Tratturo Lanciano-Cupello

itinerario della transumanza

Il tratturo Lanciano-Cupello è tra i tratturi riportati nella Carta dei tratturi, tratturelli, bracci e riposi del Commissariato per la reintegra dei tratturi di Foggia[1], anche se figura tra quelli non reintegrati.

GeografiaModifica

 
Chiesa Madre di Santa Maria Imbaro (Lanciano), dove passa il tratturo

Il tracciato del tratturo è interamente contenuto all'interno della Provincia di Chieti, compreso nell'area Frentana della Val di Sangro e del Sinello.

StoriaModifica

Il tratturo fu frequentato indubbiamente dalle popolazioni italiche dei Frentani, e successivamente inglobato nell'area di Anxanum con la lex agraria, regolando giuridicamente il passaggio pastorale attraverso le varie regiones del Sannio. Nel Medioevo il territorio fu occupato da Longobardi e Normanni, e soltanto nel 1155 Guglielmo I di Sicilia istituì una nuova legge perché i pastori potessero attraversare i nuovi confini. Lanciano godette di grande autonomia, perché era centro di ritrovo a settembre per le fiere contadine che si svolgevano nell'area di Colle Sant'Antonio, dove oggi sorge la chiesa parrocchiale omonima. I pastori e i mercanti arrivavano o da Ortona, risalendo il colle di Frisa e Santa Liberata, oppure giungevano da Castel Frentano (allora Castel Nuovo), fermandosi in preghiera in piazza presso l'oratorio della Madonna del Ponte (non ancora cattedrale). Successivamente il percorso per la fiera si spostava attraverso un pezzo di terra ancora vergine, dove negli anni '20 del Novecento costruirono il corso Trento e Trieste. Nel XVI secolo i baroni di Lanciano decisero di spostare l'area della fiera fuori la città, e per questo il nuovo percorso del tratturo fu individuato nella località Iconicella, costruendo la chiesa di Santa Maria degli Angeli, con icona votiva. Fu costruita più a valle, verso Fossacesia, una seconda chiesa dedicata a Santa Maria Imbaro, per indirizzare i pastori sulla fondovalle, in direzione di Paglieta e Atessa. Già nel XII secolo in loco erano sorti dei monasteri, visto il grande traffico di pellegrini e pastori, come l'anticaabbazia di San Giovanni in Venere, e a Casalbordino la Badia di Santo Stefano in Rivomaris. Il tratturo, durante la battaglia del Sangro nel 1943, fu teatro di scontri tra gli alleati britannbritannici contro i tedeschi in fuga da Lanciano verso le montagne, lungo la linea Gustav. Una delle battaglie principali si combatté proprio presso Torino di Sangro, dove oggi sorge il cimitero inglese in ricordo delle giovani vittime.

PercorsoModifica

 
Torri Montanare di Lanciano

I territori comunali attraversati dal tratturo sono:

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Il santuario di San Francesco a Lanciano, lungo la discesa dei Tribunali, del vecchio tratturo, presso la piazza

NoteModifica

  1. ^ Astrid Pellicano, Geografia e storia dei tratturi del Mezzogiorno: ipotesi di recupero funzionale di una risorsa antica, Aracne, 2007, pag.84

Voci correlateModifica

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