Spytihněv II di Boemia

duca di Boemia
Spytihněv II
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Spytihněv II con mitra e lancia. Illustrazione contemporanea dal manoscritto Svatovítská apokalypsa (Apocalisse di San Vito, 1060-1061)
Duca di Boemia
In carica 1055 –
28 gennaio 1061
Predecessore Bretislao I di Boemia
Successore Vratislao II di Boemia
Nascita Olomouc, 1031
Morte Hradec nad Moravicí, 28 gennaio 1061
Luogo di sepoltura Cattedrale di San Vito
Dinastia Přemyslidi
Padre Bretislao I di Boemia
Madre Giuditta di Schweinfurt
Coniuge Ida di Wettin
Figli Swatobor Federico

Spytihněv II, chiamato anche Spitignew, Spitihnew or Spytihnev; in latino: Spitigneus[1], (Olomouc, 1031Hradec nad Moravicí, 28 gennaio 1061) fu duca di Boemia dal 1055 alla morte. Disponiamo di informazioni contraddittorie sul suo breve regno. Particolare enfasi è posta sul suo rapporto con i tedeschi in Boemia e sulle interferenze con i governanti in Moravia.

BiografiaModifica

Spytihněv era il figlio maggiore di Bretislao I e di sua moglie Giuditta di Schweinfurt della stirpe Schweinfurt[2]. Egli trascorse parte dell'infanzia in ostaggio alla corte di Enrico III, inizialmente dal 1039 al 1040, una seconda volta dal 1041 per un periodo di tempo sconosciuto. Al suo ritorno, gli fu concesso il controllo di una parte della Moravia intorno a Olomouc e successivamente del distretto del castello di Saaz. Intorno al 1054 si sposò con Ida[3], una figlia del margravio di Lusazia della stirpe Wettin Teodorico I.

Quando succedette al padre come duca, nel 1055, la sua incoronazione fu celebrata con la prima interpretazione conosciuta di Hospodine pomiluj ny, la prima canzone conosciuta in lingua ceca. Dopo la sua ascesa al trono, si recò subito a Ratisbona per ricevere la conferma imperiale. Non è del tutto certo se l'affermazione nella Chronica Boemorum secondo cui espulse tutti i tedeschi dalla Boemia il giorno in cui assunse al trono boemo sia veramente corretta. In ogni caso, la madre e la badessa del monastero di San Giorgio, entrambe di origine tedesca, dovettero lasciare il paese. D'altra parte, nel 1056 espulse i monaci slavi del monastero di Sázava[4] e vi installò invece un abate tedesco e un convento latino. Sebbene la xenofobia non possa essere esclusa nemmeno in quel momento, l'atteggiamento "antitedesco" del duca in questo caso sembra essere un'interpretazione del cronista e le campagne di espulsione sono dettate da motivazioni personali o politiche.

All'inizio del suo regno sembrano esserci state controversie sul principio di anzianità, che era appena entrato in vigore in Boemia. Così Spytihněv espulse suo fratello Vratislao in Ungheria e portò i due fratelli più giovani Corrado e Ottone alla corte di Praga, assegnando loro incarichi di corte insignificanti. L'amministrazione della Moravia da parte dei familiari non governanti, voluta da Bretislao I, fu così sospesa. Per assicurarsi il potere nella parte orientale del paese, Spytihněv convocò inoltre 300 grandi della Moravia nel castello di Chrudim. Quando questi non obbedirono alla convocazione, li fece arrestare e trattenere in castelli cechi. Tuttavia, sotto la pressione del re ungherese Andrea I, lasciò che suo fratello tornasse in Moravia nel 1058.

 
Tomba di Spytihněv nella cattedrale di San Vito a Praga.

Intorno al 1060 Spytihněv si rivolse a papa Nicola II con la richiesta di essere elevato a re, ma questo gli concesse solo il diritto di indossare la mitra vescovile in cambio del pagamento di un interesse annuale di 100 libbre d'argento[5][6]. Lo status del duca boemo fu così elevato, ma la corona reale fu ottenuta solo da suo fratello e successore Vratislao II. Spytihněv morì all'età di trent'anni.

Matrimonio e figliModifica

Spytihněv II si sposò, attorno al 1054, con Ida[3], una figlia del margravio di Lusazia della stirpe Wettin Teodorico I:

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Boleslao II di Boemia Boleslao I di Boemia  
 
Biagota  
Ulrico di Boemia  
 
 
 
Bretislao I di Boemia  
 
 
 
Božena di Boemia  
 
 
 
Spytihnev II di Boemia  
Bertoldo di Schweinfurt  
 
 
Enrico di Schweinfurt  
Eilika di Walbeck Lotario II di Walbeck  
 
 
Giuditta di Schweinfurt  
Eriberto di Wetterau Odo di Wetterau  
 
 
Gerberga di Gleiberg  
Irmtrud di Avalgau Megingaudo di Gheldria  
 
Gerberga di Lorena  
 

BibliografiaModifica

  • (CS) Vratislav Vaníček: Vratislav II. (I.). První český král. Čechy v době evropského kulturního obratu v 11. století (= Velké postavy českých dějin. 3). Vyšehrad, Prag 2004, ISBN 80-7021-655-7, S. 21–55.
  • (EN) Bažant, Jan (2003). The Classical Tradition in Czech Medieval Art. Peter Lang.
  • (EN) Berend, Nora; Urbanczyk, Przemyslaw; Wiszewski, Przemyslaw (2013). Central Europe in the High Middle Ages:Bohemia, Hungary and Poland, c.900-c.1300. Cambridge University Press.
  • (EN) Curta, Florin (2017). "Foundation of Sazava Abbey". In Curta, Florin; Holt, Andrew (eds.). Great Events in Religion: An Encyclopedia of Pivotal Events in Religious History. Vol. I. ABC-CLIO.
  • (DE) Gresser, Georg (2006). Die Synoden und Konzilien in der Zeit des Reformpapsttums in Deutschland und Italien von Leo IX bis Calixt II, 1049-1123. Ferdinand Schoningh.
  • (EN) Thompson, James Westfall (1926). "Medieval German Expansion in Bohemia". The Slavonic Review. 4 (12).

NoteModifica

  1. ^ L'Annalista Saxo menziona "Spitigneus dux de Boemia" nell'anno 1058: "Iuditha, soror Ottonis ducis de Suinvorde, uxor Bracilai, ductrix Boemiorum, obiit 4. Non. Augusti. Quam quia filius suus Spitigneus dux de Boemia eiecerat, cum non posset aliter iniuriam ulcisci in filio, ad contumeliam eius et omnium Boemorum nupserat Petro regi Ungariorum. Hec postea a filio suo Wratizlao duce inde translata est et Prage sepulta iuxta virum suum Brazilaum in ecclesia". dmgh.de, p.692
  2. ^ Berend, Urbanczyk & Wiszewski 2013, p. 166.
  3. ^ a b Thompson 1926, p. 621.
  4. ^ Curta 2017, p. 489.
  5. ^ Berend, Urbanczyk & Wiszewski 2013, p. 384.
  6. ^ Bažant 2003, p. 41.
  7. ^ Gresser 2006, p. 256.

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