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BiografiaModifica

Fin da giovane coinvolto nella scena Thrash metal è membro fisso della band Sadus fondata assieme a Darren Travis e Jon Allen.[1]

La poca fortuna della band lo ha spinto ad entrare come turnista in vari gruppi metal, in particolare i Death, con cui inciderà Human e Individual Thought Patterns, nel quale si riesce a notare di più la sua qualità di creare linee e giri complessi fuori dallo schema delle partiture di chitarra, in particolare nella canzone The Philosopher in cui l'assolo di basso si incontra con l'assolo di chitarra di Chuck Schuldiner, con cui collaborerà anche alla pubblicazione di The Fragile Art of Existence. [2]

Queste sue qualità innovative gli hanno permesso di usare il basso uno strumento solistico oltre che ritmico.

Oltre ai Death, vanta presenze all'interno di varie band dalle più note alle band più underground, i Testament, Skid Row, Iced Earth, Dragonlord, Autopsy ma anche Angel Down e Obscura in sede live.[3] Ha lavorato anche con i chitarristi James Murphy e Takayoshi Ohmura.

Nel 2007 ritorna con i Sadus con l'album Out for Blood.

Nel 2010 diviene membro dei Charred Walls of the Damned, band power metal di Richard Christy e Ripper Owens con cui pubblicherà tre album[4], mentre nel 2012 partecipa al progetto dell'ex batterista degli Opeth Martin Lopez, con cui ha pubblicato l'album Cognitive.

DiGiorgio suona anche nei Dark Hall, un quartetto jazz/fusion fondato nel 1993 in compagnia del sassofonista Flamp Sorvari, del batterista Chris Dugan e del chitarrista Eric Cutler che finora, però, ha prodotto solo tre demo.

È stato anche endorser per l'azienda di chitarre e bassi ESP, di cui ha avuto anche un modello di basso a suo nome.

InfluenzeModifica

Le sue influenze sono molto varie, per quanto riguarda il rock, spaziano dall Hard rock e Rock progressivo passando per il folk rock, con bassisti come Geddy Lee dei Rush e Chris Squire degli Yes e di Dave Pegg.

Invece nel jazz e i suoi punti di riferimento sono Jaco Pastorius e Stanley Clarke mentre per quanto riguarda il metal vi è l'indiscusso leader e bassista degli Iron Maiden Steve Harris.

Oltre a questi punti di riferimento il bassista menziona sempre bassisti contemporanei di cui apprezza il loro lavoro con lo strumento, dal progressive metal, citando bassisti del calibro di John Myung, del metal estremo, citando Jeroen Paul Thesseling (Pestilence, Obscura) e Alex Webster dei Cannibal Corpse e Blotted Science e del metal sperimentale Justin Chancellor dei Tool.[5]

DiscografiaModifica

NoteModifica

  1. ^ Sadus - Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives, su www.metal-archives.com. URL consultato il 2 febbraio 2019.
  2. ^ Gissi, Rino., Death by metal : la storia di Chuck Schuldiner e dei Death, Tsunami, 2013, ISBN 9788896131589, OCLC 898184433. URL consultato il 2 febbraio 2019.
  3. ^ Obscura - Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives, su www.metal-archives.com. URL consultato il 2 febbraio 2019.
  4. ^ Charred Walls of the Damned - Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives, su www.metal-archives.com. URL consultato il 2 febbraio 2019.
  5. ^ (EN) Paul McBride, Interview with Bassist Steve Di Giorgio, su Bass Musician Magazine, The Face of Bass, 1º ottobre 2011. URL consultato il 5 febbraio 2019.

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Collegamenti esterniModifica

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