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Walt Disney

animatore, fumettista, imprenditore e cineasta statunitense
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'azienda fondata dallo stesso Walt, vedi The Walt Disney Company.

Walter Elias Disney, conosciuto come Walt Disney (Chicago, 5 dicembre 1901Burbank, 15 dicembre 1966), è stato un animatore, imprenditore, disegnatore, cineasta, doppiatore e produttore cinematografico statunitense.

Annoverato tra i principali cineasti del XX secolo e riconosciuto come uno dei padri dei film d'animazione, ha inoltre creato Disneyland, il primo di una serie di parchi a tema; è altre sì noto per la sua grande abilità nella narrazione di storie, come divo televisivo e uno dei grandi artisti del XX secolo nel campo dell'intrattenimento; il suo contributo più grande alla settima arte risiede probabilmente nell'aver portato allo stato dell'arte il rapporto fra immagine e musica.[senza fonte] Con i suoi collaboratori ha creato molti dei più famosi personaggi dei cartoni animati del mondo; uno di questi, Topolino, è secondo molti il suo alter ego.

Ha il record del numero di premi Oscar vinti[1] ricevendo in 34 anni di carriera, per i suoi cortometraggi e documentari, 59 nomination e 26 premi di cui 4 onorari alla carriera (nel 1932 per l'ideazione di Topolino, nel 1939 per Biancaneve e i sette nani, "Riconosciuto come una significativa innovazione sullo schermo che ha affascinato milioni di persone ed è stato il pioniere in un importante campo dell'intrattenimento" e due nel 1942 "Per il notevole contributo allo sviluppo dell'uso del suono nei film attraverso la produzione di Fantasia" e un Premio alla memoria Irving G. Thalberg). Nel 1956 ha vinto il David di Donatello per il miglior produttore straniero per Lilli e il vagabondo.

Indice

Origini del nome e della famigliaModifica

Il cognome di famiglia è l'anglicizzazione di d'Isigny, derivante da Isigny-sur-Mer, villaggio della Francia settentrionale dove viveva Hugues D'Isigny. Questi, insieme al figlio Robert, si spostò in Inghilterra, dove si stabilirono. Nel 1834 due suoi discendenti da Liverpool si trasferirono negli Stati Uniti, dove nel 1888 Elias Disney (1859-1941), loro nipote, sposò Flora Call (1868-1938): sono i futuri genitori di Walt.[2]

BiografiaModifica

Gioventù (1901–1919)Modifica

Walter Elias Disney Jr. nacque quarto di cinque figli a Chicago da Flora Call ed Elias Disney; il padre era di discendenza irlandese e canadese, la madre di discendenza tedesca. Ereditò il secondo nome dal padre, mentre il primo da quello di un amico dei genitori, il reverendo Walter Parr, che lo battezzò l'8 giugno 1902 nella St. Paul Congregational Church di Chicago. Nel dicembre 1903 nacque la sorella di Walt, Ruth Flora Disney. Nel 1906 la sua famiglia si trasferì a Marceline (Missouri), vicino allo zio Robert Disney, dove acquistarono una fattoria di duecento ettari per tremila dollari. Cominciò a frequentare la scuola elementare di Marceline solo all'età di otto anni, in modo da andarci con la sorella. La fattoria fu venduta nel 1909 poiché il padre si ammalò e non poté più farsi carico dei lavori. La famiglia visse in affitto fino al 1910, quando traslocarono a Kansas City per ricongiungersi con i fratelli maggiori di Walt, Herbert e Raymond. Walt e suo fratello Roy lavorarono nel tempo libero nell'impresa paterna di distribuzione di giornali per contribuire alle spese della famiglia. Secondo gli archivi della scuola pubblica regionale di Kansas City seguì i corsi della scuola secondaria di Benton dal 1911 e si diplomò l'8 giugno 1917. Contemporaneamente si iscrisse a uno dei corsi dell'Art Institute of Chicago.Sembra che durante un'estate tra il 1911 e il 1917 Walt, grazie allo zio Michael Martin, ingegnere delle ferrovie, lavorò come venditore a bordo dei treni della Missouri Pacific Railroad. Il suo compito consistette nella vendita di giornali, dolciumi, frutta e bibite: sarebbe stata questa esperienza a fargli nascere la passione per i treni a vapore.[senza fonte]

Nel 1917, mentre in Europa imperversava la prima guerra mondiale, tornò a Chicago per occuparsi da vicino di una ditta di bevande gassate in cui stava investendo da qualche anno che però fallì di lì a poco.[3] Preferì quindi restare a Kansas City dove, grazie al fratello Roy, trovò un lavoro come venditore sui treni che gli permise di viaggiare molto. In autunno, grazie a un trasferimento, raggiunse la famiglia a Chicago. Entrò quindi nel liceo McKinley, dove si occupò delle illustrazioni del giornalino scolastico degli alunni intitolato The Voices. Durante l'estate, sebbene distribuisse giornali e corrispondenza per la posta e andasse al cinema alla sera con delle ragazze, un pensiero lo assillava: "vincere la guerra".[senza fonte] A sedici anni lasciò la scuola e si impegnò come autista volontario di ambulanze durante la prima guerra mondiale dopo aver modificato, con l'aiuto di un amico, la data di nascita indicata sul passaporto in modo da poter essere reclutato. Fece parte della divisione delle ambulanze della Croce Rossa statunitense in Francia fino al 1919. Si ricongiunse prima con la famiglia a Chicago nell'autunno di quell'anno, poi a Kansas City con suo fratello Roy, congedato dalla marina militare statunitense.

Anni ventiModifica

Tornato negli Stati Uniti d'America comincia a cercare lavoro. Aveva sempre voluto realizzare dei film e si era persino candidato per lavorare per Charlie Chaplin. Trova un'occupazione presso l'agenzia pubblicitaria Pesman-Rubin Commercial Art Studio, per la quale si occupa del programma settimanale del Newman Theatre, percependo 50 dollari al mese. Qui conosce un talentuoso animatore suo coetaneo, Ub Iwerks con il quale nel gennaio 1920 fondò la società Iwerks-Disney Commercial Artists che si ritrovò però presto in difficoltà economiche fino a quando, contattati dalla «Kansas City Film Ad Company», una società di filmati pubblicitari, gli vengono commissionati delle animazioni pubblicitarie per i cinema locali. Walt iniziò a fare degli esperimenti in un garage per i quali si fece prestare una vecchia cinepresa.

All'epoca il suo biglietto da visita, che lui stesso aveva illustrato, recitava: «Walt Disney. Cartoonist. Comic Cartoons. Advertising Cartoons. Animated Motion Picture Cartoons».[4] A detta degli studiosi Russell Merritt e J.B. Kaufman, con questa immagine «dava un aspetto più professionale al mestiere dell'animatore, più lontano dall'immagine del mago»[4] che per esempio si attribuiva Winsor McCay con Gertie il dinosauro. L'autoritratto e la caricatura che Disney si fece per questo biglietto, presente anche nei titoli dei Newman Laugh-O-Grams, lo mostra giovane, impacciato e impegnato al punto tale da non avere tempo di andare dal parrucchiere, con i fogli volanti su tutto il tavolo da disegno.[4] Per Merritt e Kaufman, Disney era molto attento all'immagine di lui che coltivava all'epoca.[4] Nel tempo libero comincia poi a creare autonomamente dei filmati che vende alla «Newman Theater Company» e che sono chiamati Newman Laugh-O-Grams. Sebbene durino solo un minuto, piacciono molto al pubblico perché trattano problemi locali e criticano i politici locali.

Nel 1922, lancia la Laugh-O-Gram Films, che produsse cortometraggi animati ispirati alle fiabe popolari; tra i dipendenti vi sono Ub Iwerks, Hugh Harman, Rudolf Ising, Carman Maxwell e Friz Freleng. I cortometraggi sono ben accolti nella zona di Kansas City, ma i costi superano le entrate e, dopo aver creato un ultimo cortometraggio con la tecnica della live action, Alice's Wonderland, lo studio dichiarò fallimento nel luglio 1923. Il fratello di Walt, Roy Oliver, lo invita a trasferirsi a Hollywood e, quando Walt riesce a trovare abbastanza denaro per il biglietto ferroviario, lascia i propri collaboratori con la promessa di aiutarli a venire in California e porta con sé Alice's Wonderland, che era appena stato completato. In California si mette quindi in affari con il fratello Roy Oliver fondando i Disney Brothers Studio lavorando nel garage dello zio Robert. Ottengono un primo contratto con Margaret Winkler, distributore di diritti di New York, fidanzata di Charles Mintz; la coppia già distribuiva la serie Felix the Cat. Il 16 ottobre 1923 Disney firma con loro un contratto per realizzare dodici film. Nel 1926 i Disney Brothers Studio cambiano nome in Walt Disney Studio, per poi diventare Walt Disney Productions nel 1928. Lillian Bounds, una delle dipendenti dello studio con mansioni di intercalatrice/assistente animatore, sposa Walt Disney il 13 luglio 1925.

Le Alice Comedies hanno un discreto successo. Fino alla fine della serie nel 1927 il soggetto sarà sempre più incentrato sui personaggi animati, soprattutto un gatto chiamato Julius che ricorda Felix the Cat, e meno sul personaggio di Alice. La serie diventa sempre più simile alle altre produzioni che non usano attori reali.

Nel 1927 Charles Mintz sposa Margaret Winkler e assume il controllo della società della moglie. Decide di produrre una nuova serie di cartoni animati che verrà distribuita dalla Universal Pictures; la nuova serie, Oswald the Lucky Rabbit, riscuote un buon successo e il personaggio protagonista diventa un'icona popolare. Gli studi della Disney vengono ampliati e Walt assume Harman, Ising, Maxwell e Freleng, venuti da Kansas City. Nel febbraio 1928 Disney si reca a New York per ottenere da Mintz una quota maggiore di guadagni per ogni film ma invece Mintz gli annuncia non solo di dover al contrario ridurgliela ma anche che la maggior parte dei principali animatori di Walt ha ora un contratto con lui il quale ha intenzione di creare un proprio studio nel caso Disney non accettasse di ridurre i costi; oltre a ciò, è la Universal e non Disney a detenere il marchio commerciale del personaggio e perciò può produrre film senza di lui. Disney rifiuta l'offerta e perde la maggior parte dei suoi collaboratori tranne Iwerks e pochi altri con i quali comincia a lavorare a un nuovo personaggio che sostituisca Oswald[5]. Si riteneva che questo nuovo personaggio fosse stato ideato in viaggio su un treno da New York a Los Angeles, dove Walt lo avesse disegnato ispirandosi a Oswald togliendoli le orecchie a penzoloni e aggiungendo orecchie tonde e una semplice coda che lo rendeva simile a un topo e che venne chiamato Mortimer Mouse; Ub in seguito avrebbe solo rielaborato il personaggio per giungere al risultato definitivo. Si ritiene invece che Walt abbia elaborato la personalità del personaggio mentre Ub ne abbia sviluppato l'aspetto grafico. Il nuovo personaggio venne rinominato Mickey Mouse su consiglio della moglie di Walt ed esordì nel cortometraggio muto L'aereo impazzito. Non essendo riuscito a trovare un distributore interessato al film e neanche al successivo, Topolino gaucho, Disney capisce che a questi film manca qualcosa; l'anno precedente la Warner Bros aveva prodotto il primo film con il sonoro, Il cantante di jazz, e Disney allora pensò di fare altrettanto aggiungendo al cartone animato realizzando Steamboat Willie e per produrlo dovette vendere l'auto. Pat Powers, un uomo d'affari, fornì a Disney la distribuzione e il Cinephone, un sistema di sincronizzazione sonora ottenuto di contrabbando.

Il 18 novembre 1928 al Colony Theater di New York, Steamboat Willie viene proiettato per il pubblico riscuotendo un enorme successo: si tratta del primo cartone animato con il sonoro sincronizzato prodotto da Disney[6]. Questa data sancisce la nascita non solo di Topolino ma anche di Minni Mouse. L'aereo impazzito e Topolino gaucho vengono distribuiti con l'aggiunta del sonoro e tutti i successivi cartoni animati saranno accompagnati dall'audio. Fino al 1947, sarà lo stesso Disney a interpretare la voce di Topolino. Nel 1929, forte del successo della serie Topolino, decide di produrre una nuova serie. Dopo aver assunto il compositore Carl Stalling, grazie al quale nasceranno le Sinfonie allegre, una serie di corti animati musicali, che esordì con Danza degli scheletri. Quello stesso anno Disney autorizza il merchandising per le proprie creazioni come Topolino e per gestire il marchio venne creata la Walt Disney Entreprises.

Anni trentaModifica

Nonostante il grande successo delle due serie animate, la quota che gli studi Disney percepiscono da Pat Powers non viene aumentata. Nel 1930, Disney firma un nuovo contratto di distribuzione con Columbia Pictures, abbandonando così Powers e Ub Iwerks, che era stato tentato da un contratto in esclusiva con Powers.[7] Nel 1931 Topolino comparve in dodici film, mentre nelle Sinfonie allegre, ne La gallinella saggia esordì Paperino. Nel 1932 Topolino è un famoso personaggio dei cartoni animati e molti studi concorrenti come Van Beuren e Screen Gems creano dei suoi cloni per sfruttarne la scia del successo.

Dopo esser passato dalla Columbia alla United Artists, nel 1932 Walt comincia a produrre le Sinfonie allegre con il nuovo procedimento Technicolor, che permise di creare film a colori. Il primo cartone animato a colori è Flower and Trees, che vinse il primo Oscar del cinema dell'Academy Award come migliore cortometraggio con i cartoni animati come tema. Lo stesso anno riceve un altro Oscar per la creazione di Topolino, la cui serie nel 1935 diventa a colori. Disney lancia presto altre serie che ruotano attorno ai personaggi di Paperino e Pluto. Contemporaneamente autorizza la commercializzazione di altri prodotti derivati come i fumetti su Topolino pubblicati anche all'estero come in Italia dove una serie dedicata al personaggio esordì nel 1932.

Nonostante i successi, i costi legati alla necessità di ricorrere a nuove tecniche non permise di riassorbire i debiti contratti e Walt cade in depressione e, nel 1931, per ordine del medico partì in vacanza con la moglie. Al ritorno si dedicò allo sport consigliandoli anche ai suoi collaboratori. Il 19 dicembre 1933 nacque Diane Marie, sua unica figlia biologica; successivamente decise con la moglie di adottarne un'altra, Sharon Mae, nata il 21 dicembre 1936.

Gli studi continuano a produrre cortometraggi delle serie di Topolino e delle Sinfonie allegre che sono due delle più famose del periodo ma i guadagni sono appena soddisfacenti per mandar avanti gli studi senza però creare dei veri e propri utili. Decide allora di produrre un lungometraggio su Biancaneve, su ispirazione di un film muto con Marguerite Clark che aveva visto da bambino. Tra il 1934 e il 1937, le Sinfonie allegre sono usate come banco di prova per le tecniche necessarie per realizzare Biancaneve. Walt chiama un professore di disegno del Chouinard Art Institute, Don Graham, perché dia delle lezioni ai membri degli studi.

 
Walt Disney in un fotogramma del trailer di Biancaneve e i sette nani (1937)

In questo periodo nasce Il vecchio mulino, il primo film realizzato con la cinepresa a piani multipli inventata da Bill Garity, tecnico degli studi Disney, la quale permette di dare un vero effetto di profondità ai cartoni animati. Sono soprattutto coloro che collaborano a questo film che lavoreranno poi su Biancaneve. Quando il resto dell'industria cinematografica venne a sapere del progetto del lungometraggio animato, i vari concorrenti definirono l'idea una «pazzia di Disney», convinti che il progetto lo avrebbe portato al fallimento. Sia Lillian che Roy cercarono invano di convincerlo a rinunciare al progetto. Il film viene prodotto dal 1935 al 1937 quando finiscono i fondi e, per trovare nuovi finanziamenti, mostra un estratto non terminato del film alla Bank of America che gli concede i fondi e riesce così a completare il film che debutta al Carthay Circle Theater di Hollywood il 21 dicembre 1937 ottenendo una standing ovation. Fu anche il primo lungometraggio animato in inglese e in Technicolor. Venne distribuito nel febbraio 1938 e fu il più redditizio dell'anno incassando più di otto milioni di dollari del tempo[8]. Il successo permise a Disney di costruire a Burbank i Walt Disney Studios, che aprirono il 24 dicembre 1939. Intanto venne anche concluso Pinocchio, mentre continuava il lavoro su Fantasia e su Bambi; mentre le squadre dei cortometraggi lavorano sulle serie di Topolino, Paperino, Pippo e Pluto e sulle ultime Sinfonie allegre.

Anni quarantaModifica

Dopo Biancaneve, nel 1940 vennero prodotti Pinocchio e Fantasia ma entrambi non danno i risultati economici sperati; Pinocchio, esordito a New York il 7 febbraio; è costato il doppio di Biancaneve, riceve buona accoglienza in USA ma scarsa in Europa; Fantasia, proiettato il 13 novembre 1940 al Colony Theatre di Broadway, non va meglioma permette soprattutto che venga riconosciuto artisticamente il valore del lavoro degli studi di Disney[senza fonte]

Nel 1941, viene contattato dal dipartimento di Stato guidato da Nelson Rockefeller per produrre materiale di propaganda nella guerra contro il nazismo e a tale proposito compiere anche un viaggio diplomatico in America latina nonostante sia inizialmente contrario. Risponde poi alla richiesta del pubblico di vedere le quinte dei suoi studi producendo Il drago riluttante, un documentario che unisce immagini reali e cartoni animati. Allo stesso modo nel 1941 Walt decide di partecipare allo sforzo bellico e con Lockheed Martin realizza un cartone animato istruttivo per mostrare ai neoassunti delle aziende i metodi di ribaditura degli aerei: si tratta di Four Methods of Flush Rivetting, che sarà a lungo classificato come top secret. Al contempo, molti reggimenti o squadriglie statunitensi chiedono agli studi di produrre dei distintivi con i personaggi Disney.

Durante la produzione di Dumbo alcune rivendicazioni contrattuali dei dipendenti portano al primo sciopero; il fim viene comunque completato nell'ottobre 1941, e si rivela un redditizio successo; poco dopo gli Stati Uniti entrano in guerra nella seconda guerra mondiale e l'esercito requisisce la maggior parte degli edifici degli studi Disney e chiede ai dipendenti Disney di creare film d'intrattenimento e d'istruzione per i militari, nonché film di propaganda; verranno quindi prodotti opere come Der Fuehrer's Face o il lungometraggio Victory Through Air Power, entrambi usciti nel 1943. I film di propaganda fanno guadagnare poco ma Bambi ha invece un discreto successo quando esce nell'aprile 1942, anche se non riesce a rientrare immediatamente delle spese. Disney fa uscire nuovamente nelle sale con successo Biancaneve nel 1944, inaugurando la tradizione delle riedizioni, ogni sette anni, dei film Disney negli Stati Uniti. Le compilation di film, contenenti diversi cortometraggi, vengono create e proposte al cinema durante tutto questo periodo. Le principali sono quelle frutto della tournée in America latina, Saludos Amigos (1942), il seguito I tre caballeros (1945), e I racconti dello zio Tom, il primo film Disney contenente attori in carne e ossa, uscito nel 1946. Nel 1947 esce la riedizione di Bambi che riesce a far recuperare il suo considerevole costo; seguono anche Tanto caro al mio cuore del 1948 e Le avventure di Ichabod e Mr. Toad del 1949.

Alla fine degli anni quaranta, gli studi trovano denaro e animatori a sufficienza per continuare a produrre lungometraggi come Alice nel Paese delle Meraviglie o Le avventure di Peter Pan, interrotto durante gli anni della guerra. Gli studi iniziano anche a lavorare su Cenerentola e su una serie di documentari sugli animali, intitolata La natura e le sue meraviglie (True-Life Adventures), e nel 1948 con L'isola delle foche. Sembra che a Walt l'ispirazione venne da un viaggio nell'agosto 1948 in Alaska.

Nel 1947, Disney compare davanti alla Camera del Comitato delle Attività Non-Americane e denuncia vari suoi dipendenti come simpatizzanti comunisti; alcuni storici ritengono che si tratti solo di animosità che risale agli scioperi del 1941.[9] L'ipotesi che Disney avesse simpatie filocomuniste, avanzata dopo un'errata lettura di alcuni dati dell'FBI, si è rivelata inconsistente; è certo invece che nei suoi primi anni di attività fosse vicino al Partito Democratico e all'amministrazione Roosevelt[9], e che poi si sia gradualmente spostato verso quello Repubblicano. Il padre di Disney, peraltro, era un convinto socialista che ha educato i figli con i suoi principi politici.[senza fonte] Una serie di gravi accuse contro Disney, tra cui quelle di essere stato antisemita, simpatizzante nazista e agente in incognito dell'FBI, furono raccolte e divulgate da un biografo nel 1993 in un libro che ebbe grande eco[10]. Tali accuse furono tutte smentite da familiari, ex collaboratori di Disney ed ex agenti dell'FBI in un ampio e circostanziato dossier, destinato alla difesa legale della sua memoria, preparato dalla moglie e dalla figlia di lui e rimasto finora inedito[11].

Nel 1949, Disney e la sua famiglia si trasferiscono in una nuova casa su un grande appezzamento di terreno nel distretto di Holmby Hills di Los Angeles. Disney può assecondare una delle proprie passioni: le ferrovie in miniatura; con l'aiuto di un amico, Ward Kimball, e della moglie Betty, proprietari di un treno privato nel loro giardino, Disney sviluppa i progetti e comincia subito a costruire il proprio treno in miniatura in giardino. Il nome della ferrovia, Carolwood Pacific Railroad, deriva dal vecchio indirizzo di Walt, in via Carolwood Drive. In onore della moglie chiama Lilly Belle la locomotiva a vapore costruita da Roger E. Broggie, un membro degli studi Disney.

Durante un viaggio d'affari a Chicago alla fine degli anni quaranta, disegna i progetti per una sua idea, un parco divertimenti dove prevede che i suoi dipendenti passino del tempo coi figli. Lo sviluppo del progetto nei cinque anni successivi portò alla realizzazione Disneyland per realizzare il quale creò una nuova filiale della sua società, WED Enterprises; alla presentazione del progetto Disney disse ai progettisti che: «Voglio che Disneyland sia il luogo più meraviglioso della terra e che un treno faccia il giro del parco». Il parco aprì nel 1955 ad Anaheim, vicino Los Angeles.

Anni cinquantaModifica

Negli anni cinquanta vennero prodotti altrilungometraggi come L'isola del tesoro che diventa il primo film d'azione interamente realizzato con la tecnica della live action, seguito da successi come 20.000 leghe sotto i mari (in CinemaScope, 1954), Geremia cane e spia (1959), e Il cowboy con il velo da sposa (1960). I Walt Disney Studios sono tra i primi a sfruttare al meglio quello che allora era un nuovissimo media, la televisione, producendo la prima trasmissione, One Hour in Wonderland, nel 1950. Walt inizia altre sì a presentare una serie settimanale d'antologia sulla ABC intitolata Disneyland, in cui mostra degli spezzoni delle produzioni Disney precedenti, fa fare il giro degli studi e fa prendere al pubblico familiarità con il parco in fase di costruzione. Nel 1955, dà il via alla prima serie televisiva settimanale dello studio, Mickey Mouse Club, che continuerà in molte versioni fino agli anni novanta.

Poiché lo studio si allarga e diversifica le proprie attività estendendosi ad altri media, Disney presta sempre minor attenzione al settore di animazione delegando la maggior parte delle attività ai principali animatori, da lui soprannominati «i nove saggi». La produzione di cortometraggi continua fino al 1956, quando Disney chiude la serie ma altri cortometraggi verranno prodotti in maniera irregolare per il resto della durata degli studi.

Disneyland apre i battenti il 17 luglio 1955, diventando rapidamente un successo grazie anche alle attrazioni ispirate a film di successo della Disney.

Nel 1957, Disney incontra il creatore dei Muppet, Jim Henson, e insieme cominciano a creare i primi personaggi dei Muppet con molte somiglianze con Topolino, soprattutto Kermit la Rana. I personaggi compaiono con l'intermezzo Muppet Magic all'interno di The Ed Sullivan Show tra il 1958 e il 1962.

 
Stella di Walt Disney sulla Hollywood Walk of Fame, Los Angeles (California)

Anni sessantaModifica

Dopo decenni di tentativi, Disney alla fine ottiene i diritti del libro di Pamela Lyndon Travers e produce Mary Poppins nel 1964. Il 14 settembre 1964 il Presidente Lyndon B. Johnson gli conferisce la più alta onorificenza civile statunitense: la Medaglia presidenziale della libertà[12]. Lo stesso anno apre quattro attrazioni nei padiglioni dell'esposizione mondiale di New York che verranno poi integrate a Disneyland e confermano a Disney la praticabilità di un nuovo parco sulla costa est. Per realizzarlo fa acquisire terreni nella Florida centrale, a sud ovest di Orlando Il progetto verrà sviluppato sul serio a partire dal 1966 con la fondazione del Reedy Creek Improvement District. Walt Disney e il fratello Roy Oliver annunciano in seguito i progetti di ciò che sarà poi denominato Walt Disney World, che comprenderà una versione più grande ed elaborata di Disneyland chiamata Magic Kingdom, nonché hotel e campi di golf e EPCOT, una città operativa dove gli abitanti possono vivere, lavorare e interagire usando tecnologie sperimentali o avanzate mentre degli scienziati sviluppano e testano altre nuove tecnologie per migliorare la vita e la salute dell'uomo.

Intanto, Walt lavora sul progetto del Disney's Mineral King Ski Resort, annunciato alla stampa il 19 settembre 1966; a questa conferenza stampa, l'ultima a cui ha partecipato, Walt è apparve ai giornalisti pallido e febbricitante. L'impegno di Walt in Disney World finisce nell'autunno 1966; nell'estate di quell'anno gli venne diagnosticato un tumore al polmone sinistro; viene ricoverato nell'ospedale St. Joseph, situato proprio di fronte agli studi Disney di Burbank. In autunno la sua salute peggiora finché non muore a causa di un collasso cardiocircolatorio il 15 dicembre del 1966. Il 17 dicembre la salma venne cremata e le sue ceneri riposte presso il Forest Lawn Memorial Park, a Glendale, California. Il governatore della California, Ronald Reagan, dirà che: «Da oggi il mondo è più povero». In Italia Epoca mise in copertina un Topolino piangente in sua memoria disegnato da Giovan Battista Carpi. Roy Disney porta a termine il «Progetto Florida», denominandolo «Walt Disney World» in onore del fratello. Ma anche Roy muore il 20 dicembre 1971, tre mesi dopo l'apertura del Magic Kingdom.

EreditàModifica

FilmografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lungometraggi Disney.

Walt Disney è presente in molte produzioni, soprattutto in animazioni, dei suoi studi; è menzionato come produttore, attore, regista o sceneggiatore.

L'impero dei divertimenti e dei mediaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Walt Disney Parks and Resorts.

Gli studi di produzione e i parchi a tema della Disney si sono sviluppati fino a diventare una società multinazionale plurimiliardaria nel campo della televisione, del cinema, del divertimento e in altri settori. La Walt Disney Company attualmente possiede, tra le altre cose, quattro complessi vacanzieri, undici parchi a tema, due parchi acquatici, trentadue hotel, otto studi cinematografici, sei etichette di dischi, undici reti televisive via cavo e una rete televisiva terrestre.

Quello che inizialmente era noto come «Progetto Florida» oggi una meta turistica privata più grande del mondo e l'immagine di Walt Disney è sempre presente, come a esempio la statua Partners al Magic Kingdom fino al Tree of Life di Animal Kingdom. La sua passione per i mezzi di trasporto di massa vive nella monorotaia di Walt Disney World che collega due parchi a tema e quattro hotel, mentre il suo sogno del futuro vive a EPCOT nelle principali attrazioni e nelle esposizioni tecnologiche. Da semplice parco a tema, Disneyland si è trasformato in una vasta realtà con due parchi a tema, tre hotel e un vasto complesso di negozi. Walt Disney World è una famosa meta turistica; Tokyo Disneyland (che con Tokyo DisneySea forma il Tokyo Disney Resort) è il parco a tema più visitato del mondo; Disneyland Paris, nonostante i problemi economici riscontrati fin dall'apertura, è sempre il luogo più visitato d'Europa e ospita anche un secondo parco; nel settembre 2005, la Walt Disney Company ha aperto l'Hong Kong Disneyland Resort in Cina; il 16 giugno 2016 è stato aperto il Disneyland Resort a Shanghai.

Quando viene costruita la seconda parte di Walt Disney World, gli eredi di Walt trasformano EPCOT in un parco a tema, l'EPCOT Center, aperto nel 1982. Il parco Epcot è sostanzialmente una fiera internazionale e costituisce solo una piccola parte della città funzionale immaginata da Disney. Tuttavia, la città di Celebration costruita dalla Walt Disney Company accanto a Walt Disney World riprende in parte il progetto pensato per Epcot.

Il 5 maggio 2005, la Disney avvia i festeggiamenti per celebrare i cinquant'anni del primo dei suoi parchi a tema. I parchi di Walt Disney Parks and Resorts sono famosi in tutto il mondo per l'attenzione ai dettagli, la pulizia e gli standard adottati, tutti definiti da Walt Disney per Disneyland.[senza fonte]

L'animazione Disney oggiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Walt Disney Pictures.

L'animazione tradizionale a mano, con cui Disney ha costruito il successo della sua società, non è più praticata negli studi di Walt Disney Feature Animation. Dopo un periodo di lungometraggi animati tradizionali di successo negli anni novanta, all'inizio del nuovo millennio sono stati chiusi i due studi satelliti a Parigi e a Orlando e gli studi di Burbank sono stati convertiti in uno studio di animazione di ultima generazione. Nel 2004, la Disney ha prodotto il proprio ultimo film lungometraggio con animazione tradizionale: Mucche alla riscossa. Gli studi DisneyToon in Australia continuarono a produrre film a basso costo con animazione tradizionale, soprattutto i seguiti dei vecchi successi fino alla chiusura nel 2006. A partire dal 2009 tuttavia, la Disney ha annunciato l'intenzione di riproporre nei cinema i vecchi film in animazione tradizionale portando avanti i progetti di animazione computerizzata, indipendenti dalla Pixar.[senza fonte]

CalArtsModifica

Negli ultimi anni Disney dedica molto tempo per la fondazione del California Institute of the Arts (CalArts), creato nel 1961 grazie alla fusione del Los Angeles Conservatory of Music e del Chouinard Art Institute, che negli anni trenta aveva contribuito alla formazione delle squadre di animatori. Quando Walt muore, un quarto dei suoi beni andò al CalArts, contribuendo alla costruzione di nuovi edifici sul suo campus. Walt, tra l'altro, donò 38 acri (154 000 m²) del ranch di Golden Oak a Valencia affinché si potesse costruire la scuola dove il CalArts si trasferì nel 1971. Dopo la morte del marito, Lillian dedicò molto tempo a seguire CalArts e a organizzare eventi di raccolta fondi per l'università, per onorare le ultime volontà del marito e anche per finanziare il Walt Disney Symphony Hall di Los Angeles. Dopo la morte di Lillian, alla fine del 1997, l'eredità di questa tradizione è continuata dalla figlia Diane con il marito Ron. Oggi CalArts è una delle più grandi università indipendenti della California.[senza fonte]

Doppiatori italianiModifica

Nelle sue apparizioni in italiano, Walt Disney è stato doppiato da:

  • Michele Kalamera in Disneyland (dagli anni duemila), Le più belle storie di Natale di Walt Disney, The Pixar Story, Walt & El Grupo - Walt Disney in Sudamerica, Il risveglio della magia
  • Sandro Iovino in Disneyland (anni ottanta) e Serata Paperino
  • Manlio Busoni in Disneyland (anni cinquanta e sessanta)
  • Riccardo Mantoni in Disneyland (anni cinquanta e sessanta)
  • Gianni Musy in Fantasia: La creazione di un capolavoro
  • Mauro Bosco in The Best of Disney Music - Una eredità in musica
  • Michele Gammino in Walt - Il papà di Topolino
  • Sergio Lucchetti in La vera storia di Walt Disney

Premi e riconoscimentiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Premi e riconoscimenti di Walt Disney.
 
Francobollo dedicato a Walt Disney dalla Repubblica di San Marino

OnorificenzeModifica

ControversieModifica

Accuse di antisemitismo e razzismo

Disney fu a lungo accusato di antisemitismo già in vita, quando nel 1938 accolse a Hollywood la regista tedesca Leni Riefenstahl, autrice di film di propaganda nazista, per promuovere il suo film Olympia[13]. Anche dopo che gli statunitensi vennero a conoscenza della Notte dei cristalli, Disney, a differenza degli altri studio, non ritirò il suo invito. Inoltre, l'animatore Art Babbitt sostenne di aver visto Disney e il suo avvocato, Gunther Lessing, partecipare a delle riunioni del German American Bund, un'organizzazione pro-Nazi, durante la fine degli anni trenta[14]. L'animatore e regista David Swift, che era ebreo, disse a un biografo che quando comunicò a Disney la sua intenzione di lasciare lo studio per prendere un lavoro alla Columbia nel 1941, questi gli rispose, con un finto accento yiddish, "Va bene, Daviduccio, va a lavorare per quegli ebrei. È lì il tuo posto, con quegli ebrei."[14] Swift comunque fece ritorno agli studi Disney nel 1945, e più tardi disse che "doveva tutto" a Disney. Quando lasciò gli studios una seconda volta nei primi anni cinquanta, Disney a quanto pare gli disse "...c'è ancora una candela che brucia alla finestra se dovessi mai decidere di tornare"[14]. Il biografo di Disney, Neal Gabler, il primo autore a guadagnarsi un accesso incondizionato agli archivi Disney, concluse nel 2006 che le prove disponibili non supportavano le accuse di antisemitismo. In un'intervista alla CBS, Gabler sintetizzò così le sue scoperte:

«È una delle domande che tutti mi chiedono... La mia risposta a ciò è: non nel senso convenzionale a cui uno possa pensare di un antisemita. Ma si fece questa nomea perché, negli anni quaranta, si lasciò coinvolgere da un gruppo chiamato "Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideals" (Alleanza Cinematografica per la Preservazione degli Ideali Americani), che era un'organizzazione antisemita e anticomunista. E sebbene Walt di per sé, a mio parere, non fosse un antisemita, cionondimeno, si fece alleato di persone che lo erano, e quella reputazione gli rimase appiccicata. Non fu mai in grado di liberarsene per tutta la sua vita.[15]»

Disney alla fine si allontanò dalla Motion Picture Alliance negli anni cinquanta[14]. Gabler scrisse che tre mesi dopo la visita della Riefenstahl, Disney la ripudiò, sostenendo che non sapesse chi lei fosse quando la invitò[14] e mise in questione anche la storia di Babbitt, sulla base che Disney non avesse tempo per riunioni politiche e fu "molto apolitico" durante gli anni trenta[14].

Il Walt Disney Family Museum ammise che Disney avesse dei "rapporti difficili" con alcuni individui ebrei, tra cui Babbit e David Hilberman; e che degli stereotipi etnici, abituali nei film degli anni trenta, furono inclusi nei primi cartoni, come I Tre Porcellini (in cui il Grande Lupo Cattivo arriva alla porta vestito da venditore ambulante ebreo) e The Opry House (in cui Topolino balla vestito da ebreo chassidico); tuttavia sia il museo che Gabler fanno notare come Walt donasse regolarmente soldi a diverse organizzazioni umanitarie ebraiche (Hebrew Orphan Asylum, Yeshiva College, Jewish Home for the Aged, e American League for a Free Palestine), e come avesse ricevuto la nomina a "Uomo dell'Anno 1955" dalla loggia ebraica B'nai B'rith di Beverly Hills[14][16].

Lo storico e artista Joe Grant rimarcò che "alcuni tra i personaggi più influenti dello studio erano ebrei", incluso sé stesso, il manager di produzione Harry Tytle e Herman "Kay" Kamen, il capo del marketing, che una volta si divertì a dire come l'ufficio Disney di New York "...avesse più ebrei del Libro del Levitico"[14].

Il cantautore Robert B. Sherman affermò nella sua biografia che non vide nessuna prova di antisemitismo durante i suoi sette anni di lavoro in stretta collaborazione con Disney[17]; e secondo Gabler, nessuno degli impiegati di Disney, Babbitt incluso, che disprezzava fortemente Disney, lo ha mai accusato di fare battute e insulti antisemiti[14].

Disney fu anche accusato di razzismo, soprattutto per parecchie produzioni pubblicate tra gli anni trenta e gli anni cinquanta che contenevano materiale privo di tatto sulle razze. Alcuni esempi includono La capanna di zio Tom, in cui Topolino è ritratto in Blackface, l'uccello "nero" di Chi ha ucciso Cock Robin?, Sunflower, la centaura ritratta con un'anguria in Fantasia, il lungometraggio I racconti dello zio Tom, gli Indiani in Le avventure di Peter Pan; i corvi in Dumbo (sebbene in questo film i corvi siano comprensivi nei confronti di Dumbo, perché sanno cosa voglia dire essere emarginati)[14].

Nonostante ciò, "Walt Disney non era un razzista", scrisse Gabler. "Né pubblicamente o privatamente, ha mai fatto osservazioni denigratorie sui neri o affermato una superiorità bianca. Come molti bianchi statunitensi della sua generazione, tuttavia, era privo di tatto sui temi della razza." Per esempio, durante una riunione su Biancaneve e i sette nani, si riferì ai nani che si mettevano uno sopra l'altro come una "pila di negri" (termine regionale statunitense che indica un gioco da bambini[18]), e mentre faceva il casting per I racconti dello zio Tom usò il termine "pickaninny"[14] (traducibile in italiano col termine "negretto"[19]).

I racconti dello zio Tom fu ampiamente contestato dai critici cinematografici, dal NAACP e da altri, per il suo perpetuare gli stereotipi riferiti ai neri; Disney tuttavia sostenne con successo una campagna per ottenere un Oscar onorario per il protagonista del suo film, James Baskett, il primo afro-americano a ricevere un premio del genere[20]. Baskett morì di lì a poco e la vedova scrisse una sincera lettera di gratitudine a Disney per ringraziarlo del suo supporto[14].

L'animatore nero Floyd Norman, che lavorò per Disney negli anni cinquanta e sessanta, disse: "Non una sola volta ho mai osservato un cenno del comportamento razzista del quale Walt Disney fu spesso accusato dopo la sua morte. Il suo trattamento delle persone – e con questo intendo tutte le persone – può solo definirsi esemplare".[21]

CuriositàModifica

  • Una notizia più volte diffusa e puntualmente smentita, citata anche sul Corriere della Sera,[22] darebbe a Disney natali spagnoli, indicandolo come Luis Guizao (o Guirao) Zamora, nato in un villaggio vicino Almería nel 1901 da madre povera con la quale sarebbe emigrato negli Stati Uniti alla volta di Chicago, dove risiedeva lo zio materno.
  • Macchia Nera, uno dei nemici di Topolino, ha spesso il volto coperto da un mantello nero; quando però si mostra in viso, questo ricorda ironicamente le fattezze di Walt Disney. Questo è dovuto a uno scherzo che gli fecero i disegnatori. Altri sostengono che il volto di Macchia Nera sia in realtà ispirato all'attore degli anni trenta Adolphe Menjou.[senza fonte]
  • Nel 1955, la FBI nominò Disney "Agente Onorario" (Sac Contact) cioè un contatto dell'FBI.[senza fonte]
  • Negli anni cinquanta a Disneyland si poteva vedere "Zio Walt" fare dei piccoli lavori, come offrire passeggini ai visitatori, suonare il clacson in un'auto in Main Street USA, pescare ai Rivers of America o pilotare il Mark Twain.
  • Uno degli animatronic di pirati nell'attrazione Pirates of the Caribbean (aperta nel 1967) ha il volto di Walt Disney. È stato creato a partire dallo stesso stampo usato per creare la statua di Disney che adorna la piazza centrale.
  • Il personaggio di Walt Disney compare nel cartone animato La storia segreta di Stewie Griffin, in cui viene congelato e poi scongelato nel futuro. Dopo aver chiesto all'uomo che lo scongela "Si sono estinti gli ebrei?" e aver ricevuto risposta negativa, si fa ricongelare. Questa gag unisce due peculiarità che spesso vengono associate a Walt Disney: il suo presunto antisemitismo e la leggenda metropolitana secondo cui il corpo di Disney è stato ibernato e tuttora giacerebbe al di sotto dell'attrazione dei Pirati dei Caraibi, a Disneyland.
  • Nella serie animata House of mouse compare in alcuni episodi Walt Disney, come ospite del club gestito da Topolino e i suoi amici.
  • Una città dell'Oklahoma si chiama Disney.
  • Negli Stati Uniti, il 17 aprile 2014 è uscito un film biografico sul giovane Walt Disney, chiamato "As Dreamers Do".
  • Da giovane Walt fu scartato come fumettista per un giornale perché "considerato senza fantasia".
  • Nella serie televisiva C'era una volta Walt Disney viene citato come uno degli Autori, personaggi che riportano le vicende dei personaggi delle fiabe.

NoteModifica

  1. ^ awardsdatabase.oscars.org, https://www.webcitation.org/6h22F5eNX?url=http://awardsdatabase.oscars.org/ampas_awards/help/statistics/Gen-NomsFacts.pdf (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2016).
  2. ^ AA.VV., Fantastico Walt, a cura di Lidia Cannatella, Tutto Disney, nº 21, Milano, The Walt Disney Company Italia, dicembre 2001, p. 8, ISBN 88-7309-897-5.
  3. ^ [1]
  4. ^ a b c d Merritt e Kaufman, p. 33.
  5. ^ La Walt Disney Company ha riottenuto i diritti su Oswald The Lucky Rabbit grazie a un accordo del 13 febbraio 2006 dopo che un commentatore sportivo ha lasciato la ESPN per passare al canale NBC, affiliato a Universal. Il coniglio sarà uno dei protagonisti della platform esclusiva Wii Epic Mickey, sviluppato dal nuovo team di Warren Spector
  6. ^ Il primo cartoon al mondo con sonoro sincronizzato è My Old Kentucky Home.
  7. ^ Ub Iwerks è ormai a capo del suo Iwerks Studio, di scarso successo e finanziato da Powers. Dopo un passaggio alla Columbia Pictures, tornerà alla Disney nel 1940, nella divisione ricerca e sviluppo. Ub è uno dei pionieri di molti processi cinematografici e tecnologici specialistici dell'animazione.
  8. ^ pari a 98 milioni di dollari del 2018
  9. ^ a b Mariuccia Ciotta, Walt Disney. Prima stella a sinistra, Milano, Bompiani, 2005, ISBN 88-452-3392-8.
  10. ^ (EN) Marc Eliot, Walt Disney: Hollywood's Dark Prince, Birch Lane Press, Carol Publishing Group, 1993.; edizione italiana Walt Disney. Il principe nero di Hollywood, traduzione di Alberto Pezzotta, Milano, Bompiani, 2004, ISBN 88-452-0360-3.
  11. ^ Un resoconto del suo contenuto si trova nel libro di Mariuccia Ciotta, Walt Disney. Prima stella a sinistra, con i contributi di John Landis e J.B. Kaufman e con un colloquio tra Diane Disney Miller e Mariuccia Ciotta.
  12. ^ (EN) [2]
  13. ^ Manhola Dargis, And Now a Word From the Director, in The New York Times, 21 settembre 2011. URL consultato il 21 gennaio 2015.
  14. ^ a b c d e f g h i j k l (EN) Neal Gabler, Walt Disney: The Triumph of the American Imagination, New York, Knopf Doubleday Publishing Group, 2006.
  15. ^ Walt Disney: More Than 'Toons, Theme Parks, CBS News, 1º novembre 2006. URL consultato il 21 gennaio 2015.
  16. ^ (EN) Creative Explosion: Walt's Political Outlook, su Walt Disney Family Museum, p. 16. URL consultato il 21 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 7 giugno 2008).
  17. ^ Robert Bernard Sherman, Moose, Author House, 2013, p. 291, ISBN 978-1-4918-8366-2.
  18. ^ Frederic Gomes Cassidy, Dictionary of American Regional English: I-O (PDF), vol. 3, Belknap Press of Harvard University Press, 1996, p. 799, ISBN 978-0-674-20519-2.
  19. ^ Il Sansoni inglese. Dizionario English-Italian, italiano-inglese. Con CD-ROM, Rizzoli Larousse, 2008, ISBN 978-88-525-0165-4.
  20. ^ Karl F. Cohen, Forbidden Animation: Censored Cartoons and Blacklisted Animators in America, McFarland, 2004, p. 61, ISBN 978-0-7864-2032-2.
  21. ^ Jim Korkis, 'Debunking Meryl Streep, Part Two', MousePlanet, 26 febbraio 2014. URL consultato il 21 gennaio 2015.
  22. ^ Walt Disney, aveva sangue spagnolo, e venne adottato in America, Corriere della Sera, 10 settembre 2001, p. 30. URL consultato il 7 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2014).

BibliografiaModifica

  • Sergej M. Ėjzenštejn, Walt Disney, a cura di Sergio Pomati, traduzione di Monica Martignoni, Milano, SE, 2004, ISBN 88-7710-593-3.
  • (EN) Michael Barrier, Hollywood Cartoons: American Animation in Its Golden Age, Oxford, Oxford University Press, 1999, ISBN 0-19-516729-5.
  • (EN) Michael Broggie, Walt Disney's Railroad Story, Virginia Beach (Virginia), Donning Publishers, 2005 [1997, 1998], ISBN 1-56342-009-0.
  • (FR) Christopher Finch, Notre Ami Walt Disney, Parigi, Hachette, 1977, ISBN 2-245-00531-7.
  • (FR) Christopher Finch, L'art de Walt Disney de Mickey à Mulan, Parigi, Éditions de la Martinière, 1999, ISBN 2-7324-2531-1.
  • (EN) J.B. Kaufman e Russel Merritt, Walt in Wonderland: The Silent Films of Walt Disney, 3ª ed., Baltimora (Maryland), The Johns Hopkins University Press, 2000, ISBN 0-8018-6429-1.

Roberto Lasagna, "Walt Disney. Una storia del cinema", Edizioni Falsopiano, Alessandria, 2011.

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