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Paperino e altre avventure fu una testata in formato giornale intitolata all'omonimo personaggio della Disney edita in Italia dal 1937 al 1940 dalla Anonima Periodici Italiani.[1][2]

Paperino e altre avventure
fumetto
Lingua orig.lingua italiana
PaeseItalia
EditoreAnonima Periodici Italiani denominazione della Mondadori a seguito della nazionalizzazione
1ª edizione30 dicembre 1937 – 26 ottobre 1940
Periodicitàsettimanale
Albi149 (completa)
Genereumoristico

Storia editorialeModifica

Nel 1937 in Italia, quando ancora negli Stati Uniti non erano state prodotte storie lunghe con protagonista Paperino, Federico Pedrocchi, direttore artistico del settimanale Topolino, propose di realizzare un nuovo settimanale intitolato al personaggio. La Mondadori, che dal 1935 era titolare dei diritti di pubblicazione dei fumetti con personaggi disneyani, chiese allora l'autorizzazione alla Disney di poter utilizzarne i personaggi in storie di produzione italiane inviandogli anche alcune tavole della storia realizzata da Pedrocchi come Paolino Paperino e il mistero di Marte; il consenso venne accordato permettendo così la nascita della scuola italiana del fumetto Disney.[2]

Il settimanale nacque così nel 1937 per la decisione della Arnoldo Mondadori Editore di diversificare l'offerta creando una testata gemella di Topolino ma di prezzo inferiore al fine di raggiungere anche fasce di mercato meno benestanti e sarebbe perciò costato 20 centesimi di lire contro i 40 di Topolino. La direzione venne affidata allo stesso Pedrocchi il quale, inizialmente, aveva proposto alla Mondadori di dedicare una testata a Pippo intitolata Il giornale di Pippo, ma l'idea non andò in porto perché si preferì Paperino. Venuto a conoscenza del lancio imminente della nuova testata, Guglielmo Emanuel, rappresentante del King Features Syndicate per l'Italia, scrisse alla Mondadori, avvisando che la Walt Disney avrebbe sostituito, a partire dal dicembre 1937, le tavole domenicali di Paperino con la riduzione a fumetti del lungometraggio Biancaneve e i sette nani, e questo avrebbe potuto intralciare la nuova pubblicazione, privata così di nuove tavole domenicali del personaggio. La Mondadori comunque rispose che non vi erano problemi perché la testata avrebbe pubblicato anche vecchie tavole domenicali di Paperino. La collaborazione con Emanuel permise alla Mondadori di acquistare le nuove strisce giornaliere di Paperino, pubblicate a partire dal 1938, e numerose strisce non Disney, come Braccio di Ferro, Buck Rogers e La Rondine dei mari, tutte pubblicate a puntate nei primi numeri del nuovo settimanale. Il lancio della testata venne annunciato poche settimane prima sul settimanale Topolino, con strisce promozionali realizzate in Italia in cui il personaggio di Paperino annunciava a Topolino il lancio imminente di una nuova testata a lui dedicata.

Nelle intenzioni di Pedrocchi:

«Questo giornale si rivolge evidentemente a... ragazzi... che prediligono l'avventura. È quindi consigliabile dare il maggiore spazio possibile alle storie d'avventura, lasciando per la parte comica soltanto Disney, cioè PAOLINO PAPERINO che è gradito ai piccolini, ai ragazzi e alle famiglie. In ogni modo appoggiare il giornale soltanto su PAOLINO PAPERINO come elemento infallibile di richiamo, non credo sia sufficiente: devono essere le storie, anzi, è bene che ci sia addirittura una storia eccezionale che sia pubblicitariamente propagandabile insieme al nome PAOLINO PAPERINO, ed è bene che sia una storia avente per titolo il nome di un personaggio. Esempio: PAOLINO PAPERINO, il nuovo giornale per ragazzi, lancia il grande eroe delle 1000 avventure ZORRO DELLA METROPOLI...»

("Relazione su PAOLINO PAPERINO", pubblicata in Gadducci, Gori, Lama, p. 254.)

Il nuovo giornale avrebbe pubblicato, secondo i progetti proposti da Pedrocchi alla Mondadori, storie a puntate o complete di Paperino, di Ted Strong, di Zorro, di Ella Parella, di Ming Foo, di Red Barry, di Will Sparrow e un romanzo avventuroso di cappa e spada (Capitan Ventura);[1] molte di queste avventure erano di produzione italiana, altre importate dall'America. Il primo numero della testata esordì il 30 dicembre 1937. La prima pagina pubblica l'avventura comica a puntate "Paolino Paperino e il mistero di Marte"[3] che, oltre a essere la prima storia avventurosa con protagonista Paperino (insieme alle coeve storie di Ward pubblicate però solo in Inghilterra), è anche la prima vera storia Disney realizzata in Italia. La Mondadori aveva infatti ottenuto il permesso dalla Disney, come recita l'art. 7 del contratto di «utilizzare soggetti di vostra invenzione basati su disegni di creazioni Walt Disney», «qualora il materiale fornitovi dalla King Features Syndacate o da chi per essa, relativo alla creazione Paolino Paperino, non fosse sufficiente ad esaurire il vostro fabbisogno editoriale». Uscirono in tutto otto storie a puntate italiane, una delle quali con protagonista Pippo e due con protagonisti Biancaneve e i sette nani; le prime furono sceneggiate e disegnate da Pedrocchi, che, poi, pur continuando a occuparsi della sceneggiatura, affidò la realizzazione dei disegni delle storie successive a Enrico Mauro Pinochi o Nino Pagot.[1]

Come riempitivo della testata, venivano utilizzate anche le strisce quotidiane di Paperino di Al Taliaferro.[1] Nel 1940 la testata annunciò la pubblicazione della riduzione a fumetti, realizzata in America, del lungometraggio Pinocchio ma la mancata distribuzione del film in Italia e l'azione legale intrapresa dal nipote di Collodi Paolo Lorenzini contro la Disney per aver «interpretato in maniera arbitraria, e contraria alla legislazione italiana sul diritto d'autore, l'eventualmente cedutagli facoltà di... ridurre le Avventure di Pinocchio collodiane... coll'alterare, fino a sconvolgerli radicalmente, i connotati espressivi... del personaggio letterario Pinocchio», determinarono però il rinvio della pubblicazione della riduzione fumetti nell'immediato dopoguerra, sul settimanale Topolino.[senza fonte]

Oltre ai fumetti americani sul settimanale Paperino vennero pubblicate anche diverse storie italiane con soggetti e sceneggiature spesso realizzate da autori come Cesare Zavattini, Federico Pedrocchi e Guido Martina. Tra queste, pubblicate nei primi numeri, vi furono Zorro nella metropoli e Will Sparrow.[1] Successivamente Zavattini realizzò la storia La primula rossa del Risorgimento, di argomento storico, e che contiene velate allusioni al "governo spietato ed intransigente" fascista: infatti la polizia segreta austriaca di Radetzky richiama l'OVRA fascista; la storia, disegnata da Pier Lorenzo De Vita, è ambientata al tempo delle Cinque Giornate di Milano del 1848.[senza fonte] Paperino pubblica inoltre la riduzione del Corsaro Nero di Emilio Salgari[1]. A causa delle pressioni esercitate dal fascismo contro la pubblicazione dei fumetti americani, quelli non Disney scomparvero gradualmente e si cercò, seguendo le direttive governative, di realizzare storie italiane meno violente e con soggetti autarchici.[senza fonte] Nel n. 39 della testata (22 settembre 1938), le storie americane non Disney scomparvero del tutto, sostituite da nuove realizzate in Italia tra cui La mia nuova avventura tra gli Arussi e Luciano Serra, riduzione del film coevo Luciano Serra, pilota, con disegni di Walter Molino.[senza fonte] Anche quando numerosi fumetti americani tornarono ad essere pubblicati nonostante il divieto, la testata si limitò a pubblicare le tavole domenicali di Cino e Franco, continuando a essere quasi interamente composto da storie italiane.[senza fonte]

La tiratura del settimanale si aggirava, intorno al 1940, alle 50.000-57.000 copie, con alte rese.[senza fonte]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Paperino e altre avventure, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 14 marzo 2017.
  2. ^ a b FFF - DONALD DUCK, su www.lfb.it. URL consultato il 14 marzo 2017.
  3. ^ nelle intenzioni originarie di Pedrocchi si sarebbe dovuta chiamare Paperino e il mistero di Saturno

BibliografiaModifica

  • Gadducci, Gori, Lama, Eccetto Topolino, pp. 105-113; pp. 250-288.