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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film di Alain Resnais del 1993, vedi Smoking/No Smoking.
David Niven in smoking

Lo smoking è un tipo formale di abito completo da uomo.

È un abito da sera pertanto non deve essere assolutamente indossato di giorno. Lo si può sfoggiare per i cenoni di San Silvestro, nelle serate di gala e alle prime teatrali, nei casinò, in tutte le serate formali ad esclusione di quelle in cui è richiesto il frac. È necessario nelle occasioni sul cui invito è specificato: cravatta nera, oppure: abito da sera.[1]

Indice

OrigineModifica

Volendo risalire fino alla preistoria di questo capo di abbigliamento, si arriva al XVII secolo quando un nuovo materiale, la seta, iniziò ad essere importato massicciamente in Europa dall’India, dalla Cina e dalle Americhe. Questo nuovo tessuto, data la sua bellezza e il suo pregio, venne subito in voga tra la nobiltà dell'epoca. Sebbene ancora molto lontani dal design e dai modi di impiego odierni, queste robe de chambre di seta possono essere considerati come gli antenati dello smoking.[2]

Il termine "smoking" deriva dall'inglese smoking jacket ("giacca da fumo")[3], una veste da camera che veniva indossata dagli uomini nelle stanze per fumatori, con lo scopo di preservare l'abito dall'odore del tabacco. In seguito alla guerra di Crimea infatti, aveva avuto grande diffusione la pratica tipica della cultura turca di fumare del tabacco dopo i pasti; le nobili dame della nobiltà inglese, sarebbero state molto infastidite dall'odore di cui questo passatempo era responsabile.[4] Fino al 1880 l'unico abito formale maschile da sera accettato era il frac, con la marsina a coda di rondine ed il farfallino bianco.

Sembra che nel 1865 il Principe di Galles futuro Edoardo VII commissionò al suo sarto Henry Poole una giacca da sera corta in blu da usare per le serate informali nella tenuta di campagna di Sandringham, di forma simile alla "giacca da fumo" ma più corta e da poter utilizzare anche durante i pasti. Dagli archivi della sartoria risulta che prima d'allora non fosse mai stata cucita una giacca da sera del genere, come non se ne ha conoscenza nemmeno di eseguita da altre sartorie. Perciò si può affermare che da quel progetto nacque qualcosa di molto simile a quello che ora noi chiamiamo smoking e gli inglesi dinner jacket[5].

Negli Stati Uniti invece è chiamato tuxedo, per la diffusione che ebbe dopo la sua prima apparizione nell'ottobre 1886 nell'omonimo club del New Jersey. La storia, ben documentata dai registri della sartoria Henry Poole & Co. di Savile Row a Londra, vuole che tra i soci fondatori del Tuxedo Club ci fossero molti suoi clienti, fra cui William Waldorf Astor, Robert Goelet, Ogden Mills e Pierre Lorillard, che vollero importare oltreoceano questo nuovo tipo di abito da sera che si facevano fare ad emulazione del carismatico Principe di Galles[5].

ComposizioneModifica

Lo smoking è un abito codificato ma in modo meno rigido degli altri abiti formali come il tight e soprattutto il frac; nella sua storia è stato aggiornato e modificato molte volte seguendo la moda, tuttavia un buon taglio classico, il rispetto di alcune regole sartoriali e la sapiente giustapposizione degli accessori sono i parametri di uno smoking elegante.

Giacca e pantaloniModifica

La giacca storica è monopetto ad unico bottone, la variante doppiopetto (da tenere sempre abbottonata), a due bottoni più due di mostra (ossia solo per bellezza che non possono essere abbottonati), si ebbe a partire dalla fine degli anni '20, molto più recentemente è arrivata anche la versione quattro più due. I revers sono ricoperti di seta, principalmente in satin (che ha un effetto lucido) o gros grain (che ha un effetto opaco), nascono a scialle, come nelle originarie smoking jacket, ma diventano sin dagli arbori anche a lancia. I bottoni, quasi sempre, sono ricoperti dello stesso tessuto del rever.

La giacca dello smoking non deve avere spacchi (nonostante si veda un autorevole trasgressore a questa tradizione come il Principe Carlo), né pattine alle tasche. Il tessuto più classico è il barathea di lana, molto adatte e in voga anche le tele classiche di mohair in varie percentuali. Le fodere dovrebbero essere di raso di seta.

Anche se negli anni cinquanta se ne sono viste versioni in tartan, in velluto bordò o altri colori simili, anche se negli anni sessanta se ne sono viste versioni molto colorate o comunque tinta unita di colori vistosi, il colore tradizionale è il nero e l'unica variante ammissibile, secondo i canoni formali, è la versione "blu notte" (pantaloni dello stesso colore) tanto amata dal duca di Windsor, quindi quelle colorate sono da riservarsi esclusivamente ai cabarettisti. L'unica altra variante ammessa per l'estate dalla metà degli anni '30, è la giacca di colore bianco con tutti gli altri componenti dello smoking invariati.[6]

I pantaloni sono neri dello stesso tessuto, di taglio dritto classico, assolutamente senza risvolto. Si contraddistinguono per una sottile banda (detta gallone) di seta nera, applicata lungo le cuciture esterne su entrambe le gambe dalla vita all'orlo. I pantaloni da smoking sono di regola privi di passanti per la cintura, in quanto lo smoking è sostenuto da un paio di bretelle sottili[7]. Queste dovrebbero essere per tradizione di seta bianca ma la cosa più importante è che restino assolutamente invisibili.[6]

Panciotto o fasciaModifica

Sotto la giacca da smoking si indossa il panciotto o gilet, anch'esso nero (anche in caso di giacca bianca) e dello stesso tessuto dello smoking, deve nascondere le bretelle. Il gilet ha un taglio diverso dai panciotti tipici degli abiti completi, in quanto ha uno scollo molto più svasato, può avere piccoli rever sciallati, spesso ha tre bottoni, la parte superiore scompare sotto la giacca, lasciando visibile un'ampissima porzione della camicia. In alternativa al panciotto, specie con la calura estiva, si può indossare la fascia, cummerbund in inglese, nera come il farfallino deve essere della stessa seta, è plissettata nella parte anteriore e va portata con le pieghe rivolte verso l'alto, vi è spesso ricavato un piccolo taschino. La fascia è stata mutuata dalla fusciacca delle uniformi anglo-indiane in seguito alla prima guerra mondiale ma ha origini molto antiche nell'abbigliamento maschile e femminile. Con la giacca doppio petto non si portano né gilet né fascia.[8]

PapillonModifica

Elemento fondamentale dello smoking è il farfallino (papillon): di seta, raso (satin) o gros grain, nero, cui si deve l'espressione "cravatta nera" (black tie) sui cartoncini d'invito, infatti l'espressione inglese black tie è di fatto un'abbreviazione del termine Black Bow Tie dove Bow Tie significa appunto farfallino nero. Quindi è bene specificare che con black tie sui cartoncini d'invito (per l'esattezza Dress: black tie), si intende l'abito da sera, lo smoking (tuxedo, abbreviato tux, per gli Americani; dinner suit per gli Australiani) e non un qualunque abito portato con una comune cravatta nera.[9]

CamiciaModifica

La camicia da smoking è rigorosamente bianca, inizialmente si usava solo la tipica camicia di cotone con polsini doppi, sparato inamidato da chiudere con gli "stud[7]"(piccoli bottoni gioiello) e colletto diplomatico, con il tempo sono comparsi gli sparati con l'abbottonatura nascosta, gli sparati con plissettatura, principalmente verticale ma anche orizzontale, (si tratta di una serie di pieghe del tessuto, di scopo puramente ornamentale), che serve in qualche modo a movimentare e rendere otticamente gradevole lo spazio vuoto al di sotto del farfallino; anche i colletti hanno iniziato ad essere sempre più spesso del tipo normale (classici e di buone proporzioni però), tanto che sono ormai camicie classiche da smoking anche camicie piuttosto simili alle classiche camicie da uomo: nate in seta possono anche essere in cotone sempre però molto leggero, meglio se voile o batista, i polsini rimangono doppi da chiudere con i gemelli. Lo sparato con i volant[10] deve rimanere una bizzarria degli anni sessanta/settanta. Non va mai bene un colletto senza punte e tantomeno button-down (inadatto ad un abito da sera perché troppo sportivo).[11]

CalzeModifica

Le calze da smoking sono nere e lunghe al ginocchio, ancor meglio se di seta, sono corrette anche in filo di Scozia l'importante è che siano molto sottili, devono essere lisce senza disegni geometrici o costine[12].

ScarpeModifica

Le classiche francesine nere di vernice o le tipiche pump sono la scelta più corretta, si possono calzare anche classicissime scarpe di pelle nera stringate tipo Oxford purché lisce e con suola in cuoio piuttosto sottile, devono essere lucidate a specchio[12]; al limite possono essere accettati anche quei tipici mocassini inglesi con la tomaia di lana o di velluto che loro chiamano evening slippers o formal slippers, senza i ricami però[13].

Componenti accessorieModifica

Fazzoletto da taschino e fiore all'occhielloModifica

Nel taschino della giacca si può piegare o sistemare un fazzoletto di lino bianco; anche di seta e pure colorato, bene lo stesso a piccoli motivi, ma sempre di buon gusto nei toni.

Allo stesso modo, un fiore ben scelto può essere molto elegante[7].

OrologioModifica

Da tasca o da polso, sarebbe meglio indossare orologi non molto ingombranti, i metalli andrebbero coordinati con i gemelli almeno nel colore, il cinturino deve essere nero.[7]

CappelloModifica

Il tipo homburg di colore molto scuro è quello più adatto[14].

Soprabito, sciarpa e guantiModifica

Durante gli spostamenti nelle stagioni fredde, si può indossare il soprabito: da sera o di tipo chesterfield nero o blu scuro[14], la sciarpa più adatta è bianca di seta[7], i guanti: di camoscio grigi cenere con cuciture sottili[14]. Il mantello, scelta migliore sul frac, può essere elegante anche sullo smoking nonostante dia un aspetto un po' eccentrico[14].

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Donna Letizia, Il saper vivere, Milano, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., 1960.
  2. ^ (EN) The History of the Smoking Jacket, su Cool Material, 11 maggio 2016. URL consultato il 18 giugno 2019.
  3. ^ Vocabolario Treccani, su treccani.it.
  4. ^ SMOKING ... STORIA DELLA GIACCA PER FUMARE, su www.sigariavana.it. URL consultato il 18 giugno 2019.
  5. ^ a b (EN) Storia del tuxedo, su henrypoole.com.
  6. ^ a b (EN) Guida alla cravatta nera, su blacktieguide.com.
  7. ^ a b c d e (EN) Guida alla cravatta nera, su blacktieguide.com.
  8. ^ (EN) Guida alla cravatta nera, su blacktieguide.com.
  9. ^ (EN) Guida alla cravatta nera, su blacktieguide.com.
  10. ^ la Repubblica Dizionario, su dizionari.repubblica.it.
  11. ^ (EN) Guida alla cravatta nera, su blacktieguide.com.
  12. ^ a b (EN) Guida alla cravatta nera, su blacktieguide.com.
  13. ^ (EN) Guida alla cravatta nera, su blacktieguide.com.
  14. ^ a b c d (EN) Guida alla cravatta nera, su blacktieguide.com.

BibliografiaModifica

  • Giuliano Angeli e Riccardo Villarosa, Homo elegans. Come costruire il guardaroba ideale, Milano, Idea Libri, 1990, ISBN 8870821285, ISBN 9788870821284.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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