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Teodoro di Mopsuestia

vescovo e teologo greco antico
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Teodoro d'Antiochia" rimanda qui. Se stai cercando l'omonimo intellettuale della corte di Federico II di Svevia, vedi Teodoro d'Antiochia.
San Teodoro di Mopsuestia

Arcivescovo, teologo
Dottore della Chiesa assira d'Oriente

 
NascitaAntiochia di Siria, 350
MorteMopsuestia, 428
Venerato daChiesa assira d'Oriente

Teodoro di Mopsuestia, o Teodoro di Antiochia (Antiochia di Siria, 350 circa – Mopsuestia [1], 428), è stato un vescovo e teologo greco antico, arcivescovo di Mopsuestia[1] dal 392 al 428.

Cenni biograficiModifica

È il più noto tra i rappresentanti della scuola degli ermeneutici di Antiochia.

Fu probabilmente allievo del retore e filosofo siro Libanio. Entrato nella comunità monastica di Diodoro di Tarso da giovane, ne uscì presto in seguito ad una crisi di fede. Fu convinto a ritornarvi da due lettere di Giovanni Crisostomo, A Teodoro caduto.

Fu ordinato presbitero nel 383 (o 386) dal patriarca di Antiochia Flaviano, insieme al Crisostomo, e nel 392 si unì al suo vecchio maestro Diodoro, il quale nel frattempo era diventato vescovo di Tarso; Diodoro fece nominare Teodoro vescovo di Mopsuestia in Cilicia.

Diodoro raggiunse una posizione di egemonia intellettuale ad Antiochia nel campo dell'esegesi biblica. Teodoro fu il principale continuatore del suo pensiero. I commentari biblici di Teodoro vennero distribuiti agli eruditi della Scuola di Edessa affinché, dopo averli tradotti dal greco in siriaco, venissero spiegati agli allievi[2]. Il traduttore dal greco al siriaco degli scritti di Teodoro fu Iba di Edessa.
Nei riguardi della questione cristologica, Teodoro criticò il titolo di Maria (theotókos) e sostenne la compiutezza delle due nature di Cristo, insieme divina ed umana, da sembrare di disgiungerle, come poi fece Nestorio[3].

PensieroModifica

Durante la sua vita il pensiero di Teodoro fu sempre considerato ortodosso.
Dopo la sua morte il nome di Teodoro fu associato a quello del suo allievo Nestorio e condannato postumo, nel 544, da un editto dell'imperatore Giustiniano contro i Tre Capitoli, gli scritti cioè di Teodoro, Teodoreto di Cirro e Iba di Edessa.

Papa Vigilio si rifiutò di riconoscere l'editto imperiale. Ma gli fu intimato di recarsi a Costantinopoli per conferire con l'imperatore. Dal suo domicilio coatto in Costantinopoli, durato ben otto anni, dovette riconoscere l'editto e i decreti del II Concilio di Costantinopoli (553), tra cui quello che dichiarò eretico Teodoro.

La dottrina cristologica della Chiesa assira d'Oriente è tuttora fondata sul suo insegnamento.

NoteModifica

  1. ^ a b Città anatolica che successivamente declinò nel villaggio di Yakapinar.
  2. ^ Medioevo: la scienza siriaca. Introduzione, in Storia della scienza, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2001-2004.
  3. ^ Teodòro di Mopsuestia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 23 aprile 2017.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN38327704 · ISNI (EN0000 0001 0889 1969 · LCCN (ENn84200019 · GND (DE118621688 · BNF (FRcb12019573d (data) · BAV ADV10091332 · CERL cnp00940758 · WorldCat Identities (ENn84-200019
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