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Salvatore Buzzi

criminale italiano

Salvatore Buzzi (Roma, 15 novembre 1955) è un criminale italiano.

BiografiaModifica

Figlio di una maestra elementare e di un grande invalido di guerra, ben presto inizia a lavorare in banca.

Buzzi viveva al di sopra delle sue possibilità: usava un'auto di lusso e abitava in un discreto appartamento con la fidanzata, viceconsole brasiliana. Si finanziava questo tenore di vita, rubando assegni della banca dove lavorava, che un suo complice, Giovanni Gargano, un pregiudicato ventenne, s'incaricava di incassare. Gargano cominciò a ricattare Buzzi, che il 26 giugno 1980 lo uccise con 34 coltellate.[1][2]

Condannato a 30 anni per omicidio volontario, fu un detenuto modello: nel 1983 fu il primo carcerato in Italia a laurearsi in cella, in Lettere e Filosofia, con la votazione di 110 e lode. Il quotidiano «la Repubblica» gli dedicò un articolo[3]. Il 29 giugno 1984 Buzzi organizzò un convegno sulla condizione delle carceri in Italia. Fu uno dei primi convegni su temi giuridici organizzati da un detenuto nelle carceri italiane.

Dopo 6 anni di carcere, 2 in semilibertà e un anno e mezzo in libertà condizionata, nel 1994 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro gli concesse la grazia.[1]

Nel 1985 Buzzi fondò la cooperativa «29 giugno», così chiamata dalla data del convegno tenuto a Rebibbia. La società si iscrisse alla Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue.

Buzzi fu uno dei pionieri in Italia a applicare il concetto vero e proprio di rieducazione del detenuto apportando una vera e propria rivoluzione del sistema carcerario, senza il suo operato molti detenuti non avrebbero mai trovato lavoro e la possibilità di reinserirsi nel tessuto sociale civile. Tali dati sono riportati dalle pagine ufficiali che provano quanti detenuti sono stati effettivamente assunti e regolamentati.[senza fonte]

Coinvolgimento nell'inchiesta "Mafia Capitale"Modifica

Il 3 dicembre 2014 è arrestato nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale, insieme a Massimo Carminati, considerato il capo dell'organizzazione, a Pierina Chiaravalle e ad altri 35 presunti componenti del sodalizio criminale. Tra gli ulteriori 100 indagati figura anche l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. Secondo l'accusa Buzzi avrebbe usato la cooperativa «29 giugno» per distrarre ingenti quantità di denaro a beneficio suo e dei suoi sodali. Successivamente viene trasferito in un carcere della Sardegna per incompatibilità ambientale.[4] Il 12 gennaio 2015 i pm della Procura di Roma chiedono per lui e altri 10 indagati la sorveglianza speciale, obbligo di soggiorno e confisca dei beni.[5]

In un'intercettazione eseguita dal ROS dei Carabinieri per conto della Procura di Roma, nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale, Buzzi così si rivolge a Pierina Chiaravalle, sua collaboratrice:

«[...]Tu c'hai idea de quanto ce guadagno sugli immigrati? il traffico de droga rende meno...[6]»


Le intercettazioni dei ROS documentano le pressioni esercitate da Buzzi su alcuni parlamentari del Partito Democratico, tra cui Micaela Campana, al fine di ottenere un'interrogazione parlamentare su un appalto bloccato dal TAR del Lazio, e la sua intenzione di effettuare un versamento di circa ventimila euro a favore dell'onorevole Campana.[7] La deputata ha negato che Buzzi si riferisse alla sua campagna elettorale, in quanto eletta in un listino bloccato. L'interrogazione parlamentare sollecitata da Buzzi fu depositata dall'onorevole Campana presso gli uffici competenti e inizialmente rigettata per vizio di forma. Nonostante i funzionari parlamentari si fossero attivati per riscrivere l'atto, l'interrogazione non fu comunque mai presentata.[8] Buzzi era presente anche alla cena romana di raccolta fondi del Partito Democratico, indetta il 7 novembre 2014 all'indomani dell'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti voluta dal governo Letta.[9]

Il 1º giugno 2015 il gip accoglie la richiesta dei pm per il giudizio immediato: il processo per Buzzi e altri 33 indagati inizierà il 5 novembre.[10]

Da una nuova ordinanza del 4 giugno seguente emerge che Buzzi avrebbe portato voti all'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno in vista delle Elezioni europee del 2014 con l'aiuto della 'Ndrina Mancuso.[11] Nel frattempo gli vengono sequestrati beni per 16 milioni di euro riguardanti le quote societarie, il capitale sociale e l'intero patrimonio aziendale, comprese le disponibilità finanziarie, della Sarim Immobiliare Srl controllata dalla sua cooperativa.[12]
Buzzi, già collaborazionista,[13] chiede poi il patteggiamento a 3 anni e 6 mesi con una multa pari a 900 000 euro trovando l'opposizione della procura che chiede il giudizio immediato.[14] La durata del patteggiamento sarebbe la conseguenza per le imputazioni di associazione per delinquere semplice, corruzione (sette in continuazione), turbativa d'asta (sei in continuazione) e intestazione fittizia.[15]

Nell'estate 2015 Buzzi, nella speranza di una pena più mite, collabora con gli inquirenti facendo i nomi di altre persone coinvolte nello scandalo di Mafia Capitale. Coinvolgendo nella faccenda membri del Governo Renzi[16] e minimizzando i suoi rapporti con Alemanno e Carminati, il procuratore aggiunto Michele Prestipino e il sostituto Paolo Ielo hanno dichiarato di non credere alle sue parole e lo hanno ritenuto non attendibile.[17]

Il 20 luglio 2017 è stato condannato a 19 anni di reclusione dal tribunale ordinario di Roma per associazione a delinquere.[18]

L'11 settembre 2018 è stato condannato in appello a 18 anni e 8 mesi di reclusione dalla corte d’appello di Roma, dove gli viene riconosciuto l'associazione di stampo mafioso.[19]

NoteModifica

  1. ^ a b Alessandro Fulloni, Buzzi, imbroglione e sognatore 110 e lode in carcere e le mazzette, in Corriere della Sera, 7-12-2014. URL consultato il 10 dicembre 2014.
  2. ^ Paolo Papi, La biografia criminale di Salvatore Buzzi, su panorama.it.
  3. ^ Miriam Mafai, La parola al cittadino detenuto, su ricerca.repubblica.it.
  4. ^ Mafia Capitale, Massimo Carminati trasferito nel carcere di Tolmezzo per "incompatibilità ambientale"
  5. ^ Mafia Capitale, la Procura: «Sorveglianza speciale per Carminati e altri 10 indagati»
  6. ^ Blitz quotidiano, Roma, 37 arresti. Salvatore Buzzi: “‘Sai quanto ci guadagno sugli immigrati? Droga rende meno”, Blitz quotidiano, 2014.
  7. ^ MIcaela Campana, L’onorevole Campana: «Saluto tutti allo stesso modo, non aiutai Buzzi», su roma.corriere.it.
  8. ^ Luca Sofri, Qual è il problema, su wittgenstein.it.
  9. ^ Alessandro Trocino, Cena del Pd a Roma, c’è pure Pallotta 1000 euro a testa, attivato un «pos», su corriere.it.
  10. ^ Mafia Capitale, fissato il giudizio immediato: a novembre il processo per Carminati e altri 33
  11. ^ Mafia capitale, 44 nuovi arresti. In manette consiglieri comunali e regionali
  12. ^ Mafia Capitale, sequestrati beni per 16 milioni a Buzzi
  13. ^ Mafia Capitale, Salvatore Buzzi ai pm: "Spegnete il registratore, altrimenti cade il Governo"
  14. ^ Mafia Capitale, Buzzi chiede il patteggiamento
  15. ^ Mafia capitale, Buzzi chiede di patteggiare 3 anni e 6 mesi. Il no dei pm
  16. ^ "Se parlo cade governo...". E Buzzi tira in ballo Renzi
  17. ^ Mafia capitale, Buzzi parla ma i pm: “Non è credibile su Alemanno e Carminati”
  18. ^ Marco Maffettone, Mafia Capitale: Carminati condannato a 20 anni di carcere, 19 per Buzzi, Roma, ANSA, 20 luglio 2017. URL consultato il 20 luglio 2017 (archiviato il 20 luglio 2017).
  19. ^ Riconosciuta Mafia capitale, Carminati e Buzzi “guidavano un’associazione di stampo mafioso”, in LaStampa.it. URL consultato il 12 settembre 2018.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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