Botaurus stellaris

specie di uccello
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Tarabuso
2015-10-19 Botaurus stellaris, Gosforth Park 5.jpg
Botaurus stellaris
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Ciconiiformes
Famiglia Ardeidae
Sottofamiglia Botaurinae
Genere Botaurus
Specie B. stellaris
Nomenclatura binomiale
Botaurus stellaris
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Arvea stellaris
Linnaeus, 1758

Sottospecie
  • B. s. stellaris
  • B. s. capensis

Il tarabuso o airone stellato[2] (Botaurus stellaris (Linnaeus, 1758)) è un uccello appartenente alla famiglia degli Ardeidi.[3]

DescrizioneModifica

Ha un peso medio di circa 1,2 kg e può raggiungere un'apertura alare superiore al metro[4]; il becco è lungo 7 cm, il tarso è di 10 cm,la coda ha una lunghezza di 11 cm.[senza fonte] Ha un piumaggio bruno screziato di nero.

BiologiaModifica

Il tarabuso fa un verso simile al muggito, che lo rende riconoscibile anche a distanza.

Nidifica in canneti e nelle vasche di risaia, purché le piante di riso siano adeguatamente cresciute.

Distribuzione e habitatModifica

Ha un ampio areale che si estende in Europa, Asia e Africa.[1]
In Italia è diffuso soprattutto nelle regioni centro-settentrionali, dall'Umbria fino al Friuli-Venezia Giulia. I principali siti di svernamento sono i Laghi di Mantova e i Laghi Briantei (Lombardia), le lagune di Grado, Marano e Panzano, (Friuli-Venezia Giulia), la parte centro orientale della pianura bolognese (Medicina e Molinella[5]), le valli di Comacchio e del Mezzano, la Bassa modenese (Emilia-Romagna), i Laghi Reatini, la palude di Colfiorito e la Maremma Grossetana (Toscana) e il Biviere di Lentini (Sicilia).[4]

 
Botaurus stellaris

Vive nelle paludi, negli acquitrini, nei canneti, nei pantani e nelle risaie.

TassonomiaModifica

Sono note due sottospecie:[3]

  • Botaurus stellaris stellaris (Linnaeus, 1758) - diffusa in Europa e Asia
  • Botaurus stellaris capensis (Schlegel, 1863) - diffusa in Africa

Nella cultura di massaModifica

Questo uccello era relativamente diffuso in Sardegna prima che venissero bonificate le paludi ivi presenti, dove era definito con il nome locale di boi forraiu (letteralmente bue fornaio) a causa del richiamo cupo e cavernoso. Proprio per via della voce terrificante, interpretata come la voce dei morti dall'oltretomba, questo animale era temuto e considerato foriero di sventure.

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2012, Botaurus stellaris, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  2. ^ Georges-Louis Leclerc de Buffon, Dell'airone, in Storia naturale, vol. 9, Firenze, 1832, p. 167.
  3. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Ardeidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 6 maggio 2014.
  4. ^ a b Tarabuso, su Uccelli da proteggere.it. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  5. ^ Regione Emilia Romagna, Siti dell'Emilia Romagna facenti parte di Rete Natura 2000, su ambiente.regione.emilia-romagna.it.

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