Urraca (nome)

prenome femminile

Urraca è un nome proprio di persona spagnolo femminile[1][2].

VariantiModifica

  • Femminili: Hurraca[1], Orraca[1]

Varianti in altre lingueModifica

Origine e diffusioneModifica

 
Una gazza ladra fotografata a Madrid

Riprende il termine spagnolo urraca, che indica la gazza ladra[1][3]. L'etimologia è fortemente dubbia: molte fonti lo riconducono al latino furax, cioè "incline al furto", ma è probabile che si tratti di una paretimologia[4]. I documenti altomedievali evidenziano come il nome sia originario della regione basco-navarrese, il che rende probabile un'origine basca[4]: in quest'ottica, il nome viene ricondotto talvolta al termine basco urra, "nocciolo", "gheriglio"[4], mentre altre fonti propongono un'origine onomatopeica. Alcune fonti ipotizzano una connessione con il termine germanico ur ("uro"), ed una successiva confusione con preesistenti nomi iberici simili[2].

La prima donna di nome Urraca documentata fu la moglie di Fruela II, X secolo, che apparteneva alla famiglia dei Banu Qasi. Il nome fu molto comune durante il Medioevo[2], specie fra la nobiltà spagnola, tuttavia non si diffuse fra il popolo, né ebbe fortuna nelle altre famiglie regnanti europee[4]; si ricorda, a titolo di esempio per questo, la vicenda di Urraca, figlia di Alfonso VIII di Castiglia, che si vide scartare come possibile moglie di Luigi VIII di Francia, in favore della sorella Bianca, proprio per via del suo nome, che sarebbe suonato male alle orecchie del popolo francese[4][5].

Il termine urraca veniva inoltre usato come nomignolo, nel senso lato di "donna chiacchierona"; sia con questo significato che in quello di "gazza ladra" è analogo al nome Marica, usato sempre in Spagna per lo stesso scopo[1], al quale viene quindi talvolta accostato.

OnomasticoModifica

Non vi sono sante che portano il nome Urraca, che quindi è adespota. L'onomastico si può festeggiare il 1º novembre, ricorrenza di Ognissanti.

PersoneModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Diez, p. 448.
  2. ^ a b c d Albaigès i Olivart, p. 242.
  3. ^ La Stella T., p. 358.
  4. ^ a b c d e de Salazar y Acha
  5. ^ Dunkling, p. 40.

BibliografiaModifica

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