Apri il menu principale

Stazione di Gozzano

stazione ferroviaria italiana, attivata nel 2011
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la vecchia stazione inaugurata nel 1864, vedi Stazione di Gozzano (1864).
Gozzano
stazione ferroviaria
Ingr staz gozzano.jpg
L'ingresso alla stazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàGozzano
Coordinate45°44′40.66″N 8°26′26.04″E / 45.744628°N 8.440568°E45.744628; 8.440568Coordinate: 45°44′40.66″N 8°26′26.04″E / 45.744628°N 8.440568°E45.744628; 8.440568
Lineeferrovia Domodossola-Novara
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante
Stato attualeIn uso
Attivazione2011
Binari2
InterscambiAutobus extraurbani
DintorniCentro storico di Gozzano, chiesa di San Lorenzo

La stazione di Gozzano è una stazione ferroviaria situata nell'omonimo comune del Piemonte, posta lungo la ferrovia Domodossola-Novara.

StoriaModifica

Nel terzo millennio Rete Ferroviaria Italiana decise di deviare il tracciato ferroviario passante nel comune di Gozzano allo scopo di eliminare i sette passaggi a livello posti all’interno dell’abitato, aumentando la capacità della linea mediante raddoppio del binario e dismettendo l'originario scalo ferroviario, costruito nel 1864[1], che aveva ormai perso la propria originale funzione di diramazione ed era poco funzionale alle esigenze dell'utenza, essendo piuttosto distante dal centro storico.

L'ampia curva, comunemente nota come "gobba", che faceva il periplo di Gozzano venne quindi disarmata e sostituita da un rettilineo passante a oriente del centro abitato. La nuova stazione, ricavata tra la chiesa di San Lorenzo e quella di Santa Maria del Boggio, fu inaugurata il 5 dicembre 2011[2].

Strutture e impiantiModifica

 
Piazzale binari della stazione visto in direzione Novara

La gestione degli impianti è affidata a Rete Ferroviaria Italiana. La stazione, impresenziata sin dalla sua apertura, è telecomandata a distanza con il sistema CTC, facente capo al Dirigente Centrale Operativo di Torino Lingotto[1].

In considerazione del modesto traffico viaggiatori che interessa la conca di Gozzano, nella costruzione della nuova stazione non si è ritenuta necessaria la costruzione di un fabbricato viaggiatori. L'unico stabile esistente è un magazzino di servizio, inaccessibile al pubblico. Esso è uno stabile a pianta rettangolare, interamente costruito in cemento armato, e presenta una facciata a capanna con tetto a spioventi; sulla parete che si rivolge verso il fascio binari sono posti due cartelli recanti la progressiva chilometrica della tratta e due campanelle Leopolder di tipo elettronico, che trillano per annunciare il transito di treni che non effettuano fermata.

La stazione dispone di due binari: il binario 1 è di corretto tracciato, ed è quello usualmente utilizzato, mentre il binario 2, a tracciato deviato, è utilizzato solo per eventuali incroci e precedenze. Entrambi sono dotati di banchine parzialmente rialzate, onde coincidere con la soglia dei vagoni. Esse sono quasi interamente coperte da tettoie in lamiera metallica con struttura portante a traliccio, poggianti su pilastri in cemento di forma circolare. A collegarle vi è un sottopassaggio, accessibile anche ai portatori di handicap grazie a due rampe.

L'informazione sul servizio ai passeggeri è garantita mediante due display elettronici a LED collocati all'ingresso della stazione e all'uscita del sottopasso sulla seconda banchina, oltre che mediante gli orari cartacei apposti in apposite bacheche ubicate lungo le banchine.

MovimentoModifica

L'impianto è servito dai treni regionali operati da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Piemonte.

ServiziModifica

La stazione è classificata da RFI nella categoria "Bronze"[3].

InterscambiModifica

Presso la stazione sono attuati i seguenti interscambi:

  •   Fermata autobus

NoteModifica

  1. ^ a b Variante di Gozzano sulla linea Domodossola-Novara
  2. ^ pagina dedicata alla variante ferroviaria di Gozzano
  3. ^ www.rfi.it, Stazioni del Piemonte, su rfi.it. URL consultato l'11 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2013).

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica