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Rutilio Benincasa

astronomo e astrologo italiano

BiografiaModifica

Sono poche le notizie storiche su questo personaggio al cui nome sono associate vicende leggendarie, presenti talora anche nel folklore europeo o nella tradizione letteraria classica, per cui a livello popolare è considerato una delle incarnazioni del prototipo dello stregone[1]. Certa è la data di nascita, avvenuta a Torzano, oggi frazione del comune di Cosenza denominata Borgo Partenope, meno certa è la data di morte. Secondo lo storico del XVIII secolo Salvatore Spiriti la morte di Benincasa sarebbe avvenuta nel 1626[2], recenti ricerche documentarie dello studioso Lorenzo Coscarella, invece, ne hanno anticipato la morte di circa un ventennio[3].

Dalla precisione dei suoi calcoli astronomici, ma dalla rozza e scorretta lingua latina adoperata nei suoi scritti, si è ipotizzato che fosse un autodidatta molto dotato in astronomia. Secondo una tradizione diffusa in Calabria, Benincasa avrebbe partecipato alla congiura di Campanella il cui fallimento lo avrebbe costretto alla clandestinità[1].

Il suo nome è legato alla sua opera più conosciuta, l'Almanacco Perpetuo, scritta nel 1587, e stampata per la prima volta a Napoli nel 1593 presso Giovanni Iacopo Carlino e Paci[4]. Il successo dell'Almanacco è dimostrato dalle moltissime edizioni che furono ristampate nel corso dei secoli[5] e dall'essere assurto a modello per altri almanacchi successivi, tra i quali compare il Barbanera, considerato il suo più diretto erede[6]. Dopo la morte di Rutilio, l'Almanacco fu ritoccato da molti altri, tra cui Ottavio Beltrano[7], con lo scopo di aggiornarlo.

Rutilio Benincasa è noto poi per alcune tavole numeriche a lui attribuite, attraverso le quali, secondo la credenza popolare, sarebbe possibile prevedere l'uscita dei numeri al lotto. A Benincasa nei secoli successivi alla sua morte vennero infatti ricondotte numerose pubblicazioni, in realtà quasi tutte apocrife.

NoteModifica

  1. ^ a b Letterio Di Francia, «La fiaba di Rotilio». In: Mélances de philologie, d'histoire et de littérature offerts à Henri Hauvett, Paris: Les presses francaises, 1934, pp. 31-41 (Google books)
  2. ^ Salvatore Spiriti, Memorie degli scrittori cosentini raccolte da Salvatore Spiriti de' marchesi di Casabona, Napoli : Stamperia de' Muzj, 1750, pp.122-123 (Google books)
  3. ^ Lorenzo Coscarella, L'Astronomo un po' Filosofo, in Il Quotidiano della Calabria, 28/11/2010.
  4. ^ «BENINCASA (Rutilio). Almanacco di ec, cosentino». In : Gaetano Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime di scrittori italiani o come che sia aventi relazione all'Italia, Milano : L. di G. Pirola, 1848, Vol. I, p. 124 (Google books)
  5. ^ Database OPAC
  6. ^ Umberto Bosco, Lessico universale italiano di lingua, lettere, arti, scienza e tecnica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma, 1968, p. 443
  7. ^ Almanacco perpetuo di Rutilio Benincasa cosentino, illustrato, e diuiso in cinque parti, da Ottauio Beltrano di Terranoua di Calabria Citra, ecc. con due copiosissime tauole di tutto quello che si contiene nel presente Almanacco, Venetia : appresso Nicolo Pezzana, 1665 (Google books)

BibliografiaModifica

  • Lorenzo Coscarella, «L'Astronomo un po' Filosofo"». In: Il Quotidiano della Calabria, 28/11/2010, p.18.
  • S. Menchi, «BENINCASA, Rutilio». In : Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. VIII, Roma : Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1966
  • Luigi Accattatis, «RUTILIO BENINCASA». In : Le biografie degli uomini illustri delle Calabrie, Cosenza, dalla tip. Municipale, 1869, Vol. I, pp. 105–6 (Google books)

Collegamenti esterniModifica

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