Eparchia di Mukačevo

Eparchia di Mukačevo
Eparchia Munkacsiensis
Chiesa rutena
UzhhorodCathedral.JPG
Stemma della diocesi Mappa della diocesi
Sede vacante
Amministratore apostolico Nil Jurij Luščak, O.F.M.
Ausiliari Nil Jurij Luščak, O.F.M.
Sacerdoti 318 di cui 286 secolari e 32 regolari
1.002 battezzati per sacerdote
Religiosi 49 uomini, 41 donne
Diaconi 5 permanenti
Abitanti 1.251.000
Battezzati 318.740 (25,5% del totale)
Superficie 12.777 km² in Ucraina
Parrocchie 457
Erezione 19 settembre 1771
Rito bizantino
Indirizzo pl. Andrea Bačinskoho 1, P.O. Box 47B, 88000 Užhorod, Ukraïna
Sito web www.mgce.uz.ua
Dati dall'Annuario pontificio 2020 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Ucraina

L'eparchia di Mukačevo (in latino: Eparchia Munkacsiensis) è una diocesi della Chiesa greco-cattolica rutena immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 2019 contava 318.740 battezzati su 1.251.000 abitanti. La sede è vacante.

Il palazzo eparchiale a Užhorod.

TerritorioModifica

L'eparchia comprende tutti i fedeli della Chiesa greco-cattolica rutena in Ucraina. I fedeli ruteni vivono per lo più in Rutenia subcarpatica, nella parte occidentale del Paese.

Sede eparchiale è la città di Užhorod, dove si trova la cattedrale dell'Esaltazione della Santa Croce. Mukačevo è l'antica sede eparchiale.

Il territorio è suddiviso in 457 parrocchie.

StoriaModifica

L'eparchia è stata eretta il 19 settembre 1771 con la bolla Eximia regalium di papa Clemente XIV. In precedenza i fedeli di rito bizantino erano soggetti alla diocesi di Eger (oggi arcidiocesi). Originariamente l'eparchia era suffraganea dell'arcidiocesi di Strigonio (oggi arcidiocesi di Strigonio-Budapest).

Il 3 febbraio 1787 incorporò undici parrocchie di rito bizantino che erano soggette alla diocesi di Spiš e il 7 maggio dello stesso anno altre nove parrocchie che erano soggette alla diocesi di Rožňava.[1]

Il 24 luglio 1817 la sede eparchiale è stata trasferita da Mukačevo a Užhorod con la bolla Romanos decet Pontifices di papa Pio VII.

Il 22 settembre 1818 ha ceduto una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione dell'eparchia di Prešov, che oggi è l'arcieparchia metropolitana della Chiesa greco-cattolica slovacca.

Il 3 luglio 1823 ha ceduto un'ulteriore porzione di territorio a vantaggio dell'eparchia di Gran Varadino.[2]

L'8 giugno 1912 ha ceduto le parrocchie di lingua ungherese a vantaggio dell'erezione dell'eparchia di Hajdúdorog, che oggi è l'arcieparchia metropolitana della Chiesa greco-cattolica ungherese.

Il 5 giugno 1930 ha ceduto ancora una porzione di territorio a vantaggio dell'erezione dell'eparchia di Maramureș (in Romania).

Il 2 settembre 1937 per effetto della bolla Ad ecclesiastici di papa Pio XI è divenuta una diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Il 1º novembre 1947 l'amministratore apostolico Teodor Romža fu assassinato dall'NKVD. Venerato come martire, è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 27 giugno 2001.

Nel 1949 le autorità sovietiche procedettero alla liquidazione della Chiesa greco-cattolica, che fu considerata illegale e continuò a operare clandestinamente. La Chiesa greco-cattolica rimase illegale in Unione Sovietica fino al 1989.

Cronotassi dei vescoviModifica

Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

  • Jan Bradács † (23 settembre 1771 - 4 luglio 1772 deceduto)
  • Andrij Bačins'kyj † (8 marzo 1773 - 19 dicembre 1809 deceduto)
    • Sede vacante (1809-1817)
  • Oleksij Povčij † (28 luglio 1817 - 11 luglio 1831 deceduto)
    • Sede vacante (1831-1837)
  • Vazul Popovič † (2 ottobre 1837 - 19 ottobre 1864 deceduto)[3]
    • Sede vacante (1864-1867)
  • Stefan Pankovič † (22 febbraio 1867 - 29 agosto 1874 deceduto)[4]
  • Ioann Pasztelij † (12 marzo 1875 - 24 marzo 1891 deceduto)
  • Iulij Fircak † (17 dicembre 1891 - 1º giugno 1912 deceduto)
  • Antal Papp † (2 giugno 1912 succeduto - 14 luglio 1924 dimesso)
  • Petro Gebej † (16 luglio 1924 - 26 aprile 1931 deceduto)
  • Oleksandr Stojka † (3 maggio 1932 - 31 maggio 1943 deceduto)
    • Sede vacante (1943-1991)[5]
  • Ioann Semedij † (16 gennaio 1991 - 12 novembre 2002 ritirato)
    • Sede vacante (2002-2010)
  • Milan Šašik, C.M. † (17 marzo 2010 - 14 luglio 2020 deceduto)[6]
    • Nil Jurij Luščak, O.F.M., dal 20 luglio 2020 (amministratore apostolico)

StatisticheModifica

L'eparchia nel 2019 su una popolazione di 1.251.000 persone contava 318.740 battezzati, corrispondenti al 25,5% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1999 320.000 1.288.000 24,8 155 152 3 2.064 5 12 290
2000 320.000 1.284.300 24,9 177 165 12 1.807 12 17 295
2001 320.000 1.282.000 25,0 182 170 12 1.758 12 12 300
2002 320.000 1.279.500 25,0 183 172 11 1.748 16 33 305
2003 320.000 1.253.900 25,5 167 156 11 1.916 16 32 316
2004 320.000 1.248.300 25,6 182 173 9 1.758 19 37 333
2009 380.000 1.281.000 29,7 238 218 20 1.596 47 45 383
2010 380.000 1.281.000 29,7 261 232 29 1.455 50 45 402
2013 320.000 1.254.396 25,5 310 280 30 1.032 44 45 429
2016 320.000 1.256.850 25,5 320 289 31 1.000 4 47 42 442
2019 318.740 1.251.000 25,5 318 286 32 1.002 5 49 41 457

NoteModifica

  1. ^ (EN) Julius Kubinyj, The History of Prjashiv Eparchy, Romae, 1970, pp. 67-68
  2. ^ Iuris pontificii de propaganda fide, vol. IV, pp. 635-637.
  3. ^ Popovics nel sito di lexikon.katolikus.hu.
  4. ^ Pankovics nel sito di lexikon.katolikus.hu.
  5. ^ Dall'8 settembre 1944 al 1º novembre 1947 fu amministratore apostolico il beato Teodor Romža, vescovo titolare di Appia. Dopo la sua morte l'eparchia fu retta da amministratori a volte ordinati vescovi clandestinamente, fino alla legalizzazione della Chiesa greco-cattolica.
  6. ^ Già amministratore apostolico dal 12 novembre 2002.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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