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San Giorio di Susa

comune italiano
San Giorio di Susa
comune
San Giorio di Susa – Stemma San Giorio di Susa – Bandiera
San Giorio di Susa – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitanaCittà metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
SindacoDanilo Bar (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate45°08′N 7°10′E / 45.133333°N 7.166667°E45.133333; 7.166667 (San Giorio di Susa)Coordinate: 45°08′N 7°10′E / 45.133333°N 7.166667°E45.133333; 7.166667 (San Giorio di Susa)
Altitudine420 (min 306 - max 2,801) m s.l.m.
Superficie19,74 km²
Abitanti979[1] (31-7-2018)
Densità49,59 ab./km²
FrazioniAdret, Airassa, Arbrun, Balma, Bonetti, Bonino, Città, Cortavetto (Travers d'Aval), Durand, Garda, Garino, Grangia, Malpasso, Martinetti, Quana, Passet, Pian Vernetto, Pognant, Pois, Ravoira, Re, Travers d'Amoun, Viglietti, Grange Volpiera.
Comuni confinantiBruzolo, Bussoleno, Chianocco, Coazze, Roure, San Didero, Villar Focchiardo
Altre informazioni
Cod. postale10050
Prefisso0122
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001245
Cod. catastaleH900
TargaTO
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 984 GG[2]
Nome abitantisangioriesi
Patronosan Giorgio
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Giorio di Susa
San Giorio di Susa
San Giorio di Susa – Mappa
Localizzazione del comune di San Giorio di Susa nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale
La "Soppressione del feudatario", rappresentata in occasione della festa patronale di San Giorgio sul lato ovest del Castello

San Giorio di Susa (San Gieuri in piemontese, San Djeuri in francoprovenzale, Saint-Joire in francese) è un comune italiano di 979 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte.

Geografia fisicaModifica

Si trova interamente in Val di Susa. Il suo territorio, che si estende dai 420 metri del fondovalle fino a toccare i 2801 metri della Punta Cristalliera, al fondo del Vallone del Gravio, comprende 27 borgate alpine, di cui 9 abitate stabilmente, che si sviluppano con strade, viottoli, cave di gneiss e piloni, recentemente restaurati, sulla montagna ricca di boschi e castagni.

Gran parte del territorio comunale oltre la quota di 1250 metri fa parte del Parco naturale regionale dell'Orsiera Rocciavrè: Adrit e Travè d'Amoun sono le località di partenza per le escursioni in direzione delle cime Rocciavrè, Cristalliera e Villano.

StoriaModifica

 
Panorama del mollare del castello di San Giorio da nordovest

Un documento del 20 febbraio 1226 conservato presso l'Archivio di Stato di Torino, vergato di fronte alla chiesa, ove gli uomini di San Giorio sono riuniti in consiglio, dal Conte Tommaso I di Savoia con testimoni alcuni nobili locali tra cui Beltramino Bertrandi, annuncia la fondazione di una villanova sul Mollare dove si trova la chiesa di San Giorio[3]. Secondo lo storico Luca Patria, probabilmente intorno al 1000 l'insediamento era infatti frammentato e la chiesa isolata, ma il paese precedentemente legato a un "fondus Bassianus" inizia ad acquistare una sua identità[4]. La parte più antica e caratteristica del paese si raccoglie attorno al Castello, antica fortificazione del XIII secolo che domina la Bassa Valle di Susa dall'alto di uno dei caratteristici moulé (mollari) che dominano la piana sangioriese. Distrutto nel 1691 dal generale francese Catinat, venne restaurato negli anni settanta ed è tuttora abitato. Molti i beni artistici di notevole pregio: la Chiesa Parrocchiale di San Giorgio Martire, ricostruita nel 1937, conserva ancora l'originale campanile in stile romanico; la Casa Forte fortificata dalle caratteristiche merlature a coda di rondine, appartenente alla parrocchia. È soprattutto la Cappella del Conte il fiore all'occhiello del paese: i mirabili e coloratissimi affreschi di mano franco-piemontese risalgono al 1328 e sono il motivo della fondazione a San Giorio di una delle sedi distaccate del Sistema museale diocesano d'arte sacra.

Tradizioni e folcloreModifica

Soppressione del feudatarioModifica

San Giorio di Susa è teatro di uno dei momenti più suggestivi e particolari dell'intero folklore valsusino: la "soppressione del feudatario", rievocazione storico leggendaria, che si svolge presso l'antico castello nella domenica più vicina al 23 aprile, festa del santo patrono San Giorgio. Un centinaio di personaggi in costume medioevale rivive, con canti e balli originali della tradizione locale, la leggenda del popolo contadino che, vessato da un signorotto locale della famiglia Bertrandi, si ribella al tentativo di far valere lo "ius primae noctis" su una giovane sposa.

I testi della rievocazione storica furono scritti da Don Attilio Bar (1895-1950) Parroco di San Giorio di Susa, mentre le musiche da Luigi "Viginet" Pognant Gros (1871-1937) Maestro del Coro Liturgico di San Giorio. La prima volta fu rappresentata per la festa di San Giorgio dell'anno 1929. [5]

Danza degli SpadonariModifica

Nella tradizione locale spiccano gli Spadonari e la loro Danza delle Spade, cioè i Sabru, di antichissima ed incerta origine, gli originali vestiti riccamente decorati ed i cappelli adornati di fiori a testimonianza degli antichi riti propiziatori legati alla primavera ed alla fertilità dei campi.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

San Giorio di Susa ha un forte passato medioevale. Il paese era infatti un punto tappa fondamentale lungo l'itinerario della Via Francigena che passava per la Valle di Susa, ruolo che venne sancito anche da Casa Savoia con l'affidamento del feudo alla famiglia Bertrandi. Oggi sopravvivono di quel glorioso passato alcune vestigia molto importanti. Innanzitutto, il Castello sulla collina (localmente un tempo definita "mollare") i cui resti imponenti costituiscono solo una parte di un più ampio complesso ormai perduto, a causa delle distruzioni del Catinat e di successivi crolli, fino ai restauri del Novecento. Altro monumento molto importante, conservatosi quasi integralmente, è la Casaforte di proprietà della parrocchia di San Giorio di Susa, posta sempre sulla collina a un livello intermedio ed alle spalle della chiesa parrocchiale. Il gioiello del paese è tuttavia la Cappella detta del Conte, posta di fronte alla Chiesa parrocchiale e che conserva all'interno pregevoli affreschi trecenteschi, riscoperti in modo fortuito negli anni '70 del '900 e successivamente oggetti di campagne di restauro. In Borgata Pognant si trova la Cappella di Maria Ausiliatrice già citata in un documento del 1643.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 89 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1911 19.. Pognant Gros lista ...... sindaco
1963 1967 Teresa Amprimo lista civica sindaco
1967 1971 Ettore Guglielminotti lista civica sindaco
1971 1975 Luigi Pognant Gros lista civica sindaco
1975 1979 Cesare Favro lista civica sindaco
1979 1984 ......... lista civica sindaco
1984 1989 ......... lista civica sindaco
1989 1994 ......... lista civica sindaco
1994 1999 Danilo Bar lista civica sindaco
1999 2004 Danilo Bar lista civica sindaco
2004 2009 Luigi Richard Garnero lista civica sindaco
2009 in carica Danilo Bar lista civica sindaco

Altre informazioni amministrativeModifica

San Giorio faceva parte della comunità montana Valle Susa e Val Sangone. Appartiene anche al parco naturale Orsiera - Rocciavrè.

Galleria d'immaginiModifica

Gallery delle immagini del paese. Altre immagini sono presenti nelle Gallery del castello di San Giorio di Susa e della Casaforte di San Giorio di Susa

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Luca Patria, Caseforti e casetorri tra Savoia, Piemonte e Delfinato: considerazioni sul patrimonio fortificato delle Alpi Cozie in AAVV, Caseforti, torri e motte in Piemonte : (secoli 12.-16.) : omaggio a Lorenzo Bertano nel centenario della morte (1904-2004) : atti del convegno di Cherasco, 25 settembre 2004. - Cuneo: Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo, 2005, pagg. 79-80
  4. ^ Luca Patria, Dai moenia vetera ai novi forti: la difesa di Susa fra tardo medioevo ed età moderna, nota 32 a pag. 251, in Liliana Mercando (a cura di) La Porta del Paradiso: un restauro a Susa, Stamperia artistica nazionale, Trofarello 1993 [1][collegamento interrotto]
  5. ^ http://www.comune.sangioriodisusa.to.it/cultura-e-storia/storia/
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • Luca Patria, Dai moenia vetera ai novi forti: la difesa di Susa fra tardo medioevo ed età moderna, in Liliana Mercando (a cura di) La Porta del Paradiso: un restauro a Susa, Stamperia artistica nazionale, Trofarello 1993 disponibile online: [2][collegamento interrotto]
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di arte religiosa alpina, Valle di Susa, Borgone Susa 2009
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina Valle di Susa, Borgone Susa 2010

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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