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Carrara San Martino
già Carrara Città (1866-1939)
già Carrara (1866-1939)

stazione ferroviaria
Stazione di Carrara San Martino.jpg
Facciata del fabbricato passeggeri alla fine dell'Ottocento
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàCarrara, località San Martino
Coordinate44°03′04″N 10°03′46″E / 44.051111°N 10.062778°E44.051111; 10.062778Coordinate: 44°03′04″N 10°03′46″E / 44.051111°N 10.062778°E44.051111; 10.062778
LineeAvenza-Carrara
Marmifera fino al 1964
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante, di diramazione
Stato attualeSoppressa
OperatoreFerrovie dello Stato Italiane
Attivazione1866
Soppressione1969
Binari1 + 2 scalo + 2 rimessa + 4 merci
DintorniCarrara centro

La stazione di Carrara San Martino era una stazione ferroviaria comune a due linee, entrambe soppresse, situata nei pressi del centro di Carrara.

Indice

StoriaModifica

La stazione, in origine denominata "Carrara Città"[1][2], nacque alla fine dell'Ottocento dalla volontà degli imprenditori di Carrara di dotare la propria città di un collegamento con la linea ferroviaria, trovandosi la stazione di Carrara-Avenza a circa 5 chilometri a valle della città. La stazione venne realizzata in seguito alle lunghe trattative condotte dal generale carrarese Domenico Cucchiari, combattente risorgimentale più volte decorato al valor militare e parlamentare eletto alla Camera dei deputati nel collegio di Carrara. Il generale Cucchiari si era distinto nella battaglia di San Martino e l'apertura della stazione fu dovuta principalmente al suo impegno, infatti nel 1939 acquisì la nuova denominazione di "Carrara San Martino"[3] in onore del generale. Da qui deriva l'ancora in uso toponimo della zona, dove oggi sorge il tribunale di Carrara.

 
Tratta dei ponti di Anderlino abbattuta nel 1945

L'impianto venne inaugurato il 10 settembre 1866 contestualmente all'apertura della ferrovia Avenza-Carrara, lunga 4,5 km, a cura delle Strade Ferrate dell'Alta Italia[2].

La stazione è menzionata ufficialmente anche in alcuni documenti d'epoca semplicemente con il nome di "Carrara"[4].

Al 1879 la stazione mancava ancora di strutture fondamentali per il traffico merci, come il magazzino merci dello scalo, installato in seguito[5].

Nel 1904 era in progetto di ampliare il servizio merci della stazione[6].

Nel 1906 risultavano in progetto ampliamenti delle stazioni di Carrara e di Avenza motivati dal fatto che tali impianti erano ormai spesso ingombri di carri merci, con conseguenti rallentamenti sulla breve linea[7].

La stazione subì due bombardamenti, il primo nel 30 dicembre 1944 in seguito al quale nella stazione saltarono i grandi contenitori di gas e morirono 32 persone. Il secondo avvenne 16 gennaio 1945 e colpì anche i ponti di Anderlino, interrompendo la linea; anche in questo caso si registrarono vittime[8].

La stazione venne chiusa il 29 febbraio 1969[9], come il resto della linea, e ufficialmente soppressa con decreto del presidente della repubblica n.1459 del 28 dicembre 1970[10].

Nel 2014 l'area della stazione è in corso di trasformazione in seno al piano integrato urbanistico di sviluppo sostenibile così come per la stazione del Tarnone a fini turistici[11].

Strutture e impiantiModifica

 
Veduta dall'alto della stazione con i binari e l'area merci
 
La stazione a settembre 2013

La stazione, essendo di rilevante importanza all'epoca per il traffico marmoreo, venne dotata oltre a una banchina merci e di un magazzino di stazione, di appositi grandi magazzini per le merci posti di fronte al fabbricato viaggiatori, trovandosi sulla linea della ferrovia Marmifera. Più in fondo vi era la rimessa locomotive della stazione, demolita in seguito. L'impianto possedeva anche dei segnali di limite carico merci di cui uno posto proprio vicino alla rimessa[12].

Negli anni 2000 della stazione rimane ben poco, lo scalo merci di stazione non esiste più e il magazzino è stato demolito, la rimessa locomotive è stata demolita e tutta l'area circostante è stata trasformata in parcheggio pubblico. Su quello che era il lato binari oggi vi è una strada, chiamata "viale della Stazione".

In tutto 9, i binari erano dedicati al servizio passeggeri e al servizio merci:

  • I primi due erano adibiti al servizio merci di stazione, seguitavano altri due che servivano le due linee principali, la ferrovia Avenza-Carrara e la ferrovia Marmifera;
  • Subito dopo superato il fabbricato viaggiatori il binario 1 passeggeri terminava, dal binario 2 se ne diramava un altro e finivano entrambi nella rimessa locomotive;
  • Dal binario 1 si diramava un secondo binario tronco che finiva poco più avanti, da quest'ultimo binario, a sua volta, se ne diramava un altro e finiva anch'esso tronco.
  • Poco prima dei grandi magazzini marmiferi si diramavano due binari della ferrovia Marmifera diretti verso le cave. Essi subito dopo superati i magazzini scavalcavano il Carrione e quella che ora è il corso Carlo Rosselli per proseguire verso la stazione di Carrara Monterosso.

MovimentoModifica

Negli anni Carrara San Martino fu interessata sia dal movimento passeggeri generato come diramazione della ferrovia Tirrenica sia, soprattutto, dal traffico merci della ferrovia Marmifera proveniente dalle cave e dalla diramazione per Fiorino proveniente dalla stazione di Avenza.

NoteModifica

  1. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 201 del 3 settembre 1938, nome menzionato nel decreto delle Condizioni e tariffe per i trasporti delle cose sulle Ferrovie dello Stato.
  2. ^ a b Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, su Trenidicarta.it, Alessandro Tuzza, 1927. URL consultato il 7 settembre 2014.
  3. ^ Ordine di Servizio n. 60 del 1939
  4. ^ Relazione a S. E. il ministro dei lavori pubblici sull'andamento dell'amministrazione delle Ferrovie dello Stato, op. cit.
  5. ^ Commissione d'inchiesta sull'esercizio delle ferrovie italiane 1879, p.380.
  6. ^ Rivista generale
  7. ^ Commissione d'inchiesta sull'esercizio delle ferrovie italiane, Atti - Parte 3, op. cit.
  8. ^ Lucio Benassi, Articolo sui Ponti di Anderlino, su carraraonline.com, 18 aprile 2013.
  9. ^ Ponti di Anderlino. URL consultato nell'ottobre 2013.
  10. ^ Decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 1970, n. 1459, in materia di "Soppressione della linea ferroviaria Carrara Avenza-Carrara S. Martino."
  11. ^ Naufraga l'area mercatile arriva il Centro anziani
  12. ^ Esso si può notare al centro a destra nella cartolina raffigurante una veduta aerea della stazione.

BibliografiaModifica

  • Commissione d'inchiesta sull'esercizio delle ferrovie italiane, Atti, vol. 2, parte 1, tipografia Eredi Botta, 1879, ISBN non esistente.
  • Commissione d'inchiesta sull'esercizio delle ferrovie italiane, Atti - Parte 3, 1881.
  • Strade Ferrate del Mediterraneo, Album dei Piani Generali delle stazioni, fermate, cave, cantieri, officine e diramazioni a Stabilimenti privati alla data 1º gennaio 1894, Tip. Lit. Direz. Gen. Ferr. Mediterraneo, Milano, 1895. Tavola 23. Stazione di Carrara.
  • Rivista generale delle ferrovie e dei lavori pubblici, vol. 22, 1904.
  • Direzione generale delle Ferrovie dello Stato, Relazione a S. E. il ministro dei lavori pubblici sull'andamento dell'amministrazione delle Ferrovie dello Stato, 1906.
  • Ministero dei lavori pubblici, Annali dei lavori pubblici, vol. 77, 1ª ed., 1939.
  • Adriano Betti Carboncini, I treni del marmo. Ferrovie e tranvie della Versilia e delle Alpi Apuane, ETR, Salò, 1984. ISBN 88-85068-10-3
  • Elena Tarabella, La ferrovia marmifera privata di Carrara, Università di Pisa, Pisa, 1986.
  • Daniele Canali, La Ferrovia Marmifera di Carrara, Società Editrice Apuana, Massa, 1995.
  • Adriano Betti Carboncini, Alpi Apuane. Ricordo delle ferrovie marmifere, Pegaso, Firenze, 2012. ISBN 978-88-95248-39-4

Voci correlateModifica

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