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Umberto Guarducci
Umberto Guarducci.jpg
Nazionalità Italia Italia
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Ciclismo su strada
Ritirato 1937
Carriera
Squadre di club
1931V.C. Perugino
1934-1936Individuale
1937Il Littoriale
 

Umberto Guarducci (Perugia, 23 ottobre 1911Chieti, 29 ottobre 1962) è stato un ciclista su strada italiano. Gareggiò da professionista dal 1934 al 1937, venendo considerato uno dei ciclisti umbri più noti e apprezzati dell'epoca.[1]

Biografia e carrieraModifica

Umberto Guarducci nacque il 23 ottobre 1911 a Ponte Valleceppi, paese umbro del comune di Perugia, (sebbene in alcuni archivi ciclistici venga indicata come città natale Milano) da Guerriero Guarducci e Clorinda Ballerani. Primogenito di nove figli, lavorò come muratore per svariati anni, prima di approcciarsi al mondo dello sport.[1]

Si iscrisse al Veloce Club Perugino agli inizi degli anni Trenta e, dopo alcune vittorie a livello regionale, nel 1934 partecipò alla Roma-Napoli-Roma, piazzandosi secondo dietro Learco Guerra (ma dominando nelle sezioni Roma-Tagliacozzo-Roma e Roma-Aquila-Roma[1]) e divenendo così, assieme a Giovanni Mancinelli, Ascanio Arcangeli, Guglielmo Caproni e Luciano Brunori, uno dei dilettanti più forti d'Italia.[1][2] A tal proposito, il giornalista Alberto Minazzi de Il littoriale dello Sport scrisse in un articolo riguardante la parte di gara da Tagliacozzo a Roma, intitolato La prova di Guarducci: «Grande gara di audacia e di combattività. Il perugino rivelatosi definitivamente nella Roma-Napoli-Roma ha confermato d'essere un atleta dai grandi mezzi.»[2] Sempre lo stesso anno, si posizionò decimo al Giro di Campania, e poi settimo al Giro di Toscana del 1935 e infine nono alla Milano-Sanremo 1937. Successivamente prese parte a tre Giri d'Italia e alla Coppa d'Inverno a Milano (che non vinse, sebbene nelle cronache perugine venne a lui attribuito il primo premio).[1]

Nel 1937, in seguito alla chiamata alle armi, fu costretto a ritirarsi. [1] Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ritornò a Perugia, non riuscendo però a trovare un'occupazione. Allora dovette trasferirsi a Roma per volontà della moglie Dusola e là lavorò come camionista. Morì all'ospedale di Chieti il 29 ottobre 1962, in seguito ad un incidente automobilistico, avvenuto pochi mesi dopo di quello in cui perse la vita anche suo figlio Paolo.

La madre Clorinda consigliò al figlio Giuseppe di chiamare il suo primogenito Umberto, nato tre anni dopo la sua scomparsa e primo nipote. Tempo dopo infine una via della natia Ponte Valleceppi venne dedicata a lui.

PiazzamentiModifica

Grandi GiriModifica

1934: 40º
1936: 34º

Classiche monumentoModifica

1935: 25º
1937: 9º

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f In un tragico incidente è morto Umberto Guarducci, in Il littoriale, 1962.
  2. ^ a b Alberto Minazzi, Dopo una fuga in salita con Guarducci Cipriani vince la Roma-Tagliacozzo, in Il littoriale, 1º novembre 1934.

Collegamenti esterniModifica