Apri il menu principale

Ptilostomus afer

(Reindirizzamento da Ptilostomus)

EtimologiaModifica

Il nome scientifico del genere, Ptilostomus, deriva dall'unione delle parole greche πτιλον (ptilon, "piuma") e στομα (stoma, "bocca"), col significato di "bocca piumata", in riferimento alle penne alla base del becco: il nome della specie, afer, significa "africano" in latino, in riferimento alla sua distribuzione.

DescrizioneModifica

 
Illustrazione della fine del XVIII secolo.

DimensioniModifica

Misura 35-42 cm di lunghezza, per 121-130 g di peso[3].

AspettoModifica

Si tratta di uccelli dall'aspetto robusto ma slanciato, muniti di testa arrotondata con becco forte e piuttosto corto, incurvato verso il basso, mentre le ali sono appuntite e digitate, la coda è lunga quanto il corpo e dall'estremità cuneiforme e digitata e le zampe sono forti e allungate: nel complesso, il piapiac somiglia a una sorta di incrocio fra un corvo e una gazza.

Il piumaggio è completamente nero e di consistenza sericea, con tendenza a mostrare sfumature di color cannella su groppone, codione e coda, che sono più tendenti al bruno, mentre su collo e petto possono essere presenti riflessi metallici violacei: le remiganti tendono ad essere di color caramello-ramato piuttosto che nere, ed anche nelle penne laterali della coda può aversi tale effetto, specialmente nella parte distale.

Il becco e le zampe sono di colore nerastro, mentre gli occhi sono di colore rosso scuro, malva o violetto, mostrando una certa variabilità a livello individuale.

BiologiaModifica

 
Due esemplari sulla testa di un elefante africano.
 
Esemplare con cibo nel becco a Kédougou.
 
Coppia con giovane (a destra) a Kololi.

I piapiac sono uccelli dalle abitudini di vita diurne e sociali, che vivono in gruppetti familiari che contano fino a una decina d'individui, i quali passano la maggior parte della giornata alla ricerca di cibo al suolo o fra i rami di alberi e cespugli: il piapiac è un uccello agile e vivace, che si muove al suolo saltellando o correndo velocemente, spesso seguendo i grossi erbivori (ai quali non di rado "scrocca un passaggio" sostando sul loro dorso) durante i loro spostamenti, al fine di catturare i piccoli animali spaventati dal movimento dei loro zoccoli e di non essere calpestato a loro volta, mentre cerca di catturare il cibo fra le loro zampe.

Piuttosto loquaci, i piapiac si tengono in costante contatto vocale fra loro, utilizzando richiami di contatto chioccolanti simili a quelli delle taccole o rauchi gracchi d'allarme.

AlimentazioneModifica

Sono uccelli onnivori e molto opportunistici, che si nutrono indifferentemente di cibo di origine animale (piccoli vertebrati ed invertebrati, uova) o vegetale (bacche, frutti, granaglie, dendè) a seconda della disponibilità del momento: non di rado i piapiac possono essere osservati presso le carcasse, mentre si cibano sia della carne dell'animale morto che degli insetti saprofagi e delle loro uova e larve.

RiproduzioneModifica

 
Subadulto (a sinistra) e giovane (a destra): il becco è rosa alla nascita, e diviene nero con la maturità.

Si tratta di uccelli monogami, che nidificano subito dopo le prime piogge, fra marzo e aprile, ma anche più avanti, fino a luglio[3].

Il nido è a forma di coppa, e viene generalmente costruito da ambedue i sessi nella corona sulla sommità di una palma, con fibre vegetali e rametti intrecciati: la femmina depone all'interno del nido 3-7 uova di colore azzurrino molto chiaro, con rada punteggiatura bruna, che cova da sola (nutrita dal maschio, che tiene inoltre a bada i dintorni) per poco più di due settimane.
I pulli, ciechi ed implumi alla schiusa, vengono imbeccati e accuditi da entrambi i partner, oltre che dagli altri membri del gruppo (che solitamente sono fratelli dei nidiacei, provenienti da covate precedenti): essi s'involano a tre settimane circa dalla nascita, divenendo completamente indipendenti attorno ai due mesi dalla schiusa.

Distribuzione e habitatModifica

 
Esemplari sul dorso di un bufalo in Uganda.

Il piapiac è diffuso nella fascia dell'Africa subsahariana immediatamente a sud del Sahel, popolando un areale che va dalla Mauritania sud-occidentale al confine fra Sudan del Sud ed Etiopia, attraverso Senegambia, Guinea-Bissau, nord della Guinea, Sierra Leone, nord di Costa d'Avorio e Ghana, sud di Mali, Niger e Ciad, Burkina Faso, Togo, Benin, Nigeria e Camerun centro-settentrionali, Repubblica Centrafricana settentrionale e sud-orientale e Darfur, a sud fino all'Uganda centrale, all'estremità nord-orientale del Congo-Kinshasa ed all'estremità nord-occidentale del Kenya: singoli avvistamenti sono avvenuti anche in Liberia e nell'estremo nord del Congo-Brazzaville[3].

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dalla savana e dai pascoli con presenza di alberi isolati (soprattutto palme e acacie): questi uccelli mostrano una certa antropofilia, colonizzando volentieri le aree attorno a villaggi, cittadine e insediamenti.

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Ptilostomus afer, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Corvidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 27 aprile 2018.
  3. ^ a b c (EN) Piapiac (Ptilostomus afer), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 27 aprile 2018.

Altri progettiModifica

  Portale Uccelli: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di uccelli