Squadra antitruffa

film del 1977 diretto da Bruno Corbucci
Squadra antitruffa
Squadra antitruffa.png
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1977
Durata96 min
Rapporto1,85:1
Generepoliziesco, commedia
RegiaBruno Corbucci
SoggettoMario Amendola, Bruno Corbucci
SceneggiaturaMario Amendola, Bruno Corbucci
ProduttoreGalliano Juso
Casa di produzioneCinemaster, Dear Film
Distribuzione in italianoTitanus
FotografiaMarcello Masciocchi
MontaggioDaniele Alabiso
MusicheGuido De Angelis
Maurizio De Angelis
ScenografiaClaudio Cinini
CostumiLuciano Sagoni
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Squadra antitruffa è un film del 1977 diretto da Bruno Corbucci ed è il terzo capitolo della saga di film interpretati da Tomas Milian nei panni dell'ispettore Nico Giraldi[2][3].

TramaModifica

Franco Bertarelli, detto Venticello, va all'aeroporto con l'intenzione di truffare i viaggiatori, utilizzando una finta schedina vincente del Totocalcio. In un altro luogo di Roma, il maresciallo Nico Giraldi è impegnato a smascherare Tarcisio Pollaroli detto Er Fibbia, che truffa gli ingenui, sostenendo che grazie a delle presunte pastiglie giapponesi può trasformare un pieno d'acqua in carburante. Tornato al commissariato trova Baruffaldi, un viaggiatore lombardo truffato con una schedina del Totocalcio, e dopo aver capito chi è l'autore della truffa, fa irruzione in un bar e recupera i soldi truffati.

In serata, il commissario Tozzi avverte Giraldi che da Londra è arrivato un detective dei Lloyd's, Robert Clayton, che sta cercando di venire a capo di una truffa internazionale: un giro di soldi basato su dei falsi decessi di persone mai assicurate, con la fantomatica assicurazione Enutria.

Giraldi indagando riesce a scoprire il nome dell'amministratore dell'assicurazione: Pasquale Pinarelli. Corre a casa sua ma lo trova a letto morto, insieme alla sua giovane amante Anita Bevilacqua. Il maresciallo viene insospettito da un messaggio che trova nella segreteria telefonica, dove un certo "Angelo" dice a Pinarelli di cercare un certo Mylord al night club La Prugna, locale frequentato da omosessuali.

Il maresciallo cerca di intercettare Mylord, ma questi gli sfugge; verrà successivamente catturato da Clayton con un trucco. Una volta portato in commissariato, Mylord mette la polizia sulle tracce del dipendente delle Terme di Tivoli Angelo Tornabuoni (lo stesso della segreteria telefonica a casa di Pinarelli). Giraldi la mattina successiva va alle Terme per parlare con Angelo, ma un misterioso killer uccide quest'ultimo assieme a Mylord, anch'egli recatosi alle terme.

Alle Terme, Giraldi incontra la sorella di Tornabuoni, che lo mette sulle tracce di Sergio Michettoni, arbitro di tennis, che verrà ucciso proprio sul campo. L'assassino è un killer calabrese, un certo Armando Trani.

A questo punto entra in scena anche un quarto membro dell'assicurazione, lo stuntman Aldo Proietti, che inscena davanti a Giraldi il proprio omicidio per fuggire a San Francisco e salvarsi, grazie all'aiuto di Venticello. Giraldi scopre il trucco della finta morte vedendo un film western dove lo stesso Proietti, stuntman di professione, viene ucciso nella stessa identica maniera del giorno precedente. Convinto Venticello a rivelare dove si nasconde Proietti, Giraldi e Clayton vanno a San Francisco, dove per entrare in contatto con la malavita locale, si dedicano a numerose truffe ai danni dei negozianti del quartiere, protetti dal boss italoamericano Don Salvatore Passamonti. Entrati nelle grazie del boss, i due detective, con uno stratagemma, riescono a farsi consegnare il ricercato Proietti.

Ritornati a Roma, Proietti viene ucciso non appena uscito dall'aeroporto, ma durante il volo aveva già confessato, permettendo così a Nico di capire che il mandante degli omicidi è in realtà l'avvocato Ferrante, proprietario della TV locale Antenna 7 e uno dei soci fondatori di Enutria Assicurazioni; che, per non dare sospetti, si è candidato per diventare il nuovo Sindaco di Roma.

Giraldi incontra l'avvocato Ferrante e gli racconta una "storiella" (ciò che ha confessato Proietti in aereo), e gli mostra una cassetta che contiene la registrazione della "storiella", detta dallo stesso Proietti.

Ferrante compra la cassetta per 50 milioni di lire (una parte dei soldi truffati da Enutria), in modo che nessuno venga a sapere di ciò che è accaduto; ma quando l'avvocato si accorge che la cassetta, in realtà, contiene una registrazione dell'inno nazionale, un'imboscata della polizia è già pronta ad arrestarlo[1][4].

Clayton si congratula con Nico e gli regala un cappello da Sherlock Holmes e successivamente riporta i soldi a Londra.

RipreseModifica

Nel film si vede anche un inseguimento che passa per la famosa Lombard Street, una strada con degli stretti tornanti a San Francisco, visibile anche in diversi telefilm polizieschi americani.[5]

NoteModifica

  1. ^ a b Squadra antitruffa (1977) ilmiovizioeunastanzachiusa.wordpress.com
  2. ^ Roberto Curti, Italia odia: il cinema poliziesco italiano, Lindau, 2006.
  3. ^ Manlio Momarasca, Giorgio Navarro e Davide Pulici, Monnezza e i suoi fratelli, Nocturno Dossier n.39, Cinemabis Comm..
  4. ^ archiviodelcinemaitaliano.it. URL consultato il 14 giugno 2020.
  5. ^ Squadra antitruffa (1977), su davinotti.com. URL consultato il 6 febbraio 2015.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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