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Stefano Stefani
Stefano Stefani.jpg

Presidente della 3ª Commissione Affari Esteri della Camera dei deputati
Durata mandato 8 maggio 2008 –
21 marzo 2013
Predecessore Umberto Ranieri
Successore Fabrizio Cicchitto

Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Ambiente e del Territorio
Durata mandato 30 dicembre 2004 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Antonio Martusciello
Successore Bruno Dettori

Sottosegretario di Stato del Ministero delle Attività produttive
Durata mandato 12 giugno 2001 –
17 luglio 2003
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Mauro Fabris
Successore Roberto Cota

Presidente federale della Lega Nord
Durata mandato 18 maggio 1995 –
22 febbraio 2002
Predecessore Franco Rocchetta
Successore Luciano Gasperini

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIII, XIV, XVI
Gruppo
parlamentare
Lega Nord
Circoscrizione Veneto
Incarichi parlamentari
  • XVI LEGISLATURA
    • Presidente della III Commissione permanente (Affari esteri e comunitari) dal 5 maggio 2008
  • XIV LEGISLATURA
    • Componente della I Commissione permanente (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e degli Interni) dal 18 luglio 2003 al 29 dicembre 2004
    • Componente della IX Commissione permanente (Lavoro Pubblico e Privato) dal 15 ottobre 2003 al 29 dicembre 2004
  • XIII LEGISLATURA
    • Componente della X Commissione permanente (Attività produttive, Commercio e Sviluppo) dal 28 luglio 1998 al 6 giugno 2001
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XII, XV
Gruppo
parlamentare
Lega Nord Padania
Circoscrizione Veneto
Incarichi parlamentari
  • XV LEGISLATURA
    • Membro della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) dal 6 giugno 2006 al 9 novembre 2006
    • Membro della 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) dal 9 novembre 2006 al 28 aprile 2008
    • Membro della Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare della NATO dal 26 luglio 2006 al 28 aprile 2008
    • Membro del Comitato per le questioni degli italiani all'estero dal 15 giugno 2007 al 28 aprile 2008
  • XII LEGISLATURA
    • Membro della 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) dal 31 maggio 1994 al 17 gennaio 1995
    • Membro della 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) dal 31 maggio 1994 all'8 maggio 1996
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Lega Nord
Titolo di studio licenza media inferiore
Professione imprenditore orafo

Stefano Stefani (Vicenza, 29 settembre 1938) è un politico italiano.

Carriera imprenditorialeModifica

Primo di quattro figli dopo la licenza media inferiore lascia gli studi per affiancare la madre Lucinda, rimasta vedova giovanissima, nel nascente commercio di oreficeria. Nel 1963 fonda la Stefano Stefani srl, azienda specializzata nell'import/export di pietre preziose, con particolare attenzione ai mercati indiano e sudamericano. Presidente della Sezione Orafi di Confindustria Vicenza, grande appassionato di sci, dal 1978 al 1992 ha ricoperto la carica di Presidente della Commissione Nazionale Sci della F.I.E..[1]

Nominato Cavaliere della Repubblica Italiana nel 1978 con decreto del presidente Sandro Pertini. Cavaliere ufficiale della Repubblica Italiana nel 1987 con decreto del presidente Francesco Cossiga.[senza fonte]

Carriera politicaModifica

Inizia a fare politica con la Lega Nord/Liga Veneta a partire dai primi anni ‘90 ricoprendo diversi incarichi all'interno del partito. Segretario provinciale della Lega Nord di Vicenza dal 1992 al 1994, presidente federale del partito dal 1995 al 2002, contribuisce in modo determinante alla nascita dei media padani, La Padania e Radio Padania Libera.

Stefani è stato eletto senatore nella XII e XV Legislatura (1994-96 e 2006-08) e deputato nella XIII, XIV e XVI Legislatura (1996-2006 e dal 2008). È stato presidente della III Commissione permanente Affari Esteri e Comunitari della Camera dei deputati e si colloca fra i dieci deputati più produttivi per quantità ed efficacia dell'attività svolta.[2]

Ha ricoperto le cariche governative di sottosegretario del Ministero delle Attività produttive durante il governo Berlusconi II[3] e sottosegretario del Ministero dell'Ambiente e del Territorio durante i governi Berlusconi II e Berlusconi III.[4]

In una lettera aperta del 2003 su La Padania, quando era sottosegretario, Stefani definiva i tedeschi “biondi stereotipati dall'orgoglio ipernazionalista” che “invadono rumorosamente le nostre spiagge ma sul loro quotidiano più letto, la Bild (…) non dimenticano di menzionare (…) il numero dei furti d'auto a Rimini o addirittura le ultime statistiche dei morti di mafia in Sicilia”. Stefani si riferiva a Martin Schulz, allora eurodeputato socialista, protagonista di uno scontro con Silvio Berlusconi a Strasburgo, definito “ubriaco di tronfie certezze”, abituato a sentirsi “primo della classe” e ad assumere “atteggiamenti protervi”. La lettera di Stefani causò la cancellazione delle ferie del cancelliere tedesco Gerhard Schroeder in Italia, e la vicenda si concluse con le dimissioni di Stefani da sottosegretario.[5] Stefani venne poi reintegrato come sottosegretario nel dicembre 2004.

Nel 2003 si è candidato a sindaco di Vicenza, sostenuto solo dalla Lega Nord, che non aveva stretto un patto con la Casa delle Libertà. Stefani raccoglie il 9,6% dei consensi.

Il 5 aprile 2012 il consiglio federale della Lega Nord lo nomina nuovo tesoriere del partito subentrando al dimissionario Francesco Belsito coinvolto in una inchiesta su presunti fondi neri al partito che hanno portato anche le dimissioni di Umberto Bossi da segretario federale. Stefani è affiancato da un nuovo comitato amministrativo di tesoreria composta da Roberto Simonetti e Silvana Comaroli, che sostituiranno i senatori Roberto Castelli e Piergiorgio Stiffoni, membri del comitato durante la gestione Belsito. Il consiglio ha deliberato inoltre che il comitato amministrativo sottoponga immediatamente ad una società di revisione contabile esterna la certificazione della situazione patrimoniale della Lega Nord.[6] Stefani è anche presidente della Lega Nord Estero.

Inchieste giudiziarieModifica

Stefani è stato coinvolto nelle inchieste giudiziarie sul fallimento del villaggio turistico "Skipper" ad Umago, della Credieuronord, e nel caso dei finanziamenti pubblici a Il Giornale d'Italia.

Nel caso del villaggio Skipper, Stefani fu raggiunto da un avviso di garanzia della procura di Padova nel luglio 2004 per bancarotta fraudolenta (poi passata a bancarotta semplice) riguardo al fallimento della società "Ceit", intermediaria nell'investimento.[7] Stefani fu assolto nel dicembre 2011 "per non aver commesso il fatto",[8] dopo aver risarcito 500.000 euro ad una banca carinziana.[9]

Nel 2000 Stefani, assieme a Maurizio Balocchi, tesoriere della Lega prima di Belsito, sono i due sottosegretari che siedono nel CDA della banca Credieuronord, sostenuta da Bossi e finanziata tramite 3.000 sottoscrizioni nelle sezioni leghiste. A seguito del fallimento, rilevato da Bankitalia nel 2003, la banca "padana" viene rilevata dalla Banca Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. Il Carroccio offre come pegno la storica sede di via Bellerio, la scuola leghista di Varese e il prato di Pontida, per evitare la bancarotta e la perdita dei risparmi dei sottoscrittori. Stefani, assieme agli altri membri del CDA, viene colpito da una sanzione amministrativa di circa 7.000 euro comminata dal Ministero dell'Economia di Giulio Tremonti.[9]

Nel 2007 la procura di Roma mette Stefani sotto indagini per concorso in truffa ai danni dello Stato e riciclaggio nella vicenda dei finanziamenti pubblici a Il Giornale d’Italia, usato per rastrellare 14 milioni di contributi all'editoria di partito. Stefani era accusato di aver intascato una parte dei fondi ottenuti da Massimo Bassoli, immobiliarista ed ex direttore-editore del quotidiano, in cambio del “patrocinio” prestato o promesso dalla Lega. Bassoli versò alla Lega 117.000 euro, contabilizzati in bilancio; le intercettazioni di Bassoli non poterono essere utilizzate in indagine secondo la legge Boato, e la posizione di Stefani venne archiviata.[9]

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica