Paperino

personaggio immaginario della Disney
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Paperino (disambigua).
Paolino Paperino
Copertina Topolino 3294.jpg
Paperino sulla copertina di Topolino n. 3294 del 2019
UniversoDisney
Nome orig.Donald Fauntleroy Duck
Lingua orig.Inglese
Alter egoPaperinik
DoubleDuck
Qu-Qu 7
Maui Mallard
Duck of Doom
AutoreWalt Disney
StudioThe Walt Disney Company
EditoreThe Walt Disney Company
1ª app.9 giugno 1934
Voci orig.
Voci italiane
SpeciePapero (anatra antropomorfa, per la precisione un pechino)
SessoMaschio
Luogo di nascitaPaperopoli
Data di nascita9 giugno 1920 (secondo Don Rosa[1])

Paolino Paperino (Donald Fauntleroy Duck), più noto come Paperino, è un personaggio dei cartoni animati e dei fumetti della Disney[2][3]. Ha esordito nel cortometraggio La gallinella saggia del 1934[2] e nello stesso anno nei fumetti della serie Sinfonie allegre e, da allora, è stato protagonista di molti altri cortometraggi e di innumerevoli storie a fumetti realizzate oltre che negli Stati Uniti anche in altri Paesi del mondo come l'Italia e il Brasile[3]. Il successo del personaggio è tale da farlo diventare testimonial di molte iniziative in varie parti del mondo[2][3][4] e oggetto anche di un diffuso merchandising[5].

È stato definito «l'antieroe per eccellenza, l'incarnazione dell'uomo medio moderno, con le sue frustrazioni, i suoi problemi, le sue nevrosi».[6]

Origini del personaggio e carattereModifica

 
Paperino con la gallinella e Meo Porcello nel corto La gallinella saggia

È un papero bianco con becco e zampe arancioni. Solitamente indossa una blusa e un berretto da marinaio. Secondo l'albero genealogico ideato da Don Rosa in base alle indicazioni contenute nelle storie a fumetti di Carl Barks è figlio di Ortensia de' Paperoni (sorella di Paperon de' Paperoni) e Quackmore Duck (figlio di Nonna Papera). Ha una sorella gemella, Della Duck, madre di Qui, Quo, Qua.[7] La prima apparizione del personaggio risale al 1934 nel cortometraggio La gallinella saggia diretto da Wilfred Jackson nel quale Paperino è il vicepresidente del Circolo dei pigri che ha come presidente Meo Porcello. I due si riveleranno degli inguaribili scansafatiche[8].

Paperino, già nei cortometraggi da protagonista, ma soprattutto nei fumetti, presenta un carattere complesso e sfaccettato, più di quello di Topolino, motivo per cui è agevolmente considerato lo specchio dell'uomo moderno [9]. Nasce come pigro scansafatiche, caratterizzato però fin dalla sua seconda apparizione in Una serata di beneficenza (1934) con l'essere irascibile, frustrato e perseguitato dalla sfortuna, infatti quasi ogni azione che intraprende finisce per causargli danni o problemi. Nonostante l'indole suscettibile e l'inettitudine, è però un personaggio positivo, perché ha buon cuore e raramente provoca qualcuno senza motivo. È amichevole, generoso e leale, e quando la situazione lo richiede è estremamente coraggioso fino a vestire i panni dell'eroe.

FilmografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Filmografia di Paperino.

Già in Una serata di beneficenza (1934) emergono tutte le potenzialità di Paperino come protagonista comico assoluto. Il bellicoso e inetto papero conosce una veloce scalata al successo, nel 1936 fa da spalla a Topolino rubandogli la scena in corti come Scampagnata o Il circo di Topolino e recita anche in corti come parte del trio Topolino-Paperino-Pippo; nel frattempo, già da Giorno di trasloco il suo look cambia, il suo becco si accorcia e le ali diventano mani, mentre in Paperino e Pluto Topolino è per la prima volta assente; nel 1937 è titolare di una serie tutta sua, ufficialmente inaugurata con Paperino e lo struzzo ma già partita con Don Paperino. La serie si rivelerà la più prolifica dei successivi vent'anni, arrivando a eguagliare il numero di corti prodotti per Topolino, e piccoli capolavori come Il giorno fortunato di Paperino (1939), Paperino e l'appuntamento (1940), Sogni d'oro, Paperino (1941), Una giornata sbagliata (1944), Paperino e la pazienza (1945), Il dilemma di Paperino (1947), Paperino in tribunale (1948) o Il diario di Paperino (1954) sono entrati nella storia del cinema d'animazione. Da ricordare che nel periodo della seconda guerra mondiale vengono prodotti corti di propaganda a tema bellico come Der Fuehrer's Face (1943); inoltre, Paperino è il protagonista dei due lungometraggi ambientati in America Latina realizzati dalla Disney in quegli anni per rinsaldare i rapporti di amicizia con i paesi di quelle zone: Saludos Amigos (1942) e I tre caballeros (1945), in cui forma un trio canterino con gli amici José Carioca e Panchito Pistoles. Tra il 1945 e il 1947 sono molti i corti diretti da Jack King, che ama concentrarsi su un maggiore approfondimento psicologico del personaggio; dalla fine del 1947 in avanti, però, la serie verrà gestita prevalentemente da Jack Hannah che preferirà concentrarsi sulle scaramucce con piccoli animaletti come Cip & Ciop, api, formiche e altri. L'ultimo corto della serie fu Paperino e l'ecologia (1961), anche se questa aveva smesso di produrne continuativamente già nel 1956. Da ricordare Paperino nel mondo della matemagica (1959) e le apparizioni televisive, nel contesto delle quali verrà introdotto il suo strambo "zio d'Europa" Pico De Paperis.

Paperino ritornerà al cinema solo dal 1983, seguendo le vicende di Topolino e ricevendo un importante ruolo da solista in Fantasia 2000 al fianco dell'amata Paperina.

Nel fumetto americano ed esteroModifica

Strisce giornaliere e tavole domenicaliModifica

L'esordio del personaggio nei fumetti risale al 16 settembre 1934 nella serie settimanale a fumetti delle Silly Symphony con una riduzione del suo esordio cinematografico The Wise Little Hen, nota in Italia come I due fannulloni o Paperino e la Gallinella Saggia, sceneggiata da Ted Osborne e disegnata da Al Taliaferro[3][10].

Nel 1935 Paperino poi debutta nelle strisce giornaliere di Topolino disegnate da Floyd Gottfredson[3] che, alla ricerca di una spalla per Topolino, mette insieme i due personaggi in storie come Topolino e il mistero dei cappotti, o, insieme a Pippo, nelle storie Topolino giornalista e Topolino nella casa dei fantasmi. Il successo di Paperino[11] e la contemporanea crescita come personaggio di Pippo, però, contribuiscono alla separazione tra i due e alla creazione delle due linee principali dei personaggi Disney, i personaggi di Paperopoli e quelli di Topolinia,[senza fonte] e il personaggio diviene protagonista di una propria serie di strisce a fumetti e tavole domenicali con gli adattamenti a fumetti dei cortometraggi animati. Queste prime strisce, prevalentemente comiche e auto-conclusive, vennero sceneggiate da Ted Osborne e disegnate da Al Taliaferro. Il 30 agosto 1936 le tavole domenicali delle Silly Symphonies cambiano nome prima in Silly Symphony featuring Donald Duck e poi, dal 22 agosto 1937, in Donald Duck e verranno pubblicate fino al 5 dicembre 1937, sempre disegnate da Taliaferro[3][12] che insieme con lo sceneggiatore Bob Karp darà poi vita dal 7 febbraio 1938 a una nuova serie di strisce giornaliere[3]. A parte rare eccezioni, più che altro ispirate ai cortometraggi con Paperino protagonista, la nuova striscia quotidiana si compone di sequenze auto-conclusive, nelle quali vengono sviluppate gag ideate da sceneggiatori provenienti dall'animazione come Homer Grightman e Roy Williams che si alternano fino a quando Bob Karp non ne diventa sceneggiatore fisso occupandosene fino alla morte nel 1975. Il 10 dicembre del 1939 ritorna poi la tavola domenicale Donald Duck sempre disegnate da Taliaferro con l'aiuto di inchiostratori come Bill Wright, Karl Karpé, Dick Moores, George Waiss. Da lì in poi il personaggio continuerà la sua scalata al successo.[13] Lo stesso Taliaferro ne è artefice e protagonista, disegnandone le strisce giornaliere fino al 18 gennaio 1969, appena due settimane prima della sua morte[12][14].

Taliaferro introdurrà nelle storie a strisce nuovi comprimari: il 17 ottobre del 1937 fanno il loro esordio i tre nipoti di Paperino, Qui, Quo e Qua (Huey, Dewey, Louie), che ebbero talmente successo che poco dopo apparvero anche nei cortometraggi di Paperino. Seguiranno poi il cugino Ciccio (9 maggio 1938), la fidanzata Paperina (4 maggio 1940) e il professor Pico de Paperis (24 settembre 1961). Fa una fugace apparizione anche lo zio Paperone nel periodo febbraio-marzo 1951, per poi tornare in pianta stabile nel gennaio 1960. Taliaferro crea poi, insieme a Karp, la nonna di Paperino (27 settembre 1943), quindi il sanbernardo Bolivar (17 marzo 1938) e la 313, l'automobile di Paperino (1º luglio 1938).

Comic bookModifica

L'esordio negli albi a fumetti avviene nel 1942 con la storia "Donald Duck Finds Pirate Gold" realizzata da Carl Barks e Jack Hannah. Barks ne realizzerà molte altre fino al 1967 alternandosi, nelle pubblicazioni delle riviste Walt Disney's comics and stories e Four Color con autori del calibro di Tony Strobl, Paul Murry, Jack Bradbury. Più recentemente sono stati degni di nota autori come Don Rosa e William Van Horn.[3]

Carl Barks - "L'uomo dei paperi"Modifica

 
La stella di Paperino sulla Hollywood Walk of Fame

Carl Barks è stato definito l'uomo dei paperi proprio perché, partendo dal Paperino di Taliaferro che viveva piccole gag quotidiane, lo ha fatto crescere e ne ha approfondito il carattere, lo ha calato nei panni dell'eroe in lunghe avventure e gli ha costruito attorno tutto un microcosmo relazionale e persino cittadino. Barks inizia la sua carriera come animatore realizzando la gag nel corto Invenzioni moderne del 1937, dove una macchina-barbiere rade il fondoschiena di Paperino, scambiandolo per la sua testa, e inizia una lunga collaborazione con Jack Hannah col quale prima fa esordire Qui, Quo e Qua nel corto I nipoti di Paperino e poi realizzando la sua prima storia a fumetti, Paperino e l'oro del pirata, che è anche la prima storia lunga mai scritta con Paperino protagonista negli Stati Uniti (in Italia c'era già stato qualcosa).

La creatività di Barks porta la Western Publishing, editore dei fumetti Disney, a pubblicarne i lavori nella collana Walt Disney's Comics and Stories, dove realizza storie di vita quotidiana di non più di dieci tavole, e Four Color, dove realizza storie di ampio respiro che contribuiranno a porre le basi per il Paperino avventuroso che, negli anni successivi, andrà a caccia di tesori accompagnando lo zio Paperone. Vanno ricordate avventure memorabili come Paperino nel tempo che fu! (1951), dove Paperino e nipoti fanno un viaggio nella California del 1848, Paperino e il mistero degli Incas (1949), una storia che porterà i paperi a scoprire una civiltà dimenticata nelle Ande, oppure Paperino sceriffo di Valmitraglia (1948) nella quale il personaggio si improvvisa sceriffo con tutta la sua inconcludente sbruffoneria; soprattutto all'inizio, quando Paperino è essenzialmente un antieroe e non può cavarsela da solo, Barks trasforma i tre nipotini da piccole pesti a paperotti intelligenti, usando l'una o l'altra versione a seconda delle esigenze narrative; ricordiamo anche Paperino e il feticcio (1949), Paperino e il tesoro dei vichinghi(1949), Paperino e il sentiero dell'unicorno (1950) o Paperino contro l'uomo d'oro (1952), molte delle quali vedono Paperino in gara contro il borioso e arrogante cugino fortunato Gastone Paperone, creato nel 1948 proprio come antagonista; le storie di Barks però, sempre a sfondo moraleggiante, regalano spesso la vittoria a Paperino nonostante i suoi difetti e i suoi sbagli, donandogli via via sempre più carisma: non a caso, dagli anni '50 la produzione di storie con i paperi anche da parte di altri autori "esploderà" in tutto il mondo, scavalcando quella delle storie di Topolino.

Oltre alle avventure in giro per il mondo Barks si applica a modellare il carattere di Paperino nelle innumerevoli storie brevi in cui impegna il personaggio in gag e lavori spesso improbabili (p.e., accordatore di campanelli, propagandista di farina, venditore di frullini, incantatore di serpenti)[15] tutti destinati al fallimento. L'unico lavoro "permanente" è quello di lucidatore di monete al servizio di Paperone pagato «30 centesimi di dollaro all'ora» nonostante l'inflazione.[16]

Proprio il ricco zio Paperone è il personaggio più importante creato da Barks (nel 1947), che lo inserirà poco a poco come membro fondamentale del nucleo familiare di Paperino; da iniziale vecchio arcigno e antagonista, il miliardario viene gradualmente reso più "simpatico" e dal 1953 gli verrà dedicata una testata autonoma; inoltre, da quell'anno in poi le avventure lunghe di Barks non vedranno più protagonisti solo Paperino e i nipotini, ma anche e soprattutto Paperone accompagnato da loro. Barks creerà anche molti altri personaggi: la Banda Bassotti (1951), Archimede Pitagorico (1952), Cuordipietra Famedoro (1956), Rockerduck (1961), la fattucchiera Amelia (1961). L'ampia mole di storie e di parenti creata da Barks gli suggerisce, nel corso degli anni cinquanta, di realizzare un albero genealogico a suo uso e consumo, dal quale anni dopo il disegnatore Don Rosa trarrà ispirazione per realizzare l'albero genealogico dei paperi, dal quale risulta che Paperino è il figlio di Quackmore Duck, uno dei figli di Nonna Papera, e di Ortensia de' Paperoni, sorella dello zio Paperone, nonché fratello gemello di Della Duck, la madre di Qui, Quo e Qua.

Don RosaModifica

Don Rosa è autore di una originale analisi e contestualizzazione dell'anima pigra e trascurata del personaggio con lo spirito avventuroso delle opere di Barks: Paperino viene presentato nella Saga di Paperon de' Paperoni come un uomo qualunque incapace di comprendere l'amore dello zio per il denaro che scambia per avidità e dichiarandogli spesso che le sue avventure sono frutto di millanteria, ma è anche carico di amore paterno verso i nipotini e di slanci avventurosi che lo spingono ad accettare i molteplici lavori e ad accompagnare lo zio Paperone nelle sue avventure. Questi tratti, secondo Don Rosa, gli hanno consentito di guadagnare il rispetto dello zio, il quale comunque preferisce mostrarsi rigido e inflessibile.

La traduzione italiana della Saga di Paperon de' Paperoni di Don Rosa introduce un elemento giustificativo a posteriori di una licenza narrativa relativa al nome completo Paolino Paperino: in un dialogo tra il padre Quackmore e la madre Ortensia, il primo propone "Paolino" come nome per un loro futuro figlio, ma Ortensia protesta con veemenza ritenendolo un nome stupido.

Altri autoriModifica

La tradizione avventurosa viene ripresa da artisti come Don Rosa, Romano Scarpa, Carlo Gentina, quella domestica vede esponenti in Fabio Michelini, Tony Strobl, Vic Lockman.

Edizioni estereModifica

In Inghilterra il personaggio esordì sulla testata Mickey Mouse Weekly in storie realizzate da William A. Ward dal 1937 al 1940, in Argentina negli anni cinquanta è disegnato da Luis Destuet, in Brasile da autori come Carlos Herrero, Sergio Liani e Irineu Soares Rodrigues, in Olanda dal 1974 in poi da autori come Daan Jippes, Fred Milton e poi Ben Verhagen, Mau Heymans e altri che crearono storie sul modello barksiano. In Danimarca il gruppo Egmont produce storie illustrate da Vicar, Branca, Rosa, Rota, Van Horn, Korhonen e altri artisti di varie nazioni.[3]

Nel fumetto italianoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Paperino e altre avventure e Federico Pedrocchi § Le storie Disney.

In Italia il personaggio appare per la prima volta in un supplemento del settimanale Topolino edito dalla Casa Editrice Nerbini nel 1935 e successivamente, con il passaggio dei diritti alla Mondadori, guadagna una testata propria con il settimanale Paperino e altre avventure nel 1937 edito dalla A.P.I. e inizia ad apparire su tutte le testate Mondadori che pubblicano materiale Disney.[3] Le prime storie realizzate in Italia apparvero tra il 1937 e il 1940 nel settimanale Paperino e altre avventure realizzate da Federico Pedrocchi[3], coadiuvato talvolta da altri autori come Nino Pagot, nel quale il personaggio era protagonista di storie lunghe e avventurose molto prima che questo avvenisse negli Stati Uniti dove all'epoca le strisce a fumetti di Al Taliaferro erano sostanzialmente auto-conclusive e si dovrà aspettare Carl Barks nel 1942 per averne di equivalenti. Oltre che in Italia anche in Inghilterra c'erano già stati dei tentativi di storie a più ampio respiro con Paperino protagonista, realizzati da William A. Ward, che vedevano Paperino in compagnia prima di Donna Duck (un'antesignana di Paperina, dalle origini messicane) e poi del marinaio Mac, un personaggio presto dimenticato. In quegli anni era abbastanza semplice introdurre nuovi personaggi per le storie di Paperino, vista l'assoluta mancanza di comprimari. Ma quasi nessuno dei personaggi introdotti da Pedrocchi sopravvisse al suo autore.

Con gli anni decine di altri autori italiani si occuparono del personaggio a cominciare da Luciano Bottaro, Giovan Battista Carpi e Romano Scarpa e successivamente Giorgio Cavazzano, Massimo De Vita e Marco Rota[3].

Caratterizzazione del personaggio in ItaliaModifica

Inizialmente il personaggio delle storie italiane, più che seguire gli sviluppi del Paperino di Barks si riallaccia al papero di Taliaferro e dei disegni animati: è dunque pigro, meschino, perseguitato dalla sfortuna e supponente, il perfetto opposto di Topolino (come era stato pensato nel 1934); vive a Paperopoli in una villetta a due piani di proprietà del ricco zio Paperone con i tre nipotini Qui Quo Qua (affidatigli da sua sorella Della). Nel suo giardino, tra due alberi è appesa un'amaca che insieme al divano nel salotto sono i luoghi deputati ai suoi sonnellini pomeridiani. Spesso al verde, guida una sgangherata automobile targata 313, le cui origini sono diverse da quelle narrate nelle strisce di Al Taliaferro. Sempre pieno di debiti e in continua fuga da orde di creditori, non ha un impiego fisso anche se spesso svolge lavori precari oppure stravaganti[17]. Ogni tanto compare in veste di giornalista al Papersera, il quotidiano di Paperopoli. Paperino è però ritratto anche come un ottimo cuoco; sono famose le sue frittelle di cui lo zio Paperone riesce a sentire il profumo dal deposito. È in perenne rivalità con il cugino Gastone Paperone (Reginaldo Paperotti e Bambo nei primi numeri di Topolino), che al contrario di lui è sfacciatamente fortunato. È fidanzato con Paperina anche se questa spesso sembra cedere alle richieste di appuntamenti di Gastone (con, normalmente, il solo scopo di farlo ingelosire e/o smuoverlo dalla sua inerzia). Si trova spesso nei guai a causa del cugino Paperoga, ancora più maldestro di lui. Paperone sfrutta il cronico stato debitorio di Paperino per costringerlo a lavori massacranti nel deposito o per farlo partecipare a pericolose spedizioni alla ricerca di tesori in giro per il mondo. Durante queste avventure capita che Paperino suggerisca strategie e consigli allo zio che spesso si rivelano sbagliati (oppure sono mal ascoltati) causando ingenti danni a Paperone che incolpa perciò il nipote del fallimento dell'impresa e di solito la storia si conclude con l'inseguimento del nipote per "spiumarlo vivo". Altre volte Paperone lo inganna promettendogli una parte del guadagno che poi non gli corrisponde grazie a clausole contrattuali o a frasi ambigue che lo sollevano dall'impegno; in quest'ultimo caso il finale può capovolgersi con Paperino che insegue lo zio truffatore.

Negli anni, basandosi sulla tradizione di autori come Guido Martina, Abramo Barosso, Rodolfo Cimino, gli autori italiani hanno sviluppato una storyline differente da quella barksiana. Esempio di tale sviluppo (ancora oggi presente nelle storie del già citato Cimino, in alcune storie scritte da Nino Russo, nella serie Paperino Paperotto) è Buon compleanno Paperino, scritta e disegnata nel 1984 da Marco Rota, che presenta una biografia nella quale Paperino orfano, appena uscito dall'uovo, trovato da Paperone e da Nonna Papera (i quali successivamente scopriranno che è effettivamente imparentato con loro). Vive nella fattoria di quest'ultima per molti anni, per poi trasferirsi a Paperopoli[18].

La sfortuna di Paperino è proverbiale e nella storia Paperin Meschino (parodia del Guerin Meschino) sceneggiata da Guido Martina e disegnata da Pier Lorenzo De Vita ne viene fornita una delle molteplici spiegazioni: nel XV secolo una strega aveva maledetto Paperin, avo di Paperino, e tutti i suoi discendenti per mille anni. Di conseguenza Paperino e i suoi discendenti smetteranno di essere perseguitati dalla sfortuna nel 2400 circa.

Già Romano Scarpa, però, fin dagli anni '50 preferisce mostrare un Paperino più simile a quello di Barks, e dei rapporti familiari meno tesi (il suo Paperone non è crudele e sfruttatore, e Paperina e i nipotini mostrano un sincero affetto per Donald); memorabili le avventure Paperino e i gamberi in salmì (1956) e Paperino agente dell'F.B.I.! (1961) che ripropongono il Paperino intraprendente e coraggioso ma al tempo stesso incapace, mattatore indiscusso dell'opera barksiana. Sulla scia di Scarpa, è poi soprattutto il suo epigono Rodolfo Cimino, grandissimo autore Disney che realizzerà centinaia di storie per cinquant'anni, a rendere onore a Paperino che, senza perdere l'indole nullafacente e la storica iella, nelle sue storie è sempre pronto a mettersi in gioco per amore dei nipotini, di Paperina e persino di Paperone, lanciandosi in innumerevoli avventure e cacce al tesoro; realizza la versione italiana del vicino Jones - il pestifero Anacleto Mitraglia - e arricchisce la personalità di Paperino con un tocco di malinconia: nella storia Paperino e l'avventura sottomarina (1972) introduce il personaggio di Reginella, graziosa regina aliena che il papero incontra e di cui si innamora ricambiato; il loro amore, reso impossibile per molti motivi, verrà riproposto in altre storie componendo una vera saga.

Già nel corso degli anni '70 progressivamente gli autori italiani sposano il nuovo modello filo-scarpiano della famiglia dei paperi, abbandonando lo stile di Guido Martina. Tra i nuovi "maestri" ci sono Massimo De Vita, Giorgio Cavazzano e Giorgio Pezzin, e quest'ultimo affianca sempre più spesso a Paperino il cugino Paperoga come amico e spalla, e non più solo guastafeste. Nel frattempo si evolve l'identità segreta di Paperinik, diventando a poco a poco il paladino della città che rivela di fatto le potenzialità eroiche nascoste del personaggio di Paperino. Ormai protagonista indiscusso del settimanale Topolino da decenni, negli anni '90 Paperino può ormai vantare anche un mensile dedicato e un altro mensile per la sua identità segreta; inoltre, nel 1996 un team di autori (Ezio Sisto, Alessandro Sisti, Francesco Artibani e altri) decide di sfruttare fino in fondo Paperinik rendendolo protagonista di nuove avventure ambientate nello spazio, pubblicate su un albo apposito sul modello dei comic book americani e caratterizzate da una narrativa molto più matura e adulta: nasce PK (Pikappa), innovativo prodotto della scuola Disney italiana che si rivela un grande successo per l'originalità del personaggio, poiché dietro le prerogative da supereroe c'è comunque Paperino, con tutte le sue debolezze e imperfezioni, eppure capace di atti di estremo coraggio e valore.

Nel 1998 viene inaugurata sul settimanale la fortunata serie di Paperino Paperotto ideata da Bruno Enna, che racconta l'infanzia di un fantasioso e spensierato Paperino nella località rurale di Quack Town, presso la fattoria di Nonna Papera. I due decenni del nuovo millennio hanno visto, tra le altre cose, la creazione nel 2008 di un'altra identità segreta, a opera di Fausto Vitaliano: DoubleDuck, agente segreto impegnato contro complotti e cospirazioni di ogni genere, dietro cui si cela un Paperino particolarmente ironico e sicuro di sé.

Alter egoModifica

Paperinik / Pikappa / PK: Guido Martina cala Paperino in un'atmosfera noir fornendogli l'identità segreta di Paperinik[19], eroe mascherato nato nel 1969. Paperinik è il prodotto della profonda frustrazione e insofferenza che il papero nutre verso i suoi familiari e avversari, e nasce come formula di rivalsa nei loro confronti; per questo è un vero e proprio furfante, e solo col tempo (e con la nuova generazione di maestri Disney) si trasformerà in un paladino della giustizia. Negli anni novanta l'alter ego mascherato di Paperino subirà un'evoluzione tecnologica e dai toni fantascientifici che sarà protagonista della serie PK dai toni più adulti e maturi delle storie classiche.

DoubleDuck / DiDi o DD: nel 2007 dal lavoro di Fausto Vitaliano è nato anche un filone alternativo all'agente Qu-Qu 7, la serie di DoubleDuck. Paperino questa volta non è più al soldo dello Zione, pronto a difendere la sua futura eredità, ma un vero agente segreto alle dipendenze dell'Agenzia, una misteriosa organizzazione di spionaggio para-governativa che ha il compito di debellare tutte le minacce che mettono a rischio la sicurezza della nazione.

Qu-Qu 7: oltre a questa Paperino ha un'altra identità segreta: l'agente segreto della P.I.A. (Qu-Qu 7, che vuol dire Agente Quasi Qualificato 7).

Paperino Paperotto / PP8: nel 1999 debutta il personaggio Paperino Paperotto, che non è altro che Paperino da giovane. Paperotto vive a Quack Town nella fattoria di Nonna Papera. Tenero, simpatico, combinaguai, furbo e ingegnoso, Paperotto forma insieme ai compagni di scuola Louis Cromb, Millicent, Tom e Betty Lou, un gruppo vivace di amici. Tra il 2006 e il 2007 questa versione di Paperino è stata titolare di una testata dedicata chiamata PP8 - Paperino Paperotto, in cui il bambino è a capo della squadra chiamata S.O.S., cioè Sopravvivenza Oppressione Scolastica, sotto nome in codice come l'Agente PP8. Da notare che Paperotto non è ancora sfortunato come Paperino.

Altri mediaModifica

TelevisioneModifica

  • DuckTales - Avventure di paperi (1987-1990): Paperino decide di arruolarsi in marina e compare solo in poche puntate. Dopo l'apparizione nella prima e terza parte de Il tesoro del sole d'oro, è co-protagonista dell'episodio n. 7 Paperino e la mummia vivente, del n. 37 nella seconda parte di Duello all'ultimo dollaro, del n. 62 A me gli occhi spia e del n. 63 Macchia nera e l'aereo invisibile oltre a brevi camei nel n. 30 Ritorno a Itaquack e nel n. 65 Le nozze di Zio Paperone.
  • Bonkers, gatto combinaguai (1993): nel primo episodio della serie Paperino è un idolo del gatto poliziotto Bonkers.
  • Quack Pack (1996): Paperino, nel ruolo di cameraman, è il protagonista della serie, assieme ai suo nipotini Qui, Quo e Qua e la fidanzata Paperina. In questa serie Paperino indossa una camicia hawaiana di colore blu con i fiori rossi.
  • Mickey Mouse Works (1999-2000): Paperino è protagonista di alcuni corti sullo stile di quelli classici cinematografici.
  • House of Mouse - Il Topoclub (2001-2003): Paperino lavora nell'omonimo locale.
  • La casa di Topolino (2006): serie dedicata a un pubblico di età pre-scolare, Paperino insieme ad altri personaggi aiuta a risolvere quesiti di varia natura.
  • Topolino (2013): Paperino è uno dei personaggi principali della serie, e nonostante sia sempre sfortunato e irascibile, si dimostra sempre gentile, e a partire dall'episodio Doppia decisione, cambierà personalità.
  • Topolino e gli amici del rally (2017): Paperino è il quarto membro del gruppo, al volante del suo Cabinato.
  • DuckTales (2017): in questa serie, a differenza di quella originale, il personaggio fa parte del terzo protagonista.
  • La leggenda dei tre caballeros (2018): Paperino e uno dei protagonisti della serie, assieme nuovamente con José Carioca e Panchito.

VideogiochiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Kingdom Hearts § Paperino.

Paperino è comparso in vari videogiochi:

ControversieModifica

  • Per il personaggio Howard il papero la Marvel fu accusata di plagio per via della somiglianza con Paperino. A seguito di questo al personaggio della Marvel furono aggiunti dei pantaloni.[20]

NoteModifica

  1. ^ La data 9 giugno è citata nella storia Paperino e il genio del compleanno (1994), mentre l'anno 1920 appare nella cronologia dell'autore.
  2. ^ a b c FFF - DONALD DUCK, su lfb.it. URL consultato il 14 marzo 2017.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l Paperino, su guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 14 marzo 2017.
  4. ^ Sicurezza stradale, Ministero dell'Interno. URL consultato il 14 marzo 2017.
  5. ^ Il merchandising di Paperino negli anni '40 - Curiosità Disney, in Curiosità Disney, 18 maggio 2010. URL consultato il 14 marzo 2017.
  6. ^ Domenico Volpi, Didattica dei fumetti, Brescia, Editrice La Scuola, 1977, SBN IT\ICCU\LO1\0840364.
  7. ^ L'albero genealogico di Paperino in italiano Archiviato l'8 marzo 2009 in Internet Archive.
  8. ^ Associazione NewType Media, La gallinella saggia, su AnimeClick.it. URL consultato il 14 marzo 2017.
  9. ^ https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2014/06/03/lantieroe-paperino-festeggia-80-anni_19351ba1-4ffb-44e2-a844-72d852f08daa.html
  10. ^ (EN) The Wise Little Hen, su coa.inducks.org. URL consultato il 14 marzo 2017.
  11. ^ I maestri Disney 12, p. 6.
  12. ^ a b (EN) Al Taliaferro, su lambiek.net. URL consultato il 14 marzo 2017.
  13. ^ Topolino Story 1950, p. 168.
  14. ^ (EN) Al Taliaferro, su coa.inducks.org. URL consultato il 14 marzo 2017.
  15. ^ Per l'elenco completo dei lavori del Paperino di Barks vedi Topolino n. 2533, pp. 86-91.
  16. ^ Topolino n. 2533, p. 87.
  17. ^ Topolino n. 2533, p. 91.
  18. ^ Marco Rota, Buon compleanno, Paperino! (1984), in Gianni Bono (a cura di), Paperino. Una vita a fumetti, Milano, The Walt Disney Company Italia, 2014, ISBN 978-88-522-1825-5.
  19. ^ Il primo episodio è Paperinik il diabolico vendicatore, pubblicata per la prima volta in Topolino n. 706 e 707, 1969.
  20. ^ (EN) James Graham, What will be the fate of Howard the Duck under Disney?, su Examiner.com. URL consultato l'11 novembre 2014.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN74651110 · LCCN (ENno2016036349 · GND (DE118875531 · BNF (FRcb120893979 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2016036349