Torello da Poppi

monaco ed eremita italiano beatificato dalla Chiesa

Torello Torelli (Poppi, 16 marzo 1202Poppi, 16 marzo 1282) è stato un monaco cristiano italiano, eremita e beato, il cui culto fu confermato da papa Benedetto XIV.

Pittura a olio su tela di Giuseppe Marchetti (1721-1801) conservato nella Pinacoteca civica di Forlì

BiografiaModifica

GioventùModifica

Torello Torelli, nacque da Paolo (di Salinguerra II) e Lucrezia, genitori pii e devoti, forse esuli ferraresi[1][2], che lo educarono nel santo timor di Dio, indirizzandolo negli studi alla Scuola delle Lettere[3]. Formato nei sani valori umani e religiosi, dopo la morte di entrambi i genitori, nel 1220, all'eta di diciotto anni circa, 'conobbe un certo disorientamento'[4] che lo portò a vivere nell’inquietitudine con comportamenti molto riprovevoli[5].

La conversioneModifica

A vent'anni, durante un momento conviviale con amici[6], vicino all'Abbazia di Poppi, accadde un fatto straordinario che fu motivo di mutamento di vita: un gallo che si trovava nelle vicinanze, improvvisamente spiccò il volo e si poggiò sulla sua spalla dove gli cantò per tre volte per poi ritornare dove era prima. Al giovane Torello quei tre gridi assordanti, parvero come un ordine perentorio di Dio che lo invitava a risvegliare la sua anima dal torpore nel quale era caduta. Decise allora di cambiar vita e si recò nella chiesa di San Fedele, dall’abate D. Domenico Rinaldo, della Congregazione di Vallombrosa, per confessarsi e per esternagli la sua volontà di ritirarsi come eremita ad Avellaneto, ad un miglio da Poppi. Qui per circa sessant’anni, condusse un’austera vita di contemplazione, di digiuni e di preghiera.

La fama di santitàModifica

Sebbene uscisse solo di rado per le funzioni religiose, non sfuggì agli abitanti del luogo la sua condotta di vita santa. Più volte furono manifestate le sue pie virtù: per intercessione egli ottenne alcuni miracoli per gli abitanti del luogo, nell'agiografia celebri sono quelli che riguardano la liberazione dai lupi che infestavano la regione[7].

La morte e la contesa del corpoModifica

Quando il monaco eremita sentì di essere vicino alla morte, si recò ancora una volta dall'abate della chiesa di San Fedele, per chiedergli consiglio spirituale; gli manifestò anche il desiderio di essere sepolto nella chiesa del monastero. Dopo il dialogo con l'abate ritornò al suo eremo dove lo aspettava un suo discepolo di nome Pietro. il 16 marzo 1282, Torello, ormai ottantenne, morì. Dopo la morte, però, i monaci vallombrosani e vari gruppi di fedeli si contesero le spoglie per darne sepoltura ciascuno nella propria chiesa. La spuntarono i vallombrosani che seppellirono il beato Torello nella chiesa di Poppi. In alcuni testi, Torello viene indicato col titolo di santo così come da molti è stato venerato[8].

Francescano o vallombrosano?Modifica

Verso la fine del XV secolo, tra francescani e vallombrosani nacque una controversia sul beato Torello. Ognuno di questi due ordini riteneva che il monaco eremita fosse appartenuto alla propria famiglia. La pretesa dei vallombrosani si basava sui rapporti, messi in discussione, tra Torello e l’abate Rinaldo della chiesa di San Fedele; quella dei francescani si basava su un solo fatto: l'eremita in vita portò un abito simile al loro e condusse un genere di vita simile ai primi francescani. Sembra, però, che egli non sia appartenuto a nessuno dei due istituti religiosi, anche se fu molto vicino ai monaci di Vallombrosa. Così pensarono i Bollandisti e la loro opinione è la più accettabile[9]. Il culto del beato fu confermato da papa Benedetto XIV. Il Martirologio francescano lo ricorda il 16 marzo. In quel giorno il beato è festeggiato nelle diocesi di Forlì e di Arezzo nonché nella congregazione vallombrosana.

NoteModifica

  1. ^ Vita del B. Torello da Poppi eremita, Seconda edizione piu copiosa, descritta da prete Giuseppe di Scipion Mannucci, Vincenzio Vangelisti Stamp. Arcivesc., Firenze 1689, Biografia
  2. ^ Cfr. Francesco Pasetto, La Badia di San Fedele e il beato Torello da Poppi: storie di santità, di superstizione e di magia, Aska, 2012, ISBN 8875421838
  3. ^ Vita del B. Torello da Poppi eremita, ibid.
  4. ^ Cit. Giorgio Picasso, Torello eremita, col. 625, Vol. XII in Bibliotheca Sanctorum, Istituto Giovanni XXII della Pontificia Università Lateranense, Città Nuova Editrice, Roma 1969
  5. ^ Vita anonima, edita negli Acta SS. Martii, II, di Parigi 1865, pp. 495-99, l’epitome che ne ha scritto Gerolamo da Raggiuolo
  6. ^ Alcuni biografi riportano: "...mentre giocava a palla sotto il balcone di Settimia"; altri: "...mentre giocava a dadi sotto un albero con amici."
  7. ^ Francesco Roccia, Beato Torello da Poppi Eremita, 16 marzo
  8. ^ Francesco Roccia, Beato Torello da Poppi Eremita, ibid.
  9. ^ Commentarius praevius dei Bollandisti (Acta SS., citt., p. 493)

BibliografiaModifica

  • Goretti Miniati, VITA DI S. TORELLO DA POPPI EREMITA, scritta nel secolo decimo quarto da Pietro compagno del Santo, GRIMALDI & MERCANDETTI, Roma 1926
  • Alfonso Salvini, TORELLO DA POPPI, Eremita Vallombrosano, Istituto Gualandi, Firenze 1936
  • L. G. Ricci; M. Bicchierai, Le «Vite» di Torello da Poppi, SISMEL edizioni del Galluzzo, 2002, ISBN 8884500796
  • I.G.C. della Porta, S. Torello da poppi. Il Romito di Avellaneto, Opera delle Biblioteche Francescane, 1937 Anno II Fascicolo 4.
  • Francesco Pasetto, Il beato Torello da Poppi. Storie di santità, di superstizione e di magia nella Toscana del XIII secolo, Edizioni Dehoniane Bologna, 1996, ISBN 8810509242

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN267409809 · LCCN (ENnr97044156 · GND (DE120026511 · CERL cnp00559372 · WorldCat Identities (ENlccn-nr97044156