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Toxochelys

genere di animale della famiglia Toxochelyidae
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Toxochelys
Toxochelys.jpg
Scheletro di Toxochelys, al National Museum of Natural History
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Testudines
Sottordine Cryptodira
Clade Panchelonioidea
Genere Toxochelys
Cope, 1873
Nomenclatura binomiale
† Toxochelys latiremus
Cope, 1873
Specie[1]
  • T. bauri
  • T. browni
  • T. latiremus
  • T. weeksi

Toxochelys è un genere estinto di tartaruga marina dermocheloide vissuta nel Cretaceo superiore, circa 85-65 milioni di anni fa (Turoniano-Maastrichtiano), i cui resti sono stati ritrovati in Nordamerica. È la tartaruga fossile più comune presente nelle Smoky Hill Chalk, nella parte occidentale del Kansas.[2]

Indice

DescrizioneModifica

 
Scheletri di T. bauri

La Toxochelys era tartaruga di medie dimensioni che poteva raggiungere i 2 metri (6 piedi) di lunghezza. In vita questo animale doveva essere molto simile all'odierna tartaruga liuto (Dermochelys coriacea), pur non essendo strettamente imparentata con essa. Di questo animale sono stati ritrovati numerosi resti fossili nello Smoky Hill Chalk del Kansas occidentale, principalmente il carapace, le ossa delle zampe e del cranio, rendendola il genere di tartaruga più comune della formazione.[2] Il carapace è insolitamente più raro delle altre ossa: era composto da ossa sottili ricoperte da uno strato simile a cuoio, ed è probabile che i corpi di queste tartarughe fossero facilmente consumabili da squali e mosasauri, presenti nelle stesse zone.

ClassificazioneModifica

Toxochelys venne descritta per la prima volta da Edward Drinker Cope nel 1873, e in seguito venne studiata da numerosi paleontologi a causa dell'abbondanza di reperti fossili. Il genere contiene quattro specie: la più comune, nonché la specie tipo, T. latiremis, T. moorevillensis rinvenuta in Alabama, T. bauri, T. browni, T. weeksi.[3]

Toxochelys, insieme ad altri generi affini come Thinochelys e Porthochelys, fa parte di una radiazione di tartarughe marine del Cretaceo superiore (Toxochelyidae), vicine all'origine delle attuali tartarughe marine della famiglia dei cheloniidi (Cheloniidae). Toxochelys e le forme affini non erano invece strettamente imparentate con le gigantesche Archelon e Protostega, anch'esse molto comuni nei mari nordamericani del Cretaceo.[4]

PaleobiologiaModifica

 
Fossile di Toxochelys latiremis

Queste tartarughe marine dovevano essere tra le principali prede dei grandi squali come Cretoxyrhina e Squalicorax, e dei grandi predatori marini come i mosasauri. Numerosi fossili di Toxochelys mostrano infatti segni di morsi inferti con tutta probabilità da squali: un frammento del carapace di Toxochelys reca i segni di un grande Cretoxyrhina, per il quale il sottile carapace della tartaruga non doveva essere un problema. È inoltre possibile che queste tartarughe deponessero le uova a terra e che quest'ultime e i cuccioli una volta schiuse fossero preda di predatori terrestri come piccoli teropodi, pterosauri, uccelli marini e forse anche primitivi mammiferi.

Un altro resto fossile interessante è stato ritrovato nella contea di Logan, in Kansas (Druckenmiller, 1993): un cranio di Toxochelys era presente nello regione dello stomaco di una Squalicorax.

NoteModifica

  1. ^ www.nhm.org Archiviato il 6 maggio 2008 in Internet Archive. Retrieved on May 12, 2008.
  2. ^ a b www.oceansofkansas.com Retrieved on May 12, 2008
  3. ^ zipcodezoo.com Archiviato il 29 febbraio 2012 in Internet Archive. Retrieved on May 12, 2008.
  4. ^ Kear BP, Lee MS, A primitive protostegid from Australia and early sea turtle evolution, in Biol. Lett., vol. 2, nº 1, marzo 2006, pp. 116–9, DOI:10.1098/rsbl.2005.0406, PMC 1617175, PMID 17148342.

BibliografiaModifica

  • Cope, E. D. 1873. [On Toxochelys latiremis]. Proceedings of the Academy of Natural Sciences of Philadelphia 25:10.
  • Hay, O. P. 1896. On the skeleton of Toxochelys latiremis. Publ. Field Columbian Museum, Zoological Ser. (later Fieldiana: Zoology), 1(5):101-106, pls. 14 &15.
  • Case, E.C. 1898. Toxochelys. The University Geological Survey of Kansas, Part IV. 4:370-385. pls. 79-84.
  • Hay, O.P. 1903. A revision of the species of the family of fossil turtles called Toxochelyidae, with descriptions of two new species of Toxochelys and a new species of Porthochelys. Bulletin of the American Museum of Natural History 21(10):177-185.
  • R. Zangerl. 1953. The vertebrate fauna of the Selma Formation of Alabama. Part IV. The turtles of the family Toxochelyidae. Fieldiana: Geology Memoirs 3(4):145-277
  • Nicholls, E.L. 1988. New material of Toxochelys latiremis Cope, and a revision of the genus Toxochelys (Testudines, Chelonoidea). Journal of Vertebrate Paleontology, 8(2):181-187.
  • Druckenmiller, P. S., A. J. Daun, J. L. Skulan and J. C. Pladziewicz. 1993. Stomach contents in the upper Cretaceous shark Squalicorax falcatus. Journal of Vertebrate Paleontology. 13(supplement. to no. 3):33A.
  • Carrano, M.H. 2007. Taxonomic comparison and stratigraphic distribution of Toxochelys (Testudines: Cheloniidae) of South Dakota. pp. 111–132 in Martin, J.E. and Parris D.C. (eds.), The Geology and Paleontology of the Late Cretaceous Marine Deposits of the Dakotas. Geological Society of America, Special Paper 427.
  • Konuki, R. 2008. Biostratigraphy of sea turtles and possible bite marks on a Toxochelys (Testudine, Chelonioidea) from the Niobrara Formation (Late Santonian), Logan County, Kansas and paleoecological implications for predator-prey relationships among large marine vertebrates. Unbublished Masters thesis, Fort Hays State University, Hays, Kansas, 141 pp, Appen. I-VI.
  • Matzke, A.T. 2008. A juvenile Toxochelys latiremis (Testudines, Cheloniidae) from the Upper Cretaceous Niobrara Formation of Kansas, USA. Neues Jahrbuch für Geologie und Paläontologie. Abhandlungen 249(3):371-380.
  • Matzke, A.T. 2009. Osteology of the skull of Toxochelys (Testudines, Chelonioidea) (with 25 text-figures). Palaeontographica Abteilung A 288(4):93-150.

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Collegamenti esterniModifica

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