Apri il menu principale

Tempio Maggiore di Roma

Sinagoga di Roma
(Reindirizzamento da Sinagoga di Roma)
Tempio Maggiore di Roma
Great Synagogue of Rome.jpg
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
ReligioneEbraismo
ArchitettoOsvaldo Armanni
Stile architettonicoOrientale Assiro-Babilonese
Inizio costruzione1901
Completamento1904
Sito web

Coordinate: 41°53′31.57″N 12°28′40.79″E / 41.892103°N 12.477996°E41.892103; 12.477996

Il Tempio Maggiore, principale sinagoga di Roma, una delle più grandi d'Europa[senza fonte], fu costruito tra il 1901 e il 1904 su uno dei quattro lotti di terreno ricavati demolendo le più fatiscenti aree del Ghetto.

Indice

StoriaModifica

Per volontà espressa dagli ebrei romani il nuovo Tempio doveva sorgere tra i due maggiori simboli della ritrovata libertà romana: il Campidoglio, sede del Comune a fianco al quale è il monumento a Vittorio Emanuele II, e il Gianicolo, luogo delle più aspre battaglie risorgimentali e dove si trova il monumento a Garibaldi.

Altro presupposto era che il Tempio fosse grande e visibile da ogni punto panoramico della città.

La mancanza di antichi modelli e il tentativo di svincolarsi dai modelli del cattolicesimo fecero sì che si privilegiasse l'architettura piuttosto che lo stile; il risultato fu un edificio eclettico, ispirato a forme assiro-babilonesi. L'edificio venne costruito in seguito all'annessione di Roma allo stato italiano (1870), nel quale gli ebrei erano titolari dei diritti di cittadinanza. Nell'ambito della ricostruzione del Ghetto di Roma, venne demolito l'edificio precedentemente adibito a sinagoga, che era una complessa struttura che raccoglieva cinque scole. Al suo posto sorse il nuovo grande tempio, progettato da Vincenzo Costa e Osvaldo Armanni, allievi di Calderini: l'edificazione avvenne tra il 1901 e il 1904. Nel 1904 vennero recuperati gli arredi delle vecchie sinagoghe mentre la decorazione venne affidata ai principali artisti liberty dell'epoca. Le vetrate sono opera di Cesare Picchiarini, autore anche dei cartoni di Cambellotti a villa Torlonia; i dipinti di Domenico Bruschi ed Annibale Brugnoli.

Il Tempio Maggiore è stato lo scenario della prima visita di un Pontefice Romano a un luogo di culto ebraico compiuta da papa Giovanni Paolo II: il pontefice vi fu accolto dal Rabbino Capo Elio Toaff il 13 aprile 1986. Il papa affermò che gli Ebrei sono «i fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori»[1]. Il 17 gennaio 2010 papa Benedetto XVI compì un'ulteriore visita al Tempio romano e anche al museo. il 17 gennaio 2016 è stato il turno di papa Francesco I.[2] Il 17 gennaio 2016, papa Francesco visitò nuovamente la sinagoga, citando il discorso di Giovanni Paolo II: «siete i nostri fratelli e le nostre sorelle maggiori nella fede»[3][4].

 
Sinagoga Il Tempio Maggiore - l'iscrizione sul frontone

DescrizioneModifica

Il Tempio Maggiore si presenta come un edificio di grandi dimensioni, visibile anche da lontano, con un aspetto massiccio. Esternamente la sinagoga ha una base quadrata, sormontata da una grossa cupola, le pareti hanno color sabbia.

All'interno l'edificio è diviso in due piani, uno sottoterra e l'altro a livello del terreno. Il piano posto sotto il livello del terreno ospita il ricco museo della comunità ebraica di Roma e una sala dove ha sede una piccola sinagoga, chiamata Tempio spagnolo, allestita con parte degli arredi provenienti dalla cinque scole (la Castigliana, la Catalana, la Siciliana, la Nova e l'Italiana) un tempo esistenti all'interno del ghetto. Nel museo ebraico sono visibili diversi indumenti della tradizione ebraica, un Aron Ha-Kodesh e un candelabro provenienti dagli arredi delle famose cinque scole.

Al piano terra ha sede la sinagoga grande. La sinagoga presenta una grande stanza centrale e due piccole navate laterali. In fondo alle due navate sono stati posizionati due piccoli Aron Ha-Kodesh provenienti dalle vecchie scole. Nella parete rivolta ad oriente è ben visibile l'imponente Aron Ha-Kodesh del Tempio Maggiore. Su tre lati del tempio (escluso quello dove ha sede l'Aron) in posizione rialzata, vi è la zona dedicata alle sole donne, il matroneo. Tutto l'interno della sinagoga, compresa la cupola, è riccamente decorato con motivi orientali.

OrganoModifica

Dietro l'Aron Ha-Kodesh si trova l'organo a canne, costruito nel 1904 dai fratelli Rieger. Lo strumento, che è stato sottoposto ad un restauro conservativo nel 2011, ha due tastiere di 56 note ciascuna ed una pedaliera dritta di 30. È a trasmissione pneumatica tubolare ed è privo di canne di mostra.

 
Il Tempio Maggiore dal Teatro di Marcello

Importanza del Tempio MaggioreModifica

Per gli ebrei romani la Sinagoga rappresenta, oltre che un luogo di preghiera, un fondamentale punto di riferimento culturale ed ospita il Museo Ebraico di Roma. Fanno capo alla Sinagoga tutti gli organismi religiosi ed amministrativi che regolano la vita della comunità ebraica di Roma.

I 15.000 ebrei romani, non tutti residenti al ghetto, danno vita alla più numerosa ed importante comunità italiana[senza fonte] e, pur mantenendo la propria identità, sono modello di integrazione nel tessuto culturale della città.

L'attentato del 1982Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Attentato alla sinagoga di Roma.

Il 9 ottobre 1982 un commando palestinese attaccò con le armi il tempio e causò la morte di Stefano Gaj Tachè di soli due anni, oltre al ferimento di 37 persone.

FilateliaModifica

Il 20 maggio 2004, per celebrarne il centenario dell'inaugurazione, le Poste Italiane hanno emesso un francobollo da 0,60 € che raffigura la facciata del Tempio.

NoteModifica

  1. ^ (ITDE) Incontro con la comunità ebraica nella sinagoga della città di Roma, su vatican.va, Libreria Editrice Vaticana, 13 aprile 1986. URL consultato il 25 aprile 2019 (archiviato il 24 aprile 2015).
  2. ^ Visita alla Sinagoga di Roma (17 gennaio 2016) | Francesco, su w2.vatican.va. URL consultato il 6 febbraio 2019.
  3. ^ Discorso alla comunità ebraica, su w2.vatican.va, 17 gennaio 2016. URL consultato il 6 febbraio 2019 (archiviato il 20 gennaio 2016).
  4. ^ Papa, ebrei nostri fratelli maggiori, su Agenzia giornalistica Italia , 17 aprile 2016. URL consultato il 25 aprile 2019 (archiviato il 30 dicembre 2016).

BibliografiaModifica

  • G. Fronzuto, Organi di Roma. Guida pratica orientativa agli organi storici e moderni, Leo S. Olschki Editore, Firenze 2007, pp. 490–491. ISBN 978-88-222-5674-4

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica