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Timoclea

donna tebana
Timoclea uccide il capitano di Alessandro Magno. Dipinto di Elisabetta Sirani del 1659

Timoclea, in greco antico Τιμόκλεια (Tebe, ...), era la sorella di Teagene di Beozia, comandante del Battaglione sacro che morì nel 338 a.C. combattendo nella Battaglia di Cheronea.

BiografiaModifica

Ella divenne famosa per aver ucciso un comandante trace che militava nell'esercito di Alessandro Magno durante la battaglia di Tebe (335 a.C.). Ella fu violentata da questo comandante e dopo la violenza le fu chiesto dal medesimo se conosceva un posto ove fossero nascosti denari od oggetti di valore. Temoclea rispose di sì e condusse il comandante ad un pozzo asciutto dicendogli che al fondo del medesimo si trovava un vero e proprio tesoro. Allorché il comandante si sporse sull'orlo del pozzo per guardarvi dentro, Temoclea lo spinse dentro, buttandogli poi sopra sassi fino a che questi non morì. Portata dinnanzi ad Alessandro con l'accusa di aver ucciso il comandante, la descrizione dell'atto con cui la donna si era vendicata della violenza subita impressionò talmente Alessandro per il coraggio e la volontà dimostrata dalla donna che fece grazia della vita a lei ed ai suoi figli.

Timoclea nell'arteModifica

Temoclea fu ispiratrice di numerose opere d'arte pittorica:

Galleria d'immaginiModifica

FontiModifica

  • Plutarco, Alessandro 12
  • Plutarco, Mulierum virtutes 24 (= Moralia 259d–260d)
  • Polieno, Strategemata 8,40
  • Zonara, 4,185 b

BibliografiaModifica

  • (DE) Hans Becker, Timokleia in Der neue Pauly (DNP), Band 12, Metzler, Stuttgart 2002, ISBN 3-476-01470-3, Sp. 584.
  • (DE) Hans Volkmann, Timokleia, Der Kleine Pauly (KIP), Band 5, Stuttgart 1975, Sp. 841.
  • (EN) James Hall, Hall's Dictionary of Subjects and Symbols in Art, 1996 (2nd edn.), John Murray, ISBN 0719541476

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