Sannio

regione storico-geografica dell'Italia meridionale
Sannio
Ancient Samnium.png
L'antico Samnium
Dati amministrativi
Nome completo(LA) Samnium
Nome ufficialeSafinim[1]
Lingue parlateOsco, in seguito latino
CapitaleBovianum
Politica
NascitaVI secolo a.C.
CausaInsediamento dell'area da parte dei Sanniti
FineI secolo a.C.
CausaRomanizzazione dell'area ed istituzione delle XI regiones augustee dell'Italia romana
Territorio e popolazione
Massima estensione12500 km² nel 343 a.C.[2]
Popolazione450 000 nel 343 a.C.[2]
Economia
ValutaCfr. l'articolo dedicato
Evoluzione storica
Succeduto daItalia romana
* Regio IV
* Regio II
* Regio I

Il Sannio è una regione storico-geografica dell'Italia meridionale, anticamente abitata dal popolo dei Sanniti (in osco Safineis[3]) tra il VII-VI secolo a.C. e i primi secoli del I millennio d.C. Corrisponde grosso modo a buona parte dell'attuale Molise, alla fascia meridionale dell'Abruzzo nonché ai settori nord-orientali della Campania.

TerritorioModifica

 
L'Italia nel 400 a.C., periodo della massima espansione della Lega Sannitica

Il territorio dei Sanniti era compreso in massima parte nella zona appenninica. Confinava a nord con le terre dei Marsi (Abruzzo centrale) e dei Peligni (Abruzzo centrale–Maiella); a est con i territori dei Frentani (zone costiere dell'Abruzzo e del Molise) e degli Apuli (Puglia settentrionale); a sud con i territori dei Lucani (Basilicata) e con le colonie greche; a ovest con le terre dei Campani, dei Sidicini e degli Aurunci (Campania), nonché dei Volsci e dei Latini (Lazio centro-meridionale). Per la maggior parte della loro storia, i Sanniti non ebbero uno sbocco sul mare, che era impedito loro dai popoli confinanti, anche se per un breve periodo riuscirono ad affacciarsi su entrambi i litorali della penisola italiana: presso la costa tirrenica posero le basi della città di Pompei.

TribùModifica

I Sanniti erano formati da almeno quattro tribù, stanziate in aree distinte:

Successivamente a questi gruppi si unirono i Frentani, che occupavano la zona della costa adriatica a nord della Puglia, con capitale Larinum (l'odierna Larino).

StoriaModifica

Il Sannio secondo l'Historical Atlas di William R. Shepherd (1911)
Mappa schematica della regio IV Samnium
Il Ducato longobardo di Benevento: nel corso dell'alto Medioevo, si estese su larga parte dell'Italia meridionale
Mappa dell'Abruzzo e della Terra di Lavoro nel XVI secolo
La circoscrizione elettorale del Sannio, proposta nel 1924 ma mai realizzata

La Lega sanniticaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lega sannitica.

Le varie tribù del Sannio costituirono una lega. Capitale fu Bovianum, tranne un breve periodo fra il IV e il III secolo a.C. in cui la capitale fu Aquilonia, distrutta dai Romani nel 293 a.C. (battaglia di Aquilonia).

Il Samnium romanoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Regio IV Samnium.

Intorno al 7 a.C., agli inizi del periodo imperiale, nel riordinamento dei territori effettuato da Augusto, con cui la penisola fu divisa in 11 regiones, il Sannio, unito ai territori di Frentani, Marrucini, Vestini, Marsi, Peligni, Sabini ed Equi, costituì la regio IV Samnium, che però non coincideva con la totalità dei territori abitati dalle popolazione sannitiche. I suoi confini non cambiarono quando Adriano portò il numero delle regioni a 17; fu compreso nel 3° dei 4 Consulares in cui Adriano divise la penisola, insieme alla Campania.

L'imperatore Costantino I conservò le regioni di Adriano, solo che pose quelle del nord sotto la direzione del vicario d'Italia e quelle del sud sotto il vicario della città di Roma.

I centri principali del Samnium, oltre ai già citati Bovianum e Beneventum (quest'ultima situata in realtà nella Regio II), erano:

MedioevoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Benevento e Conquista normanna dell'Italia meridionale.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente il Sannio, dopo essere stato conteso fra Goti e Bizantini, fu conquistato nel 570 dai Longobardi che vi istituirono il Ducato di Benevento. Il ducato si dimostrò politicamente molto stabile, tanto che si mantenne indipendente anche dopo la presa del Regno longobardo del Nord Italia da parte di Carlo Magno nel 774.

Nel corso dell'XI secolo il territorio dell'antico Sannio e dell'intera Italia meridionale fu gradualmente conquistato dai normanni, con la sola eccezione di Benevento. La città e i suoi immediati dintorni, difatti, costituirono sin dal 1080 un dominio papale e rimasero per secoli una exclave territoriale dello Stato Pontificio.

Età moderna e contemporaneaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Provincia di Benevento § Storia.

L'antico Sannio, eccettuata l'exclave pontificia di Benevento, fu dunque parte del Regno di Sicilia, quindi del Regno di Napoli, poi del Regno delle Due Sicilie, che infine nel 1860-1 fu annesso al nascente Regno d'Italia.

A seguito della spedizione dei Mille, il 3 settembre 1860 i patrioti beneventani scacciarono dalla città il rettore pontificio a vantaggio delle truppe garibaldine: il 25 ottobre un decreto di Giorgio Pallavicino prodittatore di Garibaldi, confermato il 17 febbraio 1861 da Eugenio di Savoia-Carignano Luogotenente generale del Re nelle Provincie Napoletane, istituiva la nuova provincia di Benevento nel Regno d'Italia.[5] A seguito dell'Unità nazionale, la costituzione della neonata provincia fu da alcuni speranzosamente considerata un preludio alla possibile creazione di una più vasta entità politico-amministrativa coincidente con l'antico Sannio ed incentrata su Benevento.[6][N 1]

Tali aspettative parvero concretizzarsi negli anni 1890, quando sotto i governi presieduti da Francesco Crispi fu avanzata l'ipotesi di istituire 50 distretti in sostituzione delle 69 provincie allora esistenti, accorpandone varie[7][8]: nel beneventano tale proposta fu capziosamente interpretata come tentativo di istituire una supposta "regione del Sannio" con capoluogo a Benevento e con sede nel palazzo del Governo che vi si andava allora erigendo.[6] Le proposte riforme crispine non ebbero seguito per l'opposizione dei comuni e, soprattutto, per la caduta del quarto ed ultimo governo Crispi causata dalla disfatta di Adua.

In seguito, con regio decreto del 13 dicembre 1923, il governo individuava 16 circoscrizioni elettorali in previsione delle elezioni politiche del 1924: tra di esse figurava anche una circoscrizione del Sannio comprendente le provincie di Benevento, Avellino e Campobasso.[N 2] Tuttavia alla fine tale circoscrizione non fu attuata, e prevalse la consueta divisione in Campania e Abruzzi-Molise.

Dopo la II guerra mondiale, iniziarono i lavori dell'Assemblea incaricata di redigere la nuova costituzione repubblicana, con al suo interno l'elenco delle regioni. Fu in questa sede avanzata la mozione per una regione del Sannio autonoma, che però non venne accolta.[9] Anche in anni recenti alcuni comitati civici locali hanno proposto l'istituzione di una nuova regione del Molisannio, comprendente il Molise, la provincia di Benevento[10], ed eventualmente la provincia di Avellino.[11]

TerremotiModifica

Tra i più gravi si ricordano:

Il Sannio modernoModifica

In epoca contemporanea il territorio sannita è visto come una macro-regione culturale, comprendente gran parte del Molise, una parte dell'Abruzzo meridionale, nonché la provincia di Benevento e il settore nord della provincia di Caserta (il cosiddetto Sannio Alifano), entrambe situate in Campania. Nell'antichità inoltre l'Irpinia (corrispondente grossomodo alla attuale provincia di Avellino) fu considerata dapprima una sub-regione del Sannio: a seguito però della deduzione della colonia romana a Beneventum (268 a.C.), che la separava piuttosto nettamente dal Sannio propriamente detto, essa fu ritenuta un distretto a sé stante.

Tendenzialmente, si individua la capitale culturale e rappresentativa del Sannio in Benevento, anche se il territorio originale della Regio IV Samnium era stato smembrato sin dal VI secolo d.C., e la stessa Benevento era stata assegnata alla Regio II Apulia et Calabria; tuttavia la regione continuò ad essere talvolta citata nelle cronache. In epoca rinascimentale l'antico Sannio venne progressivamente riscoperto e rivalutato: con l'Unità d'Italia ad esempio, per distinguere i toponimi dei comuni, e per disambiguarli da omonimi presenti in altre regioni, si ricorse dal 1863 ai ripari con l'aggiunta dei specificazioni "del Sannio - nel Sannio - Sannita - Sannitico" (Cerreto Sannita, Colle Sannita, Pesco Sannita, Prata Sannita, Rionero Sannitico, San Potito Sannitico, Civitanova del Sannio, San Giuliano del Sannio, Montefalcone nel Sannio, San Giorgio del Sannio, San Martino Sannita, Santa Croce del Sannio, San Leucio del Sannio, Torella del Sannio, Mirabello Sannitico, Cantalupo nel Sannio, Belmonte del Sannio, Forlì del Sannio, Gioia Sannitica, Morrone del Sannio, Poggio Sannita); a partire dal XX secolo tale usanza si è però perduta nel Molise (ove i comuni nuovi o rinominati hanno assunto denominazioni del tipo San Felice del Molise, Santa Maria del Molise, Sessano del Molise ecc.), mentre si conserva nel Beneventano.

Abruzzo e MoliseModifica

In merito alle demarcazioni territoriali, per quanto riguarda la presenza storica degli antichi Pentri, la parte del sud Abruzzo aquilano-chietino è inclusa nel comprensorio dell'Altosannio, precisamente ne fanno parte i comuni di Castel di Sangro, Rionero Sannitico, Alfedena e Schiavi d'Abruzzo, che vanno a confinare col territorio molisano di Agnone, Vastogirardi, Forlì del Sannio, San Pietro Avellana e Trivento.

Il territorio è incluso nel comprensorio archeologico dell'Altosannio del Molise, anche se il toponimo "Alto Sannio" nella storia delle due regioni non è mai esistito, ed è di recente istituzione, per distinguere quei territorio a forte presenza sannitica, anche archeologica, dei centri di Agnone, Schiavi, Alfedena, Pescopennataro, Pietrabbondante. Questa parte dell'Alto Molise si contende l'enucleazione dell'antico territorio Alto Sannita con la provincia di Benevento al confine con Caserta (Alife e Benevento stessa). Le fonti storiche parlando di una migrazione dei popoli Sabellici degli osco-umbri mediante il rito del Ver sacrum, e si parla di una comunità autonoma già stanziata nel territorio abruzzese-molisano-beneventano, ricordata con l'acronimo ALMOSAVA. Si sostiene che la valle del Verrino (Molise, comune di Castelverrino) con i centri attigui di Agnone e Pietrabbondante e la valle del Sente di Castiglione Messer Marino e Schiavi fossero la culla della comunità genetica della Nazione federata dei Pentri (VI-IV secolo a.C.); mentre c'è chi sostiene che l'Alto Sannio sia il territorio coincidente con l'Almosava, luogo di origine della nazione sannita dal VI secolo al I secolo a.C., ed ebbe il cuore pulsante a Castel di Sangro, l'antica Aufidena, con altri villaggi sparsi negli altopiani di San Pietro Avellana, Carovilli, Vastogirardi, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante, quest'ultima sede del santuario sannita per eccellenza, ancora oggi visibile.

Lo storico Theodor Mommsen è concorde con questa teoria, dato che si impegnò per la ricerca di fonti e materiale archeologico, come l'aree del santuario-teatro di Pietrabbondante; da qui i Sanniti Pentri migrarono per fondare più a sud-ovest le città di Isernia e Venafro, poi Bojano e Sepino verso sud-est, e in seguito ancora, sempre seguendo le "primavere sacre", scendendo verso Benevento e la Campania, costituendosi con gli Irpini e i Lucani per fondare nuove colonie tra la Basilicata e Avellino. Gli storici, non citando espressamente il termine "Altosannio", si limitano a parlare del territorio dei Pentri lungo l'alto corso del Sangro, presso la Piana delle Cinque Miglia, che percorsero sino alla foce a Fossacesia fondando delle colonie (come Trebula nel comune di Quadri da parte del sottogruppo dei Carricini), mentre la maggior parte dei soldati consacrati a Marte, seguendo un toro, scesero sino al Massiccio del Matese (Bojano), alle sorgenti del Tiferno (Petrella Tifernina). Fondando la città di Bovianon, così chiamata in ringraziamento del toro[12], avevano le loro adunanze ad Agnone e Pietrabbondante, i luoghi sacri dei santuari.

Un altro gruppo dei Sanniti che scese a conquistare queste terre, portava le insegne del Lupo, e andò a costituire il territorio di Benevento e dell'Irpinia. Mommsen inoltre localizzò il territorio della Bovianum Vetus presso Pietrabbondante, citata anche da Plinio il Vecchio[13], poiché venne fondata prima della capitale Bovianum (Bojano), teorie confermate dalle lapidi con le iscrizioni rinvenute negli scavi archeologici. Mommsen visitò queste zone nel 1846. Un alto micro territorio sannita posto tra i confini dell'Abruzzo e del Molise era quello dei Carecini (o Carricini), distaccato da Pietrabbondante, che comprendeva i centri di Casoli, Torricella Peligna, Quadri e Montenerodomo (in provincia di Chieti), per la presenza delle città di Cluviae, Trebula e Iuvanum; questa popolazione confinava con i Frentani stanziatisi nel medio-basso Sangro e alle pendici della Majella orientale, che aveano la capitale in Anxanum (Lanciano).

Secondo il professor A. La Regina, i Pentri occupavano gran parte del Molise, con esclusione della fascia costiera per un'ampiezza verso l'interno, di circa 25-30 km, come testimoniano infatti le presenze dei Frentani tra Histonium (Vasto), Termoli, Larinum Cliternia (Nuova Cliternia); l'ampiezza si estendeva poi nell'alta Val di Sangro tra Opi, Alfedena, Castel di Sangro e Roccacinquemiglia, sulla sinistra dell'alto Trigno a nord e ad ovest di Trivento (l'antica Terventum), tra i centi di Schiavi d'Abruzzo (dove è stata rinvenuta un'area si santuari italici) e San Giovanni Lipioni, e verso sud tra il versante campano del Matese, sino al fiume Volturno (Cerro al Volturno e Castel San Vincenzo)

Oggi questo territorio è diviso tra le province dell'Aquila (Castel di Sangro-Alfedena), Chieti (Schiavi, San Giovanni L.) Isernia e Campobasso. C'è un unico caso di toponimo non incluso nel territorio del Sannio, il comune di Canosa Sannita, provincia di Chieti, così denominata per distinguerla da Canosa di Puglia.

Caserta e BeneventoModifica

 
Il cinghiale simbolico di Benevento

I confini dei Pentri con questi popoli erano presso il bacino alto del fiume Trigno, del Biferno, del Fibreno e del Volturno; il territorio degli Irpini presso il bacino del Calore, nelle città di Benevento e Avellino; quello dei Caudini più a occidente con le città di Caudio e Saticula sulla sinistra del Calore, Telesia fra il Calore e il Volturno, Combulteria, Trebula, Caiaza sulla destra del Volturno: una tribù che confinava direttamente con gli stati della Campania.

Le città principali di quest'area erano:

  • Allifae: odierna Alife, anticamente Allibo, di origine osco-sannita, fondata intorno al 380 a.C., dotata di moneta propria. Fu occupata dai Romani nel 326 a.C. e nominata municipio come Allifae, divenendo cittadina romana a tutti gli effeti nel 307 a.C.
  • Rufrae: citata da Virgilio e Silio Italico, sorgeva presso l'odierno comune di Presenzano già dal VI secolo a.C., abitato fondato dai Sanniti, occupato dai Romani nel 326 a.C.. L'abitato si estese in pianura lungo la via Latina, mentre nel VI secolo d.C. per evitare gli attacchi saraceni, gli abitanti si fortificarono nuovamente sul colle.
  • Callifae: sorgeva sul Monte Perrone di Roccavecchia, frazione di Pratella, e si estendeva nel territorio del Matese, del Volturno e del Lete. Fu occupata da Roma nel 326, poi nell'88 a.C. dopo la guerra sociale, e il territorio annesso al circondario di Allifae
  • Austicola: secondo La Regina la città era posta sulla Collina di Montauro nel territorio di Vairano Patenora, come testimoniano le mura megalitiche. Non era una città, ma solo un avamposto fortificato di guardia.
  • Saticula. sorgeva presso Statigliano, frazione di Roccaromana, come testimonia il toponimo stesso, insieme ai resti rinvenuti. Fu citata da Virgilio come alleati di Turno nel poema Eneide (VII, 723).
  • Caiatia: odierna Caiazzo, città degli Osci fondata nel IX secolo a.C. (testimonianza delle mura pelasgiche), conquistata poi dagli Etruschi nell'847 a.C. e poi nel 431 dai Sanniti, divenendo municipio romano nel 306 a.C.. Nella città sarebbe nato Aulo Attilio Caiatiano, console e dittatore romano. La città subì devastazioni nel V secolo d.C. dai vandali e dai Goti, venendo poi inclusa dai longobardi nel ducato di Benevento e nella Contea di Capua, con la costruzione del castello fortificato sopra le mura sannitiche.
  • Trebula Balliensis: sarebbe l'odierna Treglia, fondata dai Sanniti nel IV secolo a.C. per controllare la strada dei Monti Trebulani che congiungeva alla pianura di Casilina e ai centri di Traguni e Allifae. Fu conquistata da Annibale dopo la battaglia di Canne, e sotto Roma ottenne il toponimo Trebula. Nel IX secolo fu distrutta dai Saraceni. Corrisponde al territorio comunale di Pontelatone.
  • Cobulteria: sorgeva presso il cimitero comunale di Alvignano, esistente sin dall'VIII secolo a.C., durante la presenza etrusca, e poi sannita. Fu distrutta dai Saraceni. Viene citata quando venne occupata da Annibale e venne saccheggiata dal console Quinto Fabio Massimo. Nel 326 a.C. fu teatro di scontri della seconda guerra sannitica, e passò sotto il potere di Roma nel 215 a.C. Il suo territorio si trovava presso il comune di Castello del Matese.

Nella provincia di Benevento oltre alla città stessa ad avere origini sannite, ci sono i territori di San Giorgio del Sannio, Cerreto Sannita, Pesco Sannita e Calvi. Tuttavia la gran parte della provincia ricavata dall'ex Terra di Lavoro, confinante a ovest con la provincia di Caserta e Alife, e a nord con il massiccio sud del Matese e con la provincia di Campobasso (in particolare il territorio di Bojano), può definirsi incluso nella macro regione culturale del "Sannio".

NoteModifica

Note esplicativeModifica

  1. ^ È bene ricordare come, all'epoca, l'unico ente locale presente nell'ordinamento italiano fosse la provincia, mentre le regioni furono implementate come enti amministrativi solo nella costituzione repubblicana del 1948, per essere rese pienamente operative nel 1970.
  2. ^ Quest'ultima coincideva a sua volta con l'interezza dell'attuale regione Molise, giacché la provincia di Isernia fu istituita nel 1970.

RiferimentiModifica

  1. ^ In osco, attestato per via epigrafica e numismatica.
  2. ^ a b Cfr. T.J. Cornell, The Conquest of Italy, in F.W. Walbank et al. (edd.), «Cambridge Ancient History» VII, 2, Cambridge 1989, pp. 351 e ss.
  3. ^ Antonio Manzo, Dall'etnico safīno ai samnītes, in Annuario ASMV 2001, pp. 193-197, 2002. [1].
  4. ^ L'Italia romana delle Regiones. Regio IV Sabina et Samnium in "Il Mondo dell'Archeologia", su www.treccani.it. URL consultato il 20 ottobre 2016.
  5. ^ Cfr. "Costituzione della Provincia di Benevento", in Atti del Convegno di Studi "La potestà statutaria e la nuova Provincia nella realtà meridionale", Amministrazione Provinciale di Benevento, Benevento 1990. Link all'articolo.
  6. ^ a b Cfr. il dépliant del Museo d'arte contemporanea Sannio.
  7. ^ Cfr. F. Bonini, "Distretti e regioni tra Crispi e Bodio. Un nulla di fatto", in Autonomia, forme di governo e democrazia nell'età moderna e contemporanea. Scritti in onore di Ettore Rotelli', Pavia University Press, 2014, pp. 39-46.
  8. ^ Cfr. G. Palombelli, "L’evoluzione delle circoscrizioni provinciali dall'Unità d’Italia ad oggi", in Le Province dall'Unità alla Repubblica delle autonomie, a cura di I. Nicotra, Donzelli, 2012.
  9. ^ Cfr. E. Rotelli, L'avvento della regione in Italia, Milano, Giuffrè Editore, 1967, p. 355.
  10. ^ Molisannio, Picciano lancia l'idea di un referendum, su Regione Molise, 4 luglio 2011. URL consultato il 5 marzo 2020.
  11. ^ «Molisannio con Benevento e Avellino», l'idea di Lega Sannita, su primonumero.it, 4 luglio 2012. URL consultato il 5 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2015).
  12. ^ cfr. T. Mommsen, Storia Romana (1857)
  13. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III 107

Voci correlateModifica

PopolazioniModifica

BibliografiaModifica

  • E. T. Salmon, Samnium and the Samnites, Cambridge University Press, Cambridge, 1967; trad. it. Il Sannio e i Sanniti, Einaudi, Torino, 1985.

Collegamenti esterniModifica

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