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Palazzo Ardinghelli
Palazzo Ardinghelli.jpg
La facciata di palazzo Ardinghelli, dopo il terremoto del 2009.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo
LocalitàL'Aquila
Indirizzopiazza Santa Maria Paganica
Coordinate42°21′10.6″N 13°23′59.1″E / 42.352944°N 13.39975°E42.352944; 13.39975Coordinate: 42°21′10.6″N 13°23′59.1″E / 42.352944°N 13.39975°E42.352944; 13.39975
Informazioni generali
Condizioniin restauro
Costruzione1732-1743
Stiletardo barocco
Realizzazione
ArchitettoFrancesco Fontana
ProprietarioMinistero dei beni culturali
Committentefamiglia Ardinghelli

Palazzo Ardinghelli, anche noto come Palazzo Franchi Cappelli,[1] è un palazzo storico dell'Aquila, dichiarato monumento nazionale nel 1902.[2]

Indice

StoriaModifica

Il palazzo venne costruito su preesistenze di impronta rinascimentale delle famiglie Cappa e Camponeschi, tra le principali del quarto di Santa Maria, e trae la sua origine nella complessa ricostruzione della città successiva al terremoto del 1703;[3] in particolare, a partire dal 1732 con l'avvento di Carlo III di Spagna, venne dato notevole impulso alla ricostruzione dell'architettura civile e Palazzo Ardinghelli fu tra i primi palazzi nobiliari a vedere la luce, insieme a Palazzo Quinzi e Palazzo Pica Alfieri del quarto di San Pietro.[3]

Venne realizzato dalla famiglia di origine toscana degli Ardinghelli[4], il cui capostipite – Andrea Ardinghelli – si stabilì all'Aquila nel XVI secolo. A promuovere l'edificazione del palazzo furono soprattutto Filippo Ardinghelli e suo fratello Francesco.[5]

Il progetto, redatto dall'architetto romano Francesco Fontana,[6] figlio del più celebre Carlo, è riconducibile al primissimo periodo successivo al terremoto, mentre la realizzazione dell'edificio incontrò numerosissime difficoltà ed ebbe luogo solamente tra il 1732 ed il 1743.[5] Con la morte di Filippo Ardinghelli, la famiglia si estinse prima del completamento dei lavori[3] ed il palazzo passò alla famiglia Cappelli, subendo anche notevoli rimaneggiamenti nel corso dei secoli tanto che l'attuale facciata in stile tardo barocco venne completata solo nel 1955.[4]

Negli ultimi decenni del XIX secolo, il palazzo fu dimora e atelier del celebre pittore Teofilo Patini.[5]

L'edificio ha riportato danni ingenti in seguito al terremoto del 2009 ed è attualmente inagibile. Il restauro, reso possibile grazie ad una copertura provvisoria, è stato finanziato dalla Russia[7] ed avrà un costo complessivo di 7 milioni 200 mila euro per un tempo di lavoro effettuato di oltre quattro anni. Nel 2016, all'importo dei lavori sono stati aggiunti altri 2 milioni di euro per consentire alla struttura di ospitare la sede aquilana del museo d'arte contemporanea MAXXI.

DescrizioneModifica

Il palazzo, considerato uno dei massimi esempi del barocco aquilano,[6] è situato in piazza Santa Maria Paganica volto frontalmente all'omonima chiesa, anch'essa riedificata nelle forme attuali in seguito al terremoto del 1703, e posto in relazione con altre importanti esempi di architettura civile come Palazzo Carli Benedetti. Costituisce un unico complesso con l'adiacente Palazzo Cappa Camponeschi,[8] piccola struttura di origine quattrocentesca che nelle intenzioni del progettista avrebbe dovuto essere incorporato nel Palazzo Ardinghelli, come si evince dall'attuale asimmetria della facciata del palazzo.[4]

L'edificio si sviluppa su due livelli. L'ingresso è reso evidente da una triplice balconata progettata nel 1928 che ripropone il motivo del timpano;[6] il sottostante portale, posto in asse con l'ingresso laterale della chiesa e centrale rispetto alla piazza, introduce ad un cortile porticato ad esedra[4] da cui ha origine uno scalone monumentale di derivazione borrominiana.[6] Su di esso cinque dipinti attribuiti all'artista veneto Vincenzo Damini e datati al 1744.[1]

CuriositàModifica

Nel 2014, il restauro del palazzo è stato pubblicizzato tramite una maglia evento utilizzata dalla locale squadra di rugby in una partita valida per il massimo campionato italiano.[9]

NoteModifica

  1. ^ a b Touring Club Italiano, pag.104
  2. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 27 maggio 2016.
  3. ^ a b c AA.VV., pag.137
  4. ^ a b c d Dipartimento della Protezione Civile, Palazzo Ardinghelli (PDF), su protezionecivile.gov.it. URL consultato il 12-11-11 (archiviato dall'url originale il 7 novembre 2014).
  5. ^ a b c Amedeo Esposito, L'Aquila, il ritorno alla "grande memoria": palazzo Ardinghelli era l'atelier di Teofilo Patini, 4 giugno 2017.
  6. ^ a b c d Alessandro Clementi, Elio Piroddi, pag.139
  7. ^ Beni culturali: adottato Palazzo Ardinghelli dai russi[collegamento interrotto], 12 novembre 2011.
  8. ^ Anche noto come Palazzo Colantoni Cappelli.
  9. ^ L'Aquila Rugby con Palazzo Ardinghelli sulle maglie. Domenica ospita il Viadana, 7 novembre 2014.

BibliografiaModifica

  • AA.VV., L'Aquila – una città d'arte da salvare, Pescara, Carsa, 2009;
  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.