Sinfonia n. 5 (Beethoven)

Sinfonia n° 5 di Ludwig van Beethoven in Do- op. 67
Sinfonia n. 5
BeethovenSinfonia5autografo.jpg
L'inizio della sinfonia
CompositoreLudwig van Beethoven
Tonalitàdo minore
Tipo di composizionesinfonia
Numero d'operaop. 67
Epoca di composizione1807 - 1808
Prima esecuzione22 dicembre 1808, Theater an der Wien
AutografoDeutsche Staatsbibliothek di Berlino.
Durata media30'
OrganicoOttavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto, 2 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani, archi
Movimenti
  1. Allegro con brio
  2. Andante con moto - Più moto
  3. Allegro
  4. Allegro - Presto
Ascolto
1. Allegro con brio (info file)
2. Andante con moto (info file)
3. Allegro (info file)
4. Allegro (info file)
Fulda Symphonic Orchestra, diretta da Simon Schindler (2002)

La Sinfonia n. 5 in do minore Op. 67 fu composta da Ludwig van Beethoven fra il 1807 e l'inizio del 1808. Fu eseguita per la prima volta il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien, in una serata musicale che non ebbe particolare successo, forse a causa del freddo e della lunghezza del programma.[1] I primi abbozzi dell'opera risalgono in realtà al 1804. Si tratta, in effetti, del lavoro sinfonico di Beethoven che ebbe la gestazione più lunga e travagliata (si pensi che i primi abbozzi nascano quando l'autore stava ancora lavorando alla Sinfonia n. 3, mentre la conclusione del lavoro si intreccia con la composizione della Sinfonia n. 6).

Secondo alcune fonti, pare che questa sinfonia sia stata scritta per una famiglia nobile presso la quale Beethoven lavorava.

MovimentiModifica

Allegro con brioModifica

 

Il primo movimento ("Allegro con brio") è forse la pagina più celebre e drammatica scritta dall'autore Ludwig Van Beethoven: inizia con il famoso motivo di quattro note (riportato qui sopra) che, secondo le parole dello stesso Beethoven, rappresenta "il destino che bussa alla porta", popolarmente interpretato come l'inquietudine per la sordità crescente[2]. Strutturalmente, si tratta di un movimento in forma-sonata, in cui il tema principale deriva integralmente da questo motivo iniziale di quattro note; lo stesso tema secondario, esposto, conformemente alle regole scolastiche, in Mi bemolle maggiore (che è per l'appunto la tonalità relativa maggiore di Do minore), appare contrappuntato dal motivo iniziale della sinfonia e rimane del tutto escluso dal successivo sviluppo, basato esclusivamente sul primo tema.

ANALISI

Il metro musicale di questo primo movimento è due quarti; la tonalità di base è do minore. La struttura formale è quella classica della forma sonata[3]: Esposizione (battute 1 - 124) - Sviluppo (battute 125 - 248) - Riesposizione e Finale (battute 248 - 502).[4] Gerald Abraham divide in modo lievemente diverso questo movimento: Esposizione 124 battute; Sviluppo 123 battute; Ripresa 126 battute; Coda 129 battute; il numero delle battute per ogni sezione dimostrando l'estremo equilibrio delle varie parti del primo tempo di questa sinfonia.[5]

EsposizioneModifica

L'esposizione inizia subito con il famoso tema in do minore: tre crome seguite da una minima con punto coronato. Questo inciso di quattro note viene ripetuto un tono più basso prolungando ulteriormente l'ultima nota. La strumentazione comprende gli archi e i clarinetti. L'armonizzazione è quella classica: tonica (do minore) - settima di dominante (sol maggiore settima).[6] [batt. 1-5]

 

A misura 6 inizia una prima elaborazione del tema con l'inciso che "rimbalza" tra le varie sezioni degli archi in un crescendo che alla fine comprende tutta l'orchestra. A misura 22 ritorna in fortissimo il tema preparato nella battuta precedente da un accordo di sol maggiore (dominante). Ritornano le entrate differite degli archi: introducono una transizione modulante a chiusura della prima parte dell'esposizione.

L'entrata del tema secondario (misura 59), sulla tonalità di mi bemolle maggiore (tonalità relativa maggiore di do minore[7]) è preceduto da una "brusca modulazione"[4]: un accordo di do settima diminuita[8] a cui fa seguito un accordo di si bemolle maggiore (dominante del mi bemolle maggiore - dominante secondaria).[9] Il tema secondario, una delicata melodia dei violini primi, preceduti da uno squillo del corno ricavato dall'inciso iniziale, si sviluppa in modo disteso e cantabile. [batt. 56-66]

 

Per alcuni commentatori il secondo tema inizia con le quattro battute precedenti dei corni.[10] In questo caso il collegamento con il primo tema è ancora più stretto. In tutti i casi questo secondo tema, "anziché configurarsi come un secondo tema antagonista, si riallaccia, sia nella tonalità, sia nel profilo, alle immagini epiche e sofferte dell'Eroica".[11] L'esposizione del secondo tema prosegue disteso e cantabile. Il tema stesso viene ripetuto 6 volte[4] su un continuo crescendo sia dinamico che strumentale, ma già alla terza battuta del tema secondario (misura 65) ricompare agli archi bassi l'inciso del tema fondamentale (tre crome sulla dominante si bemolle - rispetto alla tonalità del secondo tema - e una semiminima sulla tonica mi bemolle). Il crescendo si sviluppa pienamente nell'Epilogo di misura 94 dove per mezzo di ripetute iterazioni il primo tema riprende il controllo completo dell'Esposizione.[9] L'epilogo si conclude con tre enunciazioni del tema fondamentale sulla tonalità di mi bemolle maggiore (misure 117 - 122). Il segno di ritornello indica la ripetizione integrale dell'Esposizione.

SviluppoModifica

Lo Sviluppo (da battuta 125) elabora subito il tema fondamentale. Sono i clarinetti e i corni che all'unisono in fortissimo ripropongono per primi l'inciso di quattro note. La quarta nota, protratta per tre battute, è un sol che diventa la dominante dell'accordo iniziale dello sviluppo: do minore. In realtà l'ambiente armonico di questa prima parte dello sviluppo è la dominante della sottodominante (fa minore), per cui il do minore è la sua dominante.[4] Quindi l'inciso incomincia a rimbalzare, iniziando dagli archi, tra tutte le voci dell'orchestra. [batt. 125-134]

 

Qui "è il momento di maggior intensificazione drammatica della Sinfonia, là dove sono più vividi i contrasti armonici, le opposizioni motivico-dinamiche e più marcata la densità contrappuntistica".[9] Un crescendo porta ad un primo acme espressivo delle battute 168 e seguenti. In questa fase vengono proposti accordi sulla sopradominante e mediante.[4] Per tre volte appare la testa (le prime tre note) del secondo tema (misure 180, 189 e 196). L'ultima ripresa del secondo tema segna l'inizio di una progressiva sospensione della tensione. Questa è realizzata da una serie di minime, alternate tra gli archi e i fiati, con una continua dinamica in decrescendo e un contemporaneo assottigliamento dell'organico strumentale. Inizialmente il basso sale di un tono, poi si fissa sul fa diesis. Su questa nota di base a misura 229 esplode improvvisamente in fortissimo l'inciso delle quattro note seguito dalla testa del secondo tema. Con un repentino pianissimo riprende l'alternanza delle minime e il basso si fissa sul si naturale. Da questa nota, passando per il la bemolle (misura 240) ritorna in fortissimo la testa del tema fondamentale su un accordo della sottodominante (fa minore).

Riesposizione e finaleModifica

Ritorna (alla tonica) la doppia esposizione dell'inciso (da misura 248). Simmetricamente all'Esposizione, il tema principale viene elaborato fino ad una brusca fermata in fortissimo a tutta orchestra dalla quale emerge un delicato recitativo in sol maggiore dell'oboe (misura 268). Ritorna il tema principale e riprende la transizione (come nell'esposizione) verso il secondo tema. Questo è preparato a misura 302 da un accordo di sol maggiore (dominante maggiore) in quanto l'ambiente armonico, nella ripresa del secondo tema (da misura 307), deve essere quello della tonica (do maggiore - tonica maggiore in questo caso).[9] Mentre nell'Esposizione erano i corni ad annunciare la seconda idea tematica, qui sono i fagotti. Il cambio strumentale, probabilmente, è dettato dal fatto che all’epoca di Beethoven i corni naturali erano strumenti dalle possibilità limitate e quindi impossibilitati ad eseguire la frase voluta dall’Autore (inoltre gli esecutori non avrebbero avuto il tempo per cambiare strumento).[12] Tutta la ripresa dell'Epilogo (da misura 346 a misura 397) avviene nel modo maggiore (do maggiore).[4]

L'Epilogo non conclude il primo tempo, ma prepara il Finale. Un accordo di sesta napoletana[4], fa - la bemolle - re bemolle, a misura 382, presentato da tutta l'orchestra in fortissimo, a cui fa eco l'inciso fondamentale in piano (corni, fagotti e clarinetti con le medesime note dell'accordo precedente: fa e la bemolle) precede un'altra esplosione dell'orchestra con l'accordo di do diminuito (o sol bemolle diminuito).[13] seguito dall'eco dei fiati. A questo punto inizia il Finale vero e proprio. A misura 398 ritorna la testa del secondo tema seguito a breve da continui riferimenti al tema principale. In questa fase dello sviluppo l'inciso ritmico del primo tema partecipa ad un elaboratissimo contrappunto su un continuo dialogo fra le varie parti orchestrali, soprattutto fra archi e fiati. Il tema fondamentale riappare chiaramente a misura 478 preceduto da un classico "pedale di dominante" (il sol tenuto dagli archi dalla battuta 470 alla battuta 477)[4]. Qui, sull'enfatica e fragorosa reiterazione del "motto", si raggiunge il climax di tutto il movimento.[9] Ora, il tema principale non viene più abbandonato fino alla fine del movimento.

Schema riassuntivoModifica

Parte Sezione Sottosezione Grado Tonalità Battute:da-a
Esposizione Tema principale Tema I (tonica) do minore 1 – 5
Elaborazione del tema I (tonica) => V (dominante) do minore => sol minore 6 - 21
Ponte modulante => VII => si bemolle magg. 22 - 58
Seconda idea Relativo maggiore mi bemolle magg. 59 - 93
Epilogo Relativo maggiore mi bemolle magg. 93 - 124
Sviluppo Sviluppo del "motto" IV (sottodom.) do minore (dom. della sottodom.) 125 - 179
Entrata del secondo tema V (dom.) / I (tonica) sol min. / do min. 180 - 195
Cadenza finale dello sviluppo => IV (sottodom.) => fa min. 196 - 247
Ripresa Tema principale Tema I (tonica) do minore 248 - 252
Elaborazione del tema I (tonica) => V (dominante) do minore => sol maggiore 253 - 269
Ponte modulante => V (dom.) => sol magg. 270 - 302
Seconda idea Modo maggiore do magg. 303 - 345
Epilogo Modo maggiore do magg. 346 - 397
Finale Tema principale I (tonica) do minore 398 - 502

Andante con motoModifica

Il secondo movimento ("Andante con moto") è un andante in La bemolle maggiore, che introduce un clima di distensione, anche se non mancano le reminiscenze ritmiche del motivo iniziale della sinfonia. Le parti più attive di questo movimento sono esposte in Do maggiore; protagonisti sono gli ottoni. Interessante è la strutturazione delle esposizioni delle parti attive del movimento: nella prima esecuzione, violini e viole accompagnano suonando gli accordi di Do maggiore e Sol maggiore, in terzine, con una consequenziale sensazione di lentezza ma di marcia; la seconda esecuzione, sempre di violino e viola, prevede l'utilizzo di quartine al posto di terzine, dando maggiore movimento alla parte; la terza esecuzione, invece, prevede che i violini e le viole ridiventino coprotagonisti.

AllegroModifica

Il terzo e quarto movimento della sinfonia sono uniti fra loro senza praticamente soluzione di continuità, una scelta musicalmente piuttosto rara per l'epoca.

Il tema principale del terzo movimento (che Beethoven, a differenza del solito, non intitola Scherzo[1]), di nuovo in Do minore, viene esposto in fortissimo e riprende, variandolo, il motivo iniziale del primo movimento. Nella sezione centrale, in tonalità maggiore, violoncelli e contrabbassi suonano all'unisono in passaggi virtuosistici. A questa sezione segue la ripresa, in cui il tema iniziale è esposto questa volta piano, che sfocia in un ponte modulante che conduce direttamente al Finale ("Allegro").

Allegro - PrestoModifica

Il quarto movimento, in Do maggiore, inizia con toni cupi e drammatici, suonati dai violoncelli e dai contrabbassi. Riprende poi il tema principale del primo movimento, nuovamente esposto in fortissimo dai corni e dai tromboni, perdendo poco a poco i suoi toni drammatici grazie alle sonorità più leggere degli oboi e trasformandosi in una rappresentazione della vittoria dell'ottimismo e della certezza morale sul destino. Il discorso viene prima esposto in Sol (dopo la parte iniziale in Do) e, dopo aver ripreso il tema del terzo movimento in Do minore, viene riesposto in Do maggiore con un accelerarsi del ritmo, fino all'esplosione finale.

Influenze sulla cultura di massaModifica

Le quattro note introduttive a Quinta Sinfonia sono molto famose nella cultura pop, appaiono quindi in numerose opere, generalmente indicando un momento di tensione. I riferimenti cinematografici sono molto numerosi, citiamo per esempio Fantasia 2000 (2000), Mani di velluto (1979), Omicidio! (1939), ecc.

L'attacco della sinfonia fu anche usato dalle trasmissioni in italiano della famosa Radio Londra durante la Seconda guerra mondiale, in quanto in codice Morse tre punti e una linea formano l'iniziale V di Victory. Probabilmente anche per questo motivo la sinfonia viene utilizzata durante il film V per Vendetta e viene citata inoltre nella graphic novel V for Vendetta dalla quale il film è tratto.

Nell'estate 2003 viene riadattata una cover della canzone di Robin Thicke con il titolo When I Get You Alone. La Quinta Sinfonia fu anche riarrangiata in versione disco da Walter Murphy per il film La febbre del sabato sera.

Nel videogioco arcade Dragon's Lair II: Time Warp è presente Beethoven intento a comporre proprio questa sinfonia.

DiscografiaModifica


NoteModifica

  1. ^ a b Riccardo Viagrande, Ludwig van Beethoven. Le Sinfonie: n. 5 in do minore, GB Opera magazine. URL consultato l'8 novembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2014).
  2. ^ Edwin F. Kalmus, Ludwig van Beethoven. Symphony no.5 in C min. Op. 67, in Kalmus miniatures. Orchestra scores, New York, Scarsdale, p. 1.
  3. ^ Nielsen 1961, pag. 178.
  4. ^ a b c d e f g h Troncon 1994, pag. 86.
  5. ^ Abraham 1984, pag. 161.
  6. ^ Croce 1986, pag. 259.
  7. ^ Colombani 1953, pag. 202.
  8. ^ Chierici 1975, pag. 8.
  9. ^ a b c d e Mora 1995.
  10. ^ Rosen 1982, pag 467.
  11. ^ Croce 1986, pag. 260.
  12. ^ Beethoven: Sinfonia n.5 in do minore op.67, su christianfrattima.com. URL consultato il 5 gennaio 2020.
  13. ^ Chierici 1975.

BibliografiaModifica

  • Benedetta Saglietti, La quinta sinfonia di Beethoven recensita da Ernst Theodor Amadeus Hoffmann. Con un dialogo tra l'autrice e Riccardo Muti., Roma, Donzelli, 2020, ISBN 9788868439415.
  • Lewis Lockwood, Le sinfonie di Beethoven. Una visione artistica, Torino, E.D.T., 2016, ISBN 8859226333.
  • Fabrizio Della Seta, Beethoven: Sinfonia Eroica - Una guida, Roma, Carocci Editore S.p.A., 2004, ISBN 88-430-3039-6.
  • Luigi della Croce, Beethoven - Le nove sinfonie e altre opere, Pordenone, Edizioni Studio Tesi, 1986.
  • Paolo Troncon, Beethoven e le nove sinfonie, Treviso, Diastema Studi e Ricerche, 1994.
  • Giancarlo Chiaramello, Elementi di composizione musicale, Padova, Franco Muzzio & C., 1985, ISBN 88-7021-286-6.
  • Gerald Abraham, L'età di Beethoven, Milano, Feltrinelli, 1984, ISBN 88-07-21008-8.
  • N. Rimsky-Korsakow, Trattato pratico di armonia, Milano, Casa Musicale Sonzogno, 1977.
  • Fernando Chierici, Prontuario di tutti gli accordi (1152 posizioni), Milano, G. Ricordi & s.p.a., 1975.
  • I grandi musicisti, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1965.
  • Jordan Randall Smith, Beethoven’s Symphony no. 3 in E-flat Major: Thematic Analysis.
  • CMA - CLASSICAL MUSIC ANALYSIS.
  • Marino Mora, Guida all'ascolto (Amadeus), Milano, DARP s.r.l./Paragon s.r.l., 1995.
  • Charles Rosen, Lo stile classico Haydn Mozart Beethoven, Milano, Feltrinelli, 1982.
  • Otto Karolyi, La grammatica della musica, Torino, Giulio Einaudi, 1969.
  • Riccardo Nielsen, Le forme musicali, Bologna, Bongiovanni Editore, 1961, ISBN 88-7021-286-6.
  • Alfredo Colombani, Le nove sinfonie di Beethoven, Milano, Fratelli Bocca, 1953.
  • Gustavo Macchi, Beethoven e le sue nove sinfonie, Milano, Libreria editrice milanese, 1926.

Voci correlateModifica

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