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Porzana pusilla

specie di uccello

DescrizioneModifica

 
Esemplare nel Queensland sud-orientale.

La schiribilla grigiata misura 17–19 cm di lunghezza, ha un'apertura alare di 33–37 cm e pesa 40-50 g. Le regioni superiori sono castano-rossicce e marcate da piccole strisce sul dorso e sulle copritrici alari. I fianchi sono striati di bianco e nero, le zampe sono grigiastre o di colore chiaro. Il becco è verde, senza alcuna macchia rossa alla base.

Il maschio ha la gola, la faccia e il petto di colore grigio-ardesia o bluastro, e le sottocaudali striate di bianco e nero.

Gli esemplari giovani somigliano alle femmine, ma non presentano ancora la colorazione grigia degli adulti, hanno la gola bianca e il collo è macchiato di marrone.

BiologiaModifica

 
Un esemplare impagliato.

Per nutrirsi, la schiribilla grigiata viene fuori dalla vegetazione e si muove con attenzione tra le erbe e le piante acquatiche, catturando gli insetti e becchettando qua e là.

 
Porzana pusilla

Durante la lunga migrazione la schiribilla grigiata perde il grasso accumulato nel corso dell'autunno. È attiva dall'alba fino a metà mattinata, e da metà pomeriggio fino al crepuscolo. Quando vuole intimidire un intruso, o quando è in allerta, scompiglia le piume del dorso, estende le ali come ventagli, e marcia attorno all'intruso brontolando.

Nelle dispute territoriali, entrambi i partner cacciano via gli intrusi correndo rapidamente sull'acqua e sbattendo le ali. Durante le parate nuziali, descrivono dei cerchi a pochi metri di altezza, lanciando grida d'avvertimento.

RichiamoModifica

La schiribilla grigiata ha un canto che può essere confuso con il gracidare di una rana. Il maschio emette un suono simile a un rullio che dura qualche secondo, e che alterna a degli ondeggiamenti della testa, il tutto mentre becchetta tra le piante. Canta soprattutto durante la notte e i suoni sono variabili.

AlimentazioneModifica

La schiribilla grigiata si nutre di piccoli insetti, scarabei, falene, ragni, piccoli molluschi acquatici, vermi, chiocciole, piccoli crostacei, piccoli pesci (attorno ai 20 mm di lunghezza), piante, germogli e semi.

RiproduzioneModifica

Il nido è piccolo e ben nascosto tra le piante acquatiche. È una piattaforma di foglie e piante, posta generalmente a livello dell'acqua e chiusa talvolta nella parte superiore. Può anche trovarsi tra gli arbusti, a una certa distanza dall'acqua.

La femmina depone da 6 a 8 uova di colore marrone scuro od ocra, con macchie e puntolini giallastri. L'incubazione, effettuata da ambo i genitori, dura circa 18-20 giorni. I pulcini sono nidifughi e vengono allevati dai genitori fino a quando si involano, verso i 45 giorni di età.

Distribuzione e habitatModifica

La schiribilla grigiata occupa un areale vastissimo, che comprende Europa meridionale e orientale, Africa settentrionale, orientale e meridionale, Asia e Australasia. Le popolazioni dell'Africa meridionale e dell'Australasia sono perlopiù sedentarie, ma le altre hanno quasi tutte abitudini migratorie e nidificano a latitudini meridionali durante l'estate per poi tornare verso sud prima che inizi l'inverno.

Si incontra in una vasta gamma di habitat d'acqua dolce e salmastra, sia nell'entroterra che nelle regioni costiere, con una preferenza per i campi allagati con acque poco profonde. Occupa paludi, acquitrini, prati allagati, margini dei fiumi, marcite, zone umide artificiali e paludi salmastre. Durante la nidificazione, viene avvistata soprattutto nel fitto dei canneti e delle erbe alte, ma negli altri periodi dell'anno occupa una varietà maggiore di habitat. In quasi tutto il suo areale si incontra dal livello del mare fino a 1500 m di quota, ma in Nuova Guinea si spinge fino a 2450 m.

TassonomiaModifica

Attualmente vengono riconosciute sette sottospecie di schiribilla grigiata[2]:

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Porzana pusilla, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Rallidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 12 maggio 2014.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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