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Pieve di San Giuliano
Giulian a settimo.jpg
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàPieve a Settimo
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Arcidiocesi Firenze
Consacrazione866
Stile architettonicoromanico, barocco
Inizio costruzioneIX secolo
CompletamentoXVIII secolo
Sito web

Coordinate: 43°46′11.81″N 11°08′57.76″E / 43.769947°N 11.149378°E43.769947; 11.149378

«Fra le pievi dei dintorni di Firenze è una delle più antiche e più importanti per i molti ricordi storici che vi si collegano.»

(Guido Carocci, I dintorni di Firenze[1])

La pieve di San Giuliano è un luogo di culto cattolico che si trova a Pieve a Settimo, frazione di Scandicci, in provincia di Firenze.

StoriaModifica

Esistente forse già negli ultimi anni del regno longobardo (774),[2] la chiesa è documentata in maniera sicura solo a partire dall'agosto 866 quando risultano venduti dei beni posti nel territorio della plebe Sancti Juiliano sito Septimo[3]. Situata lungo la via Pisana faceva parte, insieme alla vicina Torre di Settimo, del sistema di controllo del Valdarno a ovest di Firenze.

Presso la chiesa suffraganea di San Salvatore venne fondata all'inizio dell'XI secolo la celebre Badia a Settimo. La fondazione di questo istituto comportò un rovesciamento dei rapporti di forza all'interno del piviere, tanto che da un atto datata 20 novembre 1011 si evince come il dominatore della zona fosse la nuova badia. Una nuova diminuzione dei suoi poteri si ebbe alla metà dello stesso secolo quando anche la badia Fiorentina fece una serie di acquisizione nella zona e in seguito le chiese di San Martino alla Palma e di San Colombano a Settimo divennero delle dipendenze della badia.

Prima del 23 febbraio 1228 la pieve di San Giuliano venne nominata capoluogo del comune di Settimo e ciò portò ad un acuirsi delle tensioni con la badia, tanto da arrivare alla stipula di un compromesso, datato 27 agosto 1231, per regolare il primato sulle chiese suffraganee.

Probabilmente già a quell'epoca presso la pieve risiedeva una comunità di canonici regolari che avevano il compito di officiare e amministrare le 16 chiese suffraganee costituenti il piviere di San Giuliano. Le rendite erano mediocri ma all'inizio del XIV secolo fu beneficiata da diversi lasciti testamentari che ne incrementarono il patrimonio. Dal 1483 il patronato della pieve passò alla famiglia Mannelli che subito iniziarono dei lavori di miglioramento che portarono alla ricostruzione della sacrestia e della casa canonica. Nel 1580 vene costruito l'oratorio della Compagnia.

Tra il 1656 e il 1666 la chiesa venne rinnovata in stile barocco per iniziativa del pievano Bartolomeo Baldini. Vennero costruiti quattro altri (dedicati rispettivamente a Sant'Antonio, al Santissimo Crocifisso, a Santa Lucia e a San Bartolomeo), venne inoltre costruita una cappella dedicata a Santa Maria e in facciata venne realizzato il porticato in stile neoclassico. Altri lavori si ebbero nel 1691 e interessarono la sacrestia; nel 1735 il pievano Tommaso Gambassini fece altri interventi all'interno. Nel 1772 venne acquistato l'organo e il 31 agosto 1797 la chiesa venne nuovamente riconsacrata. Nel 1894 venne sostituito l'organo e nel 1986 fu restaurata la cappella di Santa Maria.

Architettura e patrimonio artisticoModifica

La chiesa consiste in una basilica a tre navate, divise da sei campate su pilastri quadrangolari e conclusa con tre absidi. La navata centrale è sopraelevata rispetto alle laterali e la copertura, originariamente era a capriate lignee ma oggi è a volte. È dotata di un campanile ed in origine probabilmente aveva anche una cripta.

EsternoModifica

La facciata a salienti si presenta nella veste conferitole dopo i restauri settecenteschi. È preceduta da un portico e sopra di esso in origine era aperta da un occhio in laterizio, sostituito successivamente da una finestra rettangolare, oggi tamponata; sotto la cuspide è presente lo stemma lapideo dei Mannelli. Il portale di acceso presenta un arco estradossato a tutto sesto in pietra forte: nei piedritti sono visibili due frammenti di una lapide con incise le seguenti parole: + ANNO D[omini]I MCC / LXXX : III [Ind] / TIONE : X[II] / [IA]COBUS AMINI / [STRAT]OR HVIUS PLE. / [FECI T FIERI HOC ÷ [OPU]S : +

 
Esterno delle absidi

Le fiancate della chiesa non sono visibile perché coperte dai volumi della canonica e della compagnia ma dal piccolo chiostro è parzialmente visibile il cleristorio in origine aperto da monofore, oggi parzialmente sostituite da finestre risalenti al Settecento. Nel chiostro è collocato un sarcofago di epoca romana (II secolo) decorato con putti, festoni e maschere rinvenuto nella vicinanze.

Nella tribuna sono visibili i volumi cilindrici delle absidi originariamente scandite da lesene e concluse da coppie di arcatelle cieche con risega. L'abside centrale è aperta da due monofore strombate con archivolti in pietra serena e in cotto mentre le absidi minori sono aperte da monofore a doppia strombatura con l'archivolto decorato con una ghiera bicroma.

Il campanile è posto nell'angolo nord-est ed è datato 1143. Ha una struttura a base quadrata realizzata con conci di calcare alberese disposti a corsi orizzontali e paralleli; la parte superiore è frutto di un rifacimento più tardo.

InternoModifica

 
Interno

L'interno della pieve, nonostante le aggiunte del XVIII secolo in stile neoclassico, lascia intendere l'originale struttura romanica. Infatti, l'ambiente interno della chiesa è costituito da tre navate separate da archi a tutto sesto poggianti su pilastri rettangolari, cinque per lato, che rivestono le originali colonne. Mentre la navata è priva di divisione in campate ed è coperta con volta a botte lunettata, le due navate laterali sono composte da sei campate ciascuna, ognuna delle quali è coperta con volta a vela.

Sul primo altare a destra è la terracotta detta Madonna dei Fiori, della scuola di Antonio Rossellino. Da qui proviene la tavola del San Giuliano (1423-1425 circa) di Masolino da Panicale facente parte del Trittico Carnesecchi ed oggi conservata al Museo diocesano di Santo Stefano al Ponte di Firenze. Sulla parete destra è murata un'iscrizione sepolcrale che testimonia l'uso cimiteriale di questa pieve: MCCCIIII / DIE XI APRIL / HIC IACET / DNS PLEBANI DU / RABTE F. OLIM CR. / A DI PONDOLI.

Il presbiterio è rialzato di un gradino rispetto al resto della chiesa ed è delimitato da una balaustra in pietra; al centro dell'abside, il cui catino è affrescato con l'Incoronazione della Vergine, vi è l'altare maggiore, in stucco dipinto a finto marmo.

Piviere di San Giuliano a SettimoModifica

NoteModifica

  1. ^ G. Carocci, I dintorni di Firenze, Vol.II, Sulla sinistra dell’Arno,, edizione anastatica del 1906-1907, 1968, Roma, Società Multigrafica Editrice, p. 428.
  2. ^ Giovanni Lami, Sanctae ecclesiae florentinae monumenta, 1758, pag. 1416.
  3. ^ La chiesa è citata in falsi documenti dell’VIII secolo, come quello dell’anno 724 ( cfr. F. Ughelli, Italia Sacra) nel quale il vescovo Specioso, donava i beni del piviere di Settimo al Capitolo della Cattedrale di Firenze. Probabilmente il documento di Specioso è stato confezionato dai Canonici della Cattedrale Fiorentina intorno alla metà dell’XI secolo, allorquando la Badia di Settimo si stava impadronendo di una grossa fetta del territorio dell’odierna Scandicci, grazie all’appoggio del conte Guglielmo il Bulgaro dei Cadolingi e di conseguenza il Capitolo rischiava di perdere questo territorio. Già il Manni (XVIII secolo) era arrivato alla conclusione che l’atto del vescovo Specioso era in realtà un falso. Vedi anche Davidsoh, Geschichte von Florenz, Berlino, S. Mittler und Sohn, 1896-1927, 7 volumi.

BibliografiaModifica

  • Giovanni Lami, Sanctae Ecclesiae Florentinae Monumenta, Firenze, Tipografia Salutati, 1758.
  • Ildefonso da San Luigi, Delizie degli eruditi toscani, Firenze, Tipografia Cambiagi, 1770-1786.
  • Emanuele Repetti, Dizionario geografico, fisico, storico del Granducato di Toscana, Firenze, 1833-1846.
  • Luigi Santoni, Raccolta di notizie storiche riguardanti l'arcidiocesi di Firenze, Firenze, Tipografia Mazzoni, 1847.
  • Emanuele Repetti, Dizionario corografico-universale dell'Italia sistematicamente suddiviso secondo l'attuale partizione politica d'ogni singolo stato italiano, Milano, Editore Civelli, 1855.
  • Attilio Zuccagni-Orlandini, Indicatore topografico della Toscana Granducale, Firenze, Tipografia Polverini, 1857.
  • Cesare Paoli, Il Libro di Montaperti (MCCLX), Firenze, Viesseux, 1889.
  • Luigi del Moro, Atti per la conservazione dei monumenti della Toscana compiuti dal 1 luglio 1893 al 30 giugno 1894. relazione a S.E. il Ministro della Pubblica Istruzione, Firenze, Tipografia Minori corrigendi, 1895.
  • Luigi del Moro, Atti per la conservazione dei monumenti della Toscana compiuti dal 1 luglio 1894 al 30 giugno 1895. relazione a S.E. il Ministro della Pubblica Istruzione, Firenze, Tipografia Minori corrigendi, 1896.
  • Guido Carocci, I dintorni di Firenze, Firenze, Tipografia Galletti e Cocci, 1906.
  • Mario Salmi, Architettura romanica in Toscana, Milano-Roma, Bestetti&Tumminelli, 1927.
  • Pietro Guidi, Rationes Decimarum Italiae. Tuscia. Le decime degli anni 1274-1280, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1932.
  • Pietro Guidi, Martino Giusti, Rationes Decimarum Italiae. Tuscia. Le decime degli anni 1295-1304, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1942.
  • Enrico Fiumi, La demografia fiorentina nelle pagine di Giovanni Villani, Firenze, 1950.
  • Carlo Celso Calzolai, La Chiesa Fiorentina, Firenze, Tipografia Commerciale Fiorentina, 1970.
  • Italo Moretti, Renato Stopani, Architettura romanica religiosa nel contado fiorentino, Firenze, Salimbeni, 1974.
  • Renato Stopani, Il contado fiorentino nella seconda metà del Duecento, Firenze, Salimbeni, 1979.
  • AA. VV., Toscana paese per paese, Firenze, Bonechi, 1980.
  • Alessandro Conti, I dintorni di Firenze: arte, storia, paesaggio, Firenze, La Casa Usher, 1983.
  • Vittorio Cirri, Giulio Villani, La Chiesa Fiorentina. Storia Arte Vita pastorale, Firenze, LEF, 1993.
  • Marco Frati, Chiesa romaniche della campagna fiorentina. Pievi, abbazie e chiese rurali tra l'Arno e il Chianti, Empoli, Editori dell'Acero, 1997, ISBN 88-86975-10-4.
  • Cristina Acidini, I dintorni di Firenze, collana "I Luoghi della Fede", Milano, Mondadori, 2000, ISBN 88-04-46793-2.
  • AA. VV., Firenze, Milano, Touring Club Italiano, 2001, ISBN 88-365-1932-6.

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