Dario Franceschini

politico e scrittore italiano
Dario Franceschini
Dario Franceschini Official (cropped).jpg

Ministro della cultura[1]
In carica
Inizio mandato 5 settembre 2019
Presidente Giuseppe Conte
Mario Draghi
Predecessore Alberto Bonisoli[2]
Gian Marco Centinaio[3]
Successore Massimo Garavaglia[4]

Durata mandato 22 febbraio 2014 –
1º giugno 2018
Presidente Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Massimo Bray
Successore Alberto Bonisoli[5]
Gian Marco Centinaio[6]

Segretario del Partito Democratico
Durata mandato 21 febbraio 2009 –
7 novembre 2009
Predecessore Walter Veltroni
Successore Pier Luigi Bersani

Vicesegretario del Partito Democratico
Durata mandato 14 ottobre 2007 –
21 febbraio 2009
Vice di Walter Veltroni
Predecessore Carica istituita
Successore Enrico Letta

Vicesegretario e coordinatore
del Partito Popolare Italiano
Durata mandato 1997[7] –
1999
Vice di Franco Marini
Cotitolare Enrico Letta[8]

Ministro per i rapporti con il Parlamento e il coordinamento dell'attività di Governo
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Piero Giarda
Successore Maria Elena Boschi

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri
con delega alle riforme istituzionali
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema
Giuliano Amato
Predecessore Gianclaudio Bressa
Successore Gian Paolo Gobbo

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 30 maggio 2001
Legislature XIV, XV, XVI, XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
XIV: DL-L'Ulivo
XV: PD-L'Ulivo
XVI-XVIII: Partito Democratico
Coalizione L'Ulivo (XIV)
L'Unione (XV)
PD-IdV (XVI)
Italia. Bene Comune (XVII)
Centro-sinistra (XVIII)
Circoscrizione Emilia-Romagna
Collegio XIV: Ferrara-Via Bologna
Incarichi parlamentari
XV legislatura:

XVI legislatura:

Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
DC (1975-1994)
CS (1994-1995)
PPI (1995-2002)
DL (2002-2007)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università degli Studi di Ferrara
Professione Avvocato; Scrittore
Firma Firma di Dario Franceschini

Dario Franceschini (Ferrara, 19 ottobre 1958) è un avvocato, scrittore e politico italiano, dal 13 febbraio 2021 ministro della cultura nel governo Draghi, incarico che ha ricoperto nei governi Renzi, Gentiloni e Conte II come "ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo".[1]

In precedenza ha ricoperto la carica di sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi D'Alema II e Amato II, oltre che di ministro per i rapporti con il Parlamento e il coordinamento dell'attività di governo nel governo di larghe intese Letta.

Esponente di spicco del Partito Popolare Italiano (PPI), de La Margherita e membro fondatore del Partito Democratico (PD) nel 2007, è stato vicesegretario del PPI e successivamente Coordinatore della Margherita , il primo vicesegretario del PD sotto Walter Veltroni, segretario del Partito Democratico succeduto a Veltroni fino alle primarie del 2009, capogruppo dell'Ulivo alla Camera dei deputati dal 2006 al 2007 e del PD dal 17 novembre 2009 al 19 marzo 2013.

Franceschini è leader dell'area-corrente (AreaDem) del PD.[9]

BiografiaModifica

Nato a Ferrara il 19 ottobre 1958, è figlio di Gardenia Gardini (1934-2018)[10], e di Giorgio Franceschini, che fu un partigiano, nonché cattolico e deputato per la Democrazia Cristiana durante la II Legislatura. Si è laureato in giurisprudenza all'Università degli Studi di Ferrara, con una tesi in Storia delle Dottrine e delle Istituzioni politiche, ha pubblicato nel 1985 il libro "Il Partito Popolare a Ferrara. Cattolici, socialisti e fascisti nella terra di Grosoli e Don Minzoni" e sullo stesso argomento ha partecipato a convegni e a varie pubblicazioni. Dal 1985 ha esercitato la libera professione come avvocato civilista[11]. È iscritto all'albo dei revisori contabili[12] ed è stato membro effettivo del collegio sindacale dell'Eni nei primi tre anni della privatizzazione. Dal 1985 al 1989 ha curato per il Formez il bimestrale Rassegna di documentazione legislativa regionale.

Il 16 maggio 2016 gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Humane Letters dalla John Cabot University di Roma come "riconoscimento del suo importante contributo alla vita democratica del Paese e del suo impegno per la promozione del patrimonio artistico italiano".

È stato presidente dell'ente Palio di Ferrara ed in gioventù è stato uno sbandieratore della Contrada di Santa Maria in Vado.

L'8 marzo 2014, nel corso di una visita a Palmanova, viene ricoverato a causa di un infarto mentre si trovava nella caserma "Ederle". Il bollettino ufficiale dell'ospedale riferirà, più tardi, che il ministro è stato colpito da una «sindrome coronarica acuta, trattata positivamente e tempestivamente». Successivamente verrà trasferito all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.[13]

Nel 1986 ha sposato Silvia Bombardi, ma i due divorziano nel 2011. Dopo il divorzio, il 14 settembre 2014 sposa a Sutri, in provincia di Viterbo, Michela Di Biase, consigliera comunale a Roma e regionale nel Lazio del PD[14][15]. È appassionato di jazz e padre di tre figlie.[16]

Attività politicaModifica

Dall'ASD alla Democrazia CristianaModifica

La sua attività politica inizia a livello studentesco, al liceo scientifico Antonio Roiti di Ferrara nell'autunno del 1974 quando fonda l'Associazione Studentesca Democratica, di ispirazione cattolica e centrista. L'ASD si presenta in quasi tutti gli istituti superiori della città alle prime elezioni previste dai "decreti delegati".

Dal 1974 al 1977 viene eletto nei vari organismi (consigli di classe, disciplina e istituto). Successivamente viene eletto in rappresentanza degli studenti nel consiglio di amministrazione dell'Università degli Studi di Ferrara. Fonda la Cooperativa Culturale Natale Gorini, che si occupa di cinema d'essai.

Le figure carismatiche che fin dalla giovinezza suscitano la sua attenzione sono, fra le altre, Benigno Zaccagnini e don Primo Mazzolari. In particolare don Mazzolari viene più volte ricordato durante la sua campagna per la corsa alla segreteria del Partito Democratico. A lui dedica uno dei passi più significativi del discorso finale della campagna elettorale, pronunciato a Marzabotto il 24 ottobre 2009.

Si iscrive alla Democrazia Cristiana (DC) nel 1975, dopo l'elezione di Benigno Zaccagnini a segretario della DC, e viene eletto Delegato Provinciale del Movimento Giovanile della DC di Ferrara.

Consigliere comunale di FerraraModifica

Alle elezioni amministrative del 1980 viene eletto consigliere comunale di Ferrara con la DC, diventando nel 1983 capogruppo consiliare. L'anno seguente entra nella direzione nazionale del movimento giovanile DC, per il quale fonda e dirige la rivista mensile "Nuova Politica".

Nel 1989 dirige a Roma il mensile "Settantasei" che raccoglie i quadri trentenni della sinistra DC e viene chiamato alla vice-direzione del mensile "Il Confronto" e nella redazione del settimanale del partito "La Discussione".

Nella fase di trasformazione della Democrazia Cristiana in Partito Popolare Italiano (PPI) invita il partito, all'Assemblea Costituente di Roma del 1993, a scegliere con determinazione, come conseguenza del nuovo sistema elettorale maggioritario, la via dell'alleanza con il centro-sinistra. Non accetta infatti la decisione del partito di schierarsi autonomamente alle elezioni politiche del 1994, come coalizione di centro nel Patto per l'Italia di Mariotto Segni. Decide pertanto di aderire al movimento dei Cristiano Sociali, fondando il movimento a Ferrara e divenendone Consigliere Nazionale.

Nel 1994 dà vita a Ferrara a una delle prime giunte di centro-sinistra d'Italia, divenendo assessore alla Cultura e al Turismo.

Alle elezioni amministrative del 1995 si candida per il ruolo di sindaco di Ferrara, venendo appoggiato dalla Federazione dei Verdi, i Cristiano Sociali e i Laburisti. Al primo turno ottiene il 19,05% dei voti, arrivando terzo e non accedendo, per tre punti percentuali, al ballottaggio.

Partito Popolare ItalianoModifica

Dopo le scissioni interne al PPI di Rocco Buttiglione e l'adesione dello stesso all'Ulivo, rientra nel partito, e nel 1997 diventa, assieme ad Enrico Letta, vicesegretario nazionale del PPI con segretario Franco Marini. Diventa nel 1998 vicesegretario unico, dopo l'entrata di Letta nel primo governo D'Alema come ministro delle politiche comunitarie, e anche coordinatore del PPI, dopo la nomina del predecessore Antonello Soro a capogruppo alla Camera dei deputati.

Successivamente, al congresso nazionale del PPI nel 1999, si candida a segretario nazionale, ma viene sconfitto dall'ex deputato ed europarlamentare Pierluigi Castagnetti, entra a far parte della direzione nazionale e dell'ufficio di segreteria con l'incarico per le politiche della comunicazione.

In seguito alla nascita del secondo governo presieduto da Massimo D'Alema, viene nominato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle riforme istituzionali, affiancando il ministro Antonio Maccanico e riconfermato poi dal successivo governo Amato bis. A nome del Governo segue in particolare il tema della legge elettorale, e sino all'approvazione definitiva, la legge costituzionale di riforma degli statuti delle Regioni a statuto speciale, l'introduzione del diritto di voto per gli italiani all'estero e le modifiche al titolo V della Costituzione. In particolare segue l’introduzione del principio di sussidiarietà nella carta costituzionale all’ultimo comma dell’art. 118.

La Margherita e nell'UlivoModifica

Alle elezioni politiche del 2001 si candida, e viene eletto, per la prima volta alla Camera dei deputati nel collegio maggioritario di Ferrara-Via Bologna. Nella successiva XIV legislatura diventa componente della giunta delle elezioni, della 1ª Commissione Affari costituzionali e dell'assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).

Tra i fondatori de La Margherita, nel luglio 2001 entra a far parte del comitato costituente del partito, del quale diventa Coordinatore dell'esecutivo nazionale[17]. L'incarico gli viene confermato dai successivi congressi del 2002 e del 2004. È stato membro del direttivo del Partito Democratico Europeo e componente e socio fondatore dell'associazione interparlamentare per il commercio equo e solidale.

Rieletto deputato alle elezioni politiche del 2006 nella circoscrizione Emilia-Romagna tra le liste de L'Ulivo (che unisce La Margherita e i DS), si dimette da coordinatore della Margherita e viene eletto capogruppo parlamentare dell'Ulivo alla Camera dei deputati.

Dirigenza del Partito DemocraticoModifica

Vicesegretario del partitoModifica

 
Dario Franceschini eletto alla Camera nel 2008

Nel 2007 è stato uno dei fondatori del Partito Democratico (PD), facendo parte del Comitato dei 45 che porta alla nascita del PD il 14 ottobre. Dopo la vittoria e l'ascesa alla segreteria nazionale di Walter Veltroni, viene nominato da quest'ultimo vicesegretario nazionale del nuovo partito[18]. A seguito di tale designazione, si è dimesso dalla presidenza del gruppo L'Ulivo alla Camera dei deputati, sostituito da Antonello Soro.[19]

Dopo la sconfitta del PD alle elezioni politiche del 2008, dov'è stato nuovamente rieletto deputato alla Camera nella medesima circoscrizione, è stato nominato da Veltroni come membro del cosiddetto governo ombra del Partito Democratico, con l'incarico corrispondente a quello di Vicepresidente del Consiglio, ruolo che ricopre dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009.[20]

Segretario del partitoModifica

Il 21 febbraio 2009, dopo le dimissioni di Walter Veltroni dalla segreteria nazionale per l'esito negativo alle elezioni regionali in Sardegna[21], viene eletto segretario del Partito Democratico dall'Assemblea Nazionale PD, con 1047 voti su 1.258, battendo il suo principale (e unico) sfidante Arturo Parisi, ex ministro della difesa, che riceve solo 92 voti.[22]

Il suo primo atto dopo l'elezione è stato il giuramento su una copia della Costituzione Italiana nelle mani del padre Giorgio, ex-partigiano ed ex-deputato davanti al castello della natìa Ferrara, luogo dove nel novembre 1943 alcuni cittadini furono trucidati dalle squadre fasciste.[23]

Come segretario del PD, guida il partito alle elezioni europee del 2009 ad ottenere il 26,12% dei voti, in calo di quasi 5 punti rispetto alla lista Uniti nell'Ulivo nella precedente tornata elettorale, conducendo successivamente le trattative con Martin Schulz che portano alla nascita del Gruppo dei Socialisti e Democratici Europei, primo passo per la successiva entrata del PD al Partito del Socialismo Europeo nel 2014 durante la segreteria di Matteo Renzi.

Candidatura alle primarie del 2009Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni primarie del Partito Democratico del 2009 (Italia).
 
Logo della campagna elettorale di Franceschini per le primarie del 2009

In vista delle primarie del Partito Democratico del 25 ottobre 2009, Franceschini si è candidato come nuovo segretario del Partito Democratico, insieme a Pier Luigi Bersani, ex ministro dello sviluppo economico nel secondo governo Prodi, e del senatore Ignazio Marino. Lo slogan per la sua corsa alla segreteria è "Liberiamo il Futuro".

La sua campagna elettorale viene organizzata in modo da incentrarsi su una serie di discorsi, i "10 discorsi agli italiani", che pronuncia in città o luoghi attinenti al tema trattato e significativi per la storia del paese. A Marzabotto pronuncia il "Discorso ai Liberi", a Genova il "Discorso ai Nuovi Italiani", a Cosenza il "Discorso ai giovani del Sud". Ogni discorso si conclude con la parola "adesso", chiaramente ispirata alla rivista Adesso, fondata da don Primo Mazzolari. I discorsi vengono poi pubblicati nel novembre 2009 nel libro, edito da Bompiani: "In dieci parole. Sfidare la destra sui valori".

Ottiene, fra gli altri, il sostegno della candidatura di Franceschini quello di Piero Fassino[24], Debora Serracchiani[25], Franco Marini[26], Marco Minniti[27], Giovanna Melandri[28], Tiziano Treu[29], Enrico Morando[30], Marina Sereni[31], Antonello Soro[32], Cesare Damiano[33], Pierluigi Castagnetti[34], Paolo Gentiloni[35], Sergio Cofferati[36], Rita Borsellino[37], Mario Adinolfi[38], David Sassoli[39]. L'ex segretario del PD Walter Veltroni, pur dichiarando di voler rimanere fuori dalle vicende congressuali, ha avuto parole di apprezzamento per la candidatura di Franceschini[40]. Dichiarano di sostenerlo a quelle primarie molti esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui: Lorenzo Jovanotti, Nanni Moretti, Andrea Camilleri, Carlo Petrini, Ettore Scola, Vincenzo Cerami.

 
Il logo della sua corrente "AreaDem"

Alle elezioni primarie del partito svoltesi il 25 ottobre Franceschini ottiene oltre un milione di voti (1.045.123), pari al 34,27%, risultando secondo classificato e venendo superato da Bersani, che ottenendo il 53,23% dei voti, diventa quindi il nuovo segretario. La sera stessa riconobbe a Bersani la vittoria, affermando che al di là dei risultati s'impegnerà per garantire l'unità del partito.[41]

Capogruppo PD alla CameraModifica

 
Franceschini con Gennaro Migliore durante la manifestazione in difesa della libertà di stampa.

Dopo la sconfitta alle primarie, riorganizza tutte le forze che avevano sostenuto la sua candidatura in una componente interna al Partito Democratico: "Area Democratica" o "AreaDem”.

Successivamente Bersani, nel suo "mosaico" della gestione unitaria e plurale del partito, propone molto insistentemente a Franceschini di diventare capogruppo PD alla Camera, e dopo giorni d'incertezze, d'incontri con i principali esponenti di AreaDem e Bersani stesso, scioglie la riserva e accetta, venendo eletto il 17 novembre 2009, dopo che Antonello Soro si era dimesso dall'incarico.[42]

Ministro per i rapporti con il ParlamentoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Letta.

Alle elezioni politiche del 2013 viene candidato, ed eletto per la quarta volta, alla Camera dei deputati come capolista della lista PD nella circoscrizione Emilia-Romagna[43]. Nella XVII legislatura è stato componente delle Commissioni Affari Costituzionali, Politiche dell'Unione Europea, Esteri e Giustizia, nonché componente delle Giunta per le elezioni e delle Delegazioni parlamentari presso l'OCSE, il Consiglio d'Europa e l'Assemblea dell'Unione dell'Europa occidentale.

Con la nascita del governo di larghe intese guidato da Enrico Letta, il 28 aprile 2013 giura nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come Ministro per i rapporti con il Parlamento e il Coordinamento dell'attività di governo nel governo Letta tra PD, Il Popolo della Libertà, Unione di Centro e Scelta Civica, incarico che mantiene fino alla fine dell'esecutivo il 22 febbraio 2014.[16]

Alle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 appoggia con la sua corrente "Area Dem" la candidatura di Matteo Renzi alla segreteria del PD, cosa che si ripete anche nelle primarie PD del 2017.

A seguito delle dimissioni di Matteo Renzi da Presidente del Consiglio, per la bocciatura della riforma Renzi-Boschi al referendum costituzionale, il 12 dicembre 2016 è stato confermato nell'incarico di ministro ai beni culturali e turismo per il nuovo governo presieduto da Paolo Gentiloni, giurando il giorno stesso nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.[44]

Elezioni politiche del 2018 e primarie PD del 2019Modifica

Alle elezioni politiche del 2018 viene ricandidato alla Camera dei deputati per il PD, nel collegio plurinominale di Ravenna, Rimini, Forlì, Cesena, risultando eletto. Con l'insediamento del Governo Conte I, Franceschini cessa dalla carica di ministro. Nella tornata elettorale il PD assiste ad una grande flessione nei voti, che ha riscosso il peggior risultato della sua storia e quella del centro-sinistra in Italia, attestandosi su il 18% alla Camera e 19% per il Senato.

In vista delle primarie del PD del 2019, Franceschini assieme ad "Area Dem" sostengono la mozione di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio dal 12 marzo 2013, che risulterà vincente con il 66% dei voti.[45][46]

Con il reincarico di formare un esecutivo affidato a Giuseppe Conte, e la successiva nascita del Governo Conte II, assume la carica di capodelegazione del Partito Democratico.[47]

Attività da ministro della culturaModifica

Il 22 febbraio 2014 giura come Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo del Governo Renzi[48][49]. Entrando al Quirinale per il giuramento dichiara: “Mi sento chiamato a guidare il ministero economico più importante del Paese”.

Il 4 settembre 2019 viene annunciata la nomina di Franceschini alla carica di Ministro della cultura e del turismo nel Governo Conte II. Presterà giuramento il 5 settembre 2019, assumendo nuovamente la carica di Ministro dei Beni e delle attività culturali, di cui viene di nuovo accorpato il Turismo che, durante il Governo Conte I era stato unito al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sotto Gian Marco Centinaio.[50]

Con l'insediamento del nuovo governo Draghi nel febbraio 2021, Franceschini è confermato ministro. Il dicastero assume il nome di Ministero della Cultura, senza più la delega del turismo.

È il ministro della cultura che è rimasto in carica più a lungo nella storia della Repubblica.

Provvedimenti principaliModifica

 
Franceschini al 5ª convegno della Leopolda a Firenze nel 2014

Al suo nome è legata l'introduzione nell'ordinamento italiano dell'Art Bonus, un credito d'imposta del 65% per privati e imprese che donano una somma per il restauro del patrimonio culturale pubblico o per attività di musei, fondazioni lirico-sinfoniche o teatri di tradizione.[51]

Dal luglio 2014 ha disposto l'ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, a tutti i musei e luoghi della cultura statali.

Nell'agosto 2015 nomina i 20 direttori dei più importanti musei statali, all'esito di una selezione internazionale a cui avevano partecipato 1.400 concorrenti di tutto il mondo. 13 dei 20 direttori nominati sono di nazionalità italiana. Nel 2017 una nuova selezione internazionale ha portato alla nomina di altri 10 direttori di musei e parchi archeologici.

Dopo alcuni scioperi improvvisi, specie a Pompei e al Colosseo, che nel 2014 e 2015 avevano creato file di turisti in attesa, rilanciate con immagini dei media di tutto il mondo, Franceschini ottiene una riunione urgente del Consiglio dei Ministri, per estendere le norme sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali anche all'apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura. Con l'articolo 1 del Decreto Legge 20 settembre 2015, n. 146 recante Misure urgenti per la fruizione del patrimonio storico e artistico della Nazione e convertito dalla Legge 12 novembre 2015, n.182, l’Italia è divenuta l'unico Paese in cui i musei sono equiparati a ospedale, scuole e trasporti come servizi pubblici essenziali.

Con la riforma del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ha unificato in 39 Soprintendenze territoriali "Archeologia, Belle Arti e Paesaggio" le competenze che prima erano divise tra tre diverse soprintendenze che si occupavano separatamente di Archeologia, di Beni Artistici e di Beni Architettonici[52].

Ha ideato e lanciato la Capitale italiana della cultura, riconoscimento che dal 2015 viene concesso annualmente ad una città italiana.

Porta il nome di "Legge Franceschini" la "Disciplina del cinema e dell'audiovisivo", approvata il 3 novembre 2016, che dopo decenni di attesa riorganizza in modo organico tutto il settore dell'industria cinematografica italiana, ampliando il tax credit automatico, facendo scomparire la valutazione ministeriale di interesse culturale dei film e abolendo la censura[53].

Sempre col nome di "Legge Franceschini" è conosciuta la Legge 22 novembre 2017, n. 175. "Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia" che ha riordinato l'intero sistema dello spettacolo dal vivo, dal teatro, alla musica, alla danza. Nella legge viene riconosciuto per la prima volta dalla Repubblica Italiana "il valore delle espressioni artistiche della canzone popolare d'autore".

Per sua iniziativa dal settembre 2016 al maggio 2017 con l'iniziativa #cinema2day, il secondo mercoledì di ogni mese si è entrati in tutti i cinema italiani al prezzo di 2 euro[54].

A lui si deve la creazione del Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri che si celebra ogni anno, a partire dal 2020, il 25 di marzo.

Sua l’iniziativa che ha portato il Parlamento ad approvare la legge per i tre grandi anniversari, nel 2019, 2020, 2021, di Leonardo Da Vinci, Raffaello e Dante.

In occasione dei 200 anni de L’infinito di Giacomo Leopardi ha ideato e proposto alla Rai la realizzazione di un video con la lettura della poesia da parte di 22 grandi cantautori italiani: Pausini, Zucchero, Giorgia, Vanoni, Paoli, Baglioni, Ligabue, Conte, Zero, Mannoia, Nannini, Turci, Venditti, Morandi, Pravo, Jovanotti, Vecchioni, Fossati, Guccini, De Gregori, Celentano e Mina.

Nel maggio 2021 ha inaugurato il “Maxxi L’Aquila”, museo di arte contemporanea nato da una sua idea per l’utilizzo del settecentesco Palazzo Ardinghelli, danneggiato dal terremoto del 2009.

Il 31 maggio 2021 parte Itsart la piattaforma online nata sempre da una sua idea e sostenuta dallo Stato, su cui viene offerta, gratis e a pagamento, la cultura italiana: teatro, musica, cinema, danza, arte, storia, eventi.

Attività internazionaleModifica

 
Dario Franceschini al G7 della Cultura di Firenze del 2017

Nel corso dei suoi mandati ha presieduto il Consiglio dei ministri della Cultura dell’Unione Europea (2014) il G7 cultura (2017) e il G20 Cultura (2021).

Ha voluto e guidato il Forum europeo dei Ministri della Cultura e del Turismo che si è tenuto a Napoli il 30 ottobre 2014.

Il 31 luglio e 1º agosto 2015 ha organizzato presso l'Expo 2015 a Milano una Conferenza internazionale sui temi della tutela del Patrimonio culturale a cui hanno partecipato 83 ministri della cultura di tutto il mondo.

Il 28 dicembre, 2016 ha annunciato la creazione di un G7 per la cultura[55]. Un'iniziativa voluta dall'Italia affermando il ruolo di leader in materia di difesa del patrimonio mondiale[56]. Così il 30 marzo 2017 il ministro italiano accoglie, a Firenze, i ministri della cultura dei sette paesi più ricchi del mondo per il primo G7 della cultura. Si sono incontrati nella città toscana per due giorni per discutere il tema della "cultura come strumento di dialogo tra i popoli".[57]

Altro impegno preso durante l'incontro è la volontà, da parte dei paesi convenuti, di accettare la proposta italiana di creare un task force di Caschi blu della cultura approvata dall'UNESCO in seno all'ONU con il fine di proteggere il patrimonio culturale ed artistico mondiale dalle minacce del terrorismo e delle calamità naturali.[58][59][60] La task force era già stata, il 16 febbraio 2016, approvata tramite la firma di un memorandum da parte della direttrice generale dell'UNESCO Irina Bokova.[61] Il gruppo d'intervento sarà addestrato all'azione in situazioni di pericolo e verrà composto da un primo nucleo di Carabinieri del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, storici dell’arte, studiosi e restauratori dell'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro, dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dell'Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario e dell'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione.

Il 1º novembre 2017 è chiamato ad aprire a Parigi la 38ª Sessione dell’Assemblea Generale dell’UNESCO proprio sul tema della protezione del Patrimonio e dei Caschi blu della Cultura.

Nell'aprile 2020 interviene prima alla videoconferenza promossa dall'UNESCO cui partecipano 140 ministri della cultura e successivamente al G20 straordinario dei ministri del Turismo sull'emergenza Covid 19.

Il 29 e 30 luglio 2021 presiede a Roma il primo G20 cultura della storia, fortemente voluto dall’Italia, che si apre sull’arena del Colosseo e si conclude a Palazzo Barberini con l’approvazione unanime della “Dichiarazione di Roma”.

Attività letterariaModifica

Appassionato di letteratura, nel 2006 ha pubblicato il suo primo romanzo "Nelle vene quell'acqua d'argento", con il quale nel 2007 ha vinto in Francia il Premier Roman di Chambery e, in Italia, il Premio Opera Prima Città di Penne e il Premio Bacchelli. Il romanzo ha ottenuto un notevole successo di critica in Francia, dove è stato pubblicato da Gallimard nella collana L'Arpenteur con il titolo Dans les veines ce fleuve d'argent e successivamente ripubblicato nella collana tascabile "Folio".

Nel 2007 ha pubblicato il romanzo La follia improvvisa di Ignazio Rando, da cui è stato tratto un omonimo spettacolo teatrale della compagnia "Giorni Dispari Teatro" di Varese con la regia di Serena Nardi.

Nel 2011 esce il suo libro Daccapo, un romanzo che ha come protagonista il figlio di un notaio di provincia che ha avuto 52 figli segreti da altrettante prostitute[62][63]. Il romanzo, finalista al Premio letterario Città di Rieti, è stato tradotto in Francia nel 2017 per Gallimard, nella collana L'Arpenteur, con il titolo Ailleurs, ed è stato nella classifica de L'Express dei 30 romanzi più venduti. Nel febbraio 2019 il romanzo viene ripubblicato nella collana tascabile “Folio”.

Nel 2013 pubblica il suo quarto romanzo Mestieri immateriali di Sebastiano Delgado[64].

I suoi primi quattro romanzi sono stati pubblicati da Bompiani.

Nel luglio 2017, per Daccapo, gli è stato assegnato il Premio letterario "La Tore" Isola d'Elba, a Marciana Marina (Isola d'Elba).

Nel 2017 pubblica "Disadorna e altre storie" una raccolta di 20 racconti per La Nave di Teseo, finalista nel 2018 nella sezione narrativa del Premio Croce e del Premio "Carlo Cocito" per libri di racconti. Nel maggio 2021 esce in Francia, sempre per Gallimard, con il titolo “Dépouillée et autres histoires”.

È componente della giuria del Premio Strega.

OpereModifica

Onorificenze e premiModifica

  • È cittadino onorario delle Isole Tremiti e di Borgo Velino, il comune della provincia di Rieti dove nel 1974 fu insegnante e fondatore del Gruppo Sbandieratori.
  • È Accademico d'onore della Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano sul Rubicone.
  • Nel febbraio 2016 gli è stato conferito il Premio Excellent per l'aumento dell'affluenza ai musei italiani, grazie alle sue iniziative da ministro dei Beni Culturali.[65]
  • Nell'aprile 2016 gli è stato conferito a Firenze l'Award 2016 della Federazione Italiana Pubblici Esercizi "Per la valorizzazione del turismo e della cultura come motori di sviluppo".
  • Nel settembre 2016 ha ricevuto il Premio DermArt "Per l'impegno e le scelte coraggiose in favore del patrimonio culturale italiano".
  • Nell'ottobre 2016 gli è stato attribuito alla Camera dei deputati il Premio America della Fondazione Italia USA.
  • Nel novembre 2016 ha ricevuto dalla FICTS (Federation Internationale Cinema Television Sportifs) la Guirlande d'Honneur per il suo impegno a favore della cultura durante Sport Movies & Tv - Milano International FICTS Fest.
  • Nel luglio 2017 a Marciana Marina all'isola d'Elba riceve il Premio letterario la Tore isola d'Elba già assegnato tra gli altri a Camilleri, Faletti, Cazzullo, Vitali e Daverio.
  • Nell'ottobre 2017 ha ricevuto il Premio Opsicella Monselice per la sua attività di scrittore e di ministro.
  • Nel novembre 2017 ha ricevuto il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace "per il costante e prezioso impegno per la difesa del patrimonio culturale mondiale in aree di crisi sconvolte da devastanti conflitti".
  • Nel novembre 2017 ha anche ricevuto il Premio Galateo 2017 con la seguente motivazione: "Ministro della Repubblica promuove con intelligenza e passione bellezze e saperi d'Italia traendo dalla nativa Ferrara che laureò medico il Galateo, vigore politico e narrativo"
  • Sempre nel novembre 2017 ha ricevuto dalla Fimi, Federazione Industria Musicale Italiana, il Disco di Platino, Special Award Friend of Music, per la sua attività a favore della musica italiana.
  • Nel febbraio 2018 ha ricevuto il Premio Speciale Best in Sicily "per aver dato valore alla cultura dell'Italia da uomo e da ministro".
  • Nel maggio 2018 ha ricevuto a Napoli il Premio Mediterraneo “Istituzioni” per “la sua rivoluzionaria azione che ha trasformato i siti culturali in luoghi di fruizione con attività multidisciplinari ne ha consentito la migliore valorizzazione moltiplicando i visitatori provenienti da tutto il mondo”.
  • Sempre nel maggio 2018 ha ricevuto il Premio Aisom (Associazione Nazionale delle Imprese) “Per l’eccellente innovazione culturale e organizzativa promossa durante il mandato istituzionale e per gli straordinari risultati raggiunti che hanno portato ad un concreto ed effettivo rilancio del sistema museale e turistico dell’Italia a livello nazionale e internazionale”.
  • Nel maggio 2019 riceve dai Lions il riconoscimento "Melvin Jones" per la sua azione da ministro nel proporre e promuovere l'idea dei "Caschi blu della cultura", approvata dall'ONU e l'UNESCO.
  • Nel giugno 2021 ha ricevuto dalla città di Avezzano il Premio Internazionale D’Angió per il suo impegno a favore della cultura.
  • Nell’agosto 2021 ha ricevuto il Premio internazionale Capalbio “Filippo e Nicola Caracciolo” per la cultura e l’economia.
  Cittadinanza onoraria del comune di Isole Tremiti
— Isole Tremiti, 14 aprile 2018

Onorificenze straniereModifica

  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Civile di Alfonso X il Saggio (Spagna)
«Con questo riconoscimento il governo spagnolo ha voluto ringraziare un'importante personalità del mondo della cultura italiana e tutto il governo e le forze di polizia per il significativo lavoro e l'enorme sforzo grazie al quale è stato possibile recuperare le opere rubate di Victorio Macho»
— 24 giugno 2016[66]
  Ufficiale dell'Ordine delle arti e delle lettere (Francia)
— 21 aprile 2017
  Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
«Consegnandole questa Legion d'Onore vogliamo rendere omaggio all'uomo di Stato, all'uomo di cultura e all'amico della Francia.»
— 21 dicembre 2017

NoteModifica

  1. ^ a b Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo dal 22 febbraio 2014 al 1º giugno 2018, nei governi Renzi e Gentiloni, e dal 5 settembre 2019 al 13 febbraio 2021, nel governo Conte II. Nel governo Draghi la delega al turismo è stata invece affidata ad un ministero apposito.
  2. ^ Ministro dei Beni e attività culturali
  3. ^ Ministro del Turismo
  4. ^ Ministro del Turismo
  5. ^ Ministro dei Beni e attività culturali
  6. ^ Ministro del Turismo
  7. ^ Coordinatore del Partito Popolare Italiano dal 1998
  8. ^ Come vicesegretario fino al 1998
  9. ^ Dai renziani ai giovani turchi fino alla corazzata di Franceschini. Ecco le correnti che agitano il Pd, su LA NOTIZIA, 10 dicembre 2016. URL consultato il 26 settembre 2021.
  10. ^ IL GRAVE LUTTO. IL DRAMMA PER IL POLITICO ITALIANO, su Blitz quotidiano, 18 gennaio 2018. URL consultato il 27 settembre 2021.
  11. ^ Consiglio Nazionale Forense - Albo Avvocati online
  12. ^ Dario Franceschini_curriculum vitae (PDF), su beniculturali.it (archiviato il 20 settembre 2016).
  13. ^ Udine, Franceschini in ospedale «Sindrome coronarica acuta» [collegamento interrotto], in L'Unità, 8 marzo 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  14. ^ Ballerino e dj, il ministro Franceschini dà spettacolo al suo matrimonio», in Il resto del Carlino, 14 settembre 2014. URL consultato il 18 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  15. ^ Michela Di Biase - biografia, su www.cinquantamila.it. URL consultato il 20 luglio 2016 (archiviato il 25 agosto 2016).
  16. ^ a b Sky TG24, Governo Draghi, chi è il ministro per la Cultura Dario Franceschini, su tg24.sky.it. URL consultato il 25 settembre 2021.
  17. ^ Margherita, 25 membri per il primo Esecutivo, in Corriere della Sera, 28 luglio 2001, p. 9. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2015).
  18. ^ Monica Guerzoni, Pd, Veltroni vara la sua squadra Le donne superano gli uomini, in Corriere della Sera, 05 novembre 2007, p. 10-11. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato il 18 ottobre 2015).
  19. ^ Pd, Veltroni vara la sua squadra Le donne superano gli uomini, in Corriere della Sera, 05 novembre 2007, p. 10-11. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2012).
  20. ^ Governo ombra, tutti i nomi Corriere della Sera, su www.corriere.it. URL consultato il 25 settembre 2021.
  21. ^ Veltroni conferma le dimissioni "Adesso basta farsi del male", in La Repubblica, 17 febbraio 2009. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato il 4 maggio 2009).
  22. ^ Franceschini nuovo segretario del Pd Veltroni: «Dario è la persona giusta», in Corriere della Sera, 21 febbraio 2009. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato il 20 aprile 2009).
  23. ^ A Ferrara Franceschini giura sulla Costituzione, in L'Unità, 22 febbraio 2009. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2009).
  24. ^ Goffredo De Marchis, Dario il ponte tra due generazioni Massimo e Walter si facciano da parte, in La Repubblica, 28 giugno 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato il 18 gennaio 2015).
  25. ^ Curzio Maltese, Io non corro, sosterrò Franceschini D'Alema e gli altri sono l'apparato, in La Repubblica, 1º luglio 2009, p. 15. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato il 3 agosto 2009).
  26. ^ Il Pd vota: «Congresso a ottobre» Passa la linea Franceschini, 7 contrari, in Corriere della Sera, 27 giugno 2009. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato il 29 settembre 2009).
  27. ^ Mariagrazia Gerina, Il sondaggio dell'Unità: forza primarie, non si torna indietro [collegamento interrotto], in l'Unità, 12 ottobre 2009. URL consultato il 13 novembre 2009.
  28. ^ Susanna Turco, Il congresso Un rischio farlo nel momento di maggior fragilità Oggi il Pd è il partito del distinguo. Ma sto con Franceschini - Intervista a Giovanna Melandri [collegamento interrotto], in l'Unità, 03 luglio 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009.
  29. ^ Mozione Franceschini [collegamento interrotto], su Sito ufficiale Tiziano Treu. URL consultato il 13 novembre 2009.
  30. ^ (PDF) Tommaso Labate, Bene Bersani, ora basta con gli accrocchi, in Il Riformista, 30 luglio 2009, p. 4. URL consultato il 13 novembre 2009.
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  32. ^ (PDF) Teresa Bartoli, Bersani? Troppo legato ai vecchi schemi, in Il Mattino, 29 giugno 2009, p. 4. URL consultato il 13 novembre 2009.
  33. ^ Andrea Carugati, I«Scelgo Dario perché le vecchie divisioni appartengono al passato» - Intervista a Cesare Damiano [collegamento interrotto], in l'Unità, 16 luglio 2009, p. 19. URL consultato il 13 novembre 2009.
  34. ^ (PDF) Dario segretario e Pierluigi candidato premier, in Il Messaggero, 29 giugno 2009, p. 11. URL consultato il 13 novembre 2009.
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  36. ^ Marco Imarisio, Cofferati con il segretario «È una scelta di sinistra», in Corriere della Sera, 25 giugno 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato il 1º luglio 2009).
  37. ^ Cofferati con il segretario «È una scelta di sinistra», in Corriere della Sera, 25 giugno 2009, p. 13. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato dall'url originale).
  38. ^ Ninni Andriolo, Franceschini-Bersani scontro sul bipolarismo Adinolfi: non mi candido [collegamento interrotto], in l'Unità, 24 luglio 2009, p. 11. URL consultato il 13 novembre 2009.
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  40. ^ Roberta Giani, Veltroni: Dario vuole grande il Pd, in La Provincia Pavese, 06 settembre 2009, p. 4. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato il 18 gennaio 2015).
  41. ^ Pd, è Bersani il nuovo segretario «Saremo il partito dell'alternativa», in Corriere della Sera, 25 ottobre 2009. URL consultato il 13 novembre 2009 (archiviato il 25 novembre 2009).
  42. ^ PD FRANCESCHINI ACCETTA OFFERTA BERSANI SARA CAPOGRUPPO ALLA CAMERA - Agenzia di stampa Asca, su web.archive.org, 16 luglio 2011. URL consultato il 26 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2011).
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    FRANCESCHINI: LEGGE ATTESA DA DECENNI, DARÀ FORTE CONTRIBUTO AL SETTORE
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    Pronto un primo contingente di 60 unità fra storici dell’arte, studiosi, restauratori e carabinieri del comando tutela patrimonio culturale per intervenire nelle aree di crisi
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