Servizio informazioni forze armate

reparto d'intelligence militare dei servizi segreti italiani (1949-1966)

1leftarrow blue.svgVoce principale: Servizi segreti italiani.

Servizio informazioni forze armate
SIFAR.gif
Stemma del SIFAR
Descrizione generale
Attivo1949 - 1966
NazioneItalia Italia
TipoServizio segreto militare
CompitiSpionaggio
Controspionaggio
Guarnigione/QGRoma
Parte di
Comandanti
Degni di notaEttore Musco, Giovanni De Lorenzo
Fonti nel testo
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Il Servizio informazioni forze armate (SIFAR) è stato il servizio segreto militare italiano, attivo dal 1949 al 1966.

StoriaModifica

L'intelligence italiana, il Servizio informazioni militare, fu sciolto il 31 dicembre 1944, e l'attività di controspionaggio passò prima all'Ufficio Informazioni del Comando Supremo e quindi, finita la seconda guerra mondiale, dal 15 agosto 1946 all'Ufficio I dello S.M. dell'Esercito italiano. Nell'ottobre 1948 il generale di artiglieria Giovanni Carlo Re[1] è designato a guidare l'Ufficio I dello stato maggiore. La comunità dell'intelligence e sicurezza statunitense ritenne ormai stabilizzata la situazione politica interna italiana e, all'indomani del Trattato di Pace di Parigi del 1947, si ritenne possibile l'ingresso nella NATO, quale diretta conseguenza, e la creazione di un vero e proprio servizio segreto, seppure in diretto coordinamento con i servizi statunitensi.

Il nuovo servizio segreto delle forze armate italiane fu istituito, all'inizio della guerra fredda, il 30 marzo 1949 con una circolare interna emanata dal ministro della Difesa Randolfo Pacciardi. Il l° aprile l'Ufficio Informazioni dello S.M.E. passò quindi alle sue dirette dipendenze. In realtà il SIFAR sarà pienamente operativo solo dal 1º settembre 1949, sempre sotto la direzione del generale Giovanni Carlo Re, a sua volta alle dipendenze dirette del capo di stato maggiore della difesa, con personale delle tre forze armate. Nella stessa occasione vennero istituiti i Servizi informazioni operative e situazione (SIOS) presso ciascuna delle tre forze armate italiane.

Il SIFAR dal 1952 venne quindi guidato dal generale Ettore Musco, fino al dicembre 1955, a cui succedette fino al 1962 il generale Giovanni De Lorenzo, noto per aver iniziato l'opera di fascicolatura di numerosi dirigenti dei partiti. Il SIFAR sarà negli anni successivi al centro di numerose trame, avviando la stagione della strategia della tensione.[senza fonte]

Il suo scioglimento avvenne il 18 novembre 1965, quando con Decreto del Presidente della Repubblica n. 1477, nell'ambito del nuovo ordinamento dello stato maggiore della difesa, venne istituito il nuovo Servizio segreto militare italiano, il Servizio informazioni difesa (SID).

Il SIFAR, coperto dagli scandali e dai sospetti accumulati negli anni, rimase tuttavia attivo sino al 30 giugno 1966, al comando del generale dei carabinieri Giovanni Allavena[2]. La definitiva soppressione del SIFAR avvenne ad opera del ministro socialdemocratico Roberto Tremelloni, con l'operatività del SID.

OrganizzazioneModifica

Il nuovo Servizio era diviso in:

  • "Ufficio D" (azione difensiva)
  • "Ufficio O" (azione offensiva).

DirettoriModifica

  • Gen. Giovanni Carlo Re (30 marzo 1949 - marzo 1951)
  • Gen. Umberto Broccoli (marzo 1951 - settembre 1952)
  • Gen. Ettore Musco (settembre 1952 - dicembre 1955)
  • Gen. Giovanni De Lorenzo (dicembre 1955 - ottobre 1962)
  • Gen. Egidio Viggiani (ottobre 1962 - giugno 1965)
  • Gen. Giovanni Allavena (giugno 1965 - 30 giugno 1966)

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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