Apri il menu principale

Quartiere Varesina

complesso residenziale di Milano
Quartiere Varesina
Viale Espinasse incrocio Via Palizzi.JPG
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaMilano Milano
CittàCoA Città di Milano.svg Milano
CircoscrizioneMunicipio 8
Altri quartieriPorta Volta · Sarpi · Sempione · Bullona · Ghisolfa · Portello · Cagnola · Quartiere Campo dei Fiori · Villapizzone · Quartiere Varesina · Boldinasco · Garegnano · Musocco · Quarto Oggiaro · Vialba · Roserio · Cassina Triulza · QT8 · Lampugnano · Quartiere Comina · Gallaratese · San Leonardo · Trenno · Cascina Merlata
Mappa di localizzazione: Milano
Quartiere Varesina
Quartiere Varesina
Quartiere Varesina (Milano)

Coordinate: 45°29′43.65″N 9°08′57.92″E / 45.495458°N 9.149423°E45.495458; 9.149423

Il quartiere Varesina è un quartiere di Milano, posto nella periferia nord-occidentale della città, appartenente al Municipio 8.

Il nome del quartiere deriva da strada della Varesina, la strada di accesso da Milano a Varese.

Indice

CaratteristicheModifica

Il quartiere Varesina è il quartiere a est di via Varesina avente come asse centrale viale Espinasse che si estende da piazzale Accursio fino allo svincolo di viale Certosa[1]. È un quartiere altamente urbanizzato costituito da un insieme non interrotto di case, palazzi, piccole e medie imprese, uffici di media dimensione, vecchi e recenti. Il quartiere non ha un piano urbano preciso, si è sviluppato come periferia industriale della città con spazi verde praticamente nulli; la parte industriale del quartiere è in via di trasformazione.

Il nome quartiere Varesina deriva da una strada, la strada della Varesina, completamente inglobata nella città, che un tempo era l'unica strada di collegamento al di fuori di Milano in direzione nord-ovest per Varese. La via Varesina è la demarcazione di un lato[2] del quartiere e non il suo asse. La via misura 1,7 km.

Dal quartiere si accede a zone strategiche:

StoriaModifica

Confine verso la cittàModifica

Il Quartiere Varesina occupa una parte della superficie del comune Musocco soppresso nel 1923. Il comune di Musocco iniziava da via Varesina e confinava con Milano lungo la Cagnola. Il confine del quartiere verso la città ricalca quella suddivisione, pur con le trasformazioni avvenute, indicabile come il perimetro di piazzale Accursio e le vie adiacenti di collegamento verso l'inizio di via Varesina.

Costruzione di tre grandi vieModifica

 
L'ingresso all'autostrada dei Laghi da Milano nel 1930.[3]

La zona subisce una profonda trasformazione con la costruzione dopo la metà dell'Ottocento di tre grandi vie che cambiano le geografia della zona separando distintamente i vecchi centri:

La Strada della Varesina, poi divenuta via Varesina, è di età molto più antica. Queste quattro grandi vie delimitano il quartiere.

Il nuovo viale di accesso all'autostrada dei laghi taglia in due Garegnano, lasciando la Certosa di Garegnano da una parte e il borgo delle case dall'altra. Di fatto il vecchio borgo di Garegnano, Garegnano Marcido, nella nuova geografia diventa poi parte del Quartiere Varesina. Questa divisione tra le due zone si fa più netta quando il viale per l'autostrada diventa ponte, con la costruzione del Cavalcavia del Ghisallo nel 1960.

Il Quartiere Varesina ingloba allo scioglimento del comune di Musocco il vecchio borgo di Garegnano, le case lungo la strada della Varesina dalla Cagnola alla ferrovia, il nucleo storico attorno a piazzale Santorre di Santarosa fino ad arrivare al viale di accesso dell'autostrada dei Laghi, diventando periferia industriale di Milano.

Centro del quartiereModifica

Il centro del quartiere può essere ritenuto piazzale Santorre di Santarosa con la vicina chiesa di viale Espinasse 85.

 
La chiesa Santa Marcellina e San Giuseppe alla Certosa con il piazzale a giardino

La chiesa, dedicata a Santa Marcellina e San Giuseppe, progettata dall'architetto Mario Tedeschi, con facciata a rilievo eseguita dallo scultore milanese Carlo Ramous, è stata voluta nel 1958 dal Cardinale Montini come recita una targa all'interno della chiesa e dedicata a Santa Marcellina dal cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano il 9 dicembre 1983 e poi dedicata anche a San Giuseppe, a cui è stato aggiunto il suffisso alla Certosa, riferimento alla vicina Certosa di Garegnano. Il piazzale antistante che era adibito a parcheggio fino alla fine degli anni novanta è stato sistemato a giardino. È un punto ricreativo con l'annesso oratorio dotato di campo di calcio, spogliatoio ed una piccola area verde.

Le attività commerciali di negozi gravitano attorno a viale Espinasse, da sempre attraversata dal passaggio dei tram, tra cui la linea 1.

Edifici di rilievoModifica

 
Piazzale Santorre di Santarosa con in primo piano il monumento ai caduti di Musocco, dietro l'edificio al civico 10 e sulla destra la scuola di via De Rossi 2

In piazzale Santorre di Santarosa troviamo:

  • la vecchia sede del comune di Musocco, al civico 10, diventato nel tempo anche Casa del Fascio e successivamente sede[4] della Croce Verde Sempione.
  • il Monumento ai caduti di Musocco inaugurato nel 1924 con i nomi dei caduti del vecchio comune durante la prima guerra mondiale e restaurato nel 2008.

Qualche metro più avanti, in via De Rossi 2, si trova un altro vecchio edificio che ospita la scuola primaria Alfredo Cappellini, che è anche sito elettorale per il quartiere.

In viale Espinasse angolo viale Certosa, nel 1951 viene costruita la stazione di servizio Agip, opera dell'architetto Mario Bacciocchi, esistente ma solo parzialmente utilizzata. La struttura della stazione, che unisce l'angolo retto dei due viali, ricorda quella di una nave che si eleva dal manto stradale, dando un senso di plasticità e dinamismo, opera ritenuta di pregio architettonico[5].

XX secoloModifica

La storia e la crescita del Quartiere è legata alla sua posizione di crocevia per il Nord-Ovest della provincia e regione, con direzioni Novara, Varese, Como e alla sua distanza dal centro di Milano, circa 6–7 km.

Edilizia abitativaModifica

La parte del quartiere lungo l'asse di viale Espinasse fino a piazzale Santorre di Santarosa viene rapidamente edificata ad uso abitativo a partire dagli anni trenta. Il passaggio del tram lungo la via, se da un lato contribuisce alla rumorosità, dall'altro fa nascere botteghe e negozi per la visibilità della via. Nelle vie che lo incrociano, via Marcantonio dal Re, via Casella, via Mola, via Nuvolone, sorge un misto di piccole aziende, palazzine di case accanto a villette ancora in parte esistenti. Motore dello sviluppo dell'area è anche la vicina fabbrica Alfa Romeo del Portello che dà lavoro a migliaia di operai, attività ridotta dagli anni sessanta in poi, fino alla chiusura degli anni ottanta. Nel tempo le piccole aziende dell'area lasciano il posto gradualmente a nuove abitazioni, botteghe e negozi vengono sostituiti da nuove attività commerciali. Alla fine degli anni novanta viene completamente rifatto il manto stradale, sconnesso da anni per il continuo passaggio dei tram.

 
La cascina di via Barnaba Oriani 44-48 e la strada in direzione della città, ultimo ricordo del vecchio borgo di Garegnano

La costruzione di abitazioni verso lo svincolo Certosa è più tardiva per la forte presenza industriale sul suo territorio e a partire dagli anni sessanta-settanta in poi. L'antica via di collegamento alla Certosa di Garegnano, via Barnaba Oriani, cambia volto[6]. Le ultime cascine lasciano il posto a metà via, negli anni settanta-ottanta, a palazzi di 7-9 piani insieme a quelli dell'adiacente via Pannunzio, cancellando progressivamente ogni memoria del vecchio borgo Garegnano Marcido. Non rimane più traccia della casa natale di Barnaba Oriani e della villa di origini petrarchesche. Anche gli orti di via Trapani nel tempo scompaiono e solo la cascina dei numeri civici 44 e 48 con l'Osteria del 48 e qualche casa degradata ricorda il vecchio borgo.

Negli anni novanta l'edicola religiosa con il quadro della Madonna col Bambino del vecchio oratorio al numero 29 è stato sostituito con una copia, spostato di qualche metro e sistemato tra due muri di cemento.

Nel 1994 in via Perin del Vaga, viene costruito un campo di calcio con tribune e spogliatoi, sede della CDA Villapizzone.[7]

L'edificio comunale di via Ludovico di Breme 59 che nel passato era stato una casa di cura viene abbattuta alla fine degli anni novanta; lo spazio è rimasto inutilizzato.

Viale Certosa, tradizionale accesso per la città e vicino alla Fiera Campionaria, è il luogo ideale per potere accogliere turisti o persone impegnati in affari. Nascono all'incrocio di via Casella, l'Hotel Casella, civici 104 -106, che ampliato diventa Hotel Mirage e l'Hotel Raffaello, civico 108. Ai numeri civici 184 e 200 si costruiscono invece i caseggiati popolari, gli abitanti del quartiere crescono notevolmente.

Via Varesina ospita la parte abitativa con costruzioni più vecchie. Gli spazi commerciali vedono bar, pizzerie e locali per la ristorazione.

Il quartiere non ha spazi di verde: l'unica aiuola pubblica è quella a fianco dei numeri civici di piazzale Accursio. Gli alberi del quartiere sono solo i platani di viale Certosa.

L'immigrazione straniera è rilevante come nel resto della periferia della città, concentrata soprattutto nelle vie Varesina, Espinasse e Certosa.

L'interno del quartiere nel suo complesso rimane un insieme di edifici di aziende e di case costruite dopo il 1980, mentre l'area attorno a viale Espinasse ha subito meno trasformazioni.

IndustriaModifica

Dal 1930 in poi la crescita industriale fa nascere nel quartiere le prime aziende, piccole e medie imprese con palazzine e laboratori di piccole dimensioni. La possibilità di trasportare merci senza entrare in città e la facilità di accesso alla zona per i lavoratori provenienti dall'esterno o da Milano ha contribuito alla sua vocazione industriale.

Anche la Stazione di Milano Certosa veniva utilizzata per trasportare merci: una via ferrata dall'Alfa Romeo al Portello entrava nel quartiere in via Giovanni da Udine, percorreva via Pannunzio per dirigersi tra i campi in via Alassio, dove entrava alla stazione. Rimane un piccolo tratto del binario di quella via ferrata in via Giovanni da Udine, all'angolo di viale Certosa.

Nel corso del tempo, soprattutto dagli anni settanta in poi, le piccole attività industriali sono state riconvertite, chiuse o delocalizzate. Le attività industriali di beni sono state sostituite da aziende che offrono servizi industriali. In questo modo si è assistito ad un graduale passaggio ad edifici di dimensioni più grandi e moderni.

Gli anni 2000Modifica

Il processo di trasformazione del quartiere non si è arrestato per la parte adiacente allo Svincolo Viale Certosa.

La crisi dell'industria ha accelerato i tempi per il quartiere, creando aree dismesse. Parte dei nuovi spazi liberi sono stati riconvertiti in abitazioni, altri in nuovi uffici con una tendenza alla verticalità della zona. In generale il quartiere soffre l'assenza di una stazione di metropolitana.

In Via Montefeltro sorgono nuovi uffici di 8-9 piani come al numero 6 con Euronics.

 
Il grattacielo di via Montefeltro 4 con l'aiuola lungo via Barnaba Oriani

La sede storica di Danielli, con le sue palazzine in via Montefeltro 4, è, stata sostituita con un moderno grattacielo a vetrate terminato nel 2005 che ospita uffici del Gruppo Binda. Della presenza della vecchia azienda nel quartiere rimangono le aiuole curate dall'azienda lungo via Barnaba Oriani.

 
L'Hotel Double Tree in via Ludovico di Breme 77

L'albergo Double Tree di proprietà della Hilton è stato costruito nel 2010 in via Ludovico di Breme 77 sugli spazi lasciati liberi dal ridimensionamento di Italtriest, vivacizzando il quartiere con una notevole presenza straniera seppur di passaggio. A Pelikan nello spazio di via Alassio 10 subentra Casaforte, un hotel delle cose.

Per la viabilità il prolungamento della linea del tram 12 da via Console Marcello a Roserio ha visto la costruzione dei binari in via De Rossi con la semaforizzazione di piazzale Santorre di Santarosa, mentre la linea 33 cessa il suo passaggio nel quartiere dopo oltre 50 anni con tram tipo 1928.

Nel 2005 la chiesa di Madonna del Buon Soccorso, un prefabbricato costruito nel 1959 in via Brunetti angolo piazzale Cacciatori delle Alpi, è stata abbattuta.

Viabilità e trasportiModifica

ViabilitàModifica

Viale Certosa è l'arteria più trafficata del quartiere, con il suo traffico in uscita dalla città che incrociando lo svincolo Viale Certosa accede a tutte le direzioni dell'Autostrada dei Laghi e all'Autostrada Torino-Venezia. Il lato di ingresso alla città appartiene a Boldinasco.

Le altre due vie di scorrimento parallele del quartiere, via Varesina e viale Espinasse, insieme a via Console Marcello in Villapizzone si dividono il traffico per il ponte di via Palizzi e i quartieri di Quarto Oggiaro e Vialba.

L'apertura di un nuovo ingresso allo svincolo viale Certosa negli anni novanta, in via Brunetti angolo via Alassio, ha snellito la circolazione del quartiere. L'accesso al nuovo ingresso avviene dal fondo di viale Espinasse.

Nel 1995 il vecchio ponte di via Palizzi, che permetteva di accedere ai quartieri di Quarto Oggiaro e Vialba, è stato abbattuto. La circolazione è stata sostituita da due nuovi ponti, uno per i mezzi privati uno per i tram. Il nuovo ponte ha anche un'uscita per via Console Marcello al Villapizzone. La viabilità della zona è migliorata notevolmente.

TrasportiModifica

Il quartiere è ben servito dai mezzi pubblici, treni del passante, autobus o tram; al 2018 non ci sono linee di metropolitana.

NoteModifica

  1. ^ Antonio Iosa, Memoria storica e rinnovo urbano, I quartieri della zona 20 (Prima del Ponte Palizzi) - Volume 2° Pag. 483
  2. ^ Comune di Milano, Vigili di quartiere per Milano, 806 - Quartiere Accursio
  3. ^ La foto è stata scattata all'incrocio tra Via Barnaba Oriani e Piazzale ai Laghi. Il viale in primo piano è occupato dal cavalcavia del Ghisallo, con direzione di veduta verso lo Svincolo Viale Certosa. Si vede sulla sinistra la Certosa di Garegnano.
  4. ^ Da Vicolo Mapelli… a Piazza Santorre di Santarosa, i luoghi dei Croceverdini di ieri e di oggi Archiviato il 14 aprile 2013 in Archive.is., Il Croceverdino, aprile 2012
  5. ^ Stazione di servizio AGIP, Viale Espinasse
  6. ^ Antonio Iosa, Memoria storica e rinnovo urbano, I quartieri della zona 20 (Prima del Ponte Palizzi) - Volume 2° Pag. 485-6
  7. ^ CDA Villapizzone - La nostra storia

Altri progettiModifica

  Portale Milano: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Milano