Ruteni

gruppo etnico degli slavi orientali
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Il termine ruteni è un esonimo di origine latina, usato fin dal medioevo come designazione per gli slavi orientali, in particolare quelli che vivevano nelle regioni degli stati moderni dell'Ucraina e della Bielorussia. Il termine fu inizialmente utilizzato, a partire dall'XI secolo, come designazione esonimica per la popolazione del grande stato slavo orientale (Rus' di Kiev). Nell'ex monarchia austro-ungarica, lo stesso termine (tedesco: Ruthenen) è stato impiegato (fino al 1918) come designazione esonimica ufficiale per l'intera popolazione slava orientale entro i confini della monarchia.[1][2][3][4][5]

Divisioni diocesane della Chiesa cattolica rutena nello stato polacco-lituano nel 1772

Nei possedimenti polacco-lituani, tutti gli slavi cattolici di rito bizantino, che si erano uniti alla Chiesa cattolica nel 1596, furono designati come ruteni. Il loro rito liturgico era chiamato rito ruteno e la loro chiesa era chiamata Chiesa cattolica rutena. In epoca moderna è rappresentata dalla Chiesa greco-cattolica ucraina e Chiesa greco-cattolica bielorussa.

Nei possedimenti asburgici, anche i cattolici slavi di rito bizantino nelle regioni nord-orientali del regno d'Ungheria furono desinati come ruteni. Dall'Unione di Užhorod (1646), fu creata l'Eparchia di Mukačevo, designata anche dal suo rito ruteno. Nel tempo furono create anche altre diocesi. In seguito furono riorganizzati nella moderna Chiesa greco-cattolica rutena, la moderna Chiesa greco-cattolica slovacca, e la moderna Chiesa greco-cattolica ungherese.

Gli slavi ortodossi di quelle regioni erano designati dai cattolici come ruteni non uniti.

Ruteni carpaticiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Russini.

Un termine specifico ruteni carpatici (carpato-ruteni) designa gli abitanti della Rutenia carpatica (in generale), ma a volte è anche usato come esonimo (antiquato) per i Russini moderni. Questi ultimi parlano il russino, un idioma appartenente al ceppo delle lingue slave orientali. Nella zona di origine i russini sono stati in gran parte assimilati alle nazioni di cui fanno parte. Molti russini emigrati negli Stati Uniti e in Canada, di cui il più famoso è l'artista Andy Warhol, mantengono le loro tradizioni.

La parola è una contaminazione latineggiante di "rusyn" che indicava gli abitanti della Rus' di Kiev. Si tratta di popolazioni slave che vivevano nelle foreste dell'Ucraina settentrionale almeno dal VI secolo e non di "piccola Russia", ovvero i russi di frontiera; perciò soprattutto tra i secoli XVI e XVIII indicò per estensione tutti coloro che oggigiorno vengono identificati etnicamente come ucraini.

Voci correlateModifica

NoteModifica

  1. ^ Shipman, 1912a, p. 276-277.
  2. ^ Shipman, 1912a, p. 277-279.
  3. ^ Krajcar, 1963, p. 79-94.
  4. ^ Himka, 1999, p. 8-9.
  5. ^ Moser, 2018, p. 87-104.

BibliografiaModifica

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