppò durante la campagna del Nordafrica. Per Bodyguard però, questa pratica fu usata in minor quantità poiché i tedeschi non avevano molte possibilità di sorvolare liberamente il Regno Unito. Tuttavia, furono realizzati alcuni finti mezzi da sbarco e posizionati in aree apposite per far credere ai tedeschi che si stesse preparando uno sbarco in massa.

ConclusioneModifica

L'operazione Bodyguard fu un successo tattico che bloccò la 15ª Armata tedesca vicino a Calais per sette settimane, permettendo agli alleati di saldare la testa di ponte e infine di vincere la battaglia di Normandia. Nelle sue memorie, il generale Omar Bradley, definì Bodyguard "la più singola e grande beffa della guerra".[33]

Nel suo libro del 2004, "The Deceivers", Thaddeus Holt attribuì il successo di Fortitude all'esperienza ottenuta con Cockade, nel 1943; "Fortitude nel 1944 non sarebbe potuta essere eseguita tranquillamente come accadde se il London Controlling Section e i suoi collaboratori non avessero ricevuto esperienza da Cockade l'anno precedente."[34]

Elenco delle operazioniModifica

Mentre a livello teorico Bodyguard si occupava della strategia generale d'inganno per agevolare l'invasione alleata, come parte dell'operazione Overlord, a livello pratico si suddivise in molte operazioni subalterne.[35]

  • Operazione Fortitude (Nord e Sud)
    • Operazione Quicksilver I-VI (a sud) e operazione Skye (a nord)
    • Operazione Ironside
    • Operazione Titanic (I-IV)
    • Operazioni di inganno navali: operazioni Taxable, Glimmer e Big Drum
    • Operazione Paradise (I-V)
  • Operazione Zeppelin (alleata)
  • Operazione Royal Flush
  • Operazione Vendetta
  • Operazione Graffham

NoteModifica

  1. ^ Latimer (2004), pp. 148–149.
  2. ^ Cruickshank (2004).
  3. ^ Latimer (2001), pp. 207–208.
  4. ^ Holt (2004).
  5. ^ Latimer 2001, p. 206.
  6. ^ Holt 2004, pp. 478 – 480.
  7. ^ Holt 2004, pp. 494 – 496.
  8. ^ a b Crowdy 2008, pp. 226 – 228.
  9. ^ Holt 2004, pp. 504 – 505.
  10. ^ Cave Brown 1975, pp. 1–10.
  11. ^ Hesketh 2000, pg. 12.
  12. ^ a b Crowdy 2008, pp. 229 – 230.
  13. ^ Holt 2004, pp. 486.
  14. ^ Cave Brown 1975, pp. 464 – 466.
  15. ^ Sexton 1983, pp. 112.
  16. ^ a b Latimer 2001, pp. 218 – 232.
  17. ^ a b Barbier (2007), p. 52.
  18. ^ a b Levine (2011), p. 219.
  19. ^ Barbier (2007), p. 53.
  20. ^ Barbier (2007), p. 185.
  21. ^ a b c Holt (2005), pp. 560–561.
  22. ^ Holt (2005), p. 559.
  23. ^ Hesketh (1999), p. 103.
  24. ^ Howard (1990), pg. 125
  25. ^ Howard (1990), p. 138.
  26. ^ Latimer 2001, pg. 215
  27. ^ Barbier (2007), pp. 70-71
  28. ^ Barbier (2007), pp. 108-109
  29. ^ Masterman 1972
  30. ^ Ambrose 1981, pg. 269
  31. ^ Cave Brown 1975
  32. ^ Lewin 2001, p. 292
  33. ^ Latimer 2001, pg. 238
  34. ^ Holt 2004, pg. 493
  35. ^ Holt (2004), p. 821

BibliografiaModifica

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  • (EN) Terry Crowdy, Deceiving Hitler: double cross and deception in World War II, Osprey Publishing, 23 settembre 2008, ISBN 1-84603-135-4.
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  • (EN) Donal J. Sexton, Phantoms of the North: British Deceptions in Scandinavia, 1941–1944, in Military Affairs, vol. 47, nº 3, Society for Military History, 1983, pp. 109–114, 00263931.