Apri il menu principale

Tanacetum parthenium

specie di pianta della famiglia Asteraceae

DescrizioneModifica

Distribuzione e habitatModifica

La si può trovare nei luoghi pietrosi ed incolti della fascia temperata europea, nell'America settentrionale e meridionale e nella regione del Caucaso. In Italia si trova nei giardini soltanto a scopo ornamentale.

Principi attiviModifica

Il partenio possiede una buona quantità di flavonoidi come luteolina, quercetina, apigenina ed axillarina, cui si deve parte della sua azione spasmolitica sulla muscolatura liscia viscerale. Possiede anche dei composti bi- o triciclici chiamati sesquiterpeni, come il partenolide, il costunolide, l'artemorina e la santamarina, che sono amari e modulano le funzioni del sistema della serotonina, da cui la loro proprietà di profilattici dell'evento emicranico. Da notare che le tisane di partenio sono efficaci solo come preventive dell'attacco; non hanno alcuna efficacia quando l'emicrania è in corso.

Usi tradizionali e novitàModifica

Nel folklore popolare, il partenio ha trovato impiego nelle condizioni di reumatismo articolare e nella prevenzione delle cefalee. Nella fitoterapia moderna è principalmente usato nella profilassi dell'emicrania. È però dotato di buone proprietà toniche, emmenagoghe ed antispastiche. Questo lo rende un buon palliativo per le donne che soffrono di dismenorrea (mestruazioni irregolari e/o dolorose).

Il partenio non dovrebbe essere assunto in soggetti che hanno allergie ad altre Asteracee e comunque dovrebbero consultare il proprio medico prima di assumere Partenio.

Da circa un decennio, il partenio ha suscitato un interesse acceso tra i ricercatori del campo immunologico, reumatologico ed oncologico. Uno dei suoi costituenti, infatti, il partenolide, è risultato in laboratorio un potente antinfiammatorio su modelli sperimentali animali di malattie invalidanti come l'artrite reumatoide ed il lupus eritematoso sistemico.

Questo composto agisce direttamente da inibitore del fattore di trascrizione delle catene kappa anticorpali dei linfociti B (NF-κB), che serve alle cellule immunitarie alla sintesi di molte citochine coinvolte nell'infiammazione. In più ha il vantaggio di inibire direttamente anche la 5-lipossigenasi, enzima che trasforma l'acido arachidonico nei noti mediatori infiammatori leucotrieni.

Il partenolide è molto efficace nel sopprimere, almeno in vitro o in modelli di tessuto tumorale trapiantato su animali da esperimento, la proliferazione di alcuni tipi di cellule maligne, sia provenienti da tumori solidi che ematologici (carcinoma gastrico, polmonare, prostatico e mieloma multiplo, per citarne alcuni). A parte il suo potere inibitorio sul fattore NF-κB, come accennato sopra, il partenolide alchila l'enzima DNA-citosina metiltrasferasi (DNMT 1), che modifica il DNA portando alla repressione genica di molte porzioni di cromatina. In pratica, il partenolide agirebbe allo stesso modo del chemioterapico 5-azacitidina, usato come induttore del differenziamento cellulare nella terapia di neoplasie ematologiche (mieloma multiplo, sindromi mielodisplastiche, ecc.).

Mancano però dati provenienti da trials clinici umani al riguardo.

Referenze bibliograficheModifica

  • Sumner H et al. Inhibition of 5-lipoxygenase and cyclo-oxygenase in leukocytes by feverfew. Involvement of sesquiterpene lactones and other components. Biochem Pharmacol. 1992; 43(11): 2313-20.
  • Kishida Y et al. Parthenolide, a natural inhibitor of Nuclear Factor-kappaB, inhibits lung colonization of murine osteosarcoma cells. Clin Cancer Res. 2007; 13(1): 59-67.
  • Zhou HQ, Zhang FC, Rk W. Parthenolide inhibits tumor necrosis factor-alpha induced catabolism of aggrecan in chondrocytes in osteoarthritis: in vitro experiment with cultured human chondrocytes. Zhonghua Yi Xue Za Zhi. 2008 Mar 18; 88(11): 764-68.
  • Pajak B et al. Molecular basis of parthenolide-dependent proapoptotic activity in cancer cells. Folia Histochem Cytobiol. 2008; 46:129-35.
  • Neelakantan S et al. Aminoparthenolides as novel anti-leukemic agents: Discovery of the NF-kappaB inhibitor, DMAPT (LC-1). Bioorg Med Chem Lett. 2009; 19(15): 4346-49.
  • Liu Z et al. Modulation of DNA methylation by a sesquiterpene lactone parthenolide. J Pharmacol Exp Ther. 2009; 329(2): 505-14.
  • Oka D, Sesquiterpene lactone parthenolide suppresses tumor growth in a xenograft model of renal cell carcinoma by inhibiting the activation of NF-kappaB. Int J Cancer. 2007; 120(12): 2576-81.
  • Zhao LJ et al. Effect of parthenolide on proliferation and apoptosis in gastric cancer cell line SGC7901. J Dig Dis. 2009; 10(3): 172-80.
  • Zhang D et al. Nuclear factor-kappaB inhibition by parthenolide potentiates the efficacy of Taxol in non-small cell lung cancer in vitro and in vivo. Mol Cancer Res. 2009; 7(7): 1139-49.
  • Fang LJ et al. Sesquiterpene lactone parthenolide markedly enhances sensitivity of human A549 cells to low-dose oxaliplatin via inhibition of NF-kappaB activation and induction of apoptosis. Planta Med. 2010; 76(3): 258-64.
  • Li X et al. IL-23 induces receptor activator of NF-kappaB ligand expression in fibroblast-like synoviocytes via STAT3 and NF-kappaB signal pathways. Immunol Lett. 2010; 127(2): 100-107.
  • Shanmugam R et al. A water-soluble parthenolide analogue suppresses in vivo prostate cancer growth by targeting NFkappaB and generating reactive oxygen species. Prostate. 2010; 70(10): 1074-86.

Usi culinariModifica

Nel Veneto, tipicamente nel territorio vicentino e veronese, il Partenio, conosciuto come erba maresina, erba madre o erba 'mara è largamente utilizzato nella preparazione di frittelle dolci, torte e come aroma per il condimento di primi piatti.

BibliografiaModifica

  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Edagricole, Bologna 1982. ISBN 8850624492
  • T.G. Tutin, V.H. Heywood et Alii, Flora Europea, Cambridge University Press 1976. ISBN 052108489X
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Douglas E. Soltis,Pamela S. Soltis,Jeff J. Doyle, Molecular systematics of plants 2, Volume 2, USA, Kluwe Academic Publisher, 1998, p. 419.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica