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Patriottismo

attitudine di gruppi o individui favorevole alla patria
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La difesa della terra natia è parte integrante del patriottismo: la statua nel cortile della École polytechnique di Parigi ricorda l'impegno degli studenti nel difendere la Francia contro l'invasione della Sesta Coalizione nel 1814.

«È un fatto ben noto che riconosciamo la nostra madre patria quando siamo sul punto di perderla»

(Albert Camus in Estate ad Algeri, 1939)

Il patriottismo è l'impegno profuso in nome della patria, in genere uno stato-nazione, ma anche una regione o una città.[1][2][3] Si esprime ad esempio attraverso l'orgoglio per i progressi conseguiti o per la cultura sviluppata in patria ma anche col desiderio di conservarne il carattere e i costumi, l'identificazione con altri membri della nazione.

Il patriottismo ha anche una connotazione etica poiché implica che la madrepatria (comunque definita) sia uno standard o un valore morale in sé, come esprimono formule quali "per la Patria, nel bene e nel male". Ai patrioti si richiede, inoltre, di anteporre gli interessi della nazione anche ai propri e a quelli dello stesso gruppo di appartenenza il che, in tempo di guerra, può anche significare mettere a rischio o donare la propria vita. Anche per questo la morte in battaglia per la madrepatria è l'archetipo estremo di patriottismo.

TipologieModifica

 
Gli adesivi sulle automobili sono diventati un metodo tradizionale per esprimere il proprio patriottismo durante le elezioni statunitensi del 2004.

Il patriottismo personale è emotivo e volontario. In questo caso l'individuo aderisce ad alcuni valori morali quali il rispetto per la bandiera. Sebbene questi valori siano normalmente condivisi dall'intera cittadinanza, essi sono il più delle volte anche imposti come obbligo nelle costituzioni o, più in generale, nella legislazione dei singoli paesi.

I governi incoraggiano forme e manifestazioni di patriottismo ufficiale che caricano di contenuti simbolici e cerimoniali, anche perché l'esistenza dello stesso Stato si legittima quale espressione del bene comune della comunità politica che la costituisce. Esempi tipici sono i monumenti nazionali, i giorni della memoria ed altre commemorazioni simili. Spesso, inoltre, le manifestazioni patriottiche ufficiali seguono protocolli molto rigidi che specificano come esporre le bandiere, le formule di giuramento, etc...

Il patriottismo è strettamente legato a gesti simbolici, come sventolare le bandiere, cantare l'inno nazionale, partecipare a marce, apporre uno stemma patriottico sui veicoli ed ogni altro modo di esprimere il proprio legame e supporto alla nazione. I simboli patriottici in tempo di guerra sono utilizzati per sollevare il morale ed invitare a contribuire allo sforzo bellico. In tempo di pace non può essere altrettanto facilmente sollecitato, ma il vero patriota non lo vede come un sentimento inferiore. Il patriottismo moderno è nato dallo Stato-nazione del XIX secolo mentre la radice latina pater suggerisce un suo legame a qualche forma di genofilia e di condivisione degli avi.

Il livello di patriottismo varia nel tempo e da comunità a comunità. Tipicamente, però, è più intenso quando lo Stato è minacciato da un nemico esterno. Allo stesso modo alti livelli di patriottismo tendono, viceversa, a essere uniti alle cause principali di guerra. Per esempio, il patriottismo fu una delle cause principali dello scoppio della prima guerra mondiale.

L'etica del patriottismoModifica

Un patriota si distingue dalle altre persone perché si sente eticamente impegnato a rispettare un maggior numero di doveri. Il patriottismo è selettivo nel suo altruismo. Critiche del patriottismo nell'etica sono dirette principalmente alle sue preferenze morali: Paul Gomberg lo ha confrontato al razzismo.[4] Quando eticamente si crede che il dovere morale debba estendersi a tutta l'umanità, allora il sentimento patriottico è più specificamente chiamato cosmopolitismo, ma molti patrioti lo interpretano come tradimento.

Il patriottismo implica una preferenza verso una comunità civica o politica, limitazione a cui si oppongono gli universalisti. Nell'Unione europea pensatori come Habermas hanno teorizzato il concetto di patriottismo europeo sebbene tra i suoi abitanti esso sia normalmente rivolto allo Stato nazionale di appartenenza e spesso ispiri sentimenti di euroscetticismo.

Alcuni credenti pongono la religione sopra la stessa madrepatria, suscitando spesso sentimenti di ostilità tra i patrioti. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito nel '700 i cattolici erano, per questo, visti come poco leali preferendo il Papa alla nazione. Per questa ragione i Cavalieri di Colombo (chiamati da diversi papi "il braccio destro armato della chiesa") scelsero il valore del patriottismo come una delle loro quattro virtù principali.

Sebbene non più diffuso, i musulmani sono a volte visti come poco patriottici, perché molti sentono una forte affinità con la comunità islamica (ummah) e considerano il patriottismo nazionale come sbagliato. Altri esempi sono i Testimoni di Geova ed i Mennoniti, che rifiutano di assolvere alcuni impegni patriottici o di mostrare alcuni suoi simboli.

Sostenitori del patriottismo in etica lo descrivono come una virtù. Nel suo influente articolo "Is patriotism a virtue?" (1984), il filosofo Alasdair MacIntyre commenta che è la concezione più contemporanea della moralità.

Patriottismo per nazioneModifica

Varie indagini hanno cercato di misurare il patriottismo. I loro studi risultano dipendere fortemente dal momento dell'indagine. Ad es. il patriottismo in Germania alla vigilia della prima guerra mondiale era al livello massimo, mentre oggi è quasi al minimo.[senza fonte]

La seguente tabella è ripresa dal World Values Survey e riporta i valori medi delle risposte dei residenti benestanti di diversi paesi alla domanda "Sei orgoglioso di essere [inserire la nazionalità]?" indicando un valore che va da 1 (non orgoglioso) a 4 (molto orgoglioso).[5]

Primo sondaggio: 1990-1992

Paese Punteggio
Stati Uniti 3,72
Sud Africa 3,55
Canada 3,53
Slovenia 3,46
Spagna 3,28
Danimarca 3,27
Italia 3,25
Svezia 3,22
Francia 3,18
Finlandia 3,17
Belgio 3,07
Olanda 2,93
Germania 2,75
Media 3,26

Secondo sondaggio: 1995-1997

Paese Punteggio
Venezuela 3,92
Stati Uniti 3,72
Sud Africa 3,73
Perù 3,68
Turchia 3,64
Polonia 3,55
Australia 3,54
Spagna 3,40
Cile 3,38
Finlandia 3,29
Argentina 3,29
Svezia 3,13
Moldavia 2,98
Giappone 2,85
Russia 2,69
Svizzera 2,59
Lituania 2,47
Lettonia 2,10
Germania 1,37
Media 3,12

In ItaliaModifica

 
Le Frecce Tricolori disegnano nel cielo i colori della bandiera italiana
 
Il tricolore italiano in Piazza Venezia a Roma

Il Risorgimento fu il periodo in cui il patriottismo italiano, fomentato dalla casa reale dei Savoia, vide portato a termine il processo di unità nazionale.[6]

Il patriottismo italiano politico nacque nel 1831 con il patriota repubblicano genovese Giuseppe Mazzini[7], che pensava ad un'Italia unita ispirata agli ideali della Repubblica Romana e forza costituente di un'Europa a sua volta unita.

Il senso patriottico, spesso sconfinando nel nazionalismo tornò prepotentemente in auge negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, con la ripresa del colonialismo e con le pretese irredentiste verso le terre considerate italiane ma effettivamente sotto il dominio dell'Impero Austro-ungarico. Sarà inoltre il fascismo ad estremizzare patriottismo e nazionalismo italiani per così governare l'Italia tramite parole chiave imperialiste e colonialiste. Nuovo patriottismo, di opposta fazione politica, animerà i partigiani durante la Resistenza. I ribelli, spesso soprannominati appunto "patrioti", si opponevano idealmente all'invasore tedesco nazista per liberare l'Italia e farla tornare ad essere un Paese sovrano, e ai suoi collaboratori fascisti.

Oggi sopravvive soprattutto a livello culturale, come sentimento di generico patriottismo diffuso non in modo uniforme, stimolato talvolta da eventi di cronaca, politica o sport.[8]

 
L'ex presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, che sotto la sua presidenza promosse un risveglio del patriottismo negli italiani

A livello politico il patriottismo è generalmente diffuso in modo inorganico in quasi tutti i partiti dell'arco costituzionale, con una generale differenza però tra partiti politici di Destra e partiti politici di Sinistra: i primi si rifanno, specie per quanto riguarda i movimenti afferenti alla Destra sociale, ad un patriottismo molto acceso, spesso sconfinante nel nazionalismo, in senso euroscettico e sovranista, mentre i partiti della Destra liberale si rifanno ad un patriottismo generalmente più moderato ed al nazionalismo liberale; il patriottismo presente nei partiti di Sinistra è invece generalmente moderato e visto in parallelo al progetto di integrazione europea, oltre ad enfatizzare il patriottismo dei partigiani durante la Resistenza antifascista.

NoteModifica

  1. ^ patriottismo in "Dizionario di Storia", su www.treccani.it. URL consultato il 20 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2014).
  2. ^ patriottismo in Vocabolario - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 20 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2017).
  3. ^ Patriottismo: Definizione e significato di Patriottismo – Dizionario italiano – Corriere.it, su dizionari.corriere.it. URL consultato il 20 febbraio 2019.
  4. ^ Paul Gomberg, “Il Patriottismo è come il Razzismo,” in Igor Primoratz, ed., Patriottismo, Humanity Books, 2002, pp. 105-112. ISBN 1-57392-955-7.
  5. ^ Patriotism in Your Portfolio https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=406200
  6. ^ Alexander J. Motyl, Enciclopedia del nazionalismo, II, Academic Press, 2001.
  7. ^ J. P. T. Bury, La nuova storia moderna a Cambridge: L'apice della potenza europea 1830-1870, Londra, Inghilterra, Regno Unito, New York, New York, USA, Cambridge University Press, 1964, p. 224.
  8. ^ Patriottismo sportivo e fenomeno del tifo Archiviato il 6 giugno 2013 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

  • Alasdair MacIntyre, 'Is Patriotism a Virtue?', in: R. Beiner (ed.), Theorizing Citizenship, 1995, State University of New York Press, pp. 209 – 228.
  • Joshua Cohen and Martha C. Nussbaum, For Love of Country: Debating the Limits of Patriotism, Beacon Press, 1996. ISBN 0-8070-4313-3.
  • Jürgen Habermas, “Appendix II: Citizenship and National Identity,” in Between Facts and Norms: Contributions to a Discourse Theory of Law and Democracy, trans. William Rehg, MIT Press, 1996.
  • Maurizio Viroli, For Love of Country: An Essay on Patriotism and Nationalism, Oxford University Press, 1997. ISBN 0-19-829358-5.
  • Daniel Bar-Tal and Ervin Staub, Patriotism, Wadsworth Publishing, 1999. ISBN 0-8304-1410-X.
  • Massimo Rosati, Il patriottismo italiano. Culture politiche e identità nazionale, Laterza, Roma-Bari, 2000
  • Charles Blattberg, From Pluralist to Patriotic Politics: Putting Practice First, Oxford University Press, 2000. ISBN 0-19-829688-6.
  • Denis Mack Smith, Mazzini, Fabbri, Milano 2002
  • Igor Primoratz, ed., Patriotism, Humanity Books, 2002. ISBN 1-57392-955-7.
  • Paul Gomberg, “Patriotism is Like Racism,” in Igor Primoratz, ed., Patriotism, Humanity Books, 2002, pp. 105–112. ISBN 1-57392-955-7.
  • Craig Calhoun, Is it Time to Be Postnational?, in Ethnicity, Nationalism, and Minority Rights, (eds.) Stephen May, Tariq Modood and Judith Squires. Cambridge: Cambridge UP, 2004. pp 231–256. Online at www.ssrc.org Archiviato il 7 novembre 2006 in Internet Archive.

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